Per dire NO all’uso del (combustibile derivato dai rifiuti) come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri a indicare sul contenitore se il , in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti.


Infatti, il ottenuto con il co-incenerimento di e combustibile fossile, diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica).





Inoltre, i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore.




Alle associazioni , , Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo e basta  quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrarie a ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo.




Al posto della combustione del si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia.




Dietro l’angolo ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l’autorizzazione del co-incenerimento del : questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare nei cementifici.


Caricato da isolapulita. - I nuovi video di oggi.

Altro elemento di distorsione nel funzionamento delle società d'ambito concerne la frequente e pressoché sistematica elusione delle regole di evidenza pubblica nella scelta delle imprese cui affidare i lavori, imprese spesso prive dei necessari requisiti di professionalità, caratterizzate da assunzioni clientelari, che in molti casi, come accertato dalla Commissione, hanno riguardato individui con pregiudizi penali, o legati da rapporti di parentela con soggetti pregiudicati.Le criticità di ordine economico finanziario degli ATO hanno quindi avuto ricadute gravissime nella gestione del ciclo dei rifiuti nella regione siciliana, contribuendo a determinare situazioni di altrettanto grave pregiudizio per la salubrità dell'ambiente e, quindi, la salute dei cittadini.
Relazione Commissione Parlamentare sui Rifiuti in Sicilia 6/10/10





mercoledì 29 luglio 2015

Isola delle Femmine Italcementi e Ambiente: Carini: Genio Militare alla ricerca...,

Carini: Genio Militare alla ricerca...



mercoledì 29 luglio 2015 -  di:  Ambrogio Conigliaro


Le ruspe del Genio Militare al lavoro dalla mattina del 28 luglio. Cercano una discarica abusiva o i resti di Antonio e Stefano Maiorana?

Ieri mattina (28 luglio ndr) alcuni cittadini hanno visto arrivare alcune ruspe e mezzi pesanti dell'Esercito in un terreno incolto in località Serra Cardillo. E' l'area di una lottizzazione non definita, dove sono stati realizzati soltanto i muri di confine. La prima preoccupazione che qualcuno ha avuto, dopo aver visto all'opera le ruspe che spianavano il terreno, è stata quella relativa alla possibile realizzazione di un "campo nomadi", per dare ospitalità ai tanti profughi che giornalmente arrivano dalle coste africane.


La curisità ovviamente ha smosso le domande e le richieste di informazioni...
E' bastato andare sul posto per capire subito che non si trattava certo dei lavori per un campo nomadi: volanti dei Carabinieri a posto fisso sul luogo, personale investigativo in borghese, troppe forze dell'ordine presenti per essere i lavori preliminari per una potenziale tendopoli o baraccopoli... Un pò fuori mano l'area, oltre ad essere troppo piccola.
Allora spunta la scusa della "discarica abusiva sepolta", ma siamo a poche decine di metri dall'autostrada, un sito troppo esposto e troppo visibile per nascondere tonnellate di materiale pericoloso.
Luogo che invece non avrebbe destato troppi sospetti se durante i lavori per la sistemazione del lotto, qualcuno avesse fatto una buca con un paio di colpi di ruspa, per nascondere qualcosa di non troppo voluminoso.
Ecco allora prendere corpo un'altra ipotesi, quella della ricerca di verifica alle dichiarazioni del pentito Vito Galatolo, che nello scorso gennaio ha dichiarato, primo pentito di mafia a farlo, che Antonio e Stefano Maiorana furono uccisi nell'agosto del 2007 per contrasti all'interno del cantiere che avevano ad Isola delle Femmine con un altro imprenditore, ed i loro corpi furono occultati sotterrandoli in un cantiere.
Non si trattò di un delitto di mafia (per questo nessun pentito ha mai dato notizie in merito) ma che in ogni caso venne autorizzato dai capi dell'epoca Salvatore e Sandro Lo Piccolo.
Anche oggi in "cantiere" si è continuato a scavare (guarda il video del nostro collaboratore Salvo Cataldo) alla ricerca di...















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