Per dire NO all’uso del (combustibile derivato dai rifiuti) come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri a indicare sul contenitore se il , in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti.


Infatti, il ottenuto con il co-incenerimento di e combustibile fossile, diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica).





Inoltre, i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore.




Alle associazioni , , Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo e basta  quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrarie a ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo.




Al posto della combustione del si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia.




Dietro l’angolo ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l’autorizzazione del co-incenerimento del : questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare nei cementifici.


Caricato da isolapulita. - I nuovi video di oggi.

Altro elemento di distorsione nel funzionamento delle società d'ambito concerne la frequente e pressoché sistematica elusione delle regole di evidenza pubblica nella scelta delle imprese cui affidare i lavori, imprese spesso prive dei necessari requisiti di professionalità, caratterizzate da assunzioni clientelari, che in molti casi, come accertato dalla Commissione, hanno riguardato individui con pregiudizi penali, o legati da rapporti di parentela con soggetti pregiudicati.Le criticità di ordine economico finanziario degli ATO hanno quindi avuto ricadute gravissime nella gestione del ciclo dei rifiuti nella regione siciliana, contribuendo a determinare situazioni di altrettanto grave pregiudizio per la salubrità dell'ambiente e, quindi, la salute dei cittadini.
Relazione Commissione Parlamentare sui Rifiuti in Sicilia 6/10/10





martedì 20 febbraio 2018

Nuova Isola delle Femmine: ISOLA DELLE FEMMINE GIOVEDI' 22 FEBBRAIO MANIFESTA...




Il 2017 doveva essere l'anno della ripresa per l'edilizia siciliana. Ma i dati della Cassa edile di Palermo sconfessano le previsioni. Gli operai al lavoro sono scesi e le ore di lavoro svolte passano calano, così come la massa salari. Una situazione sconfortante. E già fioccano le iniziative. Il 22 febbraio, alle 16, sotto palazzo delle Aquile a Palermo si terrà una manifestazione dei disoccupati edili di Fillea, Filca, Feneal, con la presenza degli operai dei cantieri in esaurimento (Sis), che stanno per rimanere senza lavoro. Un’altra vertenza calda è quella di Italcementi. Anche nella cementeria di Isola delle Femmine si terrà sempre il 22 febbraio, alle ore 9,30, una manifestazione. L'azienda ha annunciato infatti che se non interverrà lo sblocco del piano delle concessioni della Regione per l'utilizzo della cava di Carini (l'autorizzazione è attesa dal 2016) il 23 marzo sarà chiuso lo stabilimento.


Numero 01006/2017 e data 14/12/2017 Spedizione







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REPUBBLICA ITALIANA

CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA
Adunanza delle Sezioni riunite del 14 novembre 2017


NUMERO AFFARE 00175/2017
OGGETTO:
Presidenza della Regione Siciliana - Ufficio legislativo e legale


Ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana proposto da ITALCEMENTI s.p.a. avverso il d.P.Reg.Sic. n. 19 del 3.02.2016, di approvazione dei Piani regionali dei materiali di cava e dei materiali lapidei di pregio.
LA SEZIONE
Vista la relazione n. 21167/184.16.8 del 18.09.2017 con cui la Presidenza della Regione Siciliana – Ufficio Legislativo e Legale ha chiesto il parere del Consiglio di Giustizia Amministrativa sull’affare consultivo in oggetto;
Esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Roberta Serafini;


Premesso e considerato
1. La società ITALCEMENTI s.p.a., con raccomandata a r. del 18.06.2016, ha proposto ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana per l’annullamento del d.P.Reg.Sic. n. 19 del 3.02.2016 (GURS n. 8 del 19.02.2016), di approvazione dei piani regionali dei materiali da cava e dei materiali lapidei di pregio nella parte in cui ricomprende, nelle “aree estrattive di completamento”, la cava di calcare denominata “Pian dell’Aia”, sita nei Comuni di Palermo e Torretta (PA), nonché, ove occorra, della deliberazione della Giunta regionale n. 5 del 21.1.2016 e di tutti i pregressi atti endoprocedimentali.
2. La ricorrente esercita l’attività estrattiva, necessaria per l’approvvigionamento della propria cementeria di Isola delle Femmine, in base all’autorizzazione del Distretto minerario di Palermo del 19.07.1997. L’area della cava, di proprietà demaniale, è stata dichiarata di interesse industriale e data in concessione alla ITALCEMENTI, con d.P.Reg.Sic. n. 1340 del 24.03.1998. Tale dichiarazione, secondo l’interessata ha consentito di superare il divieto di ampliamento di cui al D.M. Ambiente del 17.10.2007, dovuto alla presenza della zona protezione speciale (ZPS), anche se la durata ventennale della concessione ha comportato una limitazione della durata temporale del giudizio di compatibilità sul progetto di coltivazione e recupero ambientale, comunque positivamente reso dal Dipartimento regionale dell’ambiente, con decreto del 18.05.2010. L’attività estrattiva è proseguita, dapprima in base a specifica autorizzazione, per un triennio, rilasciata ai sensi dell’art. 7 delle Norme Tecniche Transitorie (NTA) al Piano Cave del 2010 (provvedimento n. 09/12-134 R1 PA del 16.04.2012) e, da ultimo, dopo l’annullamento del Piano a seguito di ricorso straordinario proposto dall’Associazione Legambiente Sicilia, in forza di un’autorizzazione, rilasciata per il completamento del programma di coltivazione della cava, fino al 23.03.2018 (n. 03/15-134 R2 PA del 10.03.2015).
Riferisce la ricorrente che, a seguito dell’intervenuta l’approvazione, nel 2016, dei Piani regionali dei materiali da cava e dei materiali lapidei di pregio, la cava è stata compresa tra le “aree estrattive di completamento”, e tale inclusione impedirebbe il rinnovo dell’autorizzazione che è prevista, ai sensi dell’art. 31 delle NTA del provvedimento impugnato, esclusivamente per le aree di completamento ricadenti fuori dalle aree sottoposte a vincoli ambientali (a distanza tale da non interferire con aree ZPS, SIC e IBA).
3. La ricorrente deduce i seguenti motivi di ricorso:
I. Violazione e falsa applicazione degli artt. 6 e 7 della l.r. n. 127/1980, nonché degli artt. 2 e 3 della l.r. n. 5/2010;
II. Violazione e falsa applicazione dell’art. 14 del d.lgs. n. 152/2006 e degli artt. 3, 10 e 11 della l.r. n. 10/1991;
III. Violazione e falsa applicazione degli artt. 3 e 6 della l.r. n. 10/1991. Eccesso di potere per carenza di adeguata istruttoria, difetto di motivazione, travisamento dei fatti ed illogicità manifesta.
4. Con nota n. 133 del 3.01.2017, il Dipartimento dell’energia dell’Assessorato dell’energia e dei servizi di pubblica utilità ha trasmesso le proprie osservazioni, di cui all’art. 9 del d.P.R. n. 1199/1971, unitamente a documentazione utile alla trattazione del presente gravame.
5. La ricorrente, il 23.10.2017, ha presentato memoria di replica alla relazione con cui l’Ufficio legislativo e legale relaziona sul ricorso (nota n. 21167/184.16.8 del 18.09.2017), concludendo per l’infondatezza dei motivi dedotti.
6. Il ricorso è ricevibile in quanto presentato entro il termine di 120 giorni decorrenti dal 19.02.2016, data di pubblicazione del decreto nella GURS.
7. Questo Collegio ritiene, tuttavia, necessaria un’integrazione dell’istruttoria, al fine di acquisire notizie circa la quantità del materiale lavorato negli ultimi cinque anni (indicando la produzione annuale) e circa le prospettive di una eventuale ulteriore utilizzazione del sito sia in termini temporali che in relazione alla quantità di materiale estraibile.
Occorre inoltre che vengano trasmesse le decisioni con cui in accoglimento di un ricorso di Legambiente sono stati annullati i provvedimenti con cui erano stati annullati i precedenti Piani di cava, menzionate a pag. 3 del ricorso straordinario.
8. L’Ufficio riferente, dopo aver verificato l’esistenza di eventuali sopravvenute circostanze utili alla definizione del presente gravame, provvederà a trasmettere quanto richiesto in tempo utile per l’adunanza del 10 aprile 2018.
P.Q.M.
Il Consiglio, impregiudicata ogni questione in rito e nel merito, invita l’Amministrazione a provvedere agli adempimenti istruttori di cui in motivazione nelle forme e nei termini ivi previsti, rinviando l’esame del ricorso all’adunanza del 10 aprile 2018.


L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
Roberta SerafiniRosanna De Nictolis
IL SEGRETARIO
Giuseppe Chiofalo

https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=64MQ7ZLJYELRI6PTTNEEYYROWE&q=ISOLA%20or%20DELLE%20or%20FEMMINE







2015 2 Aprile Italcementi Osservazioni e Controdeduzioni Piano Cave Pag 66 e Pag 67 21_controdeduzioni_osservazioni_2 fase_vas 



































































































 AMIANTO, BOLOGNA STEFANO, BROCHURE, CAGGESE, CARCINOMA, FINCANTIERI, ITALCEMENTI, MANNINO CLAUDIA, MONOSTALLA, NATALE, PETCOKE, PIANO CAVE, PRO LOCO, RAFFO ROSSO, RUBINO PINO, SPONSORIZZAZIONI, 



CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA AFFARE N 00175 2017 ITALCEMENTI ISOLA DELLE FEMMINE

ISOLA DELLE FEMMINE GIOVEDI' 22 FEBBRAIO MANIFESTAZIONE ALLA ITALCEMENTI

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