Per dire NO all’uso del (combustibile derivato dai rifiuti) come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri a indicare sul contenitore se il , in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti.


Infatti, il ottenuto con il co-incenerimento di e combustibile fossile, diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica).





Inoltre, i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore.




Alle associazioni , , Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo e basta  quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrarie a ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo.




Al posto della combustione del si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia.




Dietro l’angolo ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l’autorizzazione del co-incenerimento del : questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare nei cementifici.


Caricato da isolapulita. - I nuovi video di oggi.

Altro elemento di distorsione nel funzionamento delle società d'ambito concerne la frequente e pressoché sistematica elusione delle regole di evidenza pubblica nella scelta delle imprese cui affidare i lavori, imprese spesso prive dei necessari requisiti di professionalità, caratterizzate da assunzioni clientelari, che in molti casi, come accertato dalla Commissione, hanno riguardato individui con pregiudizi penali, o legati da rapporti di parentela con soggetti pregiudicati.Le criticità di ordine economico finanziario degli ATO hanno quindi avuto ricadute gravissime nella gestione del ciclo dei rifiuti nella regione siciliana, contribuendo a determinare situazioni di altrettanto grave pregiudizio per la salubrità dell'ambiente e, quindi, la salute dei cittadini.
Relazione Commissione Parlamentare sui Rifiuti in Sicilia 6/10/10





martedì 30 giugno 2015

Diritto alla Informazione: Tutti gli uomini (e le donne) del presidente Catal...

Tutti gli uomini (e
le donne) del presidente Catalogo giudiziario del cerchio magico

Martedì 30 Giugno 2015 - 06:00


L'arresto di Matteo Tutino è solo l'ultima vicenda giudiziaria che
coinvolge un fedelissimo di Rosario Crocetta. Dalle dirigenti Monterosso e
Corsello, fino al neo assessore Pistorio e all'ex pm Ingroia non sono mancate
condanne (contabili), rinvii a giudizio e indagini. Ma il presidente della
"moralizzazione", in questi casi, tace.

IL CERCHIO MAGICO DI CROCETTA 

PALERMO - Per essere un governatore dal “fiuto
sbirresco”, come Crocetta disse di sé,
 qualcosa non torna. Perché a guardare bene, il
“cerchio magico” del governatore è anche un girotondo di guai giudiziari,
inciampi e imbarazzi.




Matteo
Tutino, medico graditissimo a Rosario Crocetta,
 è in
carcere con accuse legate alla sua attività di primario all'ospedale
Cervello-Villa Sofia: peculato, truffa e abuso d'ufficio. Addebiti tutti da
dimostrare, ovviamente. Un discorso che vale per il primario, così come per gli
altri fedelissimi del presidente della Regione. Anche se per qualcuno, ed è il
caso del segretario generale Patrizia Monterosso o del nuovo assessore Giovanni
Pistorio, una sentenza dei magistrati contabili c'è già.




Eppure, in
passato, per Rosario Crocetta sarebbe bastato anche meno
. Uno spiffero, un venticello di sospetto era
sufficiente per prendere le distanze, anche in maniera plateale e persino,
magari, citando esponenti politici come Pio La Torre o intellettuali come Pier
Paolo Pasolini: “Io so, ma non ho le prove”, ama ripetere Crocetta. Anche
quando, magari, ha puntato il dito contro un deputato tutt'ora incensurato come
Riccardo Savona, cacciandolo da una convention di un partito che non era
nemmeno il suo (e lì, più che il venticello del sospetto giocò lo scirocco che
muove le pale eoliche in Sicilia). O magari quando ha ricordato, a cose fatte,
di aver preso le distanze, durante la campagna elettorale, dal deputato recentemente
indagato Nino Dina o di aver chiuso le porte del governo ad altri parlamentari:
“Vi immaginate? A quest'ora avrei in giunta Franco Rinaldi”. Un fiuto a scoppio
ritardato, ovviamente. Perché mesi prima, gli stessi parlamentari tornavano
buoni per sostenere la corsa a Palazzo d'Orleans del governatore.
E invece, ironia della rivoluzione, mentre il
governatore sottolineava le crepe dei palazzi vicini iniziava a piovere dentro
il suo cerchio magico.
 Fedelissimi, intoccabili
e ovviamente al di sopra di ogni sospetto. Anche di fronte a sentenze o a
rinvii a giudizio. Come quello, recentissimo, che ha riguardato la dirigente
generale Anna Rosa Corsello. Una burocrate solo apparentemente messa da parte
dopo lo scandalo del click day, e tornata al suo posto dopo la cacciata di
Nelli Scilabra. Al dipartimento Lavoro, per l'esattezza. “Così non si occuperà
più di Formazione”, precisò Crocetta, pochi giorni prima che la Corsello
sfornasse i primi decreti riguardanti il progetto “Garanzia giovani”. Una puntualizzazione,
quella del governatore, simile a quella tirata fuori in occasione delle notizie
che riguardavano l'indagine sulla dirigente per un uso quantomeno “disinvolto”
dell'auto blu: “In questi casi – disse Crocetta a Livesicilia – è previsto il
trasferimento del dirigente, ma in questa vicenda è inutile, visto che le auto
blu sono in tutti i dipartimenti”. Una giustificazione surreale che però adesso
si scontra con la realtà di un rinvio a giudizio per peculato.




Sempre sul
lato “burocratico” del cerchio magico, era già piovuta la sentenza di primo
grado della Procura della Corte dei conti
 nei
confronti di Patrizia Monterosso per la vicenda degli extrabudget nella
Formazione. Una storia nella quale il Segretario generale (esterno) della
Regione è finita sul banco degli “imputati” insieme all'ex governatore Raffaele
Lombardo e ad alcuni ex assessori di quella giunta. Una condanna che Crocetta
derubricò in qualcosa di poco superiore a una multa. Scatenando la reazione,
nemmeno troppo diplomatica, del presidente della Sezione giurisdizionale della
Corte dei Conti Luciana Savagnone, che senza mezzi termini contestò al
presidente “di aver sottovalutato la portata di una sentenza di quel tipo”.




Procura
contabile e Procura della Repubblica di Palermo stanno invece indagando su un
amministratore fortemente voluto da Crocetta.
 E a dire
il vero, il “caso Ingroia” è un po' diverso dagli altri. Intanto perché il
governatore, indicando un ex pm alla guida di una società regionale come
Sicilia e-Servizi (dopo il fallito tentativo di piazzare Ingroia a Riscossione
Sicilia), affermava di essersi assicurato una sorta di “garanzia di legalità”.
Inoltre, a dirla tutta, sulla vicenda delle assunzioni a Sicilia e-Servizi, a
essere “rinviato a giudizio” dalla Procura contabile e a essere sotto indagine
dai magistrati palermitani, è lo stesso Crocetta, che poche settimane fa ha
dovuto rispondere alle domande dei pm tra i muri della caserma della Guardia di
Finanza.




Ma come
detto, oltre all'indagine penale (l'accusa è quella di abuso d'ufficio) c'è
l'inchiesta contabile.
 E
lì il governatore è in buona compagnia. Visto che a rispondere di un possibile
danno erariale sono anche sei ex assessori della giunta. Quelli, in pratica,
che hanno firmato la delibera che dava il via a quelle assunzioni. E tra
questi, non mancano altri fedelissimi del governatore: dall'ex assessore alla
Formazione e oggi segreteria particolare del presidente, Nelli Scilabra, all'ex
segretaria del governatore poi diventata assessore al Turismo Michela
Stancheris, o ancora ecco l'ex assessore all'Agricoltura Dario Cartabellotta
che il presidente – prima di un recentissimo strappo – aveva “ripescato” come
dirigente generale (ruolo ricoperto dal burocrate per tanti anni) per poi
indicarlo come responsabile del Cluster Bio-Mediterraneo all'Expo di Milano. Un
incarico sul quale sono piovute (è proprio il caso di dirlo) abbondanti
polemiche. Tra gli ex componenti della giunta coinvolti nel caos Sicilia e-Servizi,
poi, anche quella che Crocetta scelse come vicepresidente, Patrizia Valenti.




E a
proposito di “assunzioni sospette”, il presidente della Regione, che ha più
volte alzato un muro contro l'ingresso in giunta di deputati
, proprio per la paura che il suo governo possa
essere “macchiato” da qualche vicenda giudiziaria (per le stesse ragioni, però,
cacciò dall'esecutivo Mariarita Sgarlata, assessore 'condannato' politicamente
e mediaticamente per una piscina che poi si rivelò essere non abusiva), decide
di abbracciare Giovanni Pistorio. Togliendosi in qualche modo un pensiero,
visto che una condanna da parte della Corte dei conti all'ex assessore alla
Sanità, è già arrivata: circa 35 mila euro di danno all'erario per la storia
del personale della Seus-118.




Storie
vecchie e storie nuove, quindi, ad agitare le acque dentro il cerchio magico.
 Perché
l'arresto di Matteo Tutino, avvenuto stamattina, è il frutto di un inchiesta
che vede, iscritto nel registro degli indagati anche Giacomo Sampieri, tra i
manager della Sanità più graditi al presidente. Così gradito da spingere
Crocetta a intervenire in prima persona, più di un anno fa, quando l'assessore
Lucia Borsellino era in procinto di revocargli l'incarico in seguito alle
indagini su Villa Sofia e anche a seri dubbi sulla gestione
economico-finanziaria dell'azienda ospedaliera. Una revoca che avrebbe impedito
a Sampieri di ottenere un nuovo incarico alla Regione nell'immediato futuro.
Anche per questo, Crocetta spinse Sampieri a dimettersi. “Gli abbiamo reso l'onore
delle armi”, commentò il governatore, che poche settimane sembra abbia
proposto, senza successo, lo stesso Sampieri alla guida della Seus. Quando si
dice il fiuto.









Il giallo del
fascicolo "dimenticato"  Così
sfumò il procedimento disciplinare

Martedì 30 Giugno 2015 - 15:00




A marzo del 2014 i
carabinieri trovarono nella stanza di Sampieri un plico ancora sigillato. Era
il carteggio sul procedimento disciplinare a carico di Tutino



PALERMO
- È il 25 marzo 2014. I carabinieri del Nas fanno irruzione all'ospedale Villa
Sofia.
 È il giorno in cui vengono notificati gli avvisi di garanzia al primario
di Chirurgia plastica Matteo Tutino, al commissario dell'azienda Giacomo
Sampieri, e al direttore sanitario Maria Concetta Martorana.




Nella stanza
di Sampieri i militari oggi guidati dal comandante Giovanni Trifirò e allora da
Mansueto Cosentino trovano un plico. È ancora sigillato
. È il carteggio sul procedimento disciplinare a
carico di Tutino che l'ospedale Sant'Elia di Caltanissetta aveva spedito a
Palermo dove nel frattempo Tutino era entrato in servizio, prima “in comando” e
poi come vincitore del concorso per primario. Il plico è rimasto sigillato per
un anno e due mesi. Chi doveva intervenire, secondo l'accusa, ha tergiversato,
chiesto pareri, preso tempo, fino a fare scadere i termini. E così il
procedimento disciplinare è stato dichiarato prescritto. E qui il tema diventa
non solo giuridico ma anche, e soprattutto, amministrativo e, dunque politico,
perché è la politica che sceglie i manager sanitari. Nonostante la stessa
politica, al suo livello più alto, e cioè con il presidente della Regione,
Rosario Crocetta, affermi che “non sono mai intervenuto nell'inferno di Villa
Sofia e non l'ho nominato io (riferendosi a Tutino ndr)”. Nonostante, ancora,
la politica per bocca dell'assessore regionale alla Sanità, Lucia Borsellino,
al quale la stessa Procura ha riconosciuto il massimo della collaborazione, si
dica oggi “stupita che Tutino, indagato, da mesi sia rimasto al suo posto
finora”. La stessa Borsellino che si chiede, dalle colonne di Repubblica, “come
mai il provvedimento disciplinare non si è mai concluso”. Dalla politica,
laddove si si aspetterebbero risposte, arrivano invece nuovi interrogativi. Una
cosa è certa: nell'ultimo anno e mezzo le note sindacali erano state spedite
alla direzione generale dell'ospedale, in assessorato e alla Commissione Sanità
dell'Ars per chiedere chiarimenti sul curriculum di Tutino. Secondo il
sindacato Cimo, il primario non aveva i titoli per vincere il concorso
(circostanza citata dalla Procura nell'ordinanza). Alle note non è mai arrivata
risposta. Eppure poteva essere un campanello d'allarme.




Nell'attesa
è toccato alla magistratura intervenire
, descrivendo lo spaccato inquietante di cui ha
parlato il procuratore aggiunto Leonardo Agueci. Lo stesso giudice per le
indagini preliminari, Giovanni Francolini, che ha mandato il primario ai
domiciliari ha sottolineato che se le regole fossero state rispettate il caso
Tutino probabilmente non sarebbe mai esploso. Perché il chirurgo plastico -
almeno secondo l'accusa che naturalmente va verificata - non avrebbe dovuto e
potuto lavorare a Villa Sofia. Con il provvedimento disciplinare si sarebbe
interrotta sul nascere la gestione del reparto che ieri è costata a Tutino
l'arresto. Ed invece è andata diversamente con un susseguirsi di atti e contro
atti che, secondo i carabinieri del Nas, è solo servito per centrare
l'obiettivo. Evitare lo stop a Tutino.




Ricostruiamo
solo i passaggi principali del tanto tormentato quanto inutile provvedimento
disciplinare.
 A
ritenere per prima che ci fossero delle irregolarità è stata la direzione
generale del Policlinico di Palermo dove Tutino era in servizio. Il chirurgo
aveva eseguito al Sant'Elia degi interventi senza essere stato autorizzato.
Solo che nel frattempo Tutino era stato trasferito a Caltanissetta dove il
direttore sanitario era Giacomo Sampieri. Sanitario, appunto, disse a
Livescilia Sampieri per sostenere che non avesse alcuna responsabilità: “In
quella veste non ho mai saputo che esistesse procedimento a Caltanissetta, ce
l'aveva il direttore generale”. Quando Sampieri fu nominato commissario
straordinario a Villa Sofia volle Tutino al suo fianco. E così il 23 gennaio
2013 sul suo tavolo arrivò il carteggio sul provvedimento disciplinare spedito
da Caltanissetta. La competenza passava a Palermo. Solo tre mesi dopo, il 6
maggio, il fascicolo venne consegnato all'ufficio provvedimenti disciplinari di
Villa Sofia. O meglio, il fascicolo non c'era. C'era solo la nota di
trasmissione del Sant'Elia. Il 29 maggio fu chiesto il il perché del ritardo a
Sampieri che disse di non averlo aperto perché sopra vi era la scritta
“riservato”. Sampieri a quel punto decise di chiedere ad un avvocato un parere
per sapere se fosse sua competenza avviare il procedimento disciplinare visto
che Tutino era ancora in comando. Nel frattempo Tutino divenne primario e
l'avvocato arrivò alla conclusione che spettasse a Palermo a trattare la
questione. Il parere dell'avvocato doveva essere vagliato dall'ufficio disciplinare.
Ci furono tre riunioni - 13 novembre, 11 e 16 dicembre - sempre con un nulla di
fatto. La Martorana era assente per impegni istituzionali, così come gli altri
componenti alcuni dei quali impegnati altrove per decisione dello stesso
Sampieri.




Finalmente
l'ufficio si riunì. Era il 17 dicembre
. Troppo tardi: non si poteva che dichiarare
prescritto il procedimento disciplinare. Qualche mese prima, il 17 aprile,
quando Sampieri fu convocato dai carabinieri disse che si sarebbe attivato al
più presto con Caltanissetta. In effetti scrisse al Sant'Elia per ricevere
notizie “in merito alla sussistenza di un procedimento disciplinare”. La
risposta non poteva che essere di stupore: il fascicolo su Tutino era stato
trasmesso il 22 gennaio precedente. E si arrivò al 27 marzo, giorno in cui i
carabinieri sequestrarono il plico sigillato nella stanza di Sampieri.



Sanità, si è dimessa
l’assessore Lucia Borsellino  Ma la formalizzazione ancora non è arrivata




E' il terzo assessore in pochi giorni che lascia il governo di Crocetta

L’assessore regionale alla Sanità Lucia Borsellino ha deciso di dimettersi dall’incarico. Manca solo la formalizzazione ma la notizia ormai è certa.
La decisione era maturata già ieri nel corso di una lunga giornata trascorsa in Procura della Repubblica in seguito alla emissione di un provvedimento di arresti domiciliari per il primario di Villa Sofia Matteo Tutino che rappresenta l’ennesimo colpo alla credibilità del sistema sanitario siciliano che ormai da due anni è al centro di numerosi casi da “prima pagina”,non ultimo quello che riguarda la vicenda Humanitas.
Una storia, quella che riguarda il dottor Tutino, che vede indagati anche i vertici dell’azienda ospedaliera palermitana ma nella quale l’assessorato regionale non è immune da responsabilità, avendo autorizzato con un provvedimento ad hoc la nomina a primario di Matteo Tutino (medico e amico personale del presidente Crocetta) in deroga al divieto posto dalla legge Balduzzi che condizionava nomine e assunzioni alla definizione delle nuove piante organiche.
Lucia Borsellino ha già avvertito il presidente Crocetta che ha cercato invano di dissuaderla. Adesso si attende solo la formalizzazione, che dovrebbe avvenire nelle prossime ore. Anche se – fanno notare i meno “amici” dell’assessore – non è la prima volta che l’assessore annuncia di essere pronta a dimettersi per poi ritornare alla scrivania. L’ultima volta accadde qualche mese fa in occasione della morte della piccola Nicole: il duro attacco del ministro Lorenzin aveva convinto la Borsellino a dimettersi, dimissioni poi rientrate per la pressioni politiche ricevute.

Con le dimissioni di Lucia Borsellino sono ora tre le dimissioni dal Governo regionale avvenute nell’ultima settimana: in precedenza era toccato a Leotta e Caleca. Adesso si profila con sempre maggiore probabilità l’ipotesi che in Sicilia si vada a votare subito dopo l’estate non essendoci più le condizioni minime per governare (per la verità non ci sono da tempo) nè esiste un minimo di compattezza all’interno del Pd che è il partito di maggioranza.









28 GIUGNO 2015

Sicilia, incarichi di consulenza. Nuove
nomine alla Regione. Spuntano pure tre ex assessori

Gli ex assessori che diventano consulenti sono Roberto Agnello e Salvatore Calleri firmano due nuovi contratti rinnovando degli incarichi che
avevano già avuto dopo il  rimpasto di novembre. E torna anche 
Ester
Bonafede
,
ex assessore alla famiglia e agli ento locali
, mandata via
a fine 2014.
Agnello, ex assessore all’Economia sostituito a novembre con
Alessandro Baccei
(a proposito, dicono che i rapporti
con Crocetta siano di nuovo tesissimi….) continuerà ad occuparsi, per conto
dell’assessorato alla Salute, di «definizione dei percorsi attuativi della certificabilità:
attività di verifica sullo stato di avanzamento del Pac da parte delle aziende
del Servizio sanitario regional
e». Non chiedeteci cosa sia. Il
nuovo contratto, valido dal primo giugno al 31 dicembre, prevede un compenso
lordo di 14.460 euro. Buono. Sempre alla Sanità arriva Ester Bonafede, per
lei incarico a titolo gratuito per occuparsi di «sviluppo integrato delle politiche socio assistenziali con
particolare rifermento all’attività di raccordo istituzionale tra Assessorato
della Salute e Assessorato perla Famiglia le Politiche Sociali e il Lavoro
».
 Confermato anche l’incarico di
Salvatore Calleri, ex assessore all’Energia e ai Rifiuti che a novembre aveva lasciato il suo posto a Vania
Contraffatto.
Per lui è previsto un compenso di
13.772 euro lordi dal 10 giugno al 31 dicembre. Calleri continuerà ad occuparsi
di consulenza giuridica «nell’ambito della sicurezza e della legalità» e in particolare di contratti pubblici
di lavori, forniture e servizi, gare di appalto, beni confiscati alla
criminalità organizzata, analisi del fenomeno della  criminalità
organizzata e mafiosa.
Calleri sarà consulente diretto di Crocetta, così come un altro
assessore, Nelli Scilabra, ex contestata assessore alla Formazione, alla quale
poi Crocetta ha dato un incarico di consulenza. Così come capo di gabinetto di
Crocetta era Mariella Lo Bello, oggi assessore.
Un gran via vai.  Fra le ultime nomine  da citare
 quella di 
Roberto
Immesi, 
giornalista che scrive per Live Sicilia, incaricato dall’assessore
all’Energia e ai Rifiuti Vania Contraffatto di «consulenza per le relazioni istituzionali e sociali»,
con un compenso di 12.394 euro lordi per sei mesi. Incarico
infine per 
Antonella
Del Sordo
, consulente dell’assessorato alle Infrastrutture e ai Trasporti per le «problematiche
attinenti l’accordo di programma quadro su mobilità ecosostenibile»
 con un compenso di 7.863 euro lordi
per tre mesi.  

Questi i nomi dell’ultima tornata. Altre consulenze erano state
date il mese scorso
. Sami
Ben Abdelaali, 
il burocrate tunisino,  figura tra i
consulenti direttamente nominati dal presidente della Regione Rosario Crocetta
. . Per il consulente ecco altri 29.265 euro lordi per sette
mesi di lavoro: dal primo maggio al 31 dicembre. Nello specifico dovrà
occuparsi di fornire “assistenza
all’Organo Politico nelle relazioni con i Paesi del Mediterraneo, Africa e
Mondo Arabo e approfondimento e supporto al Presidente della Regione nelle
problematiche afferenti all’immigrazione, Expo 2015, programma transfrontaliero
Italia/Malta e Italia/Tunisia”.

Antonella Del Sordo è stata chiamata dall’assessore alle Infrastrutture Giovanni
Pizzo per una consulenza per le “problematiche
attinenti l’accordo di programma quadro su mobilità ecosostenibili”.
 7.863
euro lordi per tre mesi di consulenza.

Stefania
Guccione
 è stata chiamata direttamente dall’assessore Mariella Lo Bello per
la Formazione
. Per lei, 4.131 euro lordi per due
mesi di consulenza. Quasi cinquemila euro lordi, invece, per lo stesso periodo
di lavoro (due mesi) a 
Giuseppe
Cicala.
 Chiamato direttamente dall’assessore al territorio Maurizio Croce, dovrà occuparsi della “valutazione delle proposte di collaborazione e partenariato con
enti di ricerca, università nell’ambito dei programmi di iniziativa comunitaria
Life+ e Horizon 2020”.
  Sempre Croce ha rinnovato infine il
contratto di 
Ester Daina: 5.242 euro per due mesi per esprimere parere e giudizi in materia di
diritto urbanistico e ambientale.


28 GIUGNO 2015
AGNELLO,CALLERI,CUFFARO Rosaria Barresi  è il quarto assessore di Crocetta
all’Agricoltura dopo Cartabellotta, Reale e Caleca
. 

27 GIUGNO 2015

Il nuovo assessore all’ agricoltura della
Sicilia Rosaria Barresi. Prende il posto di Caleca

Il Presidente della Regione Siciliana, Rosario
Crocetta ha nominato il nuovo assessore all’Agricoltura Rosaria Barresi,
dirigente regionale, che prende il posto di Nino Caleca, che
 ieri ha
lasciato a sorpresa il suo incarico
 
dopo  – a sua
volta – la nomina di Giovanni Pistorio alla Funzione pubblica, ex assessore del
Governo Cuffaro. Caleca ieri lasciando l’incarico aveva parlato di un 
“ritorno
al passato”.
 La scelta di Barresi è condivisa da Sicilia
democratica, seppure dopo qualche fibrillazione perchè il gruppo, pare, non era
stato informato della scelta di Crocetta.

INDAGATO L’ASSESSORE PIZZO. C’e’ un’inchiesta della Procura di Messina
sul fallimento della societa’ che ha gestito la clinica Santa Rita di Messina,
un fascicolo in cui e’ indagato
l’assessore regionale
alle Infrastrutture e Trasporti, Giovanni Pizzo. A Pizzo e’ stato notificato da
tempo un avviso di garanzia,
ma lo si apprende soltanto adesso. Si tratta di
un atto dovuto da parte dei magistrati, che hanno gia’ sentito l’assessore.
L’inchiesta e’ coordinata dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e condotta
dal sostituto procuratore Fabrizio Monaco. 

26 GIUGNO 2015

Si
dimette anche Nino Caleca. Regione, caos nel governo di Rosario Crocetta

Anche Nino Caleca, l’assessore
all’Agricoltura, si è dimesso dalla giunta di Rosario Crocetta. Lo fa dopo la
nomina, da parte del governatore, di Pistorio quale successore di Leotta
 (si era dimesso ieri sera) alla Funzione Pubblica. Pistorio non
è un tecnico, è il segretario dell’Udc e per Caleca ciò rappresenta un “ritorno
al passato”. Le dimissioni sono irrevocabili.
“Continuo a sognare una politica nuova, pulita e trasparente.
Per la Sicilia non ci rinuncio. Avverto un totale senso di estraneità di fronte
ad 
incomprensibili ritorni al
passato
. Le mie dimissioni sono irrevocabili
e con affetto immediato. Presidente, ti voglio bene, 
Nino
Caleca
“.
Le dimissioni hanno suggerito a Crocetta di rinviare la
conferenza stampa con la quale avrebbe discusso coi giornalisti del vertice di
maggioranza appena concluso. Un vertice dal quale è emersa la necessità di
ricompattare la maggioranza in vista del dibattito in Aula sulla riforma delle
Province.
Nel corso dell’incontro sono
emersi anche dissapori tra il presidente della Regione e l’assessore
all’Economia Baccei.
“Condivido la posizione del
presidente – dice il deputato Nino Oddo – la politica del rigore non può essere
portata avanti senza garantire  i livelli occupazionali e sulla pelle dei
lavoratori “.


4 APRILE 2015

Busta paga ma senza stipendio,  ora
sospesi da Regione

Per oltre un anno hanno
ricevuto la busta paga ma non lo stipendio. Restando scoperti persino sul
fronte dei versamenti previdenziali, assicurativi e contributivi a Inail e
Inps.

Le loro posizioni però non sono mai state comunicate all'Inps e dalla
firma del nuovo contratto, siglato dall'ex dirigente generale Gaetano Gullo
all'inizio del marzo scorso, quando sono stati sospesi dal servizio, i 33 non
hanno ricevuto nessuno stipendio.


Regione,
dipartimento Ambiente senza direttore generale Gullo
spostato, Marco Lupo non si è mai insediato

REDAZIONE 
POLITICA – I boatos dicono che Lupo rinuncerà
all'incarico. Intanto da un mese il dipartimento è senza un direttore generale;
a fine gennaio, alla scadenza del contratto,  Gaetano Gullo è stato
spostato al Comando del corpo forestale e il dipartimento di via Ugo La
Malfa è rimasto senza vertice amministrativo
Dal 27 gennaio il dipartimento regionale
dell’ambiente è senza dirigente generale
. O la cosa è gravissima oppure non
si capisce davvero perché ai capi dipartimento della Regione Siciliana vengano
corrisposti stipendi di 
centinaia di migliaia di euro.
Certo
è che si tratta di uno dei dipartimenti regionali più importanti e
nevralgici, dal quale passano tra l'altro, il rilascio delle
autorizzazioni VAS e VIA, obbligatorie per legge per l'approvazione di progetti
privati e non. 
A fine
gennaio, alla scadenza del contratto, il direttore generale dell’Ambiente
Gaetano Gullo - denunciato
dall'associazione Rita Atria per l'autorizzazione al Muos
 - è stato spostato al Comando del corpo forestale, dando il
via ad un altro dei tanti 
valzer di poltrone a cui ci ha abituato questo governo, e il
dipartimento di via Ugo La Malfa è rimasto senza 
vertice amministrativo.
Infatti,
il nuovo direttore 
Marco Lupo, l’esterno fortemente voluto dal governatore e dall’assessore all’Ambiente Croce, nominato con delibera di giunta n. 5 del 13 gennaio 2015,
dopo aver dettato le sue  condizioni e aver preso tempo per liberarsi dai
precedenti impegni, ad oggi non si è ancora insediato e, iboatos che trapelano da Palazzo D’Orleans
dicono che non lo farà più e che
rinuncerà all’incarico. E Crocetta, che più e più volte ha dichiarato
strategico il dipartimento Ambiente, in tutti questi giorni non ha affidato
nessun incarico ad interim, evidentemente ritenendo più opportuno lasciare
tutto fermo.
A
completare il  quadro, si legge ancora nella 
delibera appena citata, che all’interno del dipartimento Ambiente «Tra i
profili dei dirigenti regionali selezionati (...) non vi è un soggetto che
soddisfi i requisiti professionali e culturali richiesti per il conferimento
dell’incarico», motivo per cui era stato nominato Lupo.
Così,
dopo un intero mese, la poltrona di dirigente generale è ancora vuota e il
dipartimento Ambiente è
alla paralisi
. Le imprese, dopo mesi di attesa, sono costrette ad aspettare
ancora i mandati di pagamento, già pronti; i Comuni e le imprese continuano ad
aspettare le autorizzazioni ambientali; la Commissione Europea, che chiede
conto e ragione su 
attività di progetti Life per milioni e milioni di euro, può aspettare.
E
da ultimo, continua
ad aspettare il personale a tempo determinato del dipartimento, che non
prende lo stipendio da 13 mesi
: un caso surreale di cui ormai
si parla con incredulità anche a Roma e che molti ben informati indicano come
la vera causa che rende oggi così scottante la poltrona di direttore del
dipartimento Ambiente.


14 GENNAIO 2015

Al Dipartimento Turismo della Sicilia viene nominato Sergio Gelardi, che già lo guidava ad interim.

13 gennaio 2015

Regione, valzer di dirigenti:
ritorna Marco Lupo, Gullo al corpo forestale
La
giunta Crocetta delibera alcune nomine: l'ex capo dipartimento alle Acque e ai
rifiuti rientra nell'amministrazione e  va al Territorio.

18
NOVEMBRE 2014

La seconda vita dell’ex assessore Scilabra Crocetta
la nomina suo segretario particolare

Nelli
Scilabra,
ex assessore alla Formazione coinvolta nello scandalo “Piano giovani”. E infatti i siciliani
avevano ragione: per Nelli Scilabra
è pronto il posto di segretaria
particolare del presidente della Regione.
La
nomina sarà ufficializzata nelle prossime ore,
 perché
si devono effettuare alcune verifiche sul decreto anticorruzione. Scilabra
prenderà il posto in Segreteria che fu
di Mariella Lo Bello
che, a sua volta, ha preso il posto che fu di Nelli
Scilabra all’assessorato alla Formazione: un valzer di nomine che vede
protagonista il governatore e due delle sue donne preferite, insieme agli
assessori Lucia Borsellino e Linda Vancheri, che hanno visto confermato il loro
posto in giunta.


5
NOVEMBRE 2014

IL RITORNO DELLA CORSELLO


Il
dirigente generale
Anna Rosa Corsello torna nella “squadra” del governatore Rosario Crocetta.
Il presidente le ha
affidato la guida del
dipartimento Lavoro, fino a due giorni fa gestito a interim da Dario Cartabellotta.
Per Corsello si tratta di un ritorno dopo la feroce polemica con l’ex
assessore alla Formazione
Nelli Scilabra per il fallimento del click day per la selezione dei
tirocinanti nell’ambito del Piano giovani.


Corsello
e Scilabra
si erano accusate a
vicenda per quel flop, finito prima in Parlamento e poi sul tavolo della
Procura di Palermo che aprì una inchiesta, acquisendo anche gli scambi di sms
tra la dirigente, finita indagata, e l’ex assessore. Dopo l’azzeramento del
Crocetta bis e la formazione della nuova giunta, la
Corsello torna in pista
grazie ai buoni rapporti che ha sempre mantenuto col governatore Crocetta, che
non ha mai nascosto stima e fiducia nel superburocrate, alla quale aveva
affidato temi delicati come la “pulizia” nel bacino degli ex Pip, ridotti da
3200 a 2400 con l’espulsione dei precari che hanno continuato a delinquere
nonostante beneficiassero del sussidio regionale.


29 OTTOBRE 2014

Da assessore a segretario (e ritorno) Lo
Bello, l'eterna sorpresa

L'esponente politica agrigentina torna in giunta dopo un breve incarico
da braccio destro di Crocetta. Come, prima di lei, era toccato a
Michela
Stancheris.
E dopo
essere stata silurata sul fotofinish durante la nascita del Crocetta-bis.

Non
è l'unico incrocio, per
Lo Bello. Basta
scorrere la sua storia recente, per trovarne un altro: in aprile, quando nacque
il Crocetta-bis, la conferma dell'esponente politica agrigentina era data per
certa fino a pochi minuti prima della divulgazione dei nomi degli assessori. A
sorpresa – sì, perché la sorpresa è un tratto caratteristico, in questa storia
– fu però il comunicato ufficiale di Rosario Crocetta a bruciare le certezze:
fuori
Mariella Lo Bello, finita al centro di uno scontro con il collega di giunta Nicolò
Marino
, dentro Mariarita
Sgarlata.
Chiamata in giunta per “bilanciare”
geograficamente la nomina di
Ezechia Paolo Reale, siracusano
come lei, e trascinata dentro il Partito democratico dopo essere stata nel
Megafono fino al giorno prima.



Muos,
denuncia per lo stop alla revoca   «Il
dirigente regionale ha detto il falso»

SALVO CATALANO 
CRONACA L'associazione Rita Atria ha presentato una
denuncia
alla procura di Palermo nei confronti di Gaetano Gullo
, il dirigente regionale
che ha firmato l'annulamento della revoca delle autorizzazioni per l'impianto
Usa. «Nel provvedimento riporta solo una parte della relazione dell'Iss da cui
si evincerebbe la certezza che le parabole non fanno male, omettendo le
conclusioni, dove si sottolinea che si tratta di pura teoria», spiega
l'avvocato D'Antona. L'accusa è di falso in atto pubblico. Venerdì
manifestazione a Niscemi

Si
moltiplicano i filoni giudiziari della vicenda Muos, l'impianto miltare Usa di
telecomunicazioni satellitare in costruzione a Niscemi. L'associazione
Rita Atria
, tramite il suo legale Goffredo D'Antona
ha denunciato alla Procura di Palermo il dirigente della Regione Gaetano
Gullo
. Sul
decreto che annulla la revoca delle autorizzazioni alla costruzione
dell'impianto,
 dando di fatto il via libera alla prosecuzione
dei lavori, non c'è la firma del governatore Rosario Crocetta, ma
la sua. L'accusa è di 
falso in atto pubblico. «Nel provvedimento - spiega l'avvocato
D'Antona - a sostegno della decisione di annullare la revoca, il dirigente
riporta solo una parte della relazione dell'Istituto superiore di sanità.
Estrapola il testo da cui si evincerebbe la certezza che le parabole non fanno
male alla salute, omettendo le conclusioni, dove l'Iss sottolinea che si tratta
di pura teoria, da verificare in concreto e che, infine, quanto affermato non
può essere usato a fini autorizzativi».

Questa
denuncia arriva poco tempo dopo l'esposto
alla procura di Caltagirone
, sempre da parte dell'associazione Rita Atria
,
per accertare se, come anticipato dal giornalista Antonio Mazzeo, i
lavori per la costruzione del Muos nella base statunitense di Niscemi siano
iniziati davvero tre anni prima del rilascio delle autorizzazioni necessarie da
parte della Regione Sicilia e come mai nessuno ha chiesto conto di questa
mancanza. «Il Tar di Palermo, respingendo il
ricorso del Ministero della Difesa
 - aggiunge D'Antona - aveva
sottolineato che non si poteva andare avanti senza la prova assoluta e concreta
della non nocività del sistema Muos. E questa prova l'Iss non se l'è sentita di
darla, non si è assunta questa responsabilità». Di conseguenza, denuncia
l'associazione Rita Atria, «quanto dichiarato, riportato dal dirigente è
assolutamente falso. E la falsità non promana da una querelle tra scienziati
(che pure sussiste ma non è questa la sede ove discernere) ma dalla relazione
stessa. Ed invero i tecnici dell
Iss riportano quanto trascritto dal Gullo, ma con
molta onest
à
concludono la loro relazione, con un enorme ed insuperabile dubitativo
».

L'associazione
chiede quindi di fermare i lavori del Muos, «la cui ultimazione - concludono -
sarebbe consentita da una autorizzazione idelogicamente falsa, infondata, non
rispettosa del dettame del Tar Sicilia, sulla certezza assoluta della non
nocività». La stessa richiesta che si alzerà forte dalle strade di Niscemi
venerdì pomeriggio, 9 agosto, in occasione della manifestazione indetta
dal Coordinamento Regionale dei No Muos
. L'ultima, sostengono alcuni
attivisti, prima che le tre parabole vengano issate sui blocchi di cemento.

E
proprio oggi, in contrada Ulmo, due persone sono state denunciate dagli
agenti del commissariato di Niscemi con l'accusa di attentato alla
sicurezza dei trasporti e porto abusivo di oggetti atti ad offendere.
 I
due, infatti, una 39enne di Trapani e un 32enne di Niscemi, sarebbero
stati scoperti dopo avere collocato una serie di tavole di legno
chiodate
 al centro della carreggiata di una strada sterrata che
conduce alla stazione militare. L'uomo avrebbe dichiarato alla polizia che si
trovava nella riserva naturale della sughereta per raccogliere frutti di bosco.

30 MAGGIO 2013

Dirigenti alla
Regione. Parte la rotazione di Crocetta

All’Ufficio Tecnico nominato il dott. Giovanni
Santone
 che lascia il Dipartimento Territorio e
Ambiente; questo settore viene assegnato ad
interim al dott.
Gaetano Gullo,
al fine di uniformare le politiche tra territorio
e urbanistica; all’Osservatorio Epidemiologico Regionale va il dott.
Ignazio Tozzo che lascia il Fondo Pensioni, quest’ultimo posto viene
occupato dal dott. Rosolino Greco che lascia la Pesca; il Dipartimento
Pesca viene assegnato a Felice Bonanno che lascia la Programmazione,
nell’ottica di un rilancio e utilizzo dei fondi europei in quel settore.
Al Dipartimento Programmazione viene nominato il dott. Falgares,
proveniente dalle Infrastrutture per portare l’esperienza di
concreta gestione in ambito della programmazione. Alle infrastrutture
viene collocato un uomo di grande esperienza tecnica come il dott.
Giuseppe Arnone che lascia l’azienda Forestale. La posizione del direttore
della Forestale viene occupata dott. Lo Monaco.

Martedì
28 Ottobre 2014 

Nasce il 'Crocetta
Ter'  I nomi del nuovo governo

La squadra: Borsellino,
Vancheri, Contrafatto, Purpura, Caruso, Li Calzi, Caleca, Pizzo, Castronovo,
Croce, Baccei, Lo Bello. Le probabili deleghe. 
Non c'è l'accordo con Articolo 4

Castronovo alla Funzione pubblica, Contrafatto all'Energia, Li Calzi al
Turismo, Purpura ai Beni culturali. L'intesa trovata oggi pomeriggio.
 I ritratti degli assessori - Baccei, il "commissario" Contrafatto, una pm ai Rifiuti - Croce, il "semplificatore



PALERMO
- E' maturato nel pomeriggio l'accordo definitivo sulle deleghe del Crocetta ter
. Eccole:
Vania Contrafatto all'Energia, Cleo Li Calzi al Turismo, Marcella
Castronovo alla Funzione Pubblica, Mariella Lo Bello alla Formazione, Maurizio
Croce al Territorio, Nino Caleca all'Agricoltura, Alessandro Baccei
all'Economia, Antonio Purpura ai Beni Culturali, Sebastiano Caruso al
Lavoro, Giovanni Pizzo alle Infrastrutture, Lucia Borsellino alla Salute, Linda
Vancheri alle Attività produttive.


23 OTTOBRE 2014
Crocetta con gli ex
assessori Scilabra, Calleri, Valenti e Stancheris

Venerdì 11
Aprile 2014

Nasce il Crocetta
bis:  assegnate tutte le deleghe

 Il dado è tratto.
Il governatore ha assegnato tutte le deleghe. Agnello va all'Economia,
l'Agricoltura a Reale. Valenti nominata vicepresidente della Regione. Ma è
rottura con Raciti: "I posti del Pd sono a disposizione. Spero di
riprendere a dialogare col segretario. Il partito mi ha spiegato che di Sicilia
si occupa anche Faraone".

Ecco le altre deleghe: Salvatore Calleri Energia, Roberto Agnello
Economia, Nico Torrisi Infrastrutture, Antonio Fiumefreddo Beni culturali,
Nelli Scilabra Formazione e istruzione, Linda Vancheri Attività produttive,
Mariarita Sgarlata Territorio e ambiente, Michela Stancheris Turismo, Lucia
Borsellino Salute. Giuseppe Bruno Famiglia e lavoro. Bruno avrà anche la delega
alla Protezione civile.

 



Venerdì
30 Novembre 2012 
Crocetta presenta  la giunta della
rivoluzione

LA
PRIMA GIUNTA DELL'ERA CROCETTA. 
 Il governatore
"congela" la situazione dell'assessore agli Enti locali: "Voglio
approfondirla bene". Ma lascia intendere di essere orientato a mantenere
la Valenti in giunta. Il caso del figlio del fisico "è un problema
risolto". Assente Marino, si attende il Csm.

Segretario generale Patrizia Monterosso: Nelli Scilabra, il più giovane
assessore della giunta.Presenti quindi tutti gli altri, tranne Nicolò Marino e
Patrizia Valenti. Così, ecco gli altri assessori: Luigi Bianchi (Economia),
Nino Bartolotta (Infrastrutture), Franco Battiato (Turismo), Ester Bonafede
(Lavoro e Famiglia), Dario Cartabellotta (Agricoltura), Linda Vancheri
(Attività produttive), Antonino Zichichi (Beni culturali), Lucia Borsellino
(Sanità), Mariella Lo Bello (Territorio e ambiente).

La giunta


Presidente: Rosario Crocetta

Economia: Francesca Basilico D'Amelio

Formazione: Nelli Scilabra

Infrastrutture: Nino Bartolotta

Turismo: Franco Battiato

Lavoro e Famiglia: Ester Bonafede

Funzione Pubblica: Patrizia Valenti

Agricoltura: Dario Cartabellotta

Attività produttive: Linda Vancheri

Cultura: Antonino Zichichi

Sanità: Lucia Borsellino

Territorio: Mariella Lo Bello

Energia: Nicolò Marino

25 NOVEMBRE 2012

CGIL
su nomina assessore Mariella Lo Bello


 Pavarotti cantava "Nessun dorma", qua pare "Nessun veglia", o no?

  CROCETTA,BACCEI,LOMBARDO,CARDINALE,STANCHERIS,BATTIATO, PISTORIO ,MARINO,CONTRAFATTO,LUMIA,MONTANTE,FARAONE,SCILABRA,BONAFEDE,CATANZARO,CARTABELLOTTA,GUCCIONE,DEL SORDO,CICALA,CROCE,BARRESI,SANSONE,ZUCCARELLO,GULLO

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