Per dire NO all’uso del (combustibile derivato dai rifiuti) come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri a indicare sul contenitore se il , in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti.


Infatti, il ottenuto con il co-incenerimento di e combustibile fossile, diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica).





Inoltre, i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore.




Alle associazioni , , Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo e basta  quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrarie a ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo.




Al posto della combustione del si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia.




Dietro l’angolo ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l’autorizzazione del co-incenerimento del : questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare nei cementifici.


Caricato da isolapulita. - I nuovi video di oggi.

Altro elemento di distorsione nel funzionamento delle società d'ambito concerne la frequente e pressoché sistematica elusione delle regole di evidenza pubblica nella scelta delle imprese cui affidare i lavori, imprese spesso prive dei necessari requisiti di professionalità, caratterizzate da assunzioni clientelari, che in molti casi, come accertato dalla Commissione, hanno riguardato individui con pregiudizi penali, o legati da rapporti di parentela con soggetti pregiudicati.Le criticità di ordine economico finanziario degli ATO hanno quindi avuto ricadute gravissime nella gestione del ciclo dei rifiuti nella regione siciliana, contribuendo a determinare situazioni di altrettanto grave pregiudizio per la salubrità dell'ambiente e, quindi, la salute dei cittadini.
Relazione Commissione Parlamentare sui Rifiuti in Sicilia 6/10/10





domenica 22 marzo 2015

GULLO EX DIRIGENTE GENERALE AMBIENTE SICILIA DEPONE COMMISSIONE SUL RICICLO RIFIUTI CANNOVA SANSONE LUPO D’ANGELO LATTEO ARNONE GELARDI MARINO LO BELLO CONTRAFATTO ASSESSORATO IN DISFACIIMENTO

GULLO EX DIRIGENTE GENERALE  AMBIENTE SICILIA DEPONE COMMISSIONE SUL RICICLO RIFIUTI CANNOVA SANSONE   LUPO D’ANGELO LATTEO ARNONE GELARDI MARINO LO BELLO CONTRAFATTO  ASSESSORATO IN DISFACIIMENTO

CAMERA DEI DEPUTATI SENATO DELLA REPUBBLICA COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SULLE ATTIVITÀ ILLECITE CONNESSE AL CICLO DEI RIFIUTI E SU ILLECITI AMBIENTALI AD ESSE CORRELATI RESOCONTO STENOGRAFICO MISSIONE IN SICILIA

MERCOLEDÌ 11 MARZO 2015 PRESIDENZA DEL PRESIDENTE ALESSANDRO BRATTI Audizione del dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana, Gaetano Gullo. L’audizione comincia alle 17.09.

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’audizione del dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana, Gaetano Gullo. Avverto il nostro ospite che della presente audizione sarà redatto un resoconto stenografico che sarà pubblicato sul sito internet della Commissione e che, se lo riterrà opportuno, consentendo la Commissione, i lavori proseguiranno in seduta segreta, invitando comunque a rinviare eventuali interventi di natura riservata alla parte finale della seduta. La regione Sicilia rispetto al Corpo forestale ha una sua autonomia. È giusto chiarirlo per correttezza. Lei è stato citato più volte dall’ex assessore Marino, che noi abbiamo ascoltato quando lei probabilmente svolgeva un’altra funzione. È giusto che lei ne sia a conoscenza. Al momento noi le chiediamo un quadro generale in base alle sue competenze attuali. In seguito ci saranno delle domande da parte dei colleghi, probabilmente anche qualcuna rispetto al lavoro che faceva prima. Sceglierà lei come rispondere. Do la parola al dottor Gaetano Gullo, dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana.

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Ringrazio il presidente e i membri della Commissione per l’invito. Per la verità, se avessi saputo che sono audito anche nella qualità di ex direttore dell’ambiente, avrei portato qualche documentazione.

PRESIDENTE. Ce la può sempre far avere e integrare. Finché dura la legislatura noi ci siamo.

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Per il momento mi attengo alle competenze attuali. Come immagino sapete, io sono da appena un mese dirigente generale e comandante del Corpo forestale. La regione siciliana, avendo un’autonomia, ha un proprio corpo autonomo, anche se in stretto collegamento con l’azione del Corpo forestale e degli altri corpi di polizia, assolvendo sia la funzione di polizia che quella di polizia giudiziaria. Il Corpo forestale siciliano svolge gli stessi compiti importanti del Corpo forestale, attribuiti dallo Stato alla regione siciliana, nell’ambito della tutela dell’ambiente, in particolare ovviamente della tutela boschiva. Il corpo svolge ad ampio raggio su tutto il territorio i propri compiti, ivi compresa la lotta all’abusivismo. In particolare, per quanto riguarda i rifiuti, c’è del personale comandato presso le procure, che, assieme agli altri corpi di polizia, svolge le funzioni di polizia giudiziaria e risponde direttamente ai magistrati. Io posso fornirvi i dati che abbiamo sui rifiuti. Vi consegnerò un documento, dove c’è una sezione dedicata proprio ai rifiuti, che riassume l’attività di tutela che il corpo ha svolto nel 2014 e il raffronto con il 2013, rispetto ai reati ambientali e in particolare alle infrazioni relative alla normativa sulla gestione e lo smaltimento dei rifiuti. C’è anche la specifica per provincia. In sintesi, sono state accertate 127 infrazioni penali e amministrative nel 2013 e 143 nel 2014. I reati accertati sono stati 91 sia nel 2013 che nel 2014. È stato arrestato un soggetto, mentre sono stati effettuati 49 sequestri penali nel 2013 e 41 nel 2014. Gli illeciti amministrativi, invece, sono stati 36 nel 2013 e 52 nel 2014. Sono state elevate e notificate sanzioni per euro 20.110 nel 2013 e 37.176 nel 2014. In una tabella riassuntiva ci sono le attività svolte a mezzo degli ispettorati ripartimentali provinciali su tutto il territorio regionale. Si tratta in gran parte di attività di controllo sul territorio. Non stiamo parlando delle grandi discariche, per cui l’attività è stata espletata su disposizione della magistratura. Il corpo è ben organizzato.

PRESIDENTE. In quanti siete? Ci può dire come siete organizzati?

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. In totale il personale è di circa 1.200 unità. Tuttavia, le unità che effettivamente svolgono la funzione di polizia sono circa 800, distribuite in nove ispettorati provinciali e in 84 distaccamenti, che svolgono diverse attività. C’è poi il nucleo operativo centralizzato. Oltre alle aliquote di PG presso le procure, c’è un nucleo di otto persone al NOR (nucleo operativo regionale) che dirige, ma poi in ogni comando provinciale agiscono dei nuclei operativi provinciali composti generalmente da sei, sette o otto persone. Ovviamente ci sono poi i controlli svolti dagli 84 distaccamenti distribuiti nel territorio regionale.

PRESIDENTE. Do la parola ai colleghi che intendano intervenire per porre quesiti o formulare osservazioni.

LAURA PUPPATO. La ringrazio per la sua presenza. In relazione a questo plotone (1.200 persone sono decisamente numerose), vorrei sapere quanti di questi effettivamente si occupano del tema per cui noi l’abbiamo convocata oggi. In particolare, vorrei sapere come funziona la vostra attività. I controlli sono a campione, sugli impianti, sulle discariche e con quali esiti? In relazione, per esempio, alle diverse province della Sicilia, vorremmo capire dove sono le maggiori problematiche.

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. L’attività del corpo è amplissima. Ovviamente questa attività è nell’ambito della tutela ambientale in generale. Credo che questi dati si riferiscano soprattutto alle attività di discariche abusive, di sfabbricidi e quant’altro oppure alle attività di controlli in impianti. Nel corso di verifiche di carattere generale, si ritrovano irregolarità dal punto di vista degli scarichi eccetera. Non c’è un gruppo specializzato esclusivamente sui rifiuti. Ovviamente l’attività prevalente è la tutela dei boschi. Negli ultimi tempi il corpo è stato parecchio assorbito anche dai controlli sulle frodi agroalimentari, anche perché, come dicevo pocanzi, agisce in stretta relazione con gli altri corpi di polizia. In particolare, è stata intensificata l’attività di collegamento con i nuclei della repressione frodi, che sono sezioni dello Stato e non della regione. Questi nuclei sono presenti nel territorio regionale, ma non hanno una diramazione territoriale come la nostra, per cui si appoggiano parecchio al corpo forestale. Per il resto, spesso si tratta di attività che vengono effettuate interforze e che sono disposte soprattutto dalla magistratura oppure si svolgono in seguito a esposti. Io in questo mese ho visto pervenire qualche esposto su verifiche puntuali, che ho provveduto a girare immediatamente agli ispettorati provinciali, per effettuare i dovuti controlli. Le denunce riguardano soprattutto casi di inquinamento, discariche abusive e cose di questo genere.

PRESIDENTE. Come è stato nominato lei? Qual è la prassi per cui viene nominato il comandante?

 GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. La prassi è la stessa degli altri dirigenti generali della regione siciliana.

PRESIDENTE. Si tratta di una delibera di giunta o di una scelta del presidente?

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. È una delibera di giunta, su proposta dell’assessore competente.

PRESIDENTE. Nel suo caso parliamo dell’assessore all’agricoltura o dell’assessore all’ambiente?

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. C’è un problema di organizzazione. Spesso c’è una commistione di competenze nella gestione del demanio forestale.

PRESIDENTE. Qual è l’assessore competente che ha proposto la sua nomina?

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Il dipartimento del Corpo forestale da tre anni dipende dall’assessorato regionale al territorio e all’ambiente, lo stesso del dipartimento ambiente e dell’urbanistica, mentre precedentemente dipendeva dall’assessorato all’agricoltura.

PRESIDENTE. Comunque, l’assessorato che l’ha proposto alla giunta è l’assessorato all’ambiente e la giunta ha deciso di conferirle l’incarico.

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Esattamente.

PAMELA GIACOMA GIOVANNA ORRÙ. Questo è il suo attuale incarico. Lei che incarico aveva nel 2013 e come era stato incaricato?

PRESIDENTE. Scusa un attimo. Dobbiamo avvisarla. Io non so se rispetto alla vicenda precedente ci sono indagini in corso e se lei è indagato. Abbiamo sentito che ci sono diverse situazioni. Ovviamente, essendo di fronte a una Commissione d’indagine che ha gli stessi poteri della magistratura, lei si può avvalere di avere un avvocato e, quindi, di non rispondere, perché è un suo diritto. Glielo voglio dire a priori. Ce lo dica lei.

PAMELA GIACOMA GIOVANNA ORRÙ. Il presidente ha accennato al fatto che nell’audizione dell’ex assessore Marino lei è stato nominato un paio di volte. Le formulo questa domanda perché ho assistito a quell’audizione. Il mio non vuole essere assolutamente un interrogatorio, però, a seconda di quello che lei risponderà, scatteranno un altro paio di domande secche. Quale incarico aveva lei a fine 2013? Abbiamo capito che è stato appena nominato nell’attuale incarico. Era dirigente?

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Debbo fare una piccola cronistoria, perché è doveroso per inquadrare la situazione in cui mi sono venuto a trovare. Io ero soprintendente ai beni culturali e ambientali di Palermo. Come sapete, è una soprintendenza unica. La soprintendenza di Palermo non equivale a un dipartimento, ma a qualcosa di più. Sono stato nominato direttore generale all’urbanistica, che è un altro dei dipartimenti dell’assessorato al territorio e all’ambiente. Ovviamente era una materia a me molto più affine, avendo gestito la soprintendenza per tre anni e venendo dai beni culturali. Da gennaio a giugno 2013 sono stato solo direttore all’urbanistica. A metà giugno del 2013 sono stato nominato d’emblée, senza saperne niente, per la verità – non sono stato neanche interpellato – direttore ad interim dell’ambiente.

PAMELA GIACOMA GIOVANNA ORRÙ. Come avviene questa nomina? Con un provvedimento di giunta?

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Certamente. L’assessore è andato in giunta e ha proposto la mia nomina a interim, avendo nominato il precedente dirigente generale, che era l’ingegnere Sansone, a un altro dipartimento.

PAMELA GIACOMA GIOVANNA ORRÙ. Dunque, tra i suoi compiti c’era anche quello di rilasciare autorizzazioni?

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Debbo dire in quale stato disastroso io ho trovato il dipartimento. È bene che si sappia. Credo che il dipartimento già di suo avesse accumulato enorme ritardi sulle autorizzazioni VIA e VAS e in tutto questo settore come in altri. Tenete conto che il dipartimento ambiente raccoglie il dissesto idrogeologico, il demanio marittimo, il demanio idrico e fluviale, i parchi, le riserve, un cumulo di competenze veramente enorme. Secondo me, già di suo era depotenziato, se non altro in termini di professionalità adeguate. Nei mesi di febbraio-marzo, quando io non ero ancora direttore, il dipartimento è stato interessato da un trasferimento in massa. Il dipartimento nella sede centrale aveva circa 240 unità. Dall’oggi al domani sono state trasferite, a torto o a ragione – io non entro nel merito e non voglio dare giudizi – ben 120 persone, di cui diciotto dirigenti e una novantina tra funzionari e assistenti.

PRESIDENTE. Dove sono state trasferite?

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. In altri dipartimenti.

LAURA PUPPATO. Parla sempre del 2013?

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Stiamo parlando del marzo 2013, cioè tre mesi prima del mio insediamento. Per giunta, era in corso una riorganizzazione dello stesso dipartimento. È stato un po’ come il movimento della terra e della luna attorno al sole: ci sono stati un movimento di rotazione e un movimento di evoluzione all’interno.

PRESIDENTE. Chi era all’epoca l’assessore all’ambiente?

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. L’assessore Mariella Lo Bello. Tutto questo è avvenuto con delibere di giunta, probabilmente dovute anche alle condizioni di funzionalità di questo dipartimento, che aveva accumulato 3.000 pratiche di VAS inevase.
PRESIDENTE. Con 3.000 pratiche inevase, si sono prese 120 persone e si sono messe da un’altra parte?
GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Probabilmente è stato un modo per dare uno scossone. La stessa cosa è stata fatta alla formazione professionale, che in Sicilia è un altro dei settori particolarmente chiacchierati. Io sono arrivato al dipartimento ambiente, materia che peraltro non avevo mai affrontato e alquanto complessa. Il codice è di 650 pagine. Riuscire a digerirlo richiede tempo. A ciò si aggiungono tutte le altre complicazioni. Capite bene che non è facile affrontare immediatamente una situazione di questo genere.





RENATA POLVERINI. Chi l’ha chiamata per andare al dipartimento?

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Mi ha chiamato l’assessore, dicendomi che era stata fatta una delibera.


RENATA POLVERINI. Lei è stato avvisato dopo?

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Contemporaneamente.

LAURA PUPPATO. Lei ha accettato nonostante l’assenza di competenze?

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Non c’è la possibilità di non accettare. Non è prevista. Se è un problema di fair play, è un discorso. Se è un problema di norma…

LAURA PUPPATO. È un onere pazzesco.

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Era un onere notevole, però posso dire che l’assessore mi rappresentò la situazione di difficoltà in cui versava il dipartimento. Lei mi riteneva una persona di sua fiducia.

PAMELA GIACOMA GIOVANNA ORRÙ. Sostanzialmente è stato un incarico fiduciario.

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Lei riteneva che potessi dare un contributo, quantomeno per riorganizzare questo dipartimento. In questa situazione, non ho fatto una cosa che invece tutti gli altri direttori da sempre avevano fatto. Ricordo le parole di una persona che era stata per anni direttore dell’ambiente e che mi telefonò per darmi qualche consiglio. Mi disse che la prima cosa che avrei dovuto fare era dare deleghe ai dirigenti. Io gli risposi: «Direttore, io ho bisogno di capire con chi ho a che fare, perché sento troppa puzza. È vero che ci possono essere dei ritardi, però sento troppa puzza.» La puzza può essere di due tipi: può essere criminale, o comunque relativa al malaffare, oppure legata a quello che si gira dall’altro lato. La puzza può essere dovuta anche all’indolenza e all’inadeguatezza del personale, come ho già detto. La mia impressione era che c’era di tutto. C’erano delle persone che da dirigente si riescono a recuperare e a motivare. C’era una situazione veramente di difficoltà. Certamente non ho voluto dare delega sulla firma dei provvedimenti finali, come prevede la legge. Cominciai a capire con chi avevo a che fare e di chi mi potevo fidare. Preciso una cosa importante. Contemporaneamente al maxi esodo di personale, è successo un altro fatto, che è stato riportato anche sui giornali. In questo assessorato c’erano due tipi di precari storici, da più di dieci anni: 45 unità di personale che erano a supporto dell’aggiornamento del PAI e del dissesto idrogeologico fondamentale per ogni intervento e altre 45 che si occupavano di valutazione ambientale a vario titolo. Questo personale era stato reclutato inizialmente con progetti POR o progetti PON assegnati alla Sicilia e, dopo la prima scadenza di contratto, con fondi regionali prorogati per legge. Tutto questo è avvenuto dal 2003 al 2013. Il secondo gruppo di 45 unità di personale che si occupavano delle valutazioni ambientali era stato prorogato interamente. Il commissario dello Stato aveva impugnato la loro proroga. La differenza qual era? I primi 45 avevano un contratto a tempo determinato, anche se erano sempre precari, mentre i secondi purtroppo avevano un contratto co.co.pro., poi trasformato in co.co.co. Agganciandosi alla normativa nazionale, si è prevista la proroga solo per il personale con il contratto a tempo determinato, mentre le altre 45 persone furono mandate a casa. Io chiaramente capii che tutto questo era un reale problema, perché capii anche un’altra cosa: gli unici che effettivamente lavoravano e che avevano una professionalità per cui si intendevano di valutazione ambientale erano questi 45. Quando entreremo nel merito del caso specifico delle discariche ve ne darò la prova provata. Questi 45 soggetti, consigliati, avevano esperito un tentativo di conciliazione dinnanzi all’ufficio provinciale del lavoro per essere riammessi in servizio, in quanto ritenevano e avevano prodotto la documentazione di avere svolto, anziché un lavoro assimilato alla libera professione, un lavoro assimilato al lavoro dipendente.

PRESIDENTE. Volevano essere assunti, dopo vent’anni di lavoro.

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Su questo c’erano stati un parere dell’avvocatura dello Stato e una delibera di giunta che autorizzava la partecipazione alla conciliazione eccetera. Quando arrivai, da due mesi c’era una situazione di stallo. Innanzitutto volevo capire se questi soggetti avevano effettivamente svolto attività di lavoro subordinato, quindi ho dovuto documentarmi. Il parere dell’avvocatura e la stessa relazione che avevano fatto i dirigenti che li avevano gestiti per anni sembravano confermare che queste persone effettivamente avevano svolto un lavoro subordinato. Comunque, c’erano gli estremi per la concitazione, a determinate condizioni, sulla base del parere dell’avvocatura. Su questa base, ho fatto la conciliazione. Tuttavia, non avevo la copertura finanziaria. Dovevamo aspettare il primo treno possibile. Questo treno è intervenuto nel mese di gennaio del 2014 e queste persone sono tornate a lavorare a febbraio 2014.

PAMELA GIACOMA GIOVANNA ORRÙ. Lei non c’era più?

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. C’ero ancora. Ho fatto io i contratti.

PAMELA GIACOMA GIOVANNA ORRÙ. Lei assume questo incarico dal giugno 2013 fino a?

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Dal giugno 2013 fino al maggio 2014.

PAMELA GIACOMA GIOVANNA ORRÙ. Dunque, più o meno per un anno. Ripeto per me stessa. Lei mi corregga. A lei viene affidato un incarico sostanzialmente fiduciario dall’assessore Lo Bello e trova una situazione in questo dipartimento dove c’era già stata una rotazione di personale di circa la metà.

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. C’era stata anche una rotazione interna per cui erano cambiati tutti i dirigenti.

PAMELA GIACOMA GIOVANNA ORRÙ. Erano cambiati tutti i dirigenti, come spesso accade. Sono andate via 120 persone su 240, cioè la metà. Inoltre, c’era la situazione dei precari.

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. In verità, ne andarono in porto un po’ meno, tra i sindacalisti…

PAMELA GIACOMA GIOVANNA ORRÙ. Se si tratta di dieci in più o di dieci in meno, non è questo il problema. Qual era il suo compito, oltre a quello che ha detto, inerente al nostro argomento? Lei rilasciava delle autorizzazioni. È giusto?

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Sì.

PAMELA GIACOMA GIOVANNA ORRÙ. Ricorda se in questo periodo lei ha rilasciato più autorizzazioni per privati, se ci sono state richieste di autorizzazioni per pubblici, se sono state date e, altrimenti, perché non sono state date?

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Capisco a cosa si riferisce e posso rispondere, perché spero di avere una buona memoria. Posso dire che in quel periodo ci siamo impegnati, in accordo e anche in sinergia con il dottor Lupo, per dare le autorizzazioni relative alle tre discariche pubbliche che lui aveva l’esigenza di fare subito.

PAMELA GIACOMA GIOVANNA ORRÙ. Precisi, se ricorda.

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Bellolampo fu la prima che abbiamo affrontato ed era un’assoluta emergenza. In pochissimo tempo ci siamo riusciti, grazie anche al mio impegno – io lo debbo dire – e alla sinergia con il dottore Lupo. Sa cosa ha significato la sinergia? Per esempio, uno dei famosi 45, che era fuoriuscito ma nel frattempo aveva avuto un incarico o un contratto all’acqua e rifiuti, che aveva la competenza e che era stretto collaboratore del dottor Lupo, si è piazzato con altri nel mio assessorato per preparare tutta la documentazione in pochissimo tempo, per poter esperire subito le gare per Bellolampo

PRESIDENTE. Ci dica quali sono state le tre autorizzazioni. In seguito avremo modo di approfondire. Le tre autorizzazioni sono state Bellolampo…

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Bellolampo è stata la prima. Poi c’è stata la discarica di Messina.

PRESIDENTE. Si riferisce a quella di Mazzarrà Sant’Andrea?

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. No, mi riferisco a quella pubblica. La discarica di Enna è venuta nello stesso periodo o subito dopo. In seguito c’è stata soprattutto quella di Gela. Immagino che il caso sarà stato…

STELLA BIANCHI. Mi perdoni. Forse io ho un ricordo sbagliato. A me sembrava di aver capito, invece, che l’assessorato retto da Marino, dove era il dottor Lupo, aveva chiesto per sé il potere di rilasciare l’AIA. Mi sembrava di aver capito che, a fronte di questa richiesta, dall’assessorato della Lo Bello, dove era lei, non c’era stato il rilascio dell’AIA. Mi era anche parso di capire che, a fronte di richieste ripetute, varie volte – credo quattro, ma potrei sbagliare – da parte del vostro assessorato c’era sempre stato silenzio. A una precisa domanda su chi aveva il potere dell’AIA in quel momento e quali AIA erano state rilasciate né il dottor Marino né il dottor Lupo ci hanno saputo rispondere, perché il potere continuava ad essere nell’assessorato all’ambiente, dove lei era direttore. Queste informazioni per me sono contrastanti, perché non sembrava che ci fosse un quadro di armonia.

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Io non ho parlato di un quadro di armonia. Io ho parlato di sinergia e di stretta collaborazione tra gli uffici.

STELLA BIANCHI. Noi acquisiamo tutte le informazioni, però, almeno per come avevo capito, questo quadro di sinergia e di collaborazione non ci era risultato. Noi ascoltiamo molto volentieri la sua personale esperienza in qualità di responsabile del settore in quel momento. Ci era stato detto che le autorizzazioni alle piattaforme pubbliche non erano state date e che loro cercavano di acquisire il potere di rilasciare le AIA, proprio perché volevano procedere diversamente rispetto alle autorizzazioni date alle discariche private. Mi aiuti a sciogliere questa confusione.

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Chiariamo le date. L’AIA sui rifiuti viene trasferita, contestualmente al trasferimento della competenza dei rifiuti all’assessorato energia e, quindi, al dipartimento acqua e rifiuti, agli inizi del 2013.

STELLA BIANCHI. Ci dite due cose diverse. Ne prendiamo atto.

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Parliamo della legge n. 9 del 2013. Stiamo parlando dell’AIA.

LAURA PUPPATO. Si riferisce alla legge n. 9 del 2010?

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. No, mi riferisco alla legge n. 9 del 2013, che trasferisce le competenze sui rifiuti, compresa l’AIA, al dipartimento rifiuti. Fino a quella data era una competenza del dipartimento ambiente. La legge ha trasferito solo le competenze sul rilascio dell’AIA, mentre VIA, VAS, emissioni nell’aria e quant’altro rimangono all’ambiente. Io trovo un protocollo di intesa siglato dal mio collega precedente con il dottore Marco Lupo a fine aprile, in cui si definisce chi fa cosa. Le pratiche AIA precedenti vengono definite dal dipartimento ambiente, le pratiche che sono in itinere vengono definite a firma congiunta, mentre le successive dal dipartimento rifiuti. Su questo protocollo non era stato fatto niente.
PAMELA GIACOMA GIOVANNA ORRÙ. Vuole dire che nessuno aveva dato seguito al protocollo e, dunque, era stato scritto inutilmente?

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Esattamente. Fino a settembre-ottobre non succede niente.

PAMELA GIACOMA GIOVANNA ORRÙ. Come se non fosse stato fatto niente.

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Io mi trovo subito a occuparmi di Bellolampo e spingo per l’autorizzazione. Poi arriva il caso di Gela. Nello stesso periodo c’è un’autorizzazione che viene spinta in provincia di Siracusa, che è l’unica privata che io ricordi.

PAMELA GIACOMA GIOVANNA ORRÙ. Lei sta dicendo che finora ha autorizzato una sola privata?

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Che io ricordi, sì. C’era un problema nella provincia di Siracusa. Se non fosse stata data questa autorizzazione, il sindaco di Augusta e altri sindaci avrebbero avuto difficoltà ad andare a discarica. Sono stato io stesso a sollecitare il provvedimento. Il provvedimento era stato messo in firma, ma siccome erano pratiche delicate volevo studiarle. Dopo una settimana, incominciai ad avere una serie di sollecitazioni. Mi sembrava che fosse in regola e, quindi, lo ho esitato. Dopo qualche giorno, è scoppiato il caso di Gela.

PAMELA GIACOMA GIOVANNA ORRÙ. Dunque, a sua memoria, c’è stata una sola autorizzazione privata. Per quanto riguarda richieste di strutture pubbliche, lei ha memoria di averne rilasciate?

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Per quanto riguarda le strutture pubbliche, mi sono occupato di Bellolampo. È stata fatta la gara e abbiamo rilasciato l’autorizzazione.

STEFANO VIGNAROLI. Che cosa avete rilasciato? L’AIA o la VIA?

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Abbiamo rilasciato la VIA e l’AIA. Per quanto riguarda l’AIA, loro avevano fatto la conferenza, ma noi partecipavamo.

STEFANO VIGNAROLI. Dunque, non l’ha firmata lei?

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. No, io non ho firmato l’AIA. Io ho firmato la VIA e l’emissione in atmosfera.

PRESIDENTE. Scusate, andiamo in ordine. Non siamo un tribunale inquirente, anche se è giusto avere tutte le precisazioni del caso. Vada pure avanti.

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Per quanto riguarda il caso di Gela, io debbo fare una precisazione. Se c’erano state frizioni tra l’assessore Lo Bello e l’assessore Marino, in giunta o fuori dalla giunta, io me ne accorsi solo quando ci fu il caso di Gela, che vi avranno raccontato. Io vorrei dire la mia. Come sapete, nel 2012 era stato approvato il piano delle discariche, ma mancava la valutazione ambientale strategica, che era una delle prescrizioni del Ministero. Verso i primi di dicembre o giù di lì, il capo dell’ufficio e un altro funzionario mi avevano rappresentato una problematica. Si chiedevano se fosse possibile rilasciare la valutazione di impatto ambientale per le discariche previste nel piano, in mancanza della valutazione ambientale strategica, peraltro in presenza di un commissario straordinario per l’emergenza rifiuti. Concordammo di chiedere un parere all’ufficio legislativo e legale, ma non era ancora in discussione la questione discariche pubbliche e discariche private. Il problema era di carattere generale. Chiedemmo all’ufficio legislativo e legale se, nel momento in cui mancava la VAS sul piano complessivo, potevamo rilasciare il parere VIA sulle singole discariche. Avevamo discusso la problematica di carattere generale e chiedemmo un parere. Il 20 dicembre era convocata la conferenza di servizi per Gela. Il 18 dicembre viene sollecitato il parere per l’emissione in atmosfera, che era competenza di un servizio, mentre il parere VIA era competenza di un altro servizio. Io sollecitai i due pareri per l’indomani mattina, perché sapevo benissimo che se non si fosse rilasciata l’AIA in quella tornata non si sarebbe potuto indire la gara e per la discarica di Gela ci sarebbero state difficoltà. Il parere sull’emissione in atmosfera arrivò subito e lo firmai. Non ricordo se è datato il giorno 18 o il giorno 19. La mattina del 19, che era un giorno festivo, venne d’urgenza un collega, portandomi una nota del parere dell’ufficio legislativo e legale per la problematica di cui io ero a conoscenza. Mi disse che mandandola prima di Natale avremmo guadagnato tempo, perché altrimenti a gennaio avremmo avuto sicuramente dei problemi. Io do un’occhiata alla lettera e vedo che i termini della questione erano quelli che avevamo discusso: se si poteva rilasciare o meno il parere VIA in mancanza della valutazione ambientale strategica, se ciò era possibile o se provvedere competeva al commissario straordinario, visti i poteri che aveva. Erano questi i termini della questione. Io confesso che non lessi l’ultimo rigo. C’era il trucco. L’ultimo rigo era quello che diceva che da quel momento in poi sarebbero stati sospesi da parte dell’assessorato i pareri VIA sulle discariche.

STELLA BIANCHI. Quando lesse quest’ultimo rigo che ora conosce bene?

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Lo lessi la sera. La cosa più grave fu la tempistica con cui arrivò questa lettera. La lettera venne indirizzata all’ufficio legislativo e legale per il parere e al commissario straordinario per l’emergenza per conoscenza. Facendo un’indagine interna ho scoperto che inopinatamente la lettera venne mandata via fax al commissario straordinario, mentre all’ufficio legislativo e legale arrivò il 7 gennaio, perché fu inviata per posta ordinaria. L’ho scoperto quando il collega Lupo, ricevuta questa lettera, incominciò a chiamarmi allarmatissimo e me la fece leggere. Io rettificai immediatamente, dicendo che la sospensione valeva solo per le discariche private e non per le discariche pubbliche. Per completezza, debbo dire che quando è arrivato il parere, questo ha confermato qual era l’orientamento. Oltre a questo, naturalmente ho disposto immediatamente che l’indomani mattina il dirigente della VIA partecipasse alla conferenza dei servizi per l’AIA per esprimere il parere VIA. Sono andato io stesso ad accertarmi che fosse presente ed esprimesse il parere, proprio perché avevo capito che c’era qualcuno che…

PAMELA GIACOMA GIOVANNA ORRÙ. Lei ha fatto una premessa. Si è parlato di riorganizzazione dell’ufficio e di incarichi fiduciari. Chiaramente lei aveva uno staff. Se non ha controllato una lettera firmata, vuol dire che è stata preparata da qualcuno di cui lei si fidava. Il mio è soltanto un parere. Può commentarlo oppure lasciarlo cadere così.

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Purtroppo c’era un problema. Io non avevo uno staff di segreteria. Ero costretto a   leggere e a studiare. Vi dico francamente che i miei orari andavano dalle 8,30 di mattina alle 11,00 di sera.

PRESIDENTE. Adesso abbiamo raccolto solo un po’ di indicazioni. Ci riserviamo di risentirla.

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Io vorrei continuare su questo.

PRESIDENTE. No, anche perché abbiamo la procura di Enna che ci sta aspettando. Sicuramente ci risentiremo.

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Io posso dire che ho fatto un’indagine interna e ho scoperto che il signore che materialmente aveva preparato la lettera era lo stesso signore che io poi ho provveduto a denunciare. Vi dirò di più. Lo stesso giorno che è successo il caso gli ho detto che i termini non erano quelli e l’ho spostato immediatamente nel settore parchi e riserve. Vi posso fornire tutti i documenti.

PRESIDENTE. Noi le chiediamo innanzitutto di raccogliere i documenti. In seguito magari la sentiremo in maniera specifica e più ordinata, altrimenti rischiamo di perderci un po’ tutti.

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della Regione siciliana. Vorrei fare una precisazione.

PRESIDENTE. Le dico già da adesso che ci sarà un seguito. Non eravamo al corrente del fatto che lei fosse la stessa persona. Sono state poste un po’ di domande e abbiamo capito quali sono le problematiche. Sono sicuro che torneremo su questa questione, dunque non vale la pena approfondire adesso. È giusto che lei abbia i suoi documenti e che noi acquisiamo altre informazioni e che poi affrontiamo la discussione nella maniera più adeguata possibile, perché ci sia più chiarezza possibile. Per ora la ringrazio. Ci rivedremo presto.

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. Posso lasciarvi questo documento? Ci sono dei dati statistici che credo possano interessare la Commissione. Grazie, presidente e signori deputati. Scusate la foga. Io credo di aver perso in quell’anno dieci anni della mia vita. È chiaro che essere accusati…

PRESIDENTE. Noi non accusiamo nessuno. Non è il nostro mestiere.

GAETANO GULLO, Dirigente generale del comando del Corpo forestale della regione siciliana. La prossima volta, magari con documenti alla mano, potremo approfondire.

PRESIDENTE. Ringraziamo il nostro ospite e dichiaro conclusa l’audizione.
L’audizione termina alle 18.

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