Per dire NO all’uso del (combustibile derivato dai rifiuti) come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri a indicare sul contenitore se il , in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti.


Infatti, il ottenuto con il co-incenerimento di e combustibile fossile, diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica).





Inoltre, i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore.




Alle associazioni , , Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo e basta  quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrarie a ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo.




Al posto della combustione del si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia.




Dietro l’angolo ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l’autorizzazione del co-incenerimento del : questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare nei cementifici.


Caricato da isolapulita. - I nuovi video di oggi.

Altro elemento di distorsione nel funzionamento delle società d'ambito concerne la frequente e pressoché sistematica elusione delle regole di evidenza pubblica nella scelta delle imprese cui affidare i lavori, imprese spesso prive dei necessari requisiti di professionalità, caratterizzate da assunzioni clientelari, che in molti casi, come accertato dalla Commissione, hanno riguardato individui con pregiudizi penali, o legati da rapporti di parentela con soggetti pregiudicati.Le criticità di ordine economico finanziario degli ATO hanno quindi avuto ricadute gravissime nella gestione del ciclo dei rifiuti nella regione siciliana, contribuendo a determinare situazioni di altrettanto grave pregiudizio per la salubrità dell'ambiente e, quindi, la salute dei cittadini.
Relazione Commissione Parlamentare sui Rifiuti in Sicilia 6/10/10





martedì 23 settembre 2014

Caro Signor "Sindaco" Prof Gaspare Portobello: ISOLA DELLE FEMMINE ELEZIONI AMMINISTRATIVE 16 17 ...

Isola delle Femmine, Antonino Rubino non si candiderà a sindaco





















23 SETTEMBRE 2014 -
14:45 DI REDAZIONE 
Alla fine,
Nino Rubino, ha preferito mettersi da parte per lasciare spazio ad altri. Al
termine di un ultimo incontro avuto ieri sera con i rappresentanti del gruppo
politico Insieme, infatti, ha ufficializzato la propria decisione di non
ricandidarsi a sindaco di Isola delle Femmine per le amministrative del 16 e 17
novembre prossimi. Nonostante i suoi sostenitori – si legge in una nota –
abbiano cercato di fargli cambiare idea, Rubino è rimasto fermo sulla scelta
che ormai maturava da tempo, e cioè quella di spendersi esclusivamente per
garantire al paese il cambiamento radicale di cui ha bisogno. Isola delle
Femmine – afferma Nino Rubino – ha bisogno di un ricambio generazionale, e
insieme al mio gruppo stiamo lavorando alla creazione di un nuovo soggetto
politico che possa raccogliere tutte le forze moderate e formare una squadra di
governo che possa rappresentare tutta la cittadinanza che soffre una reale
crisi di identita’ storica, sociale, economica e di legalità. Occorre dunque
nuova energia, entusiasmo e capacità di reazione immediata per invertire la
rotta ed iniziare con fermezza il risanamento del tessuto sociale e delle
finanze, nonché il ripristino della legalita’. Secondo Nino Rubino, il nuovo
candidato a sindaco deve avere la capacita’ e la forza di ascoltare tutte le
realta’ sane presenti nel territorio. Deve saper raccogliere tutte le istanze
degli operatori del mare per rilanciare il settore della pesca. Deve ripartire
– conclude – dalle origini del vecchio borgo marinaro, iniziare dalle cose piu’
semplici per creare una forte e solida base mirata a costruire un futuro
turistico per il paese. Ad Isola delle Femmine, si voterà dopo 2 anni esatti
dal decreto di scioglimento emanato dal Ministero degli Interni il 12 novembre
del 2012 che, per sospette infiltrazioni mafiose, ha fatto decadere il
Consiglio Comunale e la Giunta allora guidata dal sindaco Gaspare Portobello.
Esclusa l’ascesa in campo di Rubino, al momento sono soltanto in due a
contendersi la poltrona del palazzo di città: Giovanna Picone e Stefano
Bologna. Giovanna Picone, ha 52 anni, è ingegnere libero professionista che si
occupa di lavori pubblici, è sposata ed ha un figlio. Giovanna Picone è
palermitana ma villeggia ad Isola delle Femmine dal 1970. Si definisce
espressione del centro destra, ma a sostenere la sua candidatura sarà una lista
civica trasversale che sta già lavorando sul programma elettorale. Stefano
Bologna, già sindaco di Isola delle Femmine ininterrottamente dal 1993 al 2004
e vicesindaco, per circa 15 mesi, nella prima legislatura dell’ex primo
cittadino Gaspare Portobello, con cui ruppe ogni rapporto al punto di
candidarsi, come suo antagonista, alle amministrative del 2009, riuscendo a
guadagnare solo i 6 scranni dell’opposizione consiliare, ha 53 anni, è
funzionario della Banca Unipol, è sposato ed ha 3 figli. Politicamente si è
sempre definito “Orlandiano” e cioè – come lui stesso afferma – espressione libera
del centro sinistra come il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. I giochi,
comunque, non sono ancora fatti.










ISOLA DELLE FEMMINE ELEZIONI AMMINISTRATIVE 16 17 NOVEMBRE 2014 RUBINO CANDIDATO A SINDACO PER LA LISTA "INSIEME" SI RITIRA 



AIELLO, BOLOGNA, ELEZIONI 2014 A ISOLA DELLE FEMMINE, INCANDIDABILITA'.INFILTRAZIONI MAFIOSE, Napoleone, POMIERO, PORTOBELLO, RUBINO, 

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