Per dire NO all’uso del (combustibile derivato dai rifiuti) come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri a indicare sul contenitore se il , in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti.


Infatti, il ottenuto con il co-incenerimento di e combustibile fossile, diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica).





Inoltre, i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore.




Alle associazioni , , Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo e basta  quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrarie a ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo.




Al posto della combustione del si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia.




Dietro l’angolo ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l’autorizzazione del co-incenerimento del : questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare nei cementifici.


Caricato da isolapulita. - I nuovi video di oggi.

Altro elemento di distorsione nel funzionamento delle società d'ambito concerne la frequente e pressoché sistematica elusione delle regole di evidenza pubblica nella scelta delle imprese cui affidare i lavori, imprese spesso prive dei necessari requisiti di professionalità, caratterizzate da assunzioni clientelari, che in molti casi, come accertato dalla Commissione, hanno riguardato individui con pregiudizi penali, o legati da rapporti di parentela con soggetti pregiudicati.Le criticità di ordine economico finanziario degli ATO hanno quindi avuto ricadute gravissime nella gestione del ciclo dei rifiuti nella regione siciliana, contribuendo a determinare situazioni di altrettanto grave pregiudizio per la salubrità dell'ambiente e, quindi, la salute dei cittadini.
Relazione Commissione Parlamentare sui Rifiuti in Sicilia 6/10/10





giovedì 18 giugno 2015

Isola delle Femmine Italcementi e Ambiente: Notifiche degli avvisi di fine indagine a 86 perso...

VADO LIGURE - Tra gli 86 indagati nell'inchiesta sulla centrale Tirreno Power di Vado Ligure figurano anche tutti gli assessori della ex giunta della Regione Liguria. E' quanto emerge dalle notifiche degli avvisi di fine indagine dopo la chiusura dell'inchiesta avvenuta ieri.
Oltre all'ex governatore Claudio Burlando, risultano indagati gli ex assessori Claudio Montaldo, Renzo Guccinelli, Marylin Fusco, Giovanni Barbagallo, Angelo Berlangieri, Giovanni Boitano, Gabriele Cascino, Raffaella Paita, Lorena Rambaudi, Sergio Rossetti, Renata Briano (ora europarlamentare), Enrico Vesco, Matteo Rossi. Il coinvolgimento di tutti gli ex assessori sarebbe legato alla approvazione delle delibere di giunta riguardanti la centrale. L'inchiesta era culminata con il sequestro della centrale di Vado Ligure l'11 marzo del 2014 per presunte violazione all'Aia. L'impianto è ancora sotto sequestro. Il gruppo Tirreno Power appartiene a Gdf-Suez (50%), Sorgenia (39%), Iren (5,5%) e Hera (5,5%).
La procura indaga su 427 morti definite 'anomale' tra il 2000 e il 2007 per malattie respiratorie e cardiovascolari. Indagati anche i dirigenti della centrale vadese e l'ex presidente della Provincia di Savona Angelo Vaccarezza, oltre agli ex assessori Santiago Vacca, Andrea Berruti, Pietro Santi, Pietro Revetria. Iscritti anche il sindaco di Vado Ligure Monica Giuliano e i suoi ex Attilio Caviglia, Carlo Giacobbe, quindi il sindaco di Quiliano Alberto Ferrando e il suo ex Nicola Isetta. Tra i reati contestati quelli di disastro ambientale colposo aggravato e disastro sanitario colposo aggravato per gli amministratori e i dirigenti dell'azienda.
Abuso d'ufficio e disastro colposo aggravato per i pubblici amministratori ed i funzionari di Comuni, Provincia, Regione ed altri enti. L'omicidio colposo plurimo e l'abuso d'ufficio per i responsabili aziendali e gli amministratori pubblici.
http://www.primocanale.it/notizie/tirreno-power-tutta-l-ex-giunta-burlando-indagata-per-la-centrale-di-vado-157193.html


Notifiche degli avvisi di fine indagine a 86 persone Tirreno Power, tutta l'ex giunta Burlando indagata per la centrale di Vado

Nessun commento:

Posta un commento