Per dire NO all’uso del (combustibile derivato dai rifiuti) come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri a indicare sul contenitore se il , in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti.


Infatti, il ottenuto con il co-incenerimento di e combustibile fossile, diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica).





Inoltre, i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore.




Alle associazioni , , Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo e basta  quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrarie a ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo.




Al posto della combustione del si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia.




Dietro l’angolo ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l’autorizzazione del co-incenerimento del : questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare nei cementifici.


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Altro elemento di distorsione nel funzionamento delle società d'ambito concerne la frequente e pressoché sistematica elusione delle regole di evidenza pubblica nella scelta delle imprese cui affidare i lavori, imprese spesso prive dei necessari requisiti di professionalità, caratterizzate da assunzioni clientelari, che in molti casi, come accertato dalla Commissione, hanno riguardato individui con pregiudizi penali, o legati da rapporti di parentela con soggetti pregiudicati.Le criticità di ordine economico finanziario degli ATO hanno quindi avuto ricadute gravissime nella gestione del ciclo dei rifiuti nella regione siciliana, contribuendo a determinare situazioni di altrettanto grave pregiudizio per la salubrità dell'ambiente e, quindi, la salute dei cittadini.
Relazione Commissione Parlamentare sui Rifiuti in Sicilia 6/10/10





giovedì 28 maggio 2015

Piano rifiuti Sicilia, dopo tre anni arriva il primo si da Roma…COMBUSTIBILI SOLIDI SECONDARI DECRETO_14_febbraio_2013_n_22

Piano rifiuti Sicilia, dopo tre anni arriva il primo si da Roma…



Non sempre è la Sicilia quella che perde tempo. Il piano rifiuti presentato dall’allora governo regionale di Raffaele Lombardo ha avuto un primo si da Roma, dal Ministero dei Beni Culturali. L’annuncio lo ha dato il presidente della Regione Crocetta, che fa notare come, nonostante il ritardo, il piano sia comunque utile a sbloccare risorse per un’emergenza che non conosce fine.
“Ieri – ha aggiunto – c’e’ stata una riunione con gli assessori Contrafatto e Croce e i dirigenti competenti per discutere gli interventi immediati e urgenti per fronteggiare l’emergenza derivata dalla chiusura di alcune discariche. Adegueremo le discariche esistenti per ridurre al minimo l’impatto ambientale, le renderemo moderne e non inquinanti. Cio’ che rimane del rifiuto vogliamo trasformarlo in combustile, in un bene appetibile per il mercato. Alcune discariche dovranno comunque essere adeguate a causa del vulnus causato dalle chiusure disposte dalla magistratura. Le miglioreremo con gli impianti di trattamento”.
Uno dei temi e’ “la differenziata – ha specificato Crocetta -, che in Sicilia e’ appena al 10 per cento. La differenziata si puo’ fare. Vogliamo avviare il biocompostaggio, la separazione dei rifiuti e gli impianti di Css (per il Combustibile Solido Secondario, nda), superando la logica dei termovalorizzatori. Non vogliamo piu’ aprire discariche. Il livello di impiantistica sara’ il piu’ avanzato del Paese. Il prodotto ricavato dalla lavorazione del rifiuto si potra’ addirittura vendere, contribuendo alla riduzione dei costi”. Sui debiti dei comuni causati dall’emergenza rifiuti il governatore e’ stato netto: “Siamo disponibili ad anticipare ai comuni alcune somme per ripianare i debiti. Ma si tratta di un credito, poi dovranno pagare”.
 Attualmente sono 9 le discariche attive, 6 gli impianti di compostaggio, più uno di Trattamento meccanico biologico (Tmb). Numeri insufficienti per far fronte alla massa di rifiuti prodotti in tutto il territorio regionale. Il piano redatto nel 2012 è stato messo in atto con l’approvazione della Valutazione ambientale strategica (Vas). Lo ha chiarito l’assessore all’Energia, Vania Contrafatto, sottolineando che «né ora né in passato la Sicilia ha operato in regime d’illegittimità». «Visto che alcuni impianti sono stati chiusi dalla magistratura – ha detto l’assessore – dopo avere interloquito col ministero dell’Ambiente, abbiamo approvato una serie d’interventi urgenti per ammodernare il piano. L’attuazione di questi interventi la presenteremo martedì al ministro Galletti. Cosa diversa è l’aggiornamento del piano del 2012, in fase di redazione. Una volta approvato il decreto sul vecchio piano, procederemo con l’aggiornamento». Il 30 giugno scade la proroga dell’operatività degli Ato in liquidazione. Per chiudere la stagione degli Ato e passare alle Srr, ha concluso Crocetta, «siamo disponibili ad anticipare ai Comuni alcune somme per ripianare i debiti. Si tratta però di un credito che poi dovranno pagare».
http://ilmattinodisicilia.it/12785-piano-rifiuti-sicilia-dopo-tre-anni-arriva-il-primo-si-da-roma/





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