Per dire NO all’uso del (combustibile derivato dai rifiuti) come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri a indicare sul contenitore se il , in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti.


Infatti, il ottenuto con il co-incenerimento di e combustibile fossile, diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica).





Inoltre, i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore.




Alle associazioni , , Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo e basta  quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrarie a ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo.




Al posto della combustione del si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia.




Dietro l’angolo ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l’autorizzazione del co-incenerimento del : questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare nei cementifici.


Caricato da isolapulita. - I nuovi video di oggi.

Altro elemento di distorsione nel funzionamento delle società d'ambito concerne la frequente e pressoché sistematica elusione delle regole di evidenza pubblica nella scelta delle imprese cui affidare i lavori, imprese spesso prive dei necessari requisiti di professionalità, caratterizzate da assunzioni clientelari, che in molti casi, come accertato dalla Commissione, hanno riguardato individui con pregiudizi penali, o legati da rapporti di parentela con soggetti pregiudicati.Le criticità di ordine economico finanziario degli ATO hanno quindi avuto ricadute gravissime nella gestione del ciclo dei rifiuti nella regione siciliana, contribuendo a determinare situazioni di altrettanto grave pregiudizio per la salubrità dell'ambiente e, quindi, la salute dei cittadini.
Relazione Commissione Parlamentare sui Rifiuti in Sicilia 6/10/10





venerdì 3 giugno 2016

LA REQUISITORIA DEL P.M. DEL BENE PER L'ASSASSINIO DI VINCENZO ENEA A ...






LA SENTENZA 864 2010
………………………………..

All'esito dei primi accertamenti da parte della polizia giudiziaria, il relativo rapporto del 26 ottobre 1982 concludeva con l'evidenziare alcune particolari circostanze:

- il clima di intimidazione diffusa attorno alla indagine che ha portato molti testimoni ad assumere un atteggiamento reticente;

- la convinzione che il soggetto che avrebbe potuto rendere un contributo decisivo ai fini della individuazione  dei responsabili dell'omicidio Enea Vincenzo era da identificare nel figlio della vittima, Pietro Enea, il quale in quegli anni aveva vissuto ogni giorno al fianco del padre convivendo con lui l'esperienza lavorativa e l'hobby della pesca;

- la sensazione che il motivo del silenzio dell'Enea Pietro fosse dettato dall'esigenza di proteggere i suoi familiari da eventuali ritorsione nel caso in cui avesse deciso di collaborare con le autorità competenti;

- il movente dell'omicidio collegato ai rapporti economici  intercorrenti  tra Enea Vincenzo e D'Agostino Benedetto e agli interessi di costoro confliggenti con quelli di imprenditori edili in qualche modo riconducibili al mondo del crimine organizzato.

..............................


Nessun commento:

Posta un commento