Per dire NO all’uso del (combustibile derivato dai rifiuti) come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri a indicare sul contenitore se il , in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti.


Infatti, il ottenuto con il co-incenerimento di e combustibile fossile, diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica).





Inoltre, i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore.




Alle associazioni , , Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo e basta  quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrarie a ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo.




Al posto della combustione del si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia.




Dietro l’angolo ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l’autorizzazione del co-incenerimento del : questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare nei cementifici.


Caricato da isolapulita. - I nuovi video di oggi.

Altro elemento di distorsione nel funzionamento delle società d'ambito concerne la frequente e pressoché sistematica elusione delle regole di evidenza pubblica nella scelta delle imprese cui affidare i lavori, imprese spesso prive dei necessari requisiti di professionalità, caratterizzate da assunzioni clientelari, che in molti casi, come accertato dalla Commissione, hanno riguardato individui con pregiudizi penali, o legati da rapporti di parentela con soggetti pregiudicati.Le criticità di ordine economico finanziario degli ATO hanno quindi avuto ricadute gravissime nella gestione del ciclo dei rifiuti nella regione siciliana, contribuendo a determinare situazioni di altrettanto grave pregiudizio per la salubrità dell'ambiente e, quindi, la salute dei cittadini.
Relazione Commissione Parlamentare sui Rifiuti in Sicilia 6/10/10





sabato 21 febbraio 2015

Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: "SMINUIRONO" IL LAVORO DI UN COLLEGA PROCESSO PER ...




di Riccardo Lo Verso


Il 'caso'
riguarda Gioacchino Genchi, anche lui dirigente della Regione, messo alla porta
dall'assessorato all'Ambiente dopo un giudizio di valutazione insufficiente.


PALERMO - Tutti rinviati a giudizio. Per cinque dirigenti
della Regione siciliana il processo inizierà il prossimo 4 maggio. Il
giudice per le indagini preliminari Lorenzo Matassa ha mandato sotto processo
per abuso d'ufficio i dirigenti generali Giovanni Arnone (ex Azienda foreste
oggi alle Infrastrutture), Vincenzo Sansone (dipartimento Territorio), Sergio
Gelardi (ex Beni culturali e oggi al Turismo), per l'ex dirigente generale
Pietro Tolomeo e per il dirigente del servizio personale del
Territorio-Funzione pubblica, Antonio Maniscalco.

Il 'caso' riguarda Gioacchino Genchi, anche lui dirigente
della Regione, che alcuni anni fa fu messo alla porta dall'assessorato
all'Ambiente dopo un giudizio di valutazione espresso da una commissione
composta da Arnone, Sansone e Maniscalco; all'epoca Tolomeo era a capo del
dipartimento.

Ne scaturì una battaglia legale. Genchi ha sempre sostenuto di essere
stato perseguitato perché ritenuto scomodo avendo assunto posizioni nette
contro alcuni provvedimenti, come per esempio i termovalorizzatori. Tre anni
anni fa il dirigente, sostenuto dalla Cgil, ha ottenuto la riabilitazione e un
risarcimento danni con sentenza del giudice del lavoro; nonostante ciò è
rimasto ai margini dell'amministrazione.

Nell'aprile del 2008 la commissione di valutazione riconobbe a Genchi un
punteggio di 58,01.Ben lontano dai 70 necessari per ottenere la liquidazione
dell'indennità di circa 9 mila euro per il raggiungimento degli obiettivi
stabiliti dall'amministrazione. Dalle indagini sarebbe emerso che le
contestazioni mosse a Genchi sarebbero state "del tutto inconsistenti".
Inoltre, il dirigente del dipartimento Ambiente aveva sostenuto che il
procedimento si era svolto senza il necessario contraddittorio. Genchi,
insomma, non era stato convocato per spiegare la propria posizione. Non solo,
nel 2010 una nuova commissione di valutazione, stavolta in contraddittorio,
stabilì che il dirigente aveva ragione.

"Non c'è stata alcuna irregolarità nella procedura di valutazione e siamo
certi di poterlo dimostrare in dibattimento", hanno spiegato alcuni dei
legali degli imputati, gli avvocati Bartolomeo Parrino, Ottavio Pavone e
Francesca Romana De Vita.




SANSONE TOLOMEO ARNONE MANISCALCO
GELARDI PROC 2466 20211 4171 2013 GUP RINVIO A GIUDIZIO 18 02 15


SANSONE TOLOMEO ARNONE
MANISCALCO GELARDI PROC 2466 20211 4171 2013 GUP RINVIO A GIUDIZIO 18 02 15


TOLOMEO ARNONE GELARDI
SANSONE MANISCALCO GENCHI  RINVIO
GIUDIZIO









GENCHI  ESPOSTO DENUNCIA ALLA PROCURA PER
REVOCA INCARICO TOLOMEO MANISCALCO ANZA' 13 GIUGNO 2007






LA STORIA INFINITA DI GIOACCHINO GENCHI
ALL’ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE SICILIA 



SENTENZA GENCHI CONTRO
ARTA 6455 2011 PER VALUTAZIONE


TOLOMEO ARNONE GELARDI SANSONE MANISCALCO
GENCHI GDS 28-05-13 ABUSO D'UFFICIO PER 5 DIRIGENTI


TOLOMEO ARNONE SANSONE GELARDI MANISCALCO
GENCHI LIVESICILIA 28-05-13 ABUSO D'UFFICIO PER 5 DIRIGENTI




GENCHI GIOACCHINO
DIRIGENTE REGIONE SICILIA ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE PAGATO PER NON
LAVORARE  




"SMINUIRONO" IL LAVORO DI UN COLLEGA PROCESSO PER 5 DIRIGENTI REGIONALI,TOLOMEO,SANSONE,MANISCALCO,GELARDI,GULLO,PENDINO,ARNONE,GENCHI,ANZA',



Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: "SMINUIRONO" IL LAVORO DI UN COLLEGA PROCESSO PER ...: "SMINUIRONO" IL LAVORO DI UN COLLEGA PROCESSO PER 5 DIRIGENTI REGIONALI di   Riccardo Lo Verso Il 'caso' riguar...

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