Per dire NO all’uso del (combustibile derivato dai rifiuti) come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri a indicare sul contenitore se il , in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti.


Infatti, il ottenuto con il co-incenerimento di e combustibile fossile, diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica).





Inoltre, i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore.




Alle associazioni , , Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo e basta  quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrarie a ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo.




Al posto della combustione del si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia.




Dietro l’angolo ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l’autorizzazione del co-incenerimento del : questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare nei cementifici.


Caricato da isolapulita. - I nuovi video di oggi.

Altro elemento di distorsione nel funzionamento delle società d'ambito concerne la frequente e pressoché sistematica elusione delle regole di evidenza pubblica nella scelta delle imprese cui affidare i lavori, imprese spesso prive dei necessari requisiti di professionalità, caratterizzate da assunzioni clientelari, che in molti casi, come accertato dalla Commissione, hanno riguardato individui con pregiudizi penali, o legati da rapporti di parentela con soggetti pregiudicati.Le criticità di ordine economico finanziario degli ATO hanno quindi avuto ricadute gravissime nella gestione del ciclo dei rifiuti nella regione siciliana, contribuendo a determinare situazioni di altrettanto grave pregiudizio per la salubrità dell'ambiente e, quindi, la salute dei cittadini.
Relazione Commissione Parlamentare sui Rifiuti in Sicilia 6/10/10





martedì 19 maggio 2015

Diritto alla Informazione: Giovanni Falcone e Francesca Morvillo: un'ingiusta...

Giovanni Falcone e Francesca Morvillo: un'ingiusta separazione


Pippo Giordano

La decisione di separare la salma di Giovanni Falcone da quella della moglie, Francesca Morvillo, lascia molto perplessi. Una petizione chiede di non dividere i due coniugi magistrati, morti nella strage di Capaci del 1992

Il giudice Giovanni Falcone con la moglie, Francesca Morvillo

Cosa nostra nel commettere un omicidio eccellente non lesinava “anteprime”. Giova evidenziare che la mafia, in qualche modo per taluni omicidi, ha editato un “avviso”. Potrei citare la telefonata del libanese, che preannunciava l'esplosione di un'autobomba, come poi realmente accadde con la strage di via Pipitone Federico a Palermo, dove persero la vita il Consigliere istruttore Rocco Chinnici, il maresciallo Mario Trapassi e l'appuntato Salvatore Bartolotta, entrambi dell'Arma. Morì anche il custode dello stabile Stefano Li Sacchi. Si salvò miracolosamente Giovanni Paparcuri, a cui va tutta la mia solidarietà per ferite riportate nell'esplosione.
Potrei evidenziare il ritrovamento di due cadaveri dentro un'auto, parcheggiata innanzi ad una caserma dei carabinieri e fatta rinvenire da una telefonate anonima: “ ..questo è un regalo per il generale Dalla Chiesa”. Messaggi, tuttavia, ignorati.
Ma il più eclatante “avviso”che nessuno ha visto o sentito è quello mandato in onda dal network Cosa nostra qualche giorno prima della strage di Capaci. Non sto parlando di relato, ma di un episodio che mi sono occupato in prima persona, per aver svolto indagini sul luogo. Poco tempo prima della strage di Capaci, gli uomini di Salvatore Riina, scelsero una strada nell'agro di Altofonte: una strada pubblica, isolata ma non disabitata. Ebbene, in quella contrada, i mafiosi imbottirono una cunetta con dell'esplosivo e fecero esplodere un tratto di strada, per poi rifarla nelle stesse condizioni di prima.
In sostanza fecero le prove generali de “ attentatuni” che compirono, poi, per assassinare il magistrato Giovanni Falcone, sua moglie e gli agenti di scorta. Questi i fatti, inconfutabili, che mi fanno pensare ad uno Stato che non c'è mai stato nel porre in primo piano, la sicurezza dei magistrati, poliziotti e carabinieri impegnati nella lotta alla mafia.
Del resto pongo una domanda ai lettori, ma soprattutto al mondo politico, perchè Cosa nostra, ha ucciso singoli magistrati, appartenenti alle Forze dell'ordine e politici? Riflettete!
Ma ora occupiamoci della commemorazione del funesto evento di Capaci. Il prossimo 23 maggio è un sabato, come lo era quel 23 maggio di ventitré anni fa: un sabato che avrebbe dovuto cambiare l'Italia. E invece “ 'n canciò nenti” Si, manifestazioni oceaniche attraversarono il Paese, fiumi di parole solo ad uso e consumo dei TG. E poi? E poi altri tristi eventi, via D'Amelio, il mancato attentato a Maurizio Costanzo, Milano, Firenze e Roma. Riusciamo ad assorbire tutto, abbiamo assistito alla nascita di un'altra formazione politica e scopriamo anche politici collusi, (dal 1860) peraltro condannati in via definitiva, come del resto tra investigatori.
Il prossimo sabato, la salma del dottor Falcone verrà traslata dal cimitero monumentale, nella chiesa di San Domenico a Palermo, e pur essendo un diritto della famiglia, io dissento per due motivi: il primo è che Giovanni Falcone dovrebbe rimanere nella cappella, per consentire a tutti di omaggiarlo in un luogo pubblico.
La seconda, perchè non condivido la scelta di dividere Giovanni Falcone da sua moglie Francesca Morvillo. Ed è per questo che ho originato una petizione chiedendo di revocare la traslazione o in subordine, che anche la salma del magistrato Francesca Morvillo, venga traslata a San Domenico.
In ogni caso, il prossimo sabato commemorerò le vittime della strage di Capaci insieme ad alcuni studenti marchigiani. E' un evento organizzato da tempo, altrimenti per non deludere gli studenti, avrei evitato di partecipare. In ogni caso sarà l'ultima mia partecipazione all'anniversario della strage di Capaci. Non ho bisogno di ricordare Giovanni Falcone solo il 23 maggio. L'ho sempre ricordato e lo ricorderò in tutti gli incontri con gli studenti. Mi spiace tantissimo che Giovanni e Francesca (mi scuso per l'espressione familiare) dal 23 prossimo verranno separati.
Comunque entrerò nella chiesa di San Domenico per pregare, ma non visiterò la tomba di Giovanni Falcone. Non ho bisogno di farlo, il dottor Giovanni Falcone, occupa un posto nel mio cuore e la cappella del cimitero rappresentava per me il luogo del "dialogo" tra me e lui. Mi recherò ugualmente al cimitero di Sant'Orsola e chiederò a Francesca Morvillo di "salutarmelo".



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