Per dire NO all’uso del (combustibile derivato dai rifiuti) come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri a indicare sul contenitore se il , in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti.


Infatti, il ottenuto con il co-incenerimento di e combustibile fossile, diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica).





Inoltre, i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore.




Alle associazioni , , Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo e basta  quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrarie a ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo.




Al posto della combustione del si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia.




Dietro l’angolo ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l’autorizzazione del co-incenerimento del : questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare nei cementifici.


Caricato da isolapulita. - I nuovi video di oggi.

Altro elemento di distorsione nel funzionamento delle società d'ambito concerne la frequente e pressoché sistematica elusione delle regole di evidenza pubblica nella scelta delle imprese cui affidare i lavori, imprese spesso prive dei necessari requisiti di professionalità, caratterizzate da assunzioni clientelari, che in molti casi, come accertato dalla Commissione, hanno riguardato individui con pregiudizi penali, o legati da rapporti di parentela con soggetti pregiudicati.Le criticità di ordine economico finanziario degli ATO hanno quindi avuto ricadute gravissime nella gestione del ciclo dei rifiuti nella regione siciliana, contribuendo a determinare situazioni di altrettanto grave pregiudizio per la salubrità dell'ambiente e, quindi, la salute dei cittadini.
Relazione Commissione Parlamentare sui Rifiuti in Sicilia 6/10/10





sabato 4 aprile 2015

LO BELLO EX ASSESSORETERRITORIO AMBIENTE SICILIA DEPONE COMMISSIONE SUL RICICLO RIFIUTI CANNOVA SANSONE LUPO D’ANGELO LATTEO ARNONE GELARDI MARINO GULLO CONTRAFATTO ASSESSORATO IN DISFACIMENTO

LO BELLO EX ASSESSORETERRITORIO  AMBIENTE  SICILIA DEPONE  COMMISSIONE SUL RICICLO RIFIUTI CANNOVA SANSONE   LUPO D’ANGELO LATTEO ARNONE GELARDI MARINO GULLO  CONTRAFATTO ASSESSORATO IN DISFACIMENTO


CAMERA DEI DEPUTATI SENATO DELLA REPUBBLICA

COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SULLE ATTIVITÀ ILLECITE CONNESSE AL CICLO DEI RIFIUTI E SU ILLECITI AMBIENTALI AD ESSE CORRELATI

RESOCONTO STENOGRAFICO

MISSIONE IN SICILIA SEDUTA DI VENERDÌ 27 MARZO 2015 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE STEFANO VIGNAROLI INDI DEL PRESIDENTE ALESSANDRO BRATTI

Audizione di Mariella Lo Bello, ex assessore al territorio e ambiente presso la regione Sicilia.

L’audizione comincia alle 12.00.

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’audizione di Mariella Lo Bello, ex assessore al territorio e ambiente presso la regione Sicilia. Avverto il nostro ospite che della presente audizione sarà redatto un resoconto stenografico che sarà pubblicato sul sito internet della Commissione e che, se lo riterrà opportuno, consentendo la Commissione, i lavori proseguiranno in seduta segreta, invitando comunque a rinviare eventuali interventi di natura riservata alla parte finale della seduta. Sicuramente lei conosce le competenze della Commissione. I tempi sono un po’ stretti. In particolare noi abbiamo sentito parlare di uno dei suoi dirigenti, Gullo. Siamo a conoscenza  indagini anche su altri funzionari, come Cannova. La preghiamo di darci il suo punto di vista su questa situazione e in generale…

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. Se mi dite i tempi, dato che credo di avere grande capacità a contingentarli, io un minuto prima finisco.

PRESIDENTE. Le diamo dieci minuti. In seguito magari le sottoporremo qualche domanda. Cedo la parola a Mariella Lo Bello, ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana.

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. La ringrazio. Prima di parlare del motivo per cui sono qui chiamata, nel mio ruolo di ex assessore al territorio e ambiente, ho la necessità di parlare della mia esperienza, perché si collega strettamente con le cose che dirò. Io ho una provenienza sindacale e sono stata il segretario generale della CGIL di Agrigento. È inutile dire che sono stata la prima donna in Sicilia segretario generale di un’organizzazione confederale. Perché faccio questa premessa? Io sono stata eletta segretario generale nel 2008, però già nel 2005, insieme alla segreteria confederale, avevo affrontato questioni che riguardavano le discariche, attraverso la realizzazione di un dossier chiamato «Le 19 bombe ecologiche della provincia di Agrigento», che vi produrrò. Successivamente, subito dopo la mia elezione, nel maggio del 2010, io riprendo questa relazione a cui avevo contribuito, che chiamo «La CGIL e le verità nascoste». Vi voglio leggere due o tre passaggi di quella nota, che consegnammo anche ai procuratori di Agrigento e di Sciacca, così come al prefetto. «In quell’occasione la CGIL ha presentato un dossier sulle 19 bombe ecologiche sovrastate dalla lobby del silenzio. Ha denunciato, insieme ad alcuni coraggiosi lavoratori, l’appaltatore Calogero Traina di Cammarata, a cui ha fatto seguito l’azione della stazione locale dei carabinieri, che ha riscontrato il sotterramento di rifiuti in area non autorizzata e non attrezzata». «Ha dato luogo a incontri col prefetto Pezzuto e con l’amministrazione Fontana, sino al determinarsi di un censimento di oltre 50 discariche abusive. Dalle originarie 19 discariche che erano state oggetto del dossier, via via ne avevamo riscontrate altre».

«Della discarica di Monserrato si è parlato come di un sito dove sarebbero finite scorie pericolose provenienti dal petrolchimico di Priolo, ma, poi, le verifiche pare abbiano dato esito negativo: si spera che sia vero!». «Poi il professore Giuseppe Alonge di Favara ha richiamato la storia di una nave che sarebbe approdata a Porto Empedocle per trasferire nelle miniere inattive rifiuti speciali pericolosi». Ho citato questi tre pezzi della relazione per segnalare due cose. La discarica di Monserrato, a cui faccio riferimento ma che non ha avuto poi un intervento in termini di denuncia, sembra essere degli stessi proprietari che furono arrestati nell’operazione Terra mia su Cannova, i Sodano di Agrigento. La CGIL il 18 febbraio 2015, quindi pochi giorni fa, ha ripreso questa relazione che parte dal 2005, ovvero dalla questione delle 19 bombe ecologiche, fino ad arrivare alle questioni di oggi. Volevo fare questa premessa perché io successivamente, dal 23 novembre 2012, vengo nominata dal presidente Crocetta assessore al territorio e ambiente. Nel momento in cui arrivo, trovo come direttore dell’ambiente il dottor Arnone e come direttore all’urbanistica il dottor Gelardi. Successivamente il dottor Gelardi viene sostituito dal dottor Gullo, persona che io voglio all’urbanistica per via del suo curriculum. Io vengo da Agrigento. In quella città c’era sicuramente un grande bisogno di contrasto all’abusivismo, tant’è che realizziamo, insieme al dottor Gullo, il primo report sull’abusivismo, che è quasi un dossier. Infatti, facciamo una prima fotografia, che è ancora sul sito dell’assessorato, di tutte le costruzioni abusive che ricadono in zone a dissesto idrogeologico oppure in zone sismiche, per esempio del catanese. L’abbiamo fatto per tutta la Sicilia, con un report provincia per provincia. Successivamente il dottor Arnone viene sostituito da Sansone all’ambiente, restando sempre il dottor Gullo all’urbanistica. Quando il dottor Sansone viene spostato verso l’assessorato infrastrutture, il dottor Gullo assume l’interinato dei due dipartimenti. Voglio dire questo perché in un certo senso mi collega a ciò che si diceva nelle audizioni precedenti sul passaggio del dottor Gullo, che è stato direttore all’ambiente. Voglio dire che c’è stata una scelta da parte mia che era legata all’urbanistica, che poi però viene confermata all’ambiente. Voglio tornare un momento indietro e parlare dell’esperienza in CGIL. Quando sono arrivata a fare l’assessore al territorio e ambiente, anche alla luce di questo percorso, la prima cosa che ho fatto è stata realizzare un’attività di controllo e monitoraggio di tutte le discariche private operanti in Sicilia. Per questo, il 30 gennaio convoco una riunione per il successivo 7 febbraio, invitandovi, per realizzare un’attività di controllo e monitoraggio delle discariche private operanti in Sicilia, l’assessorato regionale all’energia…

PRESIDENTE. Mi scusi, di che anno sta parlando?

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. Parliamo del 2013. Io sono stata nominata il 23 novembre 2012 e convoco questa riunione il 30 gennaio 2013 per il successivo 7 febbraio.

PRESIDENTE. Dunque, non sta parlando dell’esperienza in CGIL?

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. No, ho detto che, tenuto conto di quell’esperienza, appena nominata assessore, la prima cosa che faccio è un intervento per realizzare controllo e monitoraggio delle discariche private in Sicilia. Pertanto, convoco questa riunione, a cui invito l’assessorato all’energia, il dipartimento ambiente, il direttore generale dell’ARPA, tutte le strutture dell’ARPA della regione e tutte le strutture delle province regionali che, come sapete, hanno tra le loro funzioni il controllo delle discariche. Faccio questa riunione per cercare di disporre un piano di controllo urgente a cui assoggettare tutte le discariche private o cessate. Vi ricordo che in quella nota, non solo parlo delle discariche abusive e di quelle che sono delle vere e proprie bombe ecologiche, ma faccio anche riferimento a discariche non autorizzate e a discariche non più esistenti, che nel tempo sembrano essere diventate delle vere e proprie bombe ecologiche nel momento in cui non c’è il controllo del post mortem. In particolare, veniva segnalato che da parte di alcune discariche private c’era stato una sorta di diniego all’accesso in discarica. Proprio per questo, volevo capire come poter intervenire anche dal punto di vista ambientale per realizzare il controllo. Vorrei consegnare qui il report di tutto questo lavoro, comprese le convocazioni. Mi rimangono quattro minuti e ce la farò. Queste sono le convocazioni. Questo, invece, è il primo pezzo che riguarda la CGIL. Io, per carattere e per stile, prediligo gli atti concreti. Non comunico molto con la stampa. Questo probabilmente è un difetto. Arrivata in assessorato ho riscontrato una certa lentezza nelle azioni, ma anche qualcosa in più, ovvero una lentezza che poteva favorire altri o comunque azioni che avevano posto l’assessorato al territorio e ambiente come uno snodo fondamentale e decisivo, ma – mi permetto di dire – in qualche modo permeabile. Venuta a conoscenza di fatti che potevano avere un certo rilievo penale, io formulai una denuncia. In seguito appresi dalla stampa che l’architetto Gianfranco Cannova era già oggetto di controlli. Io trasmisi alla procura della Repubblica, con una specifica denuncia, atti che riguardavano i rapporti…

STELLA BIANCHI. Quando ha fatto questa denuncia?

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. L’ho fatta nel 2013. Io ho avuto notizia i primi giorni del gennaio 2013. Non trovo la data, però presumo di essere stata …

PRESIDENTE. Lei ha detto: «Ho avuto notizia». Di cosa e da chi?

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. C’era un grande chiacchiericcio in assessorato rispetto ad alcuni dirigenti e funzionari. Io ne ho avuto notizia la prima volta parlandone con Ardizzone. Mi diceva che questo funzionario era in qualche modo sensibile e sembrava essere legato a padroni di discariche. C’erano anche altri funzionari su cui si diceva che avessero una certa sensibilità ora nell’accelerare ora nel rallentare. Insomma, c’era una discussione…

STELLA BIANCHI. Mi perdoni. Si diceva anche di altri funzionari?

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. Si parlava anche di altri funzionari, tant’è che io spostai…

STELLA BIANCHI. Per i quali, però, non ha presentato una denuncia?

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. Non avevo nessuna prova, però li ho spostati e li ho mandati via dall’assessorato.

STELLA BIANCHI. Chi sono questi funzionari?

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. Ce n’erano parecchi. In tutto ne ho spostati 160, in una sola serata. Tra questi c’erano tre categorie: i chiacchierati, quelli che stavano nella stessa stanza dei chiacchierati e quelli che ricoprivano lo stesso incarico da troppi anni. Tra questi 160, c’erano sicuramente anche delle persone che non rispondevano né alla prima né alla seconda né alla terza categoria, però devo dire che alla fine è stata un’azione numericamente molto forte. Questa non è stata la sola azione che ho fatto. A un certo momento ho anche azzerato il mio gabinetto. Successivamente ho saputo che non era mai avvenuto che un assessore azzerasse il proprio gabinetto. In questa seconda fase – eravamo già nel 2014 – ho fatto anche questo, perché mi ero resa conto di quali fossero i rapporti tra Cannova e Tirrenoambiente. Dentro quel chiacchiericcio, si parlava anche dell’acquisto di un’autovettura Audi presso la concessionaria Autorama di Borgo Vercelli. Facciamo una sorta di indagine interna e da una ricerca al PRA emerge che l’amministratore delegato di Tirrenoambiente, un certo Antonioli, è anche l’amministratore delegato nonché socio di Autorama, dove era stata acquistata l’automobile. Sembrava strano un acquisto a 1.500 chilometri di distanza. Peraltro, nel 2008 il dottor Cannova aveva presieduto la conferenza dei servizi per il rilascio dell’AIA alla Tirrenoambiente. Dopodiché il TAR, con le sentenze 2882 e 2888 del 2012, aveva annullato le due AIA rilasciate alla società nelle conferenze di servizio presiedute dal dottor Cannova. Vi lascio anche questo promemoria, che avevo messo insieme alle questioni riguardanti il dottor Cannova. Quello degli ambiti ottimali, sia per quanto riguarda i rifiuti sia per quanto riguarda gli ambiti territoriali dell’acqua, sono normalmente una delimitazione, ma anche una risorsa. In Sicilia, invece, questi ambiti ottimali erano diventati quasi una sorta di luogo del malaffare, proprio perché erano stati individuati degli ambiti ottimali rispondenti a specializzate funzioni. Cinque settori della regione siciliana (acqua, rifiuti, energia, sanità e formazione) erano i cinque luoghi degli affari. I grandi affari di questa regione non avevano mai investito in beni culturali, in ambiente, in paesaggio, in ricchezze legate ai parchi e in turismo.
In questo senso, venivano percepiti come assessorati quasi di rilevante entità l’assessorato che raggruppava insieme energia, acqua e rifiuti e l’assessorato alla formazione. La magistratura ci ha raccontato cosa accadeva in questo settore. Anche nel settore della sanità, la magistratura, da un lato per i legami con ambienti mafiosi e dall’altro per le maxi-truffe e per i maxi-appalti, ci ha raccontato cosa accadeva in Sicilia. Tuttavia, questi settori hanno incontrato l’interesse e il contrasto nel programma del presidente Crocetta. Quando il presidente Crocetta al suo primo governo ha cercato di dare una risposta al grande malaffare siciliano, ha pensato di chiamare all’assessorato acqua, rifiuti ed energia un magistrato, il dottor Nicolò Marino, alla sanità la dottoressa Borsellino e alla formazione una persona che sicuramente non aveva mai avuto rapporti con questo mondo, nel caso specifico Nelly Scilabra. Torniamo alle autorizzazioni, ai rallentamenti, ma anche alle veloci verifiche che venivano effettuate dall’assessorato territorio e ambiente. Per la verità, avevamo affrontato fin da subito, in una delle primissime giunte, la grande giacenza di pratiche. Insieme al presidente Crocetta, abbiamo deciso di fare una task force, perché il ritardo con cui venivano istruite le pratiche lasciava prefigurare, non tanto una sorta di disordine organizzato, ma quasi una vera e propria volontà che a volte rallentava sicuramente per facilitare altro tipo di operazioni. Tuttavia, non realizzammo in pieno questa task force, tenuto conto che subito dopo, come vi dicevo pocanzi, le chiacchiere che interessavano parecchi dei dipendenti dell’assessorato mi spinsero ad attuare, di concerto con il presidente, lo spostamento delle 160 unità. Non mi sono occupata di nessuno dei nomi che sono stati spostati. Abbiamo semplicemente visto che tipo di movimento poteva essere fatto. Dell’individuazione, con le caratteristiche e con i criteri che dicevo pocanzi, si è occupato il dottor Arnone, che allora era il direttore generale dell’ambiente.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE ALESSANDRO BRATTI PRESIDENTE. Da un lato, capiamo perché sono state spostate queste unità e questo ci conforta. Dall’altro, il fatto che si sia arrivati addirittura a spezzare una Commissione, tra quella di valutazione d’impatto ambientale e quella per l’autorizzazione integrata ambientale, ci è sembrato molto curioso. Presumo che ci fossero delle perplessità su come venivano gestite le autorizzazioni. La Sicilia è l’unica regione che le ha spaccate.

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. Spaccate per portarle all’assessorato…

PRESIDENTE. Spaccate nel senso che una è rimasta in un assessorato e una è rimasta in un altro. È una cosa molto anomala in generale. Tre quarti della procedura di valutazione di impatto ambientale sono rappresentati dall’autorizzazione ambientale integrata. Perché è stata fatta una scelta del genere? In secondo luogo, il fatto di aver spostato 160 unità, da un lato, ci viene sottolineato come un intervento dell’amministrazione per eliminare queste criticità, dall’altro il dirigente che c’era prima ci dice che questo aveva causato il depauperamento dell’assessorato e dunque, era stato esso stesso causa di inefficienza. La questione è complicata. Non si riesce a lavorare prima perché c’è gente corrotta e chiacchierata e poi, dopo averla spostata, perché non ci sono abbastanza unità. Intanto, però, va avanti un sistema che produce patologie su patologie. Vorrei capire perché avete deciso di mettere una cosa da una parte e una dall’altra.

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. Se non ricordo male, noi facciamo la prima giunta il 30 novembre. Come dicevo, sono stata nominata il 23. A quella giunta non eravamo presenti tutti, perché ancora due assessori, allorché nominati, non avevano ricevuto il nullaosta. Alla terza o alla quarta giunta partecipò l’assessore all’energia Nicolò Marino, il quale portò in giunta una norma, che poi diventò la legge 3 del 2013. Questa legge riordinava di fatto il settore dei rifiuti e, fra le norme, prevedeva lo spostamento dell’AIA dall’assessorato al territorio e ambiente all’assessorato all’energia. Nel corso di quella giunta, tenuto conto che non me ne aveva parlato prima, da un punto di vista squisitamente formale chiesi una pausa, perché volevo chiedere direttamente a lui, ma anche chiamare il direttore generale Arnone per capire se questo tipo di spostamento avrebbe potuto creare problemi. L’assessore Marino mi spiegò che questa scelta non nasceva da questioni che avevano a che vedere con l’assessorato territorio e ambiente – eravamo appena arrivati – ma semmai dal tentativo di mettere insieme la programmazione con la realizzazione. Io mi informai. Il dottore Arnone mi disse che in fondo era solo una procedura, quindi in ogni caso l’autorità ambientale chiaramente restava l’assessorato territorio e ambiente.
La realizzazione della separazione nasceva da una precisa individuazione di procedura, che aveva posto all’interno del disegno di legge l’assessore Marino. Io devo essere sincera. Ricoprivamo da troppo poco tempo questo tipo di ruolo. Chiesi notizie e informazioni al dottor Marino. Quando questi mi disse che questo spostamento non avrebbe finito coll’impoverire l’assessorato territorio e ambiente, io rimasi un po’ impressionata, perché non era questo l’obiettivo della mia domanda. Dissi che non temevo che togliessero qualcosa al mio assessorato, ma volevo semplicemente capirne la necessità. Cosa diversa è lo spostamento del personale. Lui l’ha legato semplicemente alla possibilità di realizzare ciò che si programmava. Avere in capo all’assessorato all’energia l’AIA avrebbe permesso questo tipo di percorso. Per quanto riguarda, invece, l’assessorato territorio e ambiente e la volontà di spostare le unità, devo dire che avevamo quasi deciso in giunta di fare degli spostamenti in quegli assessorati che ritenevamo essere oggetto di attenzione o di rallentamenti. Comunque, il territorio e ambiente era uno di quegli assessorati vitali per lo sviluppo della Sicilia e, quindi, la regione non poteva più permettersi il ritardo con cui venivano espletate le pratiche. Anche nel settore della formazione era avvenuto uno spostamento di unità. Devo dire che, pur in presenza di diversi solleciti, la sostituzione di queste unità fu molto lenta e non è mai stata completata. Allo stesso tempo, devo dire anche che, pur con circa 120 unità in meno, facendo un paragone fra i tempi che c’erano prima nell’espletamento delle pratiche e i tempi che c’erano dopo, anche se non abbiamo azzerato l’arretrato, perché nel frattempo arrivavano altre pratiche, c’è stata una buona conduzione di lavorazione di quell’arretrato. Come assessorato territorio e ambiente, siamo andati certamente avanti, pur con 120 unità in meno. Infatti, nel frattempo da 160 eravamo passati a 120.

STELLA BIANCHI. Per quanto riguarda lo spostamento dell’AIA, sottolineato anche dal presidente, mi pare di capire che a lei era sembrata una ragionevole modifica.

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. Assolutamente sì. Dapprima, io chiesi all’assessore perché non me ne avesse parlato prima. Arrivare lì e trovare una norma che riguardava il mio assessorato senza che me ne avessero parlato mi lasciò un po’ perplessa.

STELLA BIANCHI. Dunque, da quanto risulta a lei, tutti i passaggi successivi che rendono effettivo lo spostamento del potere di rilascio dell’AIA sono stati realizzati dal suo assessorato in un tempo rapido?

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. No. In seguito c’è stato un problema che ha riguardato un protocollo fatto successivamente. Subito dopo la legge abbiamo avuto la necessità di fare un protocollo – l’hanno fatto i due direttori generali – per il passaggio delle pratiche che in quel momento non erano interessate da una conferenza dei servizi già fatta. Il protocollo che è stato fatto tra i due direttori generali, però, ha avuto una lentissima realizzazione. Ci sono state diverse lettere e diverse note pervenute dal dottor Lupo, che era il direttore generale dell’energia, perché, da un lato, c’era un ritardo nella consegna di queste pratiche e, dall’altro, mancavano quelli che nel protocollo erano stati definiti i responsabili e anche le modalità con cui dovevano essere consegnate. Abbiamo riscontrato una difficoltà. Quando è stato fatto il protocollo non c’era ancora il direttore Gullo ed era stato firmato dall’ingegnere Sansone.

STELLA BIANCHI. Di quanti mesi stima questo ritardo di consegna delle pratiche e da chi dipendeva?

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. Non si può dire di quanti mesi sia stato il ritardo, in quanto via via venivano richieste le pratiche. Per la chiusura dell’intero iter forse ci si è messo circa un anno. Ci sono state anche delle pratiche che non erano perfettamente in regola, nel senso che risultavano faldoni disordinati. Speriamo che si trattasse solo di disordine. Via via venivano consegnate le pratiche che venivano richieste. Non c’è stata una consegna organizzata. Era quasi un rispondere alle richieste.

STELLA BIANCHI. Dunque, dal suo assessorato non c’era una consegna organizzata delle pratiche. Continuavano a esserci pratiche con dei disordini nell’assessorato che lei gestiva e di cui lei era responsabile.

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. Questi sono fatti gestionali. Ne sono informata semplicemente perché in un’occasione il dottor  Lupo mi parlò di questa difficoltà a realizzare il protocollo e in un’altra occasione il dottor Buceti mi scrisse. Fu una cosa anomala, perché normalmente non avrebbe dovuto scrivere a me bensì al gabinetto oppure direttamente al direttore generale.

STELLA BIANCHI. Tra queste pratiche che risultavano ancora disorganizzate c’erano magari quelle che riguardavano le grandi discariche private?

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. Certo. Riguardavano solo le discariche. Il protocollo riguardava proprio il settore dei rifiuti. Era stata spostata l’AIA.

STELLA BIANCHI. Noi siamo una Commissione che si occupa di ciclo dei rifiuti, quindi che stiamo parlando di rifiuti e discariche è noto a tutti.

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. Il protocollo era stato fatto proprio per queste discariche.

STELLA BIANCHI. Si riferisce alle discariche di Siculiana e di Motta Sant’Anastasia?

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. Assolutamente sì.

STELLA BIANCHI. Dunque, queste pratiche non venivano trasferite nell’altro assessorato?

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. Presumo che quando sono state richieste siano state trasferite, però sono state sollecitate. Non è avvenuto come invece il protocollo prevedeva…

STELLA BIANCHI. Dunque, non ve le chiedevano?

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. Presumo che quando le hanno chieste siano state trasferite, però forse è meglio chiedere al dottor Gullo.

STELLA BIANCHI. A noi risulta da altre audizioni che, invece, c’è stata una richiesta immediata di tutte le pratiche e che c’è stato un rallentamento. Cercavo di capire con lei se questo fosse vero e da che cosa dipendesse il rallentamento.

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. Sicuramente è vero. Perché dire cose non vere? La legge prevedeva alcune cose e per formalizzare il passaggio è stato fatto un protocollo in aprile. Da aprile in poi avrebbe dovuto realizzarsi questa consegna delle pratiche all’assessorato all’energia, che tuttavia non veniva realizzata. Piuttosto che consegnare subito le pratiche, si aspettava la richiesta. Il problema è sorto nella realizzazione del protocollo.

PAOLA NUGNES. Vorrei solo sapere se la sua funzione prevedeva un controllo sui funzionari che dovevano attuare il protocollo.

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. No, il protocollo non lo prevedeva. Non so se avete copia del protocollo. In ogni caso, me ne ha informato il dottor Lupo. Noi ne abbiamo parlato e mi diceva di avere questa grande difficoltà. Per la verità, l’ho letto semplicemente per capire se c’era. Devo dire che non parlavamo di queste pratiche ogni volta che ci si vedeva con il dottor Lupo. Io incontravo il dottor Marino in giunta. Dunque, ne venivo a conoscenza solo se mi veniva fatta una nota, come è accaduto due volte da parte del dottor Buceti, o se me ne parlava il dottor Lupo, come è accaduto altre due volte.

STELLA BIANCHI. Mi aiuti a capire. Sulle pratiche che ha definito disorganizzate e che rimanevano nel vostro assessorato, nonostante il potere di rilascio dell’AIA fosse già stato trasferito all’altro, lei ha avuto modo di riscontrare delle irregolarità, per esempio su discariche private di grandi dimensioni, come quella di Siculiana o altre?

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. Non ho riscontrato irregolarità. C’è stata una richiesta del NOE, il quale ha mandato una nota, non a me ma all’assessorato, in cui venivano chieste informazioni sulla discarica di Siculiana. Io non l’ho mai visitata, ma essendo dell’agrigentino, come dicevo prima, conosco bene le dimensioni della discarica di Siculiana. In quella nota del NOE venivano chieste delle informazioni circa alcune procedure e anche circa la proprietà.  Quando io incontrai il dottor Marino, io non sapevo dell’esistenza di questa lettera del NOE. Lo incontrai in Giunta e mi chiese di trasferire all’energia…

STELLA BIANCHI. C’era una lettera del NOE indirizzata al suo assessorato, di cui lei non era a conoscenza?

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. Se è indirizzata all’assessorato non ne sono a conoscenza, perché non è indirizzata all’assessore. Consideri che in un assessorato territorio e ambiente arrivano mediamente dalle 30 alle 40 richieste di informazioni al giorno ai vari dipartimenti. Parliamo di settori dove le denunce e le verifiche ci sono. La lettera non era indirizzata a me. Chiedevano delle informazioni che sono state trasmesse dagli uffici. Quando me ne parla il dottor Marino, allora io mi informo di questa pratica e mi dicono di averla già trasmessa.

STELLA BIANCHI. Dunque, lei non ha avuto modo di verificare se mancava qualche requisito sulla proprietà dei terreni?
 MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. No.

PAMELA GIACOMA GIOVANNA ORRÙ. Giustamente le domande sorgono da tutte le precedenti audizioni. Cerchiamo di fissare dei punti e dei paletti. Lei ha detto che, per la sua competenza politica, lei non si è mai occupata amministrativamente della trasmissione delle pratiche.

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. Come è corretto che sia.

PAMELA GIACOMA GIOVANNA ORRÙ. Dunque, di fatto lei sta dicendo che qualunque responsabilità è del dottor Gullo.

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. No, io sto dicendo che la gestione è separata. L’indirizzo è un’altra cosa. Certamente la responsabilità della trasmissione degli atti era in capo al dottor Gullo.

STEFANO VIGNAROLI. Aggiungo una cosa riguardo all’audizione che abbiamo fatto al dottor Gullo, che a mio giudizio è stata un po’ imbarazzante. Lei ha detto che l’ha voluto all’urbanistica e, se non sbaglio, l’ha nominato lei all’ambiente. Mi domando perché l’ha nominato, visto che Gullo ha dichiarato che non sapeva nulla di ambiente e che ha dovuto studiare. È stato un po’ imbarazzante da questo punto di vista. Riguardo ai trasferimenti, il dottor Gullo ha anche affermato che, oltre al Cannova, in questa vicenda della trasmissione della lettera e in altre erano coinvolti anche l’ingegner Latteo e l’ingegner D’Angelo. Io chiesi al dottor Gullo perché non fossero stati allontanati. Lui rispose che non poteva farlo. Vorrei capire se è vero che non sono stati allontanati e perché, visto che si ritenevano implicati in questa vicenda.

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. Si riferisce a quando abbiamo trasferito tutto il personale o a un allontanamento successivo?

STEFANO VIGNAROLI. Anche successivo a quella famosa lettera di dicembre.

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. Per quanto riguarda il trasferimento delle 160 unità, come dicevo, io non ho visto nessun nome. Ho seguito sempre questa separazione fra l’indirizzo e la gestione. Pertanto, quando il dottor Arnone ha deciso di spostare le unità, io non ho saputo nessuno dei nomi delle persone che sarebbero state spostate. Ho appreso successivamente che fra questi figurava anche Cannova, che in seguito, con un’organizzazione sindacale, aveva negato il consenso alla mobilità ed era tornato in assessorato. Sembrerebbe che addirittura sia andato a sedersi allo stesso posto e con lo stesso carico di lavoro che aveva prima. Ho appreso queste cose subito dopo i fatti che hanno coinvolto Cannova. Mi chiedeva perché non siano stati spostati Latteo e D’Angelo. D’Angelo era un capo servizio. In ogni caso non era un fatto gestionale, ma non mi fu rappresentata l’esigenza dello spostamento né di D’Angelo né di Latteo.

STEFANO VIGNAROLI. Nonostante il coinvolgimento in questa vicenda.  

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. Mentre abbiamo ritenuto che il coinvolgimento di Cannova stesse tutto lì, in una dichiarazione Latteo scrisse che non era stato lui a trasmettere il fax, perché non era in servizio a quell’ora. Dall’altro lato, il dottor D’Angelo aveva vissuto tutta la vicenda della trasmissione del famoso fax quasi come se fosse stato uno spettatore. Non ci sono state valutazioni da parte del dottor Gullo nei confronti di D’Angelo e di Latteo, mentre nei confronti del Cannova c’erano stati prima quello che chiamavo «chiacchiericcio» e successivamente la denuncia alla procura della Repubblica, che ho fatto personalmente.

 STEFANO VIGNAROLI. Le chiedevo come mai ha nominato Gullo all’ambiente, visto che, come da lui stesso dichiarato, non aveva competenze.

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. Come dicevo pocanzi, io l’avevo voluto all’urbanistica, perché lui era stato sopraintendente. C’è stato un momento in cui abbiamo proceduto con alcuni interinati. Non era il solo assessorato che aveva questo interinato. Normalmente la nomina di un direttore generale richiede un po’ di tempo. Da un lato c’era la valutazione dei diversi percorsi. Io avevo in mente una proposta per un direttore generale e dovevo verificarla. In seguito, invece, fu dato l’interinato e via via questa situazione si trascinò. Restò lui a occupare questo posto, tant’è che non ho mai avuto la separazione fra urbanistica e ambiente. Devo dire che non ho proposto in giunta questo tipo di separazione e la nomina di un nuovo direttore all’ambiente o all’urbanistica semplicemente perché stavo facendo delle valutazioni su chi chiamare a ricoprire il ruolo di direttore generale, che come certamente sapete è un ruolo molto ambito.

RENATA POLVERINI. Gullo è stato avvisato a nomina già avvenuta o lei lo aveva informato prima della sua volontà di nominarlo?

 MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. Non l’avevo avvisato prima per un motivo. Abbiamo fatto una giunta ed è stato chiesto di spostare l’ingegnere Sansone. Arnone era direttore generale dell’ambiente quando io sono arrivata, mentre, quando il dottor Arnone è stato spostato, sono stata io a volere l’ingegnere Sansone e a voler lasciare il dottor Gullo all’urbanistica.  L’ingegner Sansone è stato direttore generale per un periodo. In seguito, durante una giunta, venne fatta la proposta – credo da parte dell’assessore alle infrastrutture – di spostare il dottor Sansone alle infrastrutture. Non essendoci più il dottor Sansone all’ambiente, io ho pensato di dare l’interinato. La decisione è stata presa durante la giunta.
STEFANO VIGNAROLI. Non c’era un’altra persona che magari aveva competenza in materia?

MARIELLA LO BELLO, Ex assessore al territorio e ambiente presso la regione siciliana. In quel momento era semplicemente una vacanza. È stato spostato l’ingegner Sansone, per cui, non essendoci in quel momento una mia richiesta di nomina a direttore generale, così come è accaduto per vari dipartimenti, ho pensato di dare questo interinato, proponendolo.

PRESIDENTE. La ringraziamo. Se avremo bisogno di qualche notizia in più, magari la disturberemo. Credo che abbiamo un quadro abbastanza chiaro. Dichiaro conclusa l’audizione.
L’audizione termina alle 12.42.


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