Per dire NO all’uso del (combustibile derivato dai rifiuti) come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri a indicare sul contenitore se il , in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti.


Infatti, il ottenuto con il co-incenerimento di e combustibile fossile, diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica).





Inoltre, i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore.




Alle associazioni , , Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo e basta  quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrarie a ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo.




Al posto della combustione del si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia.




Dietro l’angolo ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l’autorizzazione del co-incenerimento del : questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare nei cementifici.


Caricato da isolapulita. - I nuovi video di oggi.

Altro elemento di distorsione nel funzionamento delle società d'ambito concerne la frequente e pressoché sistematica elusione delle regole di evidenza pubblica nella scelta delle imprese cui affidare i lavori, imprese spesso prive dei necessari requisiti di professionalità, caratterizzate da assunzioni clientelari, che in molti casi, come accertato dalla Commissione, hanno riguardato individui con pregiudizi penali, o legati da rapporti di parentela con soggetti pregiudicati.Le criticità di ordine economico finanziario degli ATO hanno quindi avuto ricadute gravissime nella gestione del ciclo dei rifiuti nella regione siciliana, contribuendo a determinare situazioni di altrettanto grave pregiudizio per la salubrità dell'ambiente e, quindi, la salute dei cittadini.
Relazione Commissione Parlamentare sui Rifiuti in Sicilia 6/10/10





mercoledì 7 agosto 2019

2019 7 AGOSTO Sciolto il consiglio comunale di Torretta (PA) 20.06.2019 - IL PREFETTO HA DISPOSTO LA SOSPENSIONE DEGLI ORGANI DEL COMUNE DI SAN CIPIRELLO

2019 7 AGOSTO Sciolto il consiglio comunale di Torretta (PA)





Ultimo aggiornamento:

 mercoledì 7 agosto 2019, ore 11:15  deliberato dal consiglio dei ministri 




Il Consiglio dei ministri, nella seduta del 6 agosto e su proposta del ministro dell’Interno Matteo Salvini, ha deliberato lo scioglimento del consiglio comunale di Torretta (PA), affidandone la gestione a una Commissione straordinaria per un periodo di diciotto mesi, in considerazione delle accertate ingerenze da parte della criminalità organizzata che compromettono il buon andamento dell’azione amministrativa.







2005 25 NOVEMVRE SCIOLTO IL CONSIGLIO COMUNALE DI TORRETTA 




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20.06.2019 - IL PREFETTO HA DISPOSTO LA SOSPENSIONE DEGLI ORGANI DEL COMUNE DI SAN CIPIRELLO


In relazione allo scioglimento del Consiglio comunale di San Cipirello deliberato dal Consiglio dei Ministri nella seduta di ieri 19 giugno, il Prefetto De Miro, con provvedimento emesso in data odierna, ha disposto, nelle more dell'emanazione del formale conclusivo decreto da parte del Presidente della Repubblica, la sospensione degli organi del Comune di San Cipirello, ravvisando la sussistenza dei presupposti di urgente necessità previsti dall'art. 143 comma 12 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000 n. 267.

Con il medesimo provvedimento prefettizio, la provvisoria gestione dell'Ente è stata affidata alla Commissione Straordinaria, già nominata con la deliberazione di scioglimento.

La Commissione si insedierà presso il Comune nel pomeriggio di oggi.


Il Capo di Gabinetto

(Mongiovì )






MMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMM 2019 23 LUGLIO I pentiti che hanno tradito i padrini di Passo di Rigano «Speriamo che non lo vanno a trovare, così si impicca»




L'inchiesta che ha colpito il mandamento degli Inzerillo rivela tutti i timori dei boss e dei loro sodali rispetto a quello che avrebbero potuto raccontare ai magistrati i collaboratori di giustizia, specie i giovanissimi. «Quello ha 24 anni, appena entra si svuota»
SILVIA BUFFA 
«Dobbiamo vedere se non si fanno gli altri sbirri, perché ti sembra che è finita? Gli darei un sacco di timpulate». Non si dà pace Tommaso Inzerillo, boss vecchio stampo che vuole ricostituire il mandamento di Passo di Rigano e le sue vecchie regole. Non sa proprio come abituarsi ai nuovi mafiosi che, finiti in manette, si riscoprono pentiti di quanto commesso fino al giorno prima e sono pronti a tradire i segreti di chi è rimasto fuori. A impensierirlo sono soprattutto i giovanissimi, quelli che non hanno avuto il tempo necessario per temprarsi ai dogmi di Cosa nostra. Come Leandro Greco, il nipote del Papa, e che in suo onore infatti si fa chiamare Michele. «Ora, già ha fatto arrestare a quello, ora arrestano a tutti e due… Quello ha ventiquattro anni, appena entra dentro si svuota», teme il boss. Anche se a dire il vero quel «ragazzetto» ad oggi la bocca non l’ha ancora aperta, al contrario di quelli che invece hanno fatto il suo nome ai magistrati facendolo finire in galera, nel blitz dello scorso gennaio.
Tra questi, per esempio, c’è Filippo Salvatore Bisconti, ritenuto il reggente di Belmonte Mezzagno, che una volta finito dentro parla a lungo con gli inquirenti. Le sue dichiarazioni, infatti, innescano le preoccupazioni di Inzerillo ma soprattutto il suo cinismo, tanto che tra una riflessione e l’altra intercettata dagli inquirenti dice qualcosa che lascia addirittura di sasso i sodali che lo ascoltano: «Speriamo che sua moglie non ci vada, se non ci va la moglie e figli, è importante!». Il motivo? «Eh, certe volte … si impiccano, si vedono soli… che devono fare, capito! Se ci va la moglie subito, è più difficile che possono fare…hai capito?», spiega a chi è rimasto a bocca aperta. «C’è stato pure un altro pentito che ha parlato, non so cosa ha detto - dice in un’altra occasione -. “Vedete che qui sono tanti, sono gli Inzerillo, dice che appena tornano…sono qualche duecento, questi in un colpo…vengono da cose…”», ma non finisce la frase. Eppure ai suoi tempi, prima di tutto, delle vendette, della seconda guerra di mafia, della scappata in America, tutti questi pentiti non c’erano. Anzi, forse nemmeno esisteva il concetto stesso.
Cosa è cambiato oggi? «È successo il mondo, perché quando hanno dato il quarantuno le persone non c’erano abituate, no? - dice a un sodale, alludendo al regime del carcere duro -. Perciò si sono visti buttati là e si sono messi a fare i pentiti… quelli che contano! Hai capito perché ti dico si rovinò il mondo?». Considerazioni e timori che già avevano preso campo in tempi non sospetti, anni e anni prima. È il 2005 quando Salvatore Lo Piccolo prende preoccupato l’argomento in un pizzino indirizzato a Bernardo Provenzano: «Siamo arrivati al punto che siamo quasi tutti rovinati, e i pentiti che ci hanno consumato girano indisturbati. Purtroppo ci troviamo in una situazione triste e non sappiamo come nasconderci», scriveva. Sollecitando il boss latitante ad acconsentire all’arruolamento ufficiale degli Inzerillo, tornati dagli Usa, considerato che erano giovani «che non uscivano fuori dal seminato, per non rischiare quel poco di pace che abbiamo». Ma c’è anche chi, oggi, consapevole della situazione, cerca di rincuorare don Masino. «Io sono uno che le cose me le so tenere», assicura Giuseppe Lo Cascio, coinvolto anche lui nel blitz di pochi giorni fa.
Più e più volte si vanta col boss di avere «tutti i requisiti» che ne nobilitano l’appartenenza alla consorteria mafiosa. «Io neanche i parenti dei parenti ho sbirri, fino adesso, nella mia famiglia pure i parenti dei parenti, perché da noi erano, erano valori di primo, però da tutti sono valori, tutt’altro abbiamo!». Per l’esattezza, ha parenti in ogni tipo di professione utile che sarebbero a suo dire ben felici di piegarsi, se necessario, alle richieste del mandamento. «Io ho quattro zii dottori, uno è ginecologo, uno è dentista, uno è farmacista e uno è pediatra, cioè, io ce li ho per me tutti». C’è pure un cugino che si chiama esattamente come lui, ma i due oltre al nome condividono anche il curriculum criminale: prossimo alla scarcerazione, l’omonimo è costretto a rimanere dentro per colpa delle dichiarazioni di un nuovo collaboratore di giustizia della famiglia mafiosa di Partanna, che ne avrebbe ritardato la liberazione: «Questo un po’ di danno lo fa. Non ha niente sopra mio cugino. parla solo per sentito dire. Ma come mai ora questi pentiti fanno questi danni, non ci vogliono i riscontri?».
Ma è sicuro della tenacia della famiglia Lo Cascio. «Noialtri così siamo mi piego ma non mi spezzo», continuava a vantarsi, intercettato. Ma persino lui è preoccupato dai recenti pentimenti seguiti agli ultimi grossi blitz palermitani. Di nuovo Inzerillo torna a sperare in una scelta diversa e drastica, pur di non parlare una volta messi dentro. «Non ti fai ti impicchi se ti puoi impiccare». Raccogliendo il consenso di Lo Cascio, che tuttavia osservava che «là ci vogliono pure le palle, ci vogliono. A fare questo, non è facile, devi essere di un altro cervello». Mentre il boss suggerisce per sicurezza ai suoi non ancora finito dietro le sbarre di cancellare dal telefono dati compromettenti, proprio in vista di quello che avrebbero potuto dire i pentiti. Molti dei quali, ne è sempre più convinto don Masino, parlano per via della loro poca esperienza, motivo che non giustificava in ogni caso quella che per lui è una vera e propria perdita d’onore. «Io sono abituato a cose serie, è un rispetto, è un onore - replica infatti il fedele Lo Cascio -, ma qua stiamo parlando di una perdita d'onore. Prima però, voglio dire, erano brave persone, ma qua stiamo parlando a mare».
«Tutti si sburiddaru, diciamo - concorda anche un altro uomo coinvolto nel blitz, Antonino Di Maggio -. Sto facendo un quadro, diciamo, un poco genealogico: Ganci, Cancemi e Pipitone sono tre famiglie grosse, giusto? No? Ah? Si sburiddaru, nei La Barbera c’è stato anche un nipote che sburiddò pure, anche se non è La Barbera ma si sburiddò in qualsiasi modo. E sono già quattro famiglie grosse. Praticamente sono rimasti Inzerillo, Di Maggio e Gambino. Che non si è sburiddato nessuno fino ad ora in queste tre famiglie. Perciò che cosa voglio dedurre io, che di tutti quelli che conosciamo noi, che erano tutti vicino a noi, di Palermo, ah? Non serve nessuno». Specie se pur di ottenere sconti e privilegi certi pentiti sono disposti anche a tradire i parenti stretti. Come ha fatto Antonino Pipitone, che ha fatto arrestare suo zio Vincenzo per l’omicidio di Felice Orlando, freddato nel 1999 in una macelleria dello Zen: «Lo hai sentito quello come lo ha segnato a suo zio Enzo? Per il discorso, questo della carnezzeria dello Zen? Lo ha distrutto. Perché aveva la speranza di uscire altri quattro anni, lo ha ammazzato», osserva. «Minchia che sbirro proprio!», commenta di rimando un altro sodale.
E non sono pochi, in effetti, i collaboratori di giustizia che hanno avuto qualcosa da dire sul mandamento appena finito a gambe all’aria. Dallo storico capo dell’Acquasanta Vito Galatolo, che ad aprile racconta ai magistrati di quella volta che «era a Boccadifalco per salire per Baida, cercavamo Franco Inzerillo, ‘u nivuru, non mi ricordo, per una presentazione di uomini d’onore», ai più recenti Francesco Colletti e Filippo Salvatore Bisconti, fermati il 4 dicembre 2018 durante il blitz Cupola 2.0 e accusati di reggere le famiglie di Misilmeri e Belmonte Mezzagno. Coinvolti entrambi nella ricostituzione della commissione provinciale, una volta avviati i rispettivi percorsi di collaborazione con la giustizia, hanno spiegato i meccanismi di funzionamento e le regole organizzative del rinnovato organismo collegiale ed è stato da subito sorprendente notare come tali meccanismi siano risultati perfettamente sovrapponibili ai precetti che trovati nel pizzino nascosto nel covo dei Lo Piccolo al momento e ritrovato durante il loro arresto, nel 2007. Dichiarazioni, le loro, caratterizzate da un «elevatissimo grado di attendibilità», dovuta non solo al fatto che entrambi erano parte integrante dei meccanismi in gioco per ricostituire la commissione, ma anche perché tutto quello che raccontano coincide alla perfezione. Ma l’elenco continua con chi dentro c’è finito prima di loro, come Sergio Macaluso, in passato per i magistrati reggente del mandamento di Resuttana, e Antonino Pipitone, esponente apicale della famiglia di Carini. 
2019 23 GENNAIO Chi è Leandro Michele Greco, il nipote del Papa «Stu ragazzino s'era messo in testa di fare il capo»















La sua «ascesa vertiginosa» all’interno di Cosa nostra secondo gli inquirenti inizia a 23 anni e si arresta cinque anni dopo, quando due pentiti fanno il suo nome. Gli stessi che lui avrebbe voluto tagliare fuori dalla nuova Commissione
SILVIA BUFFA 



«Un ragazzetto». Che altro dire di un giovane di 28 anni? Ma Leandro Greco, che da tutti si fa chiamare Michele, non è esattamente come gli altri quasi trentenni. Può vantare qualcosa che non è da tutti, quella di essere ritenuto a capo di uno dei mandamenti più potenti della città, quello di Ciaculli. Un boss mafioso in tutto e per tutto, a sentire gli inquirenti che lo hanno arrestato ieri e ancora di più a sentire i racconti dei due neo collaboratori di giustizia, Francesco Colletti e Filippo Bisconti, indicati ai vertici dei mandamenti di Villabate e Belmonte Mezzagno. Mandamenti periferici, di paese, che in qualche modo la nuova Commissione provinciale, orientata a una vocazione Palermocentrica, sembrava cercasse di allontanare sempre di più. Non stupisce che certi retroscena emergano adesso proprio da quella fetta che rischiava di rimanere fuori dai giochi. A quella famosa riunione del 29 maggio dello scorso anno, a sedere tra i big di Cosa nostra c'è anche lui, quindi, Leandro alias Michele, alla luce dell'importanza rivestita all'interno dell'organizzazione criminale, a dispetto della giovane età. Ma dalla sua sembra avere qualcosa in più, l’eredità del passato criminale lasciata dal nonno Michele Greco, Il Papa, uno dei protagonisti del maxi processo, malgrado una latitanza di due anni e il suo ingresso in sordina a procedimento già in corso. Una figura che il nipote, anche solo nella scelta del soprannome, sembra quasi voler evocare, in segno di memoria, riverenza o altro.
In barba forse alle descrizioni fissate invece nelle carte giudiziarie del passato, che lo restituiscono alle cronache nelle vesti di «pluriomicida e stragista». «Mandante di efferati delitti», si legge anche nelle carte di oggi, «grande stratega della cosiddetta guerra di mafiapersecutore inflessibile dei "traditori"tenace nell'odio, anche nei confronti dei congiunti». Mentre il giovane nipote siede fra boss e padrini, a dimostrazione del fatto che non vanterebbe solo un mero ruolo di vertice, ma un «titolo, una qualifica», per dirla coi magistrati. Che non a caso parlano di «un'ascesa vertiginosa» iniziata quando aveva appena 23 anni. «Non abbiamo la prova provata di cosa lo porti così giovane già a capo di un mandamento come quello di Ciaculli, possiamo fare dei ragionamenti: l'appoggio forse di altri mandamenti, l'albero genealogico, altri soggetti a lui vicini sul territorio - spiega il procuratore aggiunto Salvatore De Luca -. Ci sono altri personaggi di spicco coinvolti nelle ultime operazioni. Ma tutti comunque di minor rilievo paragonati a GrecoLui è il soggetto più pericoloso dell'attuale situazione e aveva una volontà espansiva che alla lunga poteva essere socialmente molto pericolosa, che avrebbe potuto ingenerare delle instabilità tali da sfociare nella violenza».
Uno, sembrerebbe, che nei panni del capo si era trovato davvero bene, tanto da avere in mente di allargare il proprio raggio di controllo. Ad esempio prendendosi un altro mandamento, quello del collaboratore Colletti, Villabate. «Greco mi dice prima tutti gli elogi, “sei una brava persona, bla, bla, bla”, ma poi mi dice che nel prossimo appuntamento di settembre io non dovevo partecipare, “non te la prendere, non è una cosa nei tuoi confronti”», racconta il collaboratore. Per evitare di correre rischi organizzando riunioni troppo allargate. «”Facciamo in modo che tu, visto che sei di un paese, ti fai rappresentare o da me o da decidere tu da qualcuno di questo gruppo”», avrebbe continuato a dire Greco a Colletti. «Questa cosa non mi è piaciuta - rivela il collaboratore -. Va bè che questo è un ragazzino, anche se, cioè lui sembra che c’ha un vecchio dentro, ma è un ragazzoSiamo tutti capi mandamento, che hai tu in più di me? Stu ragazzino forse si era messo in testa di essere capo di questa Commissione, ma questo l'ho pensato io. Qua siamo tutti uguali, non c’è uno che deve sopraffare un altro».
È luglio del 2018. E il chiodo fisso di Leandro/Michele sembra essere solo la scalata all’interno di Cosa nostra. «Non parla male e che il cervello ce l'ha. Cioè per me aveva cinquant'anni, non venticinque», dice ancora il collaboratore. Che a fare la differenza, oltre al carisma, sia soprattutto il peso di quel cognome? È un dubbio che sfiora anche Colletti. «Questo sa le storie che io non so, magari qua c’è una tradizione familiare, mentre da me non c’è e allora è questo forse, i racconti dei parenti». A non digerire la sua intraprendenza, però, è anche Filippo Bisconti, che il 15 gennaio decide di parlare coi magistrati. Lui Greco lo conosce da quando era un bambino, ma i suoi racconti si concentrano sulle aspirazioni del 28enne. «In pratica voleva rappresentare due mandamenti, la sua posizione era indifendibile, per questa sua pretesa che alle riunioni non partecipassero i mandamenti dei paesi - dice -. E poi voleva mettere per iscritto delle “regole”, ma già esistevano regole scritte custodite nel mandamento di Corleone». Schemi nuovi, insomma, dentro Cosa nostra e spazio alle giovani leve, ma con un «significativo ritorno sui nomi importanti, che poi sono quelli che trovano maggiore consenso», secondo il capo della mobile Rodolfo Ruperti.
2019 22 GENNAIO Cupola 2.0, largo ai giovani nel segno della tradizione «Il nipote del boss Greco era il più pericoloso di tutti
 «Una mentalità da anziano nel corpo di un giovane». A sentire gli inquirenti, i 28 anni di Leandro Greco sembrano un fatto puramente anagrafico, nulla di più. Nipote del boss Michele Greco, detto il papa, è stato arrestato questa mattina con l’accusa di essere il capo mandamento di Ciaculli. Uscito dalla questura con aria sicura, tronfia, quasi beffarda, ha dispensato baci e saluti per tutti i presenti accorsi. Chissà se se l’aspettava l’epilogo di oggi, che lo ha portato a essere fermato insieme ad altre sei persone. Tra cui c’è anche un altro nome del passato dal peso non indifferente, Calogero Lo Piccolo, figlio del noto boss Salvatore, accusato di essere il capo del mandamento mafioso di San Lorenzo-Tommaso Natale.

A scoperchiare il vaso di pandora, oltre alle indagini, ai pedinamenti e alle intercettazioni, è stata soprattutto la decisione di due ex boss arrestati il mese scorso di parlare con i magistrati. Si tratta di Francesco Colletti, a capo del mandamento di Villabate, che ha deciso di collaborare poco dopo essere finito dietro le sbarre, e di Filippo Bisconti, a capo invece del mandamento di Belmonte Mezzagno, che si è deciso appena dodici giorni fa. I tempi per agire, quindi, erano abbastanza stretti, soprattutto perché secondo gli inquirenti gli uomini fermati oggi erano tutti sul chi va là, molto attenti a eventuali fughe di notizie e pronti con le valigie per sparire senza lasciare traccia.                            
Due collaborazioni importantissime, «soprattutto perché non provengono dall’area della manovalanza di Cosa nostra, ma parliamo di due vertici, due personaggi comunque di alto livello, con un passato di indagini, condanne e detenzione», sottolinea il procuratore capo Francesco Lo Voi. Sono sette in tutto i fermi di oggi, un numero decisamente inferiore e forse meno impressionante rispetto ai 49 di appena un mese fa, ma questo a sentire gli inquirenti non deve trarre in inganno. «È minore la quantità, ma non certo la qualità», torna a dire Lo Voi. Tanti, poi, i dettagli che si aggiungono adesso al quadro già dipinto con l’operazione di dicembre: fra tutti, che la Commissione provinciale «non era esattamente qualche vecchietto che tornava in azione, ma soggetti mafiosi di comprovata esperienza familiare o personale. Tra loro, un giovanissimo Greco, che ci fa capire che c’è un rinnovamento che si inserisce nel solco di una tradizione per via di un'appartenenza anche familiare e anagrafica».

«I due collaboratori, poi, Francesco Colletti e Filippo Bisconti testimoniano il fallimento di un progetto, quello di ricostituire appunto la Commissione - continua Lo Voi -. Ed è il motivo per cui entrambi iniziano a collaborare. Il fallimento di un progetto che si può interpretare come l’assenza di prospettiva per un futuro. Le indagini condotte in questi anni hanno dimostrato che qualunque tentativo di ricostituzione seria delle strutture, specie di vertice, è stato subito individuato e perseguito. Questa assenza di futuro dovrebbe essere compresa anche da chi ancora fa parte di Cosa nostra». Specie alla luce del fatto che, seppur alle fasi ancora iniziali, queste due collaborazioni appaiono già piuttosto «promettenti» ai magistrati. Quello che raccontano Colletti e Bisconti è anche l’esistenza di due distinti assi, all’interno della neo-cupola mafiosa: da un lato quello rappresentato da loro, e sostanzialmente da tutte le periferie di Cosa nostra diverse da Palermo; dall’altro invece ci sarebbero stati Mineo-Di Giovanni - coinvolti nel blitz di un mese fa - insieme ai neo fermati Lo Piccolo-Greco. Non proprio un conflitto interno, spiegano gli inquirenti, ma visioni differenti di intendere il nuovo assetto da dare alla Commissione, che iniziava ad assumere un’impronta sempre più Palermocentrica. Dove i non palermitani erano tenuti ai margini e la violenza era bandita, se non per fatti sporadici e comunque eccezionali.
E poi gli elementi di sempre, tra vincoli di sangue, continuità e tradizione. La stessa raccolta dal più giovane dei fermati di oggi, questo Leandro Greco che si fa chiamare Michele: un omaggio, un senso di devozione o rispetto al nonno boss? Prende le redini del mandamento di Ciaculli, che a detta dei magistrati è ad oggi uno dei più pericolosi insieme a quello di Porta Nuova e Pagliarelli, già cinque anni fa, quando ha appena 23 anni. Così giovane e un ruolo già così importante e delicato con cui fronteggiarsi. E sembra davvero troppo presto, ripensando proprio alle tipiche logiche di Cosa nostra. Viene da pensare che qui, fra le tante cose, abbia influito parecchio il peso del cognome che porta e della storia della sua famiglia. Sembrerebbe insomma essersi calato molto bene nella parte del boss, tant’è che i magistrati lo descrivono oggi come «il soggetto in assoluto più pericoloso tra quelli arrestati». 
GRECO LEANDRO,PASSO DEL RIGANO,INZERILLO TOMMASO,TORRETA,CIACULLI TOMMASO NATALE,PIPITONE ANTONINO,BISCONTI SALVATORE FILIPPO,LO PICCOLO SALVATORE,LO PUICCOLO CALOGERO,SAN LORENZO,PROVENZANO BERNARDO,COLLETTI FRANCESCO,DI MAGGIO ANTONINO,GALATOLO,PIPITONE VINCENZO,VITO,LO CASCIO GIUSEPPE,PIPITONE ANTONINO,MACALUSO SERGIO,

Di Puparo
I nemici di Riina si incontrano a Marsiglia 

Quando più tardi arrestato "Totuccio" Contorno confessò di aver partecipato nel novembre 1994 a una riunione a Marsiglia alla quale hanno partecipato anche il fuggitivo Pietro Aglieri, il nipote di Contorno Gaetano Grado, Antonino Di Peri (non molto più tardi a Palermo ucciso), Giovanello Greco e altri capi. Il collegamento tra Contorno e Aglieri fu in seguito tradito dal pentito Pasquale di Filippo



Capofamiglia di Villabate Francesco Montalto (Bagarella) ucciso da Di Peri (Aglieri) Il 25 novembre 1994 fu il capofamiglia di Villabate, Francesco Montalto, figlio di Salvatore Montalto ucciso da Giuseppe Di Peri e suo figlio Salvatore Paolo Di Peri per ordine di Aglieri. Salvatore Montalto è membro della Cupola di Palermo ed è un sostenitore di Bagarella. 



Sindaco di Bagheria Dal 14 dicembre 1994 al 15 maggio 1995 prestò servizio a Luigi Serra (Comm. Straordinario) 



BRANCACCIO CAPO MAFIA GAETANO TINNIRELLO Assassino di 





Brancaccio Salvatore Grigoli uccide Giuseppe Pirrone e sua sorella ad Alcamo (Tp) il 24 gennaio 1995 erano Caterina Pirrone (26) e suo fratello Giuseppe Pirrone (25) uccisa, era la fidanzata di Lorenzo Greco che diventa pentito l'8 maggio 1995. Il loro padre era Mario Pirrone e il loro fratello era Massimiliano Pirrone (23) che erano in prigione. Furono uccisi dai Corleonesi sotto i quali Salvatore Grigoli e i Corleonesi li uccisero per aiutare il loro alleato locale il capo Vito Coraci (ottenne l'ergastolo per gli omicidi) 



Brancaccio assassino pentito Giovanni Ciaramitaro 



Brancaccio trasportatore Pietro Carra (pentito)

Il trasportatore di Brancaccio Pietro Carra aveva legami con Brancaccio mafiosi (ed era collegato all'imboscata del giudice ??) 



Antonio Scarano è un calabrese che è alleato con Messina Denaro 



BAGARELLA / BRUSCA (CORLEONESI) VERSUS PROVENZANO / AGLIERI (PALERMITANI) 


La moglie di Riina Ninetta Bagarella e la loro bambini Ninetta Bagarella aveva sentito dire che la cittadina di Corleone Giuseppe Giammona era stata vista con due uomini sconosciuti da fuori Corleone in città e sospetta loro di aver organizzato il rapimento di uno dei suoi figli. Il figlio di Totò Riina, Giovanni Riina, parlò con Bagarella e decisero di uccidere Giuseppe Giammona e il nipote di Contorno, Marcello Grado. 

Caso di omicidio di Corleone Giusto Giammona Il 28 gennaio 1995 fu a Corleone Giuseppe Giammona (23) ucciso da Leoluca Bagarella e dai suoi uomini Antonino Mangano e Antonino Calvaruso. 

Bagarella Riina uccide a Corleone Giovanna Giammona e Saporito il 25 febbraio 1995 anche la sorella di Giuseppe Giammona Giovanna Giammona (27) e suo marito Francesco Saporito uccisero a Corleone perché chiedevano in giro l'omicidio di suo fratello. Leoluca Bagarella, Giovanni Riina, Antonino Mangano e Tony Calvaruso sono stati accusati dei loro omicidi, dell'omicidio di Giuseppe Giammona e degli omicidi di altri 4 giovani (Marcello “Marco” Grado e i suoi amici Luigi Vullo, Onofrio Catalano e Giannantonio Sole) che sospettato di aver pianificato il rapimento di uno dei bambini di Riina. 

Brancaccio assassino Spatuzza Il killer Spatuzza del Brancaccio raccontò dell'omicidio di Giuseppe Vallecchia scomparso nel febbraio del 1995 


Corleonesi uccise i loro nemici Marcello “Marco” Grado e Luigi Vullo il 2 marzo 1995 erano il giovane nipote di Contorno Marcello “Marco” Grado (figlio di Gaetano Grado che ebbe 5 anni per associazione mafiosa) e il suo amico Luigi Vullo uccisi da Antonino Mangano perché sospettati di preparare il rapimento di uno dei bambini di Riina. Secondo il pentito Tony Calvaruso era Nicola Di Trapani responsabile con Bagarella per gli omicidi di Marcello Grado, dell'amico Luigi Vullo e Domingo Buscetta (nipote di Tommaso Buscetta). 

I corleonesi uccidono il loro nemico Catalano (amico di Grado)
Il 3 marzo 1995 uccidono l'amico di Grado, il trafficante di droga Onofrio Catalano a Caltanissetta, che è stato ricercato dalla polizia per 12 anni. 

Il killer di Brancaccio Spatuzza uccide Armando Vitale (cognato Filippo Mineo) il 3 marzo 1995 è stato ucciso Armando Vitale, è il cognato di Filippo Mineo che era scomparso e aveva sostenuto Stefano Bontate in passato. 

Corleonesi Spatuzza, Mandala, omicidio del dodicesimo membro della famiglia del pentito Buscetta Il 6 marzo 1995 fu Domingo Buscetta (45) ucciso da Gaspare Spatuzza, Nicolo Mandala (da Villabate e il figlio di Nino Mandala, il presidente di Forza Italia a Villabate) e Salvatore Barbagallo (in seguito divenne pentito) è il figlio di Vincenzo Buscetta e un fratello di Benedetto Buscetta che furono uccisi nel 1982, è il dodicesimo membro della famiglia ucciso di Tommaso Buscetta. Secondo il pentito Tony Calvaruso era Nicola Di Trapani responsabile con Bagarella per gli omicidi di Marcello Grado, dell'amico Luigi Vullo e Domingo Buscetta (nipote di Tommaso Buscetta). 

Corleonesi Spatuzza uccide Villabate capo mafia Giuseppe Di Peri (Provenzano / Aglieri) L' 11 marzo 1995 furono Villabate capo mafia Giuseppe Di Peri (46) e suo figlio Salvatore Paolo Di Peri (23) ucciso da Gaspare Spatuzza.

L'assassino di Brancaccio Spatuzza (Corleonesi) uccide Sole (famiglia Grado) Il 22 marzo 1995 si trovava a Carini (Pa) in un'auto bruciata che il corpo di Gianmatteo Sole (nato il 20 aprile 1971 e il 24 quando ucciso) trovò, una delle sue sorelle era la moglie di Marcello Grado. I suoi assassini furono Gaspare Spatuzza e gli assassini di Cosimo Lo Nigro 

Brancaccio Tony Calvaruso e Pietro Romeo “Pitruni” (Corleonesi) omicidio Carella  Francesco Carella fu strangolata da Pietro Romeo e Luigi Giacalone dopo il quale fecero scomparire il corpo di Villabate (Aglieri) Di Peri- Montalto ( Bagarella) la guerra del 28 aprile 1995 fu a Villabate Giovanni Spataro (29) ucciso da 2 assassini vestiti da poliziotti. È legato agli uomini assassinati Di Peri. 

La guerra di Villabate (Aglieri) Di Peri- Montalto (Bagarella)
29 aprile 1995 è stato trovato il corpo di Gaetano Buscemi (29), è amico di Spataro ed era scomparso la sera prima. 

Famiglia Contorno il 5 maggio 1995 tentò il suicidio di Marcella Mazzola (madre del 2 marzo 1995 uccisa Marcello Grado, figlio di Gaetano Grado e nipote di Contorno). 

LEOLUCA BAGARELLA E IL TEAM KILLER 

La moglie di Leoluca Bagarella, suicida Marchese Vincenzina 
12 maggio 1995, la moglie di Leoluca Bagarella, suicida Marchese Vincenzina 

Leoluca Bagarella, strangola Agrigento vice rappresentante Antonino Di Caro Canicatti (Ag) capo mafia e vicerini di Agrigento rappresentano Antonino Di Caro il 22 giugno 1995, portato da Misilmeri capomafia Giuseppe Lo Bianco in una trappola in una stalla di proprietà di Giardinello (provincia di Palermo) capomafia Francesco Di Piazza a Giardinello. Lì Canicatti (Ag) mafioso Antonino Di Caro fu strangolato da Leoluca Bagarella dopo di che distrussero il suo corpo in acido. alla strangolazione erano presenti il ​​figlio di Salvatore Riina, Giovanni Riina, Riina, Vitale, Lo Bianco e Di Piazza. Pentito Giovanni Brusca disse che questo omicidio fu quello che fece indurre il figlio di Riina a Cosa Nostra. per questo fu arrestato Giovanni l'11 giugno 1996, il figlio di Totò Riina. Leoluca Bagarella, sua sorella Ninetta Bagarella e suo figlio Giovanni Riina furono accusati del suo omicidio. Francesco Di Piazza la capomafia di Giardinello (Pa) ebbe 30 anni per l'omicidio di Antonio Di Caro il cui corpo fu sciolto in acido. 28 giugno 2004 Giardinello (provincia di Palermo) capomafia Francesco Di Piazza si suicida nel carcere di Sulmona.
Il figlio di Salvatore Riina, Giovanni Riina, introdusse la famiglia Di Filippo Gaspare Di Filippo e Marianna Bruno ebbero i figli Pasquale Di Filippo (moglie Giuseppina “Giusy” Spadaro) ed Emanuele di Filippo (moglie Angela Marino) e la figlia Agata di Filippo (sposata con il fratello di Bagarella in legge Nino Marchese) 

Brancaccio ?? il socio Emanuele di Filippo arrestato Emanuele di Filippo fu arrestato nel febbraio 1994 e divenne il 23 giugno 1995 pentito Pasquale Di Filippo (32) arrestato il 23 giugno 1995 fu Pasquale Di Filippo (32) arrestato e divenne pentito 


LEOLUCA BAGARELLA ARRESTATO Il 24 giugno 1995 era Leoluca Bagarella ( 53) arrestato, la polizia ha immediatamente arrestato anche Antonio Mangano e Tony Calvaruso.pentiti fratelli Pasquale ed Emanuele di Filippo 
Il giorno dopo l'arresto di Bagarella reso possibile dai fratelli pentito Pasquale (moglie Giuseppina “Giusy” Spadaro) ed Emanuele di Filippo (moglie Angela Marino) la loro famiglia disapprova da loro. La loro sorella Agata di Filippo è sposata con il cognato di Bagarella, Nino Marchese. Anche Pasquale Di Filippo ha tradito il collegamento tra Aglieri e Contorno con la polizia. 

Arrestato l'ex autista di Leoluca Bagarella Antonino Calvaruso (Brancaccio pentito)Il 25 giugno 1995 fu arrestato Tony Calvaruso, ex autista e braccio destro di Leoluca Bagarella. Divenne pentito e fu collegato agli omicidi di Vullo e Buscetta e disse che Luigi Giacolone con il suo capo Graviano era dietro l'omicidio del sacerdote Puglisi. Ha testimoniato nel processo per omicidio del Mercato d'oro contro Giovanni Brusca. Processo sul mercato d'oro: 37 omicidi del famoso team Drago, Lorenzo Tinnirello, Filippo La Rosa, Francesco Tagliavia, Giuseppe Lucchese e Giuseppe Graviano. Hanno ucciso Prestifilippo, il bagno di sangue della famiglia Mannoia, l'uomo d'affari Amato, il ladro Salvatore Faia e il piccolo criminale Sebastiano Briolotta (sparato nel 1986 perché ha compiuto furti e rapine senza permesso) e nel 1989 Giorgio e Salvatore Mandala membri della famiglia di Mannoia. 

Tullio Cannella, uomo d'affari del Brancaccio Tullio Cannella, uomo d'affari del Brancaccio, fu arrestato il 7 luglio 1995 e divenne pentito macellaio Belmonte Salvatore “Picciriddu” Benigno (Bagarella) e figlio Simone Benigno il 12 luglio 1995 la polizia arrestò Salvatore Benigno “Picciriddu” a Misilmeri. Molto più tardi ricevette l'ergastolo per l'omicidio di Andrea Vicari nel 1994. Il macellaio Belmonte Salvatore “Picciriddu” Benigno (Bagarella) e il figlio Simone Benigno 
Sarebbe implicati anche nella strage di via dei Georgofili a Firenze e nell'attentato contro Maurizio Costanzo. 

Luigi Giaconia, socio di Leoluca Bagarella, arrestato il  16 luglio 1995, Luigi Giaconia (figlio di Stefano Giaconia, ucciso nel 1976), arrestato, aveva dato rifugio a Bagarella e alla moglie Vincenzina Marchese mentre era fuggitivo.

MANDAMENTO BAGHERIA, VILLABATE, CASTELDACCIA, ALTAVILLA, FICARAZZI 

Sindaco di Bagheria Dal 18 maggio 1995 al 16 marzo 2001 ha prestato servizio il sindaco Giovanni Valentino 

Villabate capo mafia Andrea Cottone (Bagarella) arrestato il 
6 settembre 1995 è stato arrestato Andrea Cottone, è il capo di Villabate ed era parente al clan Montalto e vicino a Leoluca Bagarella. 

Villabate murdercase De Montis Il 21 settembre 1995 fu ucciso Paolo De Montis, il sospetto è Antonino Di Pasquale di Villabate. 

LEOLUCA BAGARELLA KILLER TEAM Gli assassini di Bagarella arrestati il 17 novembre 1995 Gli assassini di Bagarella Salvatore Faia, Francesco Giuliano e Cosimo Lo Nigro furono arrestati L' assassino di Brancaccio Pietro Romeo arrestato Il 14 novembre 1995 fu a Palermo arrestato il fuggitivo Pietro Romeo. il pentito Pasquale Di Filippo lo aveva accusato di essere un assassino di Bagarella e avrebbe commesso 4 omicidi. 

Il killer di Brancaccio Pietro Romeo (pentito) il 15 novembre 1995 furono grazie alla testimonianza di Pietro Romeo, che iniziò subito dopo il suo arresto a collaborare e divenne un pentito, arrestò anche Cosimo Lo Nigro, Brancaccio mafioso Francesco Giuliano, Salvatore Faia mafiosi del clan Bagarella . Sono stati accusati di 3 omicidi. Il giorno dopo Salvatore Buffa fu arrestato nella cui proprietà erano state trovate armi da fuoco. 

PIETRO AGLIERI ARRESTATO Arrestato Santa Maria di Gesù Capo Mafia e Cupola Pietro Aglieri (Provenzano) 5 giugno 1997 vicino a Bagheria viene arrestato il boss Pietro Aglieri (è il secondo al comando nei Corleonesi dietro Bernardo Provenzano e membro della Cupola). Con lui vengono arrestate le sue guardie del corpo e gli assassini Natale Gambino (figlio del capo Giuseppe) e Giuseppe La Mattina. Aglieri è stato ricercato dalle confessioni di Mannoia nel 1989 ed è il capo da quando è stato arrestato il suo capo Pullara della cosca di Santa Maria di Gesù. Le sue 2 guardie del corpo erano state nominate anche nel massacro di via D'Amelio (Borsellino). 

Brancaccio recitazione capomafia Gaspare Spatuzza 

Brancaccio assassino Salvatore Grigoli arrestato e diventa pentito 19 giugno 1997 fu arrestato l'assassino Salvatore Grigoli e divenne pentito. Brancaccio arrestato Giuseppe Garofalo Brancaccio sotto il peso di Giuseppe Garofalo divenne pentito quando fu arrestato con suo fratello Francesco Garofalo nel pomeriggio del 2 luglio 1997. Il Brancaccio in recitazione capomafia Gaspare Spatuzza arrestato  più tardi quel giorno 2 luglio 1997 furono arrestati a Palermo: Pietro Tarantino, Michele Micalizzi, Antonino Montalto e Gaspare Spatuzza. Gaspare Spatuzza appartiene alla famiglia Graviano e governò per loro Brancaccio, sospettato di aver partecipato all'attacco con bombe a Contorno di Roma e anche di partecipare alla campagna di bombe del 1993. 

MANDAMENTO BAGHERIA, VILLABATE, CASTELDACCIA, ALTAVILLA, FICARAZZI 

Villabate Nell'agosto 1997 vennero sequestrati 25 miliardi di lire dalla polizia dei mafiosi Salvatore Pitarresi e Antonino Vitale (tuttora in blocco) di Villabate. Diversi anni fa avevano partecipato alla guerra mafiosa a Villabate in una  lotta di potere Giovanello Greco arrestato il 3 ottobre 1997 era a Ibiza Giovannello Greco (41) arrestato con la moglie Francesca Ficano. 

MANDAMENTO PALERMO CENTRO, PORTA NUOVA, BORGO VECCHIO 

Porta Nuova capomafia Salvatore Lo Presti ucciso per ordine del Partinico capomafia Vito Vitale (Bagarella)
Nel settembre 1997 il capo Vito Vitale organizza l'omicidio e la scomparsa del capo Salvatore Lo Presti (il capo di Porta Nuova e suo figlio è Tommaso Lo Presti) a Palermo e uno degli assassini era Antonio Madonia (il sospetto capo di Borgo Nuova e membro del centro di Palermo) con Marcello Fava. 
Porta Nuova capocosca Marcello Fava Ballaro Il macellaio Marcello Fava Marcello Fava (fratello Giuseppe Fava) era il principale macellaio all'ingrosso della Sicilia e aveva una macelleria a Ballaro Ballaro Il macellaio Marcello Fava Marcello Fava (fratello Giuseppe Fava) suo nipote Rosario Sarullo è il genero di Antonino Di Puma (suo figlio Giuseppe Di Puma) Ballaro famiglia Cali Francesco Paolo Augusto Cali, figlio del negoziante di Ballaro.Ballaro capo mafia Cosimo Bruno Ballaro capo mafia Cosimo Bruno (fratello Lucio Bruno) aveva anche una macelleria a Ballaro e fu arrestato il 6 luglio 2000. Il capo di Porta Nuova Marcello Fava (Vitale) fu arrestato e divenne pentito il 15 marzo 1998 a Palermo Marcello Fava (34 ) viene arrestato è sospettato di essere uno degli assassini del boss Salvatore Lo Presti e ora guida la cosca di Porta Nuova per il boss Vito Vitale. 

Domenico Campora ha arrestato Pentito Salvatore Grigoli dicendo che nel garage di Domenico Campora ha incontrato Gaspare Spatuzza. Nel marzo 1999 sono stati arrestati il ​​pentito Salvatore Grigoli mafioso Domenico Campora (44) e l'amico Emanuele Lipari. 

Uccisa Porta Nuova Mafioso Domenico Campora (44)28 maggio 1999 Il membro di Porta Nuova, Domenico Campora, viene colpito e ucciso e Emanuele Lipari ferito, Campora sopravvisse nel 1996 in un'imboscata. Il capo della famiglia Porta Nuova è Vincenzo Buccafusco. L'ordine venne da Vincenzo Buccafusca e gli assassini furono Vincenzo Spadaro (fratello di Tommaso Spadaro), Tommaso Lo Presti, i fratelli Castenze Lo Iacono e Marcello Lo Iacono e il nipote Luigi Lo Iacono. Gli ultimi due sono stati i veri assassini

MANDAMENTO BAGHERIA, VILLABATE, CASTELDACCIA, ALTAVILLA, FICARAZZI 

Villabate Il 6 gennaio 1998 è stato arrestato Antonino Vitale negli Stati Uniti da Villabate. Villabate l' 8 marzo 1998 era vicino a Villabate il corpo di Fabio Micciche (17) trovato. Per questo fu Agostino Sanseverino (18 anni) arrestato, è il figlio del mafioso Domenico.

Bartolo Di Natale Il 16 aprile 1998 furono arrestati Bartolo Di Natale di Bagheria e Francesco Fuschi di Palermo. 

Sindaco di Villabate Dal 25 maggio 1998 al 20 aprile 1999 ha servito il sindaco di Forza Italia Giuseppe Navetta 

Casteldaccia sindaco  Dal 25 maggio 1998 al 27 maggio 2003 ha servito il sindaco Bertolo Di Matteo 

Sindaco di Villabate 20 aprile 1999 26 novembre 2001 Giosuè Raia Comm. straordinario 20 aprile 1999 26 novembre 2001 Maria Rita Leonardi Comm. straordinario 20 aprile 1999 26 novembre 2001 Maria Teresa Cucinotta Comm. straordinario 

Bagheria sindaco 20 aprile 1999 19 giugno 2000 Laura Franchina Comm. straordinario 20 aprile 1999 16 marzo 2001 Fulvio Sodano Comm. straordinario20 aprile 1999 10 dicembre 2001 Salvatore Mangano Comm. straordinario 

Assassino di Bagheria Paolo Cianciolo Il 14 dicembre 1999 fu trovata la uccisa Giustina Aggiato (22), fu l'ex fidanzata del pentito Paolo Cianciolo che la fece uccidere perché aveva un altro amante, fu condannato per 3 omicidi sotto i quali Francesco Morana che era stato il nuovo amico di Aggiato. Giuseppe Briamo, Vincenzo Giangrande, Salvatore Rovetto e Pietro Lo Coco di Bagheria (Pa) furono accusati di 3 omicidi tra il 1992 e il 1996. 

BRANCACCIO 

Brancaccio capomafia La sorella di Benedetto Graviano Nunzia arrestata il 
19 luglio 1999 Nunzia Graviano (31) la sorella dei capi Giuseppe Graviano e Filippo Graviano vengono arrestati con il loro avvocato Domenico Salvo. 

PARTINICO (PALERMO)

Partinico murdercase Salvatore Alduino il 30 agosto 1999 fu ucciso Salvatore Alduino, nipote di Francesco Paolo Alduino. 

Linea di droga Partinico-Detroit Nel 1999 fu trovata una grande quantità di stupefacenti vicino alla città di Sterling Heights. Implica gli stessi nomi delle persone del caso di connessione Pizza: Sam Evola, Girolamo Vitale e Giacamo Palozzola. Costituiscono la conduttura della droga dal partinico alla detroit. Vitale ed Evola sono discendenti dei fondatori della famiglia Detroit nati a Partinico. I Corrado erano sospettati di avere un ruolo nel caso. 

Maurizio Lo Iacono del Partinico Nel 1999 Gaetano Baio di Porto Empedocle e Maurizio Lo Iacono di Partinico cercavano ancora l'adesione alla mafia e si trasferirono in Brasile dove vivevano a Rio de Janeiro e San Paolo. 

La famiglia Alduino di Partinico Nell'ottobre 1999 furono arrestati il ​​figlio di Francesco Alduino, Vito Alduino e suo nipote Angelo Alduino, Girolamo Mattina, Antonino Maragliotti, e già incarcerati furono i pentiti Filippo Rossello e Tommaso Cilluffo. La famiglia Alduino aveva programmato di andare in guerra con la famiglia Vitale. Gli arresti sono stati ordinati da pm Salvo De Luca, Francesco Del Bene e Franca Imbergamo. 

Brancaccio capo mafia Francesco Tagliavia con arresti domiciliari a Partinico Brancaccio capo mafia Francesco Tagliavia con arresti domiciliari a Partinico iniziò a opporsi a Vito Vitale. Suo figlio è Giovanbattista Tagliavia 

Partinico capo mafia Vito Vitale uomini Sciortino arrestati a Castellammare (provincia di Trapani) il 26 dicembre 1999 la polizia di Monreale arrestò Antonino Sciortino (37) a Castellammare apparteneva alla cosca di Vito Vitale. 

Arresti di Partinico Alla fine di dicembre 1999, arresti di polizia a Partinico Rosario Sansone, Antonino Pecorella, Giuseppe DiMaggio, Girolamo Mazzara, Francesco Vetrano, Luigi Mutari di Balestrate e Vito Palazzolo di Cinisi. Sansone è probabilmente un membro della famiglia Uditore (Palermo) che ha come capo Raffaele Spina. 

28 gennaio 2000 I pentiti fanno luce su otto delitti che per trent'anni sono rimasti nel mistero dell'ambiente. Ma per due boss, Giuseppe Battaglia e Giuseppe Balsano, le porte del carcere non si aprono ancora: restano latitanti. La Procura di Palermo, coadiuvata dalle indagini di carabinieri e polizia, ritiene di avere svelato i retroscena di omicidi avvenuti tra il 1974 e il 1981. Sono quelli di Liborio Lucera, Francesco Castelluccio, Girolamo Di Maggio, Francesco Adelfio, Vincenzo Angelica, Marco Puccio , Giuseppe Scalisi e Francesco Petroncelli. Tutti uccisi perché condannati dal tribunale mafioso che non potevano ammettere la commissione di crimini senza l'autorizzazione del capofamiglia competente per territorio. Così, racconta Giovanni Brusca, Marco Puccio sarebbe stato strangolato perché si era permesso di rubare animali dei fratelli Tavolacci, vicini alla famiglia di Riina. Francesco Petroncelli aveva la colpa di spacciare droga a Partanna Mondello senza il benestare dei boss. Francesco Castelluccio è invece invece fatto giustizia da solo, ritenendosi ferito nell'onore. La morte di Francesco Adelfio fu invece decretata da solo perché aveva manifestato pubblicamente la sua "contentezza", così riferito dal pentito Giovanni Drago, per l'arresto dello zio di un mafioso di rango, Giuseppe Lucchese. Un altro, Liborio Lucera si atteggiava fin troppo a mafioso e parlava male di Stefano Bontade. Girolamo Di Maggio e Giuseppe Scalisi rimasero schiacciati dalle logiche di morte che contrapponevano cosche avverse. Su richiesta del sostituto procuratore Olga Capasso, il gip Gioacchino Scaduto ha emesso sedici ordinanza di custodia cautelare. In carcere sono tornati Salvatore Adelfio, Francesco Adelfio, Pietro Lo Iacono e Fedele Battaglia. In cella hanno ricevuto il provvedimento Simone Benenati, Antonio Madonia, Salvatore Biondo (classe '55), Salvatore Biondo (classe '56), Salvatore Biondino, Antonino Bonura, Francesco Iacono, Giuseppe Lucchese, Giuseppe Graviano e Leoluca Bagarella.

MANDAMENTO BAGHERIA, VILLABATE, CASTELDACCIA, ALTAVILLA, FICARAZZI ex sacerdote di Bagheria Filippo Aiello ucciso il 22 marzo 2000 è stato ucciso l'ex sacerdote di Bagheria Filippo Aiello (62) (suo fratello è l'ex sindaco di Bagheria CD Michelangelo Aiello) 

Sindaco di Bagheria Dal 19 giugno 2000 al 10 dicembre 2001 servì Rosa Inzerilli (Comm. Straordinario) matrimonio di Villabate Francesco Campanella 
Nel luglio 2000 sposò Francesco Campanella e ebbe come testimone Clemente Mastella (ora recentemente nominato dal nuovo Primo Ministro Romano Prodi come ministro della giustizia). Secondo quanto riferito, a quel matrimonio hanno partecipato anche Salvatore Cuffaro, governatore della Sicilia ed ex alleato politico di Mastella. Il pentito di mafia Francesco Campanella, ex sindaco di Forza Italia di Villabate,

Sindaco di Bagheria Dal 16 marzo 2001 al 10 dicembre 2001 ha prestato servizio a Donatella Ferrera (Comm. Straordinario) 

28 marzo 2001 Confiscata l'impresa di produzione e fornitura di costruzioni \ "Sicilconcrete srl \" di Villabate (Pa), gestita da Tommaso Cannella e da Salvatore Pitarresi, accusato di appartenere alla mafia di Prizzi ea quella di Villabate e di avere riciclato il denaro di Bernardo Provenzano. 

Il politico di Villabate Francesco Campanella Francesco Campanella ha detto che nel settembre 2001 ha incontrato per caso il governatore siciliano Toto Cuffaro al casinò di Sanremo. Campanella era accompagnata dalla capofamiglia Villabate Antonino Mandala. 

Il sindaco di Villabate Lorenzo Carandino Nel novembre 2001 è stato eletto sindaco a Villabate Lorenzo Carandino.

Il consiglio comunale di Villabate è stato sciolto Nel 2001 il consiglio comunale di Villabate è stato sciolto a causa dell'infiltrazione della mafia. 

Il sindaco di Bagheria Francesco Giuseppe Fricano 
Francesco Giuseppe “Pino” Fricano (nato il 18 ottobre 1953) fu eletto sindaco di Bagheria il 25 novembre 2001. il pentito Francesco Campanella (ex sindaco di Forza Italia a Villabate) disse che il sindaco di Bagheria Pino Fricano fu scelto con il sostegno del Aspra cosca guidata da Guattadauro. Campanella ha affermato che dopo la scelta di Fricano Carlo Guattadauro ha voluto un ritorno di favori. Campanella lo ascoltò direttamente da Villabate mafioso Nicola Mandala, ma anche da Michele Sanfilippo.

Campanella ha dichiarato: '' Mi e 'capitato di assistere personalmente a incontri tra Fricano e Michele Sanfilippo, si tratta di richieste di favori. Durante un viaggio a Roma, sull'aereo, in Fricano mi confermo 'l'apppoggio di Guattadauro, e mi disse anche che, dopo essere uscito dal carcere Carlo Guttadauro voleva incontrarlo,' per tariffa il punto della situazione ', mi parlo' del suo disagio, perche 'non riteneva opportuno incontrarlo, anche perche' l'onorevole Lumia (Ds ndr) continua a minacciarlo di fare sciogliere il Consiglio comunale ''.

rivela inoltre segreti su elezioni fisse, mentre i deputati dell'ala centro-destra sono "autorizzati" a candidarsi al parlamento dalle famiglie mafiose di Villabate e fanno gravi accuse contro Giuseppe Lumia, capo del gruppo democratico di sinistra nella commissione antimafia. Secondo Campanella, Lumia fece pressioni sul sindaco di Bagheria, Pino Fricano (Udeur) per convincerlo a nominare ex sindaco di Corleone (Pippo Cipriani) e architetto (Marino) come consiglieri di alto livello. Lumia intende portare Campanella in tribunale per diffamare Campanella e indicare come persona legata ad interessi mafiosi Giuseppe Cipriani, ex sindaco di Corleone, suggerito per il consiglio comunale all'oggi sindaco dimissionario di Bagheria, Giuseppe Fricano (cugino del boss di Prizzi Masino Cannella) anch'egli indagato per collegamenti ad ambienti mafiosi. Proprio Cipriani rivestiva la carica al Comune di Bagheria di valutatore per le politiche per la legalità e la gestione dei beni confiscati; e solo nella città di Bagheria se ne contano ad oggi, tra ville, casali e terreni, almeno 35 per un ingente valore immobiliare. Salvatore Cuffaro, fatto fatto al pentito Francesco Campanella nella primavera del 2003. Secondo il racconto del collaboratore, durante un incontro nella sede della Presidenza della Regione, Cuffaro gli ha suggerito di stare attento alle sue frequentazioni perche 'controllato e intercettato dagli inquirenti, e gli abbiamo chiesto di non venire piu 'alla presidenza. Il maggiore Ottaviano ha affermato che i carabinieri hanno predisposto un carico di Campanella il 12 aprile del 2003 un rapporto in riferimento ai rapporti di servizio, servizi di osservazione condotti a partire dagli ultimi mesi del 2002. In tali attivita 'investigative, Campanella venne visto piu' volte con capimafia di Villabate, Antonino e Nicola Mandala 'e Ignazio Fontana. Francesco Campanella, ex presidente del consiglio comunale di Villabate (sciolto per infiltrazioni mafiose nell'aprile del 2004) e consulente del sindaco dello stesso comune, Lorenzo Carandino (Fi). Il Presidente della Regione Sicilia, Totò "vasa vasa" Cuffaro, ha chiesto una tangente di cinque miliardi di vecchie lire per tariffa realizzata in un centro commerciale a Villabate, nel palermitano. E 'quanto sostenuto, in un interrogatorio del 5 aprile del 2005, il nuovo pentito di mafia Francesco Campanella, ex presidente del Consiglio comunale di Villabate In tali attivita 'investigative, Campanella venne vista piu' volte con la capimafia di Villabate, Antonino e Nicola Mandala 'e Ignazio Fontana. Francesco Campanella, ex presidente del consiglio comunale di Villabate (sciolto per infiltrazioni mafiose nell'aprile del 2004) e consulente del sindaco dello stesso comune, Lorenzo Carandino (Fi). Il Presidente della Regione Sicilia, Totò "vasa vasa" Cuffaro, ha chiesto una tangente di cinque miliardi di vecchie lire per tariffa realizzata in un centro commerciale a Villabate, nel palermitano. E 'quanto sostenuto, in un interrogatorio del 5 aprile del 2005, il nuovo pentito di mafia Francesco Campanella, ex presidente del Consiglio comunale di Villabate In tali attivita 'investigative, Campanella venne vista piu' volte con la capimafia di Villabate, Antonino e Nicola Mandala 'e Ignazio Fontana. Francesco Campanella, ex presidente del consiglio comunale di Villabate (sciolto per infiltrazioni mafiose nell'aprile del 2004) e consulente del sindaco dello stesso comune, Lorenzo Carandino (Fi). Il Presidente della Regione Sicilia, Totò "vasa vasa" Cuffaro, ha chiesto una tangente di cinque miliardi di vecchie lire per tariffa realizzata in un centro commerciale a Villabate, nel palermitano. E 'quanto sostenuto, in un interrogatorio del 5 aprile del 2005, il nuovo pentito di mafia Francesco Campanella, ex presidente del Consiglio comunale di Villabate Antonino e Nicola Mandala 'e Ignazio Fontana. Francesco Campanella, ex presidente del consiglio comunale di Villabate (sciolto per infiltrazioni mafiose nell'aprile del 2004) e consulente del sindaco dello stesso comune, Lorenzo Carandino (Fi). Il Presidente della Regione Sicilia, Totò "vasa vasa" Cuffaro, ha chiesto una tangente di cinque miliardi di vecchie lire per tariffa realizzata in un centro commerciale a Villabate, nel palermitano. E 'quanto sostenuto, in un interrogatorio del 5 aprile del 2005, il nuovo pentito di mafia Francesco Campanella, ex presidente del Consiglio comunale di Villabate Antonino e Nicola Mandala 'e Ignazio Fontana. Francesco Campanella, ex presidente del consiglio comunale di Villabate (sciolto per infiltrazioni mafiose nell'aprile del 2004) e consulente del sindaco dello stesso comune, Lorenzo Carandino (Fi). Il Presidente della Regione Sicilia, Totò "vasa vasa" Cuffaro, ha chiesto una tangente di cinque miliardi di vecchie lire per tariffa realizzata in un centro commerciale a Villabate, nel palermitano. E 'quanto sostenuto, in un interrogatorio del 5 aprile del 2005, il nuovo pentito di mafia Francesco Campanella, ex presidente del Consiglio comunale di Villabate aprile del 2004) e servito consulente del sindaco dello stesso comune, Lorenzo Carandino (Fi). Il Presidente della Regione Sicilia, Totò "vasa vasa" Cuffaro, ha chiesto una tangente di cinque miliardi di vecchie lire per tariffa realizzata in un centro commerciale a Villabate, nel palermitano. E 'quanto sostenuto, in un interrogatorio del 5 aprile del 2005, il nuovo pentito di mafia Francesco Campanella, ex presidente del Consiglio comunale di Villabate aprile del 2004) e servito consulente del sindaco dello stesso comune, Lorenzo Carandino (Fi). Il Presidente della Regione Sicilia, Totò "vasa vasa" Cuffaro, ha chiesto una tangente di cinque miliardi di vecchie lire per tariffa realizzata in un centro commerciale a Villabate, nel palermitano. E 'quanto sostenuto, in un interrogatorio del 5 aprile del 2005, il nuovo pentito di mafia Francesco Campanella, ex presidente del Consiglio comunale di Villabate

Villabate sindaco dal 26 novembre 2001 al 8 Gennaio, 2004 servita sindaco Lorenzo Carandino 

Bagheria sindaco decorrere dal 10 dicembre 2001 al 21 Marzo 2006 servito sindaco Francesco Giuseppe Fricano 

mandamento Palermo Centro, PORTA NUOVA, Borgo Vecchio 

Porta Nuova socio membro di Porta Nuova Raffaele Miccichè è stato arrestato 8 maggio 2001 

Palermo centro capo mafia Agostino “Il Pazzo” Badalamenti Agostino Badalamenti (Porta Nuova capo mandamento) è stato scelto nel 2003 capo mafia di Palermo Centro, è stato appena liberato dal carcere per 3 anni 

MANDAMENTO BAGHERIA, VILLABATE, CASTELDACCIA, ALTAVILLA, FICARAZZI 

Casteldaccia sindaco Dal 27 maggio 2003 al 17 giugno 2008 ha prestato servizio il sindaco Giovanni Di Giacinto

Sindaco di Villabate 8 gennaio 2004 30 aprile 2004 Pietro Fina Comm. sindaco di Villabate regionale 30 aprile 2004 29 maggio 2007 Giuseppe Rizzo Comm. straordinario 30 aprile 2004 29 maggio 2007 Salvatore Di Marca Comm. straordinario 30 aprile 2004 29 aprile 2007 Ester Mammano Comm. straordinario 

Salvatore Geraci La villa, gestito sul litorale di Altavilla Milicia, nel meraviglioso golfo tra il lido Sportivo e promontorio collegato "L'ombelico di Venere", era di proprietà dell'imprenditore Salvatore Geraci, già affiliato a "cosa nostra" di Bagheria ed ucciso nel 2004. 

Palermo murdercase Salvatore Geraci Il 3 ottobre 2004 è stato a Palermo Salvatore Geraci ucciso, con la sua impresa Enterprise ha gestito i contratti di costruzione per la mafia. Era stato condannato nel 1998 ed è stato rilasciato nel 2000. Successivamente divenne un sospetto nell'omicidio del mafioso Francesco Pastoia. 

Sindaco di Bagheria Dal 27 giugno 2006 al 14 giugno 2011 ha servito il sindaco Biagio Sciortino 

CAPOMAFIA SALVATORE LO PICCOLO E IL RITORNO DEGLI SCAPPATI (FUGHE) 

Ristorante Torretta “Lo Sparviero”  Giovanni Angelo Mannino ((cognato del capo ucciso Salvatore “Totuccio” Inzerillo ) gestisce il ristorante "Lo Sparviero" in via Sperlinga a Torretta, 

il figlio di Totuccio Inzerillo, Giovanni Inzerillo La polizia ha fotografato l'auto di Giovanni Inzerillo di fronte alla pizzeria Torretta "Al vecchio mulino" l'11 agosto 2003 all'incontro dei mafiosi di Carini, Torretta, Passo di Rigano e Montelepre, 
incontro pizzeria Al Vecchio Mulino (Il Vecchio Mulino)
11 agosto 2003 c'è nella pizzeria Al vecchio mulino (Maria Grazia Mannino) a Torretta un incontro a cui partecipano Giovanni Inzerillo, Carini capo mafia Vincenzo Pipitone, Carini Mafiosi Antonio Pipitone, Carini Mafiosi Angelo Conigliaro, Carini Mafiosi Giuseppe Lo Duca, Carini Mafiosi Giuseppe Passalacqua, Carini Mafiosi Gaspare Pulizzi e Carini Mafiosi Antonino Di Maggio, Salvatore Plauzio, Matteo Inzerillo, Alessandro Mannino, suo fratello Giovanni Mannino, Antonino Montelepre, Antonino Pipitone (figlio di Angelo Pipitone), Filippo Di Maggio, Giacomo Raccuglia (fratello Rosario Raccuglia) , Francesco Inzerillo «Franco u Nivuru» (nato nel 1955), Ferdinando Gallina. 

Pietro Peter Inzerillo, proprietario del Nino's Restaurant (Brooklyn) Peter InzerilIo, cl. 1967, da Palermo. Uomini d'onore della famiglia Gambino, cognato è Paul Francis (Frank) Cali, che ha sposato sua sorella Rosaria Inzerillo. Gestiva il ristorante Nino's, situato in Henry Street 531 a Carroll Gardens, Brooklyn. Nino's è stato venduto e ribattezzato Francesco con il proprietario Francesco «Frank» Mazzoli 

Francesco Paolo Augusto Cali, figlio del negoziante di Ballarò. 

Francesco Inzerillo u 'truttaturi ("il trotter") ritorna sul Passo di Rigano Il primo a tornare è Francesco Inzerillo u' truttaturi ("il trotter"), figlio di Pietro Inzerillo della fama del ristorante Nino. È anche il cognato di Franky Boy. Gli fu permesso di tornare nel 1997 quando fu espulso dagli Stati Uniti 

Tommaso Inzerillo Il prossimo a tornare è Tommaso Inzerillo, cugino del capo Salvatore Totuccio Inzerillo, ucciso il 10 maggio 1981 in Via Brunelleschi. Tommaso è anche il cognato di John Gambino e nipote del vecchio capo dei capi Carlo Gambino. 
Il fratello di Totuccio, Francesco Inzerillo, ritorna  Dopo di ciò, ritorna anche il fratello di Totuccio, Francesco Inzerillo. 

Bernardo Provenzano all'ospedale di Marsiglia "La Ciotat" 
Nell'ottobre 2003 è arrivato Bernardo Provenzano all'ospedale di Marsiglia "La Ciotat" con il nome di Gaspare Troia per un'operazione alla prostata. Era accompagnato da Salvatore Troia, figlio di Gaspare Troia. 

Villabate capo mafia Nicola Mandala e Gianni Nicchi (Pagliarelli) a New York
26 novembre 2003 Nicola Mandala e Gianni Nicchi (25) volano a New York, rientrando in Italia il 7 dicembre 2003 successivo. L'FBI riferì che Nicola Mandala e Giovanni Nicchi avevano avuto i loro primi contatti con Pietro Inzerillo e suo cognato Francesco (Frank) Cali.

Il fatto che nel novembre 2003 MANDALA 'Nicola e NICCHI Giovani abbiano incontrato CALI' Frank è dimostrato anche dalle fotografie trovate durante una ricerca effettuata a Palermo il 2 ottobre 2006 di locali appartenenti a COSTANZA Vincenzo. Costanza era emersa in varie occasioni durante le indagini come stretto collaboratore di NICCHI Giovanni (nascosto dalla legge) e della sua ragazza ADDOTTO Rossana. Le fotografie mostrano i due uomini in compagnia di alcune donne, tra cui le rispettive fidanzate. Nel trovare le foto, COSTANZA disse agli investigatori che gli erano stati affidati da ADDOTTO. Sembrerebbe ragionevole dedurre che questo è stato progettato per impedire alla polizia di trovare documenti compromettenti. 

Villabate capo mafia Nicola Mandala e Gianni Nicchi (Pagliarelli)
Nicola Mandala e Gianni Nicchi tornarono in Italia il 7 dicembre 2003. La 

mafiafamiglia di Resuttana (Palermo) Bonanno Il  23 dicembre 2003 era presso un ospedale di Palermo il corpo trovato del fuggitivo Francesco Bonanno (38), che era noto come capo della Resuttana cosca , alleato di Lo Piccolo, capimafia della zona. Bonanno era morto di infarto, era figlio di Armando Bonanno, uno degli assassini di Giuseppe Madonia e Vincenzo Puccio di Monreale (Pa) capitano dei carabinieri Emanuele Basile, ucciso nel maggio 1980. 

Il figlio di Santo Inzerillo, Giuseppe Inzerillo, va a New Jersey (dalla Sicilia) Il 23 dicembre 2003, il figlio di Santo Inzerillo, Giuseppe Inzerillo e Salvatore Greco, partono entrambi per il New Jersey. 

Filippo Casamento le ultime conversazioni intercettate in Italia che coinvolgono Filippo Casamento, poco prima del suo ritorno negli Stati Uniti Il 29 dicembre 2003, CASAMENTO ha rivelato al suo "figlioccio" INZERILLO Giovani l'esistenza di legami solidi tra i membri della sua famiglia biologica e i noti trafficanti di droga Salvatore MICELI e PANNUNZI Roberto. Il primo è fuggito, e si sta ancora nascondendo dalla legge in Sud America mentre il secondo è attualmente in prigione. Su questo argomento, CASAMENTO ha descritto come suo nipote, CASAMENTO Raimondo, aveva ospitato i ricercati nella casa di suo suocero, LO VERDE Antonio. Precedenti indagini penali condotte da questa unità di polizia nel 2002 documentavano anche l'incontro tra questi uomini nella casa di LO VERDE Angelo, con sede ad Addaura (Palermo) 

Filippo Casamento Per quanto riguarda i viaggi di CASAMENTO Filippo e INZERILLO Giovanni è stato accertato che la destinazione finale era New York, dove il primo, sotto falso nome, si unì alla sua famiglia, mentre il secondo conobbe suo cugino INZERILLO Giuseppe con il quale viaggiò di nuovo in Italia. 

Il figlio di Totuccio Inzerillo, Giovanni Inzerillo, passa per Toronto negli Stati Uniti Il 22 gennaio 2004 il figlio di Totuccio, Giovanni Inzerillo, parte per l'America in compagnia dell'importante mafioso Filippo Casamento (82), che un tempo era il tenente della famiglia Boccadifalco. Prima di atterrare a New York, i due uomini si fermano alcuni giorni a Toronto, in Canada. Prendono una stanza allo Sheraton. Poi vanno al ristorante "Peppino" in Finch Avenue 2201. Qui partecipano a un vertice. Dura nove ore attorno a un tavolo con altri sicilo-americani. Tra i presenti vi sono Michele Modica e Michele Marrese "noti mafiosi residenti in Canada ma nativi della Casteldaccia 

Villabate capo mafia Nicola Mandala a New York
18 marzo 2004 Nicola Mandala e Ignazio Fontana, noto come Ezio, entrambi membri della famiglia Villabate, tornarono a New York. Durante il secondo viaggio di Mandalà negli Stati Uniti, l'organizzazione investigativa collaterale ha documentato l'uso di un'automobile immatricolata presso "Haskell International Trading Inc", una società che si occupa di distribuzione di cibo con sede a 900 South Avenue, Staten Island (NY) amministrata da Frank Cali, in questa occasione era presente Nicolo Notario. Si ritiene che Notario sia vicino alla "famiglia" mafiosa di Vilabate. 

Le società di Frank Cali
Haskell International Trading Inc. è solo una delle società che includono Circus Fruits Wholesale Corp con sede legale al 5015 Fort Hamilton Parkway, Brooklyn; I due fratelli producono Inc su 17th Street; Bontel Usa Corp in Hamilton Avenue; Ox Contracting Inc sulla 52esima strada e Ital Products esprimono Lmt sulla 3rd Street. Tutte queste aziende - nel settore alimentare o delle costruzioni - sono registrate a Franky Boy o ufficialmente a Silvestre Lo Verde, un italo-americano noto a Brooklyn come "Silvio". 

Toronto "California Sandwiches shooting"
i tentati omicidi il 21 aprile 2004, a Toronto, di Michele Modica (legato alla famiglia Bagheria), Andrea Carbone, Pietro Scaduto e Michele Marrese. Carbone e Scaduto fungevano da guardie del corpo e muscoli di Modica mentre erano qui a Toronto. Pietro Scarcella ha ideato la trama per uccidere Michele Modica ed è stato arrestato un anno dopo. 

Il referente di Provenzano Francesco Pastoia 
Nel giugno 2004, il mafioso Francesco Pastoia ha completato la sua pena detentiva. In una fattoria abbandonata vicino a Palermo, i membri della mafia in cerca di contatto con Provenzano lasciarono note in codice per Provenzano e in seguito ricevettero le risposte da Francesco Pastoia. Francesco Pastoia genero Giuseppe Greco 

Provenzano referente Francesco Pastoia
In una fattoria abbandonata vicino a Palermo, i membri della mafia in cerca di contatto con Provenzano lasciarono note in codice per Provenzano e in seguito ricevettero le risposte da Francesco Pastoia. La polizia ha nascosto tre bug d'ascolto nella fattoria e ha saputo che Pastoia avrebbe incontrato Provenzano il 19 settembre 2004, ma il boss della mafia è stato informato. 

Altofonte murdercase Oreste Lo Nigro Il 3 ottobre 2004 vicino a Altofonte uccise anche Oreste Lo Nigro (figlio di Enrico Lo Nigro che era stato ucciso nel 1997). 


Arresto in Venezuela delle conseguenze di Campobello di Mazara Capomafia Vincenzo SpeziaIl 14 ottobre 2004 furono arrestati Francesca Bianco, sua figlia Rosetta di Santa Ninfa (Tp), Francesca Viviano di Partanna (Tp), furono accusati di aiutare Vincenzo Spezia con il marito di Francesca Bianco Gaspare. Anche il trafficante di droga imprigionato Vincenzo Patti di Castelvetrano (Tp) è stato accusato di aiutare Spezia. 

Il fratello di Totuccio Rosario «Sarino» Inzerillo restituisce l'altro fratello di Totuccio, Rosario Inzerilllo che è tornato il 29 dicembre 2004 con l'approvazione di Salvatore Lo Piccolo 

Il figlio di Santo Inzerillo Giuseppe restituisce il figlio di Santo Inzerillo Giuseppe Inzerillo restituisce il figlio di Totuccio Inzerillo Giovanni Inzerillo torna a Passo di Rigano
L'ultimo a tornare è Giovanni. Giovanni è il figlio sopravvissuto di Totuccio. È nato a New York il 30 aprile 1972 ed è cittadino americano. 

MANDAMENTO BAGHERIA, VILLABATE, CASTELDACCIA, ALTAVILLA 

Villabate capo mafia Antonino Mandala arrestato il  25 gennaio 2005 fu Villabate capo mafia Antonino Mandala arrestato durante l'operazione "Grande Mandamento". 

Operazione “Grande mandamento” 25 gennaio 2005 la polizia interrompe l'operazione "Grande mandamento" e arresta una cinquantina di persone sotto le quali Salvatore Troia che diventa pentito e racconta dell'operazione prostatica di Provenzano nella clinica di Marsiglia. La sua storia è stata supportata dal suo amico arrestato Mario Cusimano che è diventato anche un pentito. Fu arrestato anche Belmonte Mezzagno mafioso Francesco Pastoia, fu il referente di Provenzano e gli altri capi dovettero comunicare con Provenzano via Pastoia. Anche il politico mafioso di Villabate Francesco Campanella, un consigliere comunale di Villabate che confessò di aiutare il capo siciliano Bernardo Provenzano, divenne pentito e aveva dato a Provenzano documenti falsi. 

Belmonte Mezzagno (Pa) mafioso Francesco Pastoia (62) si suicida nel carcere di Sant'Anna 28 gennaio 2005 impiccò lo stesso Francesco Pastoia (62) nella sua cella nella prigione di Sant'Anna. Pastoia venne a conoscenza del fatto che la polizia aveva registri di conversazioni telefoniche in cui aveva tentato di ingannare Provenzano nei rapporti d'affari e aveva compiuto omicidi senza l'autorizzazione dei suoi superiori nella cosa Nostra 

Torretta capo mafia Vincenzo Brusca, 
soldato del Gambino di New York Salvatore Badalamenti (nato nel 1952 ) è stato registrato in Sicilia mentre parlava con Torretta Capo Mafia Vincenzo Brusca nel 2004 o 2005 

Torretta Capo Mafia Vincenzo Brusca 
Torretta Capo Mafia Vincenzo Brusca aveva anche telefonate con il mafioso americano Salvatore Badalamenti. 

Torretta capo mafia Vincenzo Brusca arrestato la polizia arrestato Torretta capo mafia Vincenzo Brusca il 22 marzo 2005

Torretta capo mafia Calogero Caruso (69) 

Partinico capomafia Giuseppe Gelardi arrestato in Costa d'Avorio Il 24 marzo 2005 fu in Costa d'Avorio il fuggitivo Partinico capomafia Giuseppe Gelardi arrestato. È processato con Leonardo Vitale per l'omicidio di Vito Salvia, ucciso nel 1994 in uno scontro tra cosche. Gelardi è il genero del partinico capomafia Giovanni Bonomo, anch'egli arrestato in Africa nel 2003. 

Monreale capomafia Giuseppe Balsano suicida nel carcere di Novara 19 luglio 2005 Monreale capomafia Giuseppe Balsano (60) si suicida nel carcere di Novara.una conversazione intercettata alle 10.10 del 20 luglio 2005 all'interno degli uffici dell '"Immobiliare Raffaello" tra BONURA Francesco e MANNINO Calogero in cui viene nuovamente sottolineato l' attivo rolè di CIPRIANO Santo nel territorio del Passo di Rigano. 


EDIFICIO MONOPOLIO CONCRETO DI MAFIA 

Borgetto capomafia Benedetto “Benny” Valenza arrestato Nel 2005 Valenza è tornato in carcere. Ancora una volta, però, fu assolto dall'accusa di avere fatto parte della famiglia mafiosa dei vitali e di tentata estorsione. 

Erano due le fazioni che erano state create dopo l'annuncio del 2005, Terra Bruciata, aveva portato all'arresto dei fratelli Vito e Leonardo Vitale. 

Partinico recitazione capo mafia Antonino Giambrone (per Nania)
Antonino Nania e suo figlio Francesco Nania (che si trovano negli Stati Uniti) sono rappresentati in Partinico da Antonino Giambrone (nato nel 1971) 

Borgetto capo mafia Francesco “Ciccio” Rappa (suo genero Francesco Nania, figlio di Antonino Nania) e figlio Vito Rappa 

Partinico / Borgetto: Nania- Giambrone (Provenzano) contro Nicolo Salto- Salvatore Corrao (Raccuglia) 
Partinico / Borgetto: Nania- Giambrone (Lo Piccolo) contro Nicolo Salto- Salvatore Corrao (Raccuglia) 

Partinico capo mafia Maurizio Lo Iacono 
Nel giugno 2005 decise Bernardo Provenzano farà di Maurizio Lo Iacono la nuova capomafia degli alleati del Partinico Provenzano uccidere l'uomo di Vitale Mario RappaIl 24 giugno 2005 fu ucciso Mario Rappa (63 da Borgetto) del clan Vitale del Partinico, di cui furono sospettati gli alleati di Provenzano. Due anni dopo la polizia ha arrestato il sospettato tiratore Francesco Arato (47 anni e suo fratello Vincenzo Arato era stato ucciso nel 1997) 

Partinico capo mafia Maurizio Lo Iacono (Provenzano) ucciso da Raccuglia (Vitale) il 3 ottobre 2005 era a Partinico (Pa) Maurizio Lo Iacono (34), il figlio del capo mafia Francesco Lo Iacono (in prigione da qualche tempo) ucciso. L'uomo era stato un fiduciario del capo mafia Vito Vitale, ma dopo quell'arresto era andato dalla parte di Provenzano. La polizia ipotizza che l'omicidio sia stato ordinato da Mimmo Raccuglia, da Altofonte (Pa), alleato di Vitale, è un messaggio a Provenzano e vendetta per l'omicidio di Mario Rappa del clan Vitale.

Partinico capomafia Francesco Lo Iacono figlio Maurizio Lo Iacono ucciso 
Partinico capomafia Francesco Lo Iacono figlio Maurizio Lo Iacono (34) è stato ucciso a Partinico il 3 ottobre 2005. 
Era un ex fiduciario di Vito Vitale ma quando Vitale fu arrestato divenne un sostenitore di Provenzano. La polizia pensa che sia stato ucciso per ordine della capomafia di Altofonte Mimmo Raccuglia (sostenitore di Vitale) come vendetta per il precedente omicidio dell'uomo di Vitale Mario Rappa la cava American Rock SRL di Montelepre, proprietà di Francesco d'Amico, da sempre vicino a Raccuglia e poi costretto a scendere a patti con gli appetiti di Lo Piccolo

Uno dei risultati dell'indagine "Gotha" ha mostrato che Frank CALI 'è stato oggetto di una conversazione tra NICCHI Giovanni e il suo "capo distretto", ROTOLO Antonio, il 21 ottobre 2005 e intercettata durante il procedimento penale 1287/05 di questa autorità giudiziaria. In questo contesto NICCHI Giovanni racconta al capo del distretto ROTOLO Antonio che negli Stati Uniti ha incontrato i parenti americani di INZERILLO, "Piero INZERILLO" e Frank CALO "spiegando come" .. così ci siamo incontrati e il primo tra tutti mi ha fatto conoscere CALO "che poi mi ha fatto conoscere Piero INZERILLO". Sempre riferendosi alle persone statunitensi, NICCHI Giovanni ha poi aggiunto "... questo Piero è nostro amico. Frank CALO 'è nostro amico, e tutto da lì .." sottolineando in questo modo la vicinanza di entrambi CALIO'


Pagliarelli capo mandamento Antonino Rotolo (60) 
Lui (Frank Cali) è nostro amico ed è tutto laggiù (America) ", confida Gianni Nicchi al suo capo" distrettuale "Antonino Rotolo il 21 ottobre 2005. 

Giovanni, figlio di Totuccio Inzerillo, Giovanni Inzerillo 
La polizia ha visto incontri nel bar Johnny Walker a Villagrazia di Carini tra Giovanni Inzerillo e Torretta capo mafia Angelo Antonino Pipitone (il suo fiduciario Angelo La Manna è diventato pentito nel 2005). 

Carini pentito Angelo La Manna Torretta capo mafia Angelo Antonino Pipitone il suo fiduciario Angelo La Manna divenne un pentito nel 2005.

Alla fine del 2005 Claudio Lo Piccolo è andato in America (con la madre e la moglie) e 'incontrato con Tommaso Gambino che vive a Los Angeles. E quando Tommaso è venuto in Italia, pedinato dalla Dia, si vede con Claudio che secondo l'informativa ha contatti anche con Nino e Anna Gambino, fratello e sorella di Tommaso. I rapporti effettuati tali che proprio Tommaso Gambino, in alcune telefonate intercettate nell'estate del 2006, manifestano il timore di tornare in Italia. «Verosimilmente temendo per la sua incolumità», riferito la Dia. Come dire paura di essere ucciso. Anche in quel periodo erano venuti fuori dai progetti di morte contro Lo Piccolo e gli alleati dei cosiddetti «scappati» in America da parte di Rotolo e altri capi di stretta osservanza corleonese. Tommaso Gambino parlava con Salvatore Greco,

Palermo 7 marzo 2006 sono stati arrestati imprenditori e amministratori locali, tra cui il sindaco di Villabate, coinvolti nell'operazione antimafia congiunta di Carabinieri e Polizia di Palermo, Roma, Catania, Modena e Ravenna. Dall'alba, soldati del comando provinciale di Palermo e lavoratori della squadra volante hanno eseguito 18 mandati di arresto emessi dal giudice istruttore preliminare Pasqua Seminara, su richiesta dei pubblici ministeri del Dipartimento distrettuale antimafia Michele Prestipino Giarritta, Maurizio De Lucia e Antonino Di Matteo e il vice procuratore Giuseppe Pignatone. Due collaboratori di giustizia hanno contribuito alle indagini: Francesco Campanella, ex presidente del consiglio comunale di Villabate,

Sotto gli arrestati c'erano l'ex sindaco di Catania Francesco Lo Presti (63) e accusato dal pentito Francesco Campanella. Lo Presti era stato sindaco di Catania dal 10 marzo 1992 al 27 giugno 1992. Anche l'ex sindaco di Villabate, Lorenzo Carandino (36), fu arrestato con l'accusa di associazione mafiosa. Carandino dovette rinunciare alla carica di sindaco di Villabate nel 2003, quando il consiglio comunale di Villabate fu sciolto a causa dell'infiltrazione della mafia. Le confessioni di Francesco Campanello, trasformate le prove dello stato nell'indagine di una gara d'appalto per un centro commerciale da 200 milioni di euro a Villabate, un piccolo villaggio fuori Palermo, hanno rivelato che una società maltese è stata utilizzata per trasferire una bustarella da 50 milioni di euro ai politici locali. La società, ancora senza nome, appartiene all'ex sindaco di Catania Angelo Francesco Lo Presti, da cui la bustarella è stata trasferita sul conto bancario di un droghiere a Villabate, ponendosi come consulente tecnico del centro commerciale. Da lì ci si aspettava che la bustarella venisse trasmessa agli sviluppatori del centro commerciale, Paolo Marussig e alla società Asset Development, per scovare qualsiasi resistenza politica al progetto. Un totale di 18 arresti in tutta Italia sono stati fatti questa settimana dopo che le confessioni di Campanello hanno portato all'arrotondamento di uomini d'affari, politici e altri mafiosi di Villabate che hanno organizzato un benvenuto di benvenuto per il padrino mafioso Bernardo Provenzano, al ritorno del fuggitivo in Sicilia da Marsiglia, dopo aver eseguito un intervento chirurgico alla prostata nel 2003. Tra gli indicati vi sono il capo della mafia di Villabate, Nino Mandala, l'ex sindaco di Villabate, Lorenzo Carandino, Lo Presti e gli sviluppatori del centro commerciale, tra cui un consulente del sindaco di Roma Walter Veltroni, tutti accusati di associazione con mafia, estorsione e corruzione. Campanella era presidente del consiglio comunale di Villabate e responsabile del proposto centro commerciale da 200 milioni di euro, descritto dalla stampa italiana come il "patto dell'acciaio" tra la mafia di Villabate e politici locali, regionali e nazionali. Il governatore siciliano Totò Cuffaro, già interrogato per l'associazione mafiosa, è stato identificato per aver dato il via libera allo sviluppo del centro commerciale, ma poi ha abrogato la sua benedizione dopo aver chiesto 5 miliardi di vecchi lire e quindi sponsorizzare un centro commerciale concorrente a Brancaccio collegato al clan del capo Giuseppe Guttadauro. Secondo le dichiarazioni dell'imprenditore Marussig,

Furono arrestati anche:
I manager della Asset srl di Roma, Paolo Pierfrancesco Marussig, di 56 anni, e Giuseppe Daghino, di 47 anni, sono stati arrestati a Roma dall'inchiesta sulla famiglia mafiosa di Villabate. Giuseppe Daghino è indicato come il Managing Group Asset Group, che ha uffici a Roma, Milano e Torino. L'inchiesta sulla famiglia mafiosa di Villabate è estesa anche all'Emilia Romagna. I carabinieri dei reparti operativi di Modena e Ravenna hanno arrestato a Nonantola (Modena), Vincenzo Alfano, di 48 anni, originario di Palermo, e Giampiero Pitarresi, di 30, bloccato a Massa Lombarda (Ravenna). Sono accusati di associazione mafiosa. Pitarresi è titolare di attività imprenditoriali che sono collegate ai capi di Villabate, in particolare con Antonino Mandalà. È accusato anche di " ritenuto il capomafia di Villabate e padre di Nicola, arrestato nel gennaio dello scorso anno perché accusato di avere organizzato il viaggio di Provenzano a Marsiglia, dove il capo è stato sottoposto ad intervento chirurgico.L'uomo, che già in passato era finito in carcere per mafia ed è sotto processo insieme al deputato di FI, Gaspare Giudice, è ora nuovamente accusato di associazione mafiosa. Mandalà è uno dei primi politici in Sicilia che istituì un club di Forza Italia a Villabate, poi chiuso dal partito.Secondo i pentiti Francesco Campanella e Mario Cusimano, il capo Antonino Mandalà, detto "l'avvocato", aveva grande influenza sulla gestione l'attività comunale, tanto che imponeva al sindaco Lorenzo Carandino, arrestato stamani per concorso in associazione mafiosa, scelte amministrative,


BERNARDO PROVENZANO "ZIO BINNU" ARRESTATO L' 11 aprile 2006 era vicino a Corleone capomafia Bernardo Provenzano arrestato. Con lui la polizia ha arrestato Calogero Lo Bue, suo figlio Giuseppe Lo Bue e Bernardo Riina, tutti di Corleone. 

CAPO DEI TUTTI CAPI SALVATORE LO PICCOLO 

Resuttana (Palermo) mafiafamiglia Bonanno
L'11 gennaio 2006 scompare Giovanni Bonanno (35 anni e sua moglie Monica Burrosi), noto sotto il peso della "famiglia" di Resuttana, fu vittima della cosiddetta "lupara bianca". È figlio di Armando Bonanno e Francesco Bonanno era suo fratello. Giovanni Bonanno è stato rilasciato dal carcere alcuni mesi prima e nello stesso periodo Aldo Madonia, il figlio minore del capo Francesco, esce di prigione. Nel gennaio 2006 è scomparso Resuttana capomafia Giovanni Bonanno e per questo ha ottenuto l'ergastolo Antonino Cina e Antonino Rotolo. Gaspare Pulizzi fu coinvolto nella scomparsa di Giovanni Bonanno e in seguito indicò il luogo in cui avevano seppellito il corpo e dove fu anche seppellito il corpo del successivo ucciso Bartolomeo "Lino" Spatola. Giuseppe Pecoraro “u cagnuleddu” ha 7 anni e il pentito Gaspare Pulizzi ha 2 anni per l'omicidio di Bonanno

Tommaso Natale mafioso Gaspare Pulizzi (suo padre è Giobattista Pulizzi) 
Gaspare Pulizzi è stato iniziato nella famiglia Tommaso Natale nel giugno 2006 alla presenza di Salvatore Lo Piccolo, suo figlio Sandro Lo Piccolo, Andrea Adamo e Pippo Di Bello. 

Il figlio di Salvatore Piccolo Claudio Lo Piccolo 
Il figlio di Salvatore Piccolo Claudio Lo Piccolo ha incontrato nel 2006 in Italia l'americano Tommaso Gambino 


Partanna Mondello capo mafia Francesco Franzese (Lo Piccolo) arrestato e diventa pentito 2 agosto 2007 è stato arrestato Partanna Mondello capo mafia Francesco Franzese, è il capo del ricercato capo Salvatore Lo Piccolo. Lo Piccolo uomo Francesco Franzese divenne pentito nell'agosto 2007. Con Franzese fu arrestato Antonino Nuccio che poi divenne anche pentito

Partanna Mondello capomafia Salvatore Graziano 
Partanna Mondello ora capomafia Salvatore Graziano 

Torretta recitazione capo mafia Calogero Caruso arrestato 
l'arresto di polizia il 9 agosto 2007, quindi 14 persone in un'operazione contro il clan di Torretta che aveva stretti legami con la famiglia USA Cosa Nostra Gambino Frankie Cali "u Frankie "che è imparentato con la famiglia Inzerillo. la polizia ha arrestato il sindaco di Baucina Rosario Bordonaro (55) e Benedetto Dragotto (58). la polizia ha arrestato il capo della mafia di Torretta, Vincenzo Brusca (63 anni, e incarcerato dal 2005), il capo della recitazione Calogero Caruso (70). 


Giovanni Inzerillo
30 agosto 2007 Giovanni Inzerillo e suo cugino Giuseppe Inzerillo sono andati a trovare lo zio Francesco Inzerillo nella prigione di Torino. Dice loro di lasciare l'Italia e stabilirsi in Sud America 

MANDAMENTO PALERMO CENTRO, PORTA NUOVA, BORGO VECCHIO 

Borgo Vecchio capo mafia Francesco Paolo Romano 
Borgo Vecchio capo mafia Francesco Paolo Romano (suo fratello è Davide Romano e il loro padre è il febbraio 1995 ucciso Borgo Vecchio capo mafia Giovan battista “Giacobbe” Romano) è stato arrestato il 14 febbraio 2004 con il centro mafia capo Palermo Tommaso Lo Presti (figlio del 1997 scomparso e ucciso Salvatore Lo Presti) 

Palermo centro capo mafia Agostino “Il Pazzo” Badalamenti
Agostino Badalamenti (Porta Nuova capo mandamento) è stato scelto nel 2003 capo mafia di Palermo Centro, è rimasto in carcere per 3 anni e ha prestato servizio fino al 2005 quando Ingarao ha assunto 

Porta nuova capomandamento Nicola Ingarao 

Palermo Centro (Porta Nuova mandamento) pentito Emanuele Andronico  Emanuele Andronico (17) uccise il 16 giugno 1980 Gaetano Galatolo e ottenuto per l'omicidio di 23 anni. 

Palermo Centro (Porta Nuova mandamento) pentito Emanuele Andronico Il 16 dicembre 2005 è stato il commerciante di cocaina Amedeo d'Agostino (famiglia del boss Nunzio Milano) ucciso da Emanuel Andronico (43) e Francesco Paolo Calvaruso 

Porta Nuova capo mafia Salvatore Gioeli
Porta Nuova capo mafia Salvatore Gioeli (nato il 1 settembre 1966 e residente in via Messina Marine e arrestato nel 2006 in operazione "Gotha") 

Porta Nuova capo mafia Tommaso Lo Presti e Kalsa capomafia Antonino Lauricella "U Scintilluni" 
Porta Nuova capo mafia Tommaso Lo Presti ( figlio del 1997 ucciso Salvatore Lo Presti e cognato di Giovanni Marino) e Kalsa capo mafia Antonino Lauricella (genero Giuseppe Ruggeri) realizzato Salvatore Pispicia capo mafia di Palermo Centro (mandamento Porta Nuova) e Angelo Monti capo mafia di Borgo Vecchio




Il giudice siciliano Antonino Di Matteo è uno degli uomini più minacciati e protetti in Italia. Come procuratore capo nel "processo del secolo" in Italia, ha più di 20 guardie del corpo, garantendo la sua sicurezza tutto il giorno. Sotto processo sono 10 uomini accusati di far parte di una cospirazione tra la mafia e lo stato. Cinque degli imputati sono capi della mafia e cinque sono membri dell'establishment politico, inclusi capi di polizia e politici di alto livello. Al centro del caso Di Matteo c'è la storia dei più famosi giudici antimafia italiani, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Durante gli anni '80 hanno processato centinaia di membri di Cosa Nostra in quella che era conosciuta come la Maxi Trial, il più grande caso giudiziario mafioso della storia. Quattrocentosettantacinque mafiosi furono portati in tribunale e 346 furono giudicati colpevoli. " Per oltre 130 anni in Italia abbiamo fatto finta che la mafia non esistesse. Fino a quando Giovanni Falcone e Paolo Borsellino non avevano magistrati in Sicilia che dicevano: "No. La mafia esiste in Italia. La mafia in Sicilia esiste. Ed è dovere della magistratura combattere e cercare di distruggere la mafia ", afferma Saverio Lodato, autore di Quarant'anni di mafia. Il" capo dei capi "di Cosa Nostra, Salvatore" Toto "Riina, era stato processato in contumacia e condannato a vita in prigione. Dopo il processo, Riina avrebbe cercato vendetta: il giudice Giovanni Falcone fu assassinato il 23 maggio 1992 vicino al cuore della mafia di Palermo. Due mesi dopo, mentre indagava sull'omicidio di Falcone, il giudice Paolo Borsellino fu ucciso anche da un'enorme bomba automobilistica in via D'Amelio, una strada residenziale a Palermo. Ispirato da questi due giudici, Di Matteo ora riprende da dove si erano interrotti. Sta cercando di far luce sulla cosiddetta stagione del terrore italiana dal 1991 al 1994, quando la mafia organizzò una serie di bombardamenti e omicidi per forzare una trattativa con il governo. "Sono stato cresciuto con la leggenda di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ero uno studente di giurisprudenza mentre lavoravano al processo Maxi. In quegli uomini ... ho visto la possibilità di reagire", dice Di Matteo. Ha ricevuto una serie di minacce di morte. Nel tentativo di fermare il processo, Riina, che ora è dietro le sbarre, ha chiesto l'assassinio di Di Matteo. Fu catturato da una telecamera CCTV del carcere che diceva a un altro prigioniero: "Quindi, se possiamo, uccidilo. Sarà un'esecuzione come una volta a Palermo." Molti italiani sono scesi in piazza in solidarietà con il giudice. Ma c'è stato un notevole silenzio da parte dei leader politici. "Noi cittadini siamo arrabbiati. Più ci rendiamo conto che nessuno è interessato al dott. Di Matteo, più ci arrabbiamo", afferma Linda Grasso, fondatrice di Civilian Bodyguards, un movimento per proteggere il pubblico ministero. "Voglio sapere la ragione di questo silenzio. Di cosa hanno paura? Perché tacciono? Non possiamo permettere a quest'uomo, un eroe per noi, di subire questo silenzio e l'indifferenza da parte delle istituzioni ... Vogliamo per proteggere i nostri giudici mentre sono vivi, non per commemorarli dopo la loro morte ". La minaccia a Di Matteo non ha impedito al magistrato di partecipare all'aula di tribunale. Il processo è in corso e tutti gli accusati negano le accuse a loro carico. "Sono in conflitto. Rinunciare sarebbe una sconfitta personale. Ma offrirebbe tregua per me e la mia famiglia. Finalmente un margine di libertà. Forse anche la tranquillità. Ma solo forse. Anche se mi arrendessi, ciò non significa che avrei ricevuto meno minacce di morte ", riflette Di Matteo." Sapevamo fin dall'inizio che sarebbe stata una lotta in salita. Una strada piena di attacchi, insidie, momenti di difficoltà. "Credo che la verità su questi massacri, che hanno fatto piangere tutti gli italiani decenti, possa essere trovata nelle storie che stiamo cercando di aprire. Se non scopriamo la nostra storia non possiamo progredire. Corriamo il rischio che questo la malattia del passato che ancora oggi ci affligge potrebbe infettare il nostro futuro ". Una giustizia molto siciliana, narrata da Helen Mirren, è un ritratto intimo di un giudice italiano che vive sotto costante minaccia mentre cerca di affrontare la mafia. Tra quelli profilati nel film ci sono un ex assassino della mafia divenuto testimone statale, nonché il fratello di Borsellino e il figlio del defunto sindaco di Palermo Vito Ciancimino, noto anche come "Don Vito". - Iscriviti al nostro canale:http://aje.io/AJSubscribe






2009 27 GENNAIO MAXISEQUESTRO SAPIENZA GIOACCHINO LA SAPIENZA VITO SRL SAVI SRL GRUPPO SAPIENZA SRL KALON SRL IMMOBILIARE S E C SRL ISOLA DELLE FEMMINE

2007 26  GENNAIO MAXISEQUESTRO SAPIENZA GIOACCHINO LA SAPIENZA VITO SRL SAVI SRL GRUPPO SAPIENZA SRL KALON SRL IMMOBILIARE S E C SRL ISOLA DELLE FEMMINE

2007 GENNAIO CARINI CAPACI ISOLA DELLE FEMMINE PIPITONE NINO,PIPITONE GIOVAN BATTISTASAPIENZA GIOACCHINO DIMAGGIO NINO GUTTADAURO GIUSEPPE


2019 23 LUGLIO MONICA GIAMBRUNO L.E. 13 SAPIENZA GIOACCHINO 22 MARZO 1959 FOGLIO 1 2223 271 MQ 1295 VIA LIBERTA' BRUNO PIETRO LA DUCA ANTONINO

"L'identificazione di pericolosa associazione criminale denunciata con rapporto dr. Giuliano del 7 maggio 1979, dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti ed interessata a vastissimo movimento di dollari USA in Sicilia fra i denunciati Sollena Salvatore,Bontate Giovanni, Badalamenti gaetano, Marsalone Salvatore, Rappa Francesco, Lo Jacono Francesco.
Il rinvenimento avvenuto il 19 Giugno 1979 nelle sale arrivi dell'aeroporto di Punta raisi di 2 VALIGE provenienti dagli USA e dirette a fittizio destinatario, di cui una CONTENENTE 500.000 DOLLARI in banconote di piccolo taglio. La recente individuazione di altra vasta associazione per delinquere operante su scala internazionale, a seguito della quale erano stati emessi 14 ordini di cattura a carico, fra gli altri, di tali SAVOCA GIUSEPPE, SAVOCA ROSOLINO,GANCI FILIPPO SCAVONE GAETANO. (TRATTO DA: volume 17 ordinanza sentenza Tribunale di palermo 2289 1982 R.G.U.I. Abbate Giovanni PIU' 706














http://www.prefettura.it/palermo/contenuti/20.06.2019_il_prefetto_ha_disposto_la_sospensione_degli_organi_del_comune_di_san_cipirello-7544965.htm




2014 8 AGOSTO  Giardinello, arrivato il decreto di scioglimento di Giunta e Consiglio Comunale per infiltrazioni mafiose


2012 12  NOVEMBRE DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA   Scioglimento del consiglio comunale di Isola delle Femmine e nomina della commissione straordinaria.



SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, FALCONE GIOVANNI,BORSELLINO PAOLO,AYALA GIUSEPPE,DEPISTAGGIO, PIPER,FALCON,PROVENZANO BERNARDO,RIINA SALVATORE,ORLANDO LEOLUCA,GALASSO ALFREDO, DI TRAPANI MARIA ANGELA,MADONIA SALVATORE,FRANCESCA MORVILLO,,MADONIA SALVATORE,DI TRAPANI SALVATORE,CORLEONE,CAPACI,ISOLA DELLE FEMMINE ,SOLLENA  SALVATORE,BONTATE GIOVANNI, BADALAMENI GAETANO, MARSALONE SALVATORE, RAPPA FRANCESCO, LO JACONO FRANCESCO,SAVOCA GIUSEPPE, SAVOCA ROSOLINO,GANCI FILIPPO SCAVONE GAETANO,ABBATE GIOVANNI,
INZERILLO GIOVANNI,PULIZZI GASPARE,ALAMIA FRANCESCO PAOLO,LO PICCOLO SALVATORE,BADALAMENTI AGOSTINO,INZERILLO FRANCESCO,GIUSEPPE INZERILLO,CARUSO CALOGERO,FRANZESE FRANCESCO,GAMBINO THOMAS,BRUSCA VINCENZO,GAMBINO FRANK CALI,PROVENZANO BERNARDO,LO BUE CALOGERO,LO BUE GIUSEPPE,RIINA BERNARDO,RIINA SALVATORE,CORLEONE,MANDALA' ANTONINO,CAMPANELLA FRANCESCO,VILLABATE,CARANDINO LORENZO,CARINI,PIPITONE ANGELO ANTONINO, LA MANNA ANGELO,TINNIRELLO GAETANO,BAGHERIA,RAPPA MARIO,CANNELLA TOMMASO,SICILCONCRETE SRL,BADALAMENTI GAETANO,CINISI,SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, SIFAC,SAZOI,COPACABANA,RICCOBONO ROSARIO,VASSALLO GIUSEPPE,BRUNO FRANCESCO,CAPACI,GIULIANO BORIS,LO JACONO MAURIZIO,LO JACONO PIETRO,GRAVIANO GIUSEPPE,SPATUZZA ,BERLUSCONI SILVIO,SCARANTINO VINCENZO, MANNINO ALESSANDRO,BETALAND, STANLEYBET, TOMMASO INZERILLO, INZERILLO SALVATORE, SCOMMESSE, SICILY IN FOOD, TORRETTA, ISOLA DELLE FEMMINE, MOZZARELLE, CAFFE',SPATOLA GIUSEPPE,DI MAGGIO ANTONIO,MILITELLO BENEDETTO GABRIELE,GAMBINO SALVATORE,GAMBINO ROSARIO,SANSONE GIUSEPPE,SANSONE GAETANO,GAMBINO THOMAS,GAMBINO SIMONE,GAMBINO CALOGERO CHRISTIAN,LO PRESTI ANTONINO,LO CASCIO GIUSEPPE, FANARA ANTONINO,DI FILIPPO FRANCESCO,CIPRIANO SANTO,BUSCEMI GIOVANNI,SIRCHIA GIOVANNI,SPATOLA GIUSEPPE,


OPERAZIONE OCCIDENTE,CARINI, CAPACI, ISOLA DELLE FEMMINE, PIPITONE NINO,PIPITONE GIOVAN BATTISTA,SAPIENZA GIOACCHINO, DI MAGGIO NINO, GUTTADAURO GIUSEPPE,TORRETTA,PIPITONE VINCENZO,AZZURRA COSTRUZIONI SRL,ALTADONNA LORENZO,PRIVITERA ANTONINO,PRIVITERA SAVERIO,CATALDO GIOVANNI,CARDINALE MICHELE,CONTRADA PREDICATORE LOTTIZZAZIONE COMPLESSO TURISTICO ,ALTADONNA VINCENZO,VALLELUNGA VINCENZO,DIMAGGIO ANTONINO,BRUNO ANDREA,BRUNO GIUSEPPE,PEDALINO DAVIDE,BIONDINO SAVATORE,RIINA SALVATORE,BIONDO SALVATORE,LO PICCOLO SALVATORE,SAN LORENZO 
BADALAMENTI GAETANO, BONTATE STEFANO, Bruno Francesco, CINISI, COPACABANA, IMPASTATO GIUSEPPE, INZERILLO TOMMASO, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, SAZOI,SIFAC, 2016 18 FEBBRAIO Brancaccio e Porta Nuova - Parte 2

2014 12 novembre sapienza gioacchino Il racconto di un imprenditore: «Io, 18 mesi in cella e senza sapere perché» SAPIENZA GIOACCHINO,CARINI AUTOTRASPORTI,PIPITONE ANTONINO,PIPITONE ANGELO,OPERAZIONE OCCIDENTE,LO PICCOLO SALVATORE,,SAN LORENZO,SFERRACAVALLO,CAPACI,ISOLA DELLE FEMMINE,





AYALA GIUSEPPE, BORSELLINO PAOLO, DEPISTAGGIO, FALCON, FALCONE GIOVANNI, ORLANDO LEOLUCA, PIPER, PROVENZANO BERNARDO, RIINA SALVATORE, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, 1992 25 MAGGIO LA REPUBBLICA LA RICOSTRUZIONE DELL' AGGUATO

CHINNICI ROCCO,POOL ANTIMAFIA,TERRANOVA CESARE,MISILMERI,CAVATAIO MICHELE,BAGARELLA CALOGERO,SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, TRAPANI,RIINA SALVATORE,BORIS GIULIANO,MANCUSO LENIN,BASILE EMANUELE,COSTA GAETANO,DI LELLO GIUSEPPE,FALCONE GIOVANNI,BORSELLINO PAOLO,DEPISTAGGIO,TRAPASSI MARIO,BOTOLOTTA SALVATORE,LI SACCHI STEFANO,VIA FEDERICO IMPERATORE,ORLANDO LEOLUCA,GALASSO ENRICO, SALVO IGNAZIO,SALVO NINO,ANDREOTTI GIULIO,CIACULLI,ESATTORI,SAETTA ANTONIO, MILITELLO BENEDETTO GABRIELE,SPATOLA GIUSEPPE,INZERILLO TOMMASO,INZERILLO ANTONINA,MANNINO VINCENT,MANNINO ROSARIO,THOMAS GAMBINO,CALI' FRANK,TAJ MAHAL, MIAMI BEACH CAPACI,,FRESCURA,LA ROSA SPORT,NEW CONNECTION,NICOLETTI GIOVANNI,DI FILIPPO FRANCESCO,

GRECO LEANDRO,PASSO DEL RIGANO,INZERILLO TOMMASO,TORRETA,CIACULLI TOMMASO NATALE,PIPITONE ANTONINO,BISCONTI SALVATORE FILIPPO,LO PICCOLO SALVATORE,LO PICCOLO CALOGERO,SAN LORENZO,PROVENZANO BERNARDO,COLLETTI FRANCESCO,DI MAGGIO ANTONINO,GALATOLO,PIPITONE VINCENZO,VITO,LO CASCIO GIUSEPPE,PIPITONE ANTONINO,MACALUSO SERGIO,
INZERILLO GIOVANNI,PULIZZI GASPARE,ALAMIA FRANCESCO PAOLO,LO PICCOLO SALVATORE,BADALAMENTI AGOSTINO,INZERILLO FRANCESCO,GIUSEPPE INZERILLO,CARUSO CALOGERO,FRANZESE FRANCESCO,GAMBINO THOMAS,BRUSCA VINCENZO,GAMBINO FRANK CALI,PROVENZANO BERNARDO,LO BUE CALOGERO,LO BUE GIUSEPPE,RIINA BERNARDO,RIINA SALVATORE,CORLEONE,MANDALA' ANTONINO,CAMPANELLA FRANCESCO,VILLABATE,CARANDINO LORENZO,CARINI,PIPITONE ANGELO ANTONINO, LA MANNA ANGELO,TINNIRELLO GAETANO,BAGHERIA,RAPPA MARIO,CANNELLA TOMMASO,SICILCONCRETE SRL,BADALAMENTI GAETANO,CINISI,SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, SIFAC,SAZOI,COPACABANA,RICCOBONO ROSARIO,VASSALLO GIUSEPPE,BRUNO FRANCESCO,CAPACI,GIULIANO BORIS,LO JACONO MAURIZIO,LO JACONO PIETRO,GRAVIANO GIUSEPPE,SPATUZZA ,BERLUSCONI SILVIO,SCARANTINO VINCENZO,MANNINO ALESSANDRO,BETALAND, STANLEYBET, TOMMASO INZERILLO, INZERILLO SALVATORE, SCOMMESSE, SICILY IN FOOD, TORRETTA, ISOLA DELLE FEMMINE, MOZZARELLE, CAFFE',SPATOLA GIUSEPPE,DI MAGGIO ANTONIO,MILITELLO BENEDETTO GABRIELE,GAMBINO SALVATORE,GAMBINO ROSARIO,SANSONE GIUSEPPE,SANSONE GAETANO,GAMBINO THOMAS,GAMBINO SIMONE,GAMBINO CALOGERO CHRISTIAN,LO PRESTI ANTONINO,LO CASCIO GIUSEPPE, FANARA ANTONINO,DI FILIPPO FRANCESCO,CIPRIANO SANTO,BUSCEMI GIOVANNI,SIRCHIA GIOVANNI,SPATOLA GIUSEPPE,



GAMBINO SALVATORE, INZERILLO TOMMASO, MANNINO ROSARIO, MANNINO VINCENT,  TORRETTA, BADALAMENTI GAETANO, BONTATE STEFANO, Bruno Francesco, CINISI, COPACABANA, IMPASTATO GIUSEPPE, INZERILLO TOMMASO, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, SAZOI,SIFAC, 2016 18 FEBBRAIO Brancaccio e Porta Nuova - Parte 2 BISCONTI SALVATORE FILIPPO, CIACULLI TOMMASO NATALE, GRECO LEANDRO, INZERILLO TOMMASO, PASSO DEL RIGANO, PIPITONE ANTONINO, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, TORRETTA, 2019 23 LUGLIO I pentiti che hanno tradito i padrini di Passo di Rigano «Speriamo che non lo vanno a trovare, così si impicca» 2019 23 GENNAIO Chi è Leandro Michele Greco, il nipote del Papa «Stu ragazzino s'era messo in testa di fare il capo» 2019 22 GENNAIO Cupola 2.0, largo ai giovani nel segno della tradizione «Il nipote del boss Greco era il più pericoloso di tutti»
BADALAMENTI GAETANO, COPACABANA, GAMBINO SALVATORE, INZERILLO TOMMASO, MANNINO ROSARIO, MANNINO VINCENT, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, TORRETTA,

SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, FALCONE GIOVANNI,BORSELLINO PAOLO,AYALA GIUSEPPE,DEPISTAGGIO,PIPER,FALCON,PROVENZANO BERNARDO,RIINA SALVATORE,ORLANDO LEOLUCA,GALASSO ALFREDO, DI TRAPANI MARIA ANGELA,MADONIA SALVATORE,FRANCESCA MORVILLO,,MADONIA SALVATORE,DI TRAPANI SALVATORE,CORLEONE,CAPACI,ISOLA DELLE FEMMINE ,SOLLENA SALVATORE,BONTATE GIOVANNI, BADALAMENI GAETANO, MARSALONE SALVATORE, RAPPA FRANCESCO, LO JACONO FRANCESCO,SAVOCA GIUSEPPE, SAVOCA ROSOLINO,GANCI FILIPPO SCAVONE GAETANO,ABBATE GIOVANNI, INZERILLO GIOVANNI,PULIZZI GASPARE,ALAMIA FRANCESCO PAOLO,LO PICCOLO SALVATORE,BADALAMENTI AGOSTINO,INZERILLO FRANCESCO,GIUSEPPE INZERILLO,CARUSO CALOGERO,FRANZESE FRANCESCO,GAMBINO THOMAS,BRUSCA VINCENZO,GAMBINO FRANK CALI,PROVENZANO BERNARDO,LO BUE CALOGERO,LO BUE GIUSEPPE,RIINA BERNARDO,RIINA SALVATORE,CORLEONE,MANDALA' ANTONINO,CAMPANELLA FRANCESCO,VILLABATE,CARANDINO LORENZO,CARINI,PIPITONE ANGELO ANTONINO, LA MANNA ANGELO,TINNIRELLO GAETANO,BAGHERIA,RAPPA MARIO,CANNELLA TOMMASO,SICILCONCRETE SRL,BADALAMENTI GAETANO,CINISI,SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, SIFAC,SAZOI,COPACABANA,RICCOBONO ROSARIO,VASSALLO GIUSEPPE,BRUNO FRANCESCO,CAPACI,GIULIANO BORIS,LO JACONO MAURIZIO,LO JACONO PIETRO,GRAVIANO GIUSEPPE,SPATUZZA ,BERLUSCONI SILVIO,SCARANTINO VINCENZO,MANNINO ALESSANDRO,BETALAND, STANLEYBET, TOMMASO INZERILLO, INZERILLO SALVATORE, SCOMMESSE, SICILY IN FOOD, TORRETTA, ISOLA DELLE FEMMINE, MOZZARELLE, CAFFE',SPATOLA GIUSEPPE,DI MAGGIO ANTONIO,MILITELLO BENEDETTO GABRIELE,GAMBINO SALVATORE,GAMBINO ROSARIO,SANSONE GIUSEPPE,SANSONE GAETANO,GAMBINO THOMAS,GAMBINO SIMONE,GAMBINO CALOGERO CHRISTIAN,LO PRESTI ANTONINO,LO CASCIO GIUSEPPE, FANARA ANTONINO,DI FILIPPO FRANCESCO,CIPRIANO SANTO,BUSCEMI GIOVANNI,SIRCHIA GIOVANNI,SPATOLA GIUSEPPE, OPERAZIONE OCCIDENTE,CARINI, CAPACI, ISOLA DELLE FEMMINE, PIPITONE NINO,PIPITONE GIOVAN BATTISTA,SAPIENZA GIOACCHINO, DI MAGGIO NINO, GUTTADAURO GIUSEPPE,TORRETTA,PIPITONE VINCENZO,AZZURRA COSTRUZIONI SRL,ALTADONNA LORENZO,PRIVITERA ANTONINO,PRIVITERA SAVERIO,CATALDO GIOVANNI,CARDINALE MICHELE,CONTRADA PREDICATORE LOTTIZZAZIONE COMPLESSO TURISTICO ,ALTADONNA VINCENZO,VALLELUNGA VINCENZO,DIMAGGIO ANTONINO,BRUNO ANDREA,BRUNO GIUSEPPE,PEDALINO DAVIDE,BIONDINO SAVATORE,RIINA SALVATORE,BIONDO SALVATORE,LO PICCOLO SALVATORE,SAN LORENZO BADALAMENTI GAETANO, BONTATE STEFANO, Bruno Francesco, CINISI, COPACABANA, IMPASTATO GIUSEPPE, INZERILLO TOMMASO, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, SAZOI,SIFAC, 2016 18 FEBBRAIO Brancaccio e Porta Nuova - Parte 2 2014 12 novembre sapienza gioacchino Il racconto di un imprenditore: «Io, 18 mesi in cella e senza sapere perché» SAPIENZA GIOACCHINO,CARINI AUTOTRASPORTI,PIPITONE ANTONINO,PIPITONE ANGELO,OPERAZIONE OCCIDENTE,LO PICCOLO SALVATORE,,SAN LORENZO,SFERRACAVALLO,CAPACI,ISOLA DELLE FEMMINE, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, FALCONE GIOVANNI,BORSELLINO PAOLO,AYALA GIUSEPPE,DEPISTAGGIO,PIPER,FALCON,PROVENZANO BERNARDO,RIINA SALVATORE,ORLANDO LEOLUCA,GALASSO ALFREDO, DI TRAPANI MARIA ANGELA,MADONIA SALVATORE,FRANCESCA MORVILLO,,MADONIA SALVATORE,DI TRAPANI SALVATORE,CORLEONE,CAPACI,ISOLA DELLE FEMMINE ,SOLLENA SALVATORE,BONTATE GIOVANNI, BADALAMENTI GAETANO, MARSALONE SALVATORE, RAPPA FRANCESCO, LO JACONO FRANCESCO,SAVOCA GIUSEPPE, SAVOCA ROSOLINO,GANCI FILIPPO SCAVONE GAETANO,ABBATE GIOVANNI, AYALA GIUSEPPE, BORSELLINO PAOLO, DEPISTAGGIO, FALCON, FALCONE GIOVANNI, ORLANDO LEOLUCA, PIPER, PROVENZANO BERNARDO, RIINA SALVATORE, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, 1992 25 MAGGIO LA REPUBBLICA LA RICOSTRUZIONE DELL' AGGUATO CHINNICI ROCCO,POOL ANTIMAFIA,TERRANOVA CESARE,MISILMERI,CAVATAIO MICHELE,BAGARELLA CALOGERO,SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, TRAPANI,RIINA SALVATORE,BORIS GIULIANO,MANCUSO LENIN,BASILE EMANUELE,COSTA GAETANO,DI LELLO GIUSEPPE,FALCONE GIOVANNI,BORSELLINO PAOLO,DEPISTAGGIO,TRAPASSI MARIO,BOTOLOTTA SALVATORE,LI SACCHI STEFANO,VIA FEDERICO IMPERATORE,ORLANDO LEOLUCA,GALASSO ENRICO, SALVO IGNAZIO,SALVO NINO,ANDREOTTI GIULIO,CIACULLI,ESATTORI,SAETTA ANTONIO, MILITELLO BENEDETTO GABRIELE,SPATOLA GIUSEPPE,INZERILLO TOMMASO,INZERILLO ANTONINA,MANNINO VINCENT,MANNINO ROSARIO,THOMAS GAMBINO,CALI' FRANK,TAJ MAHAL, MIAMI BEACH CAPACI,,FRESCURA,LA ROSA SPORT,NEW CONNECTION,NICOLETTI GIOVANNI,DI FILIPPO FRANCESCO, GRECO LEANDRO,PASSO DEL RIGANO,INZERILLO TOMMASO,TORRETA,CIACULLI TOMMASO NATALE,PIPITONE ANTONINO,BISCONTI SALVATORE FILIPPO,LO PICCOLO SALVATORE,LO PICCOLO CALOGERO,SAN LORENZO,PROVENZANO BERNARDO,COLLETTI FRANCESCO,DI MAGGIO ANTONINO,GALATOLO,PIPITONE VINCENZO,VITO,LO CASCIO GIUSEPPE,PIPITONE ANTONINO,MACALUSO SERGIO, INZERILLO GIOVANNI,PULIZZI GASPARE,ALAMIA FRANCESCO PAOLO,LO PICCOLO SALVATORE,BADALAMENTI AGOSTINO,INZERILLO FRANCESCO,GIUSEPPE INZERILLO,CARUSO CALOGERO,FRANZESE FRANCESCO,GAMBINO THOMAS,BRUSCA VINCENZO,GAMBINO FRANK CALI,PROVENZANO BERNARDO,LO BUE CALOGERO,LO BUE GIUSEPPE,RIINA BERNARDO,RIINA SALVATORE,CORLEONE,MANDALA' ANTONINO,CAMPANELLA FRANCESCO,VILLABATE,CARANDINO LORENZO,CARINI,PIPITONE ANGELO ANTONINO, LA MANNA ANGELO,TINNIRELLO GAETANO,BAGHERIA,RAPPA MARIO,CANNELLA TOMMASO,SICILCONCRETE SRL,BADALAMENTI GAETANO,CINISI,SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, SIFAC,SAZOI,COPACABANA,RICCOBONO ROSARIO,VASSALLO GIUSEPPE,BRUNO FRANCESCO,CAPACI,GIULIANO BORIS,LO JACONO MAURIZIO,LO JACONO PIETRO,GRAVIANO GIUSEPPE,SPATUZZA ,BERLUSCONI SILVIO,SCARANTINO VINCENZO,MANNINO ALESSANDRO,BETALAND, STANLEYBET, TOMMASO INZERILLO, INZERILLO SALVATORE, SCOMMESSE, SICILY IN FOOD, TORRETTA, ISOLA DELLE FEMMINE, MOZZARELLE, CAFFE',SPATOLA GIUSEPPE,DI MAGGIO ANTONIO,MILITELLO BENEDETTO GABRIELE,GAMBINO SALVATORE,GAMBINO ROSARIO,SANSONE GIUSEPPE,SANSONE GAETANO,GAMBINO THOMAS,GAMBINO SIMONE,GAMBINO CALOGERO CHRISTIAN,LO PRESTI ANTONINO,LO CASCIO GIUSEPPE, FANARA ANTONINO,DI FILIPPO FRANCESCO,CIPRIANO SANTO,BUSCEMI GIOVANNI,SIRCHIA GIOVANNI,SPATOLA GIUSEPPE, OPERAZIONE OCCIDENTE,CARINI, CAPACI, ISOLA DELLE FEMMINE, PIPITONE NINO,PIPITONE GIOVAN BATTISTA,SAPIENZA GIOACCHINO, DI MAGGIO NINO, GUTTADAURO GIUSEPPE,TORRETTA,PIPITONE VINCENZO,AZZURRA COSTRUZIONI SRL,ALTADONNA LORENZO,PRIVITERA ANTONINO,PRIVITERA SAVERIO,CATALDO GIOVANNI,CARDINALE MICHELE,CONTRADA PREDICATORE LOTTIZZAZIONE COMPLESSO TURISTICO ,ALTADONNA VINCENZO,VALLELUNGA VINCENZO,DIMAGGIO ANTONINO,BRUNO ANDREA,BRUNO GIUSEPPE,PEDALINO DAVIDE,BIONDINO SAVATORE,RIINA SALVATORE,BIONDO SALVATORE,LO PICCOLO SALVATORE,SAN LORENZO GAMBINO SALVATORE, INZERILLO TOMMASO, MANNINO ROSARIO, MANNINO VINCENT, TORRETTA, BADALAMENTI GAETANO, BONTATE STEFANO, Bruno Francesco, CINISI, COPACABANA, IMPASTATO GIUSEPPE, INZERILLO TOMMASO, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, SAZOI,SIFAC, 2016 18 FEBBRAIO Brancaccio e Porta Nuova - Parte 2 BISCONTI SALVATORE FILIPPO, CIACULLI TOMMASO NATALE, GRECO LEANDRO, INZERILLO TOMMASO, PASSO DEL RIGANO, PIPITONE ANTONINO, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, TORRETTA, 2019 23 LUGLIO I pentiti che hanno tradito i padrini di Passo di Rigano «Speriamo che non lo vanno a trovare, così si impicca» 2019 23 GENNAIO Chi è Leandro Michele Greco, il nipote del Papa «Stu ragazzino s'era messo in testa di fare il capo» 2019 22 GENNAIO Cupola 2.0, largo ai giovani nel segno della tradizione «Il nipote del boss Greco era il più pericoloso di tutti» 




2019 7 AGOSTO Sciolto il consiglio comunale di Torretta (PA) 20.06.2019 - IL PREFETTO HA DISPOSTO LA SOSPENSIONE DEGLI ORGANI DEL COMUNE DI SAN CIPIRELLO BADALAMENTI GAETANO, COPACABANA, GAMBINO SALVATORE, INZERILLO TOMMASO, MANNINO ROSARIO, MANNINO VINCENT, SEQUESTRO 2 VALIGE 498 MILA DOLLARI PUNTA RAISI 19 GIUGNO 1979, TORRETTA,