Per dire NO all’uso del (combustibile derivato dai rifiuti) come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri a indicare sul contenitore se il , in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti.


Infatti, il ottenuto con il co-incenerimento di e combustibile fossile, diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica).





Inoltre, i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore.




Alle associazioni , , Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo e basta  quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrarie a ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo.




Al posto della combustione del si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia.




Dietro l’angolo ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l’autorizzazione del co-incenerimento del : questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare nei cementifici.


Caricato da isolapulita. - I nuovi video di oggi.

Altro elemento di distorsione nel funzionamento delle società d'ambito concerne la frequente e pressoché sistematica elusione delle regole di evidenza pubblica nella scelta delle imprese cui affidare i lavori, imprese spesso prive dei necessari requisiti di professionalità, caratterizzate da assunzioni clientelari, che in molti casi, come accertato dalla Commissione, hanno riguardato individui con pregiudizi penali, o legati da rapporti di parentela con soggetti pregiudicati.Le criticità di ordine economico finanziario degli ATO hanno quindi avuto ricadute gravissime nella gestione del ciclo dei rifiuti nella regione siciliana, contribuendo a determinare situazioni di altrettanto grave pregiudizio per la salubrità dell'ambiente e, quindi, la salute dei cittadini.
Relazione Commissione Parlamentare sui Rifiuti in Sicilia 6/10/10





martedì 11 marzo 2014

Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: Tirreno Power, la centrale si sta spegnendo "Potrà...

Abbiamo ricevuto il
messaggio con preghiera di pubblicazione 

Amici,Compagni,Cittadini
sono sconvolto
Anche questa mattina la
solita notizia : ” ….sai
  Maria la mamma
di ………. che abita
  di fronte a …….. gli
hanno detto che ha il CANCRO!!!!!!!!!!!...”
“Ma come? così
giovane?….”
“Si purtroppo è  una malattia che non perdona e non guarda
l’età, come è successo a ……………… la settimana scorsa  anche lui era giovane. Eppure!”
“Piuttosto, ma il nostro
amico  ha finito il ciclo di chemio
al  San Giovanni di Brescia?    è tornato?”


"E la moglie di..................è ancora in cura alla Maddalena? Pensa era ormai convinta di averlo sconfitto definitivamente questo mostro ma ecco che a distanza di anni si ritrova a dover ripercorrere questo calvario" 
Sono discorsi che   sempre più frequentemente  si sentono fare a Isola delle Femmine. 

Una volta c'era una sorta di vergogna di pudore, si preferiva non parlarne, si pensava a me non succederà  mai. 

Mai mi succederà! 
E poi?  

E poi, questo male oscuro stringe sempre più il suo cerchio,  i suoi tentacoli si allungano ed ecco "insinuarsi" nel "corpaccione" del  tuo conoscente e poi un amico di lavoro e poi    il vicino di casa e poi ..... e poi.... e poi ...suona prepotentemente alla porta del corpo di una tuo caro. 

E qui inizia il breve lungo calvario!!!!!!!!!
 
Un giorno si e l’altro
pure da qualche parte del paese o in qualche abitazione di Isola delle Femmine
si fanno questi discorsi. Non si sa da dove iniziare si è come impotenti si viene assaliti dalla disperazione.
Siamo un paesino di
settemila abitanti ci si conosce quasi tutti il solo udire  questi discorsi si viene assaliti da una
sorta di terrore e di impotenza. Ci si chiede: ….perchè? questo graduale lento
e sembra inesorabile aumento di queste “malattie” nella nostra Isola delle
Femmine ” 
Non mi sono di conforto
le chiacchierate con medici e farmacista della zona:  
“……negli ultimi anni a
Isola delle Femmine ……… oltre a forme 
di  neoplasie,  tumori o……ne sono un esempio  l’aumento della vendita di medicinali a
queste “MALATTIE oltre aila vendita dei tanti medicinali per la “cura” dei  casi di tiroidi  che colpiscono  non solo le donne purtroppo sono in aumento i casi
che colpiscono anche gli uomini
Ma soprattutto mi chiedo
da cosa derivano tutte queste malattie che stanno rendendo il paese di Isola
delle Femmine una sorta di “ospedale da campo” ?
Mi verrebbe facile
puntare il dito contro la Italcementi di Isola delle Femmine uno stabilimento
accerchiato da TANTISSIME civili abitazioni Scuole,Supermercati, Scuola della
prima infanzia, campo di calcio………..
Uno stabilimento quello
della Italcementi che usa come combustibile il MICIDIALE PETCOKE!
Da dove possiamo
iniziare? 

ITALCEMENTI 20 FEBBRAIO A.I.A. DECADUTA SIN DAL 18 LUGLIO 2010 PER INOSSERVANZA DELLE PRESCRIZIONI NON ADOZIONE DELLE B.A.T. di isolapulita


Tirreno Power, la centrale si sta spegnendo
"Potrà ripartire con tecnologie adeguate"

I sindacati chiedono un incontro con il Prefetto. C'è un nesso tra i decessi e le rilevazioni, secondo l'ordinanza. Non sarebbero stati rispettati limiti imposti dall'autorizzazione integrata ambientale sulle emissioni. La Regione Liguria: avevamo segnalato noi le inadempienze. Legambiente: avviare le riconversioni


Tirreno Power, la centrale si sta spegnendo "Potrà ripartire con tecnologie adeguate"











La centrale Tirreno Power di Vado Ligure 


La procura di Savona, che da tempo indaga sulle emissioni della centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure, ha chiesto ed ottenuto il sequestro dell' impianto. I carabinieri del Noe hanno infatti notificato ai dirigenti dell'impianto il sequestro, e si sono avviate le operazioni di spegnimento dei due gruppi a carbone che alimentano la centrale. Ci vorranno dalle 22 alle 26 ore perchè la centrale si fermi.


Il giudice per le indagini preliminari Fiorenza Giorgi ha deciso il sì alla richiesta della Procura. La richiesta è stata decisa in seguito alle verifiche che sono state effettuate dai consulenti del Ministero dell'Ambiente e della Procura. Dagli accertamenti svolti sarebbe emerso, in particolare, il mancato rispetto di alcuni limiti imposti dall'Autorizzazione integrata ambientale. Oltre al superamento di alcuni limiti imposti dall'Aia, il sequestro sarebbe scattato anche per l'assenza del "sistema di monitoraggio a camino", che avrebbe dovuto essere realizzato entro il 14 settembre dell'anno scorso.

Il gip Fiorenza Giorgi spiega nell'ordinanza che la centrale potrà ripartire dopo che si sarà messa in regola introducendo tecnologie adeguate.  


L'ordinanza. L'ordinanza con cui il gip ha disposto il sequestro della centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure parla di nesso di causalità tra le emissioni, le morti e le patologie. E la prova del disastro ambientale doloso con conseguenza sulla salute dei cittadini starebbe nella rarefazione dei licheni e nell'aumento delle malattie.


L'inchiesta. Sull'attività di Tirreno Power - nella cui proprietà è presente anche il Gruppo Sorgenia - sono aperti due filoni d'inchiesta, una per disastro ambientale e una per omicidio colposo. Risultano indagati per disastro ambientale Giovanni Gosio ex direttore generale, dimessosi alcune settimane fa, e il direttore dello stabilimento Pasquale D'Elia. Ci sarebbe anche un terzo indagato di cui non si conosce il nome.

Secondo la procura di Savona, i fumi della centrale hanno causato 442 morti tra il 2000 e il 2007. Per il procuratore Granero la centrale avrebbe causato anche "tra i 1700 e i 2000 ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari e 450 bambini sarebbero stati ricoverati per patologie respiratorie e attacchi d'asma tra il 2005 e il 2012".


Tre settimane fa la procura aveva acquisito un verbale dell'Ispra, l'Istituto superiore per la Protezione e la ricerca ambientale del ministero dell'Ambiente, redatto durante una visita di routine.

La posizione dell'azienda. L'azienda si è sempre difesa sostenendo che gli studi dei consulenti di parte hanno delle "criticità". "Non sono mai state sottoposte a un contraddittorio, non si comprende quale sia stato il metodo di valutazione di esposizione agli inquinanti.
Tale mancanza di chiarezza è accompagnata dall'assenza della doverosa analisi di robustezza, di sensitività e quindi di affidabilità globale del metodo adottato. Anche per questo motivo non si può affermare in concreto alcun nesso di causalità" tra morti, malattie ed emissioni. Secondo l'azienda, nelle perizie dei consulenti della procura mancherebbe anche lo studio della ricaduta a terra delle particelle inquinanti.

Sindacati: mantenere i posti di lavoro. "Abbiamo chiesto al Prefetto di convocare al più presto un incontro con l'azienda, la Regione, i due Comuni di Vado Ligure e Quiliano per capire meglio i contorni di questa vicenda e trovare una soluzione che consenta sia il mantenimento dei posti di lavoro sia il rispetto e la tutela dell'ambiente". Così Fulvia Veirana, segretaria della Camera del Lavoro della Cgil di Savona, a seguito del sequestro della centrale di Vado Ligure. "Tutte le aziende, compresa Tirreno Power - aggiunge Veirana - devono attenersi alle prescrizioni di legge. In caso contrario è giusto che vengano sanzionate.

Il punto è come costringere l'azienda a rispettare i limiti di emissioni imposti dalla legge, garantendo l'occupazione. Per questo chiediamo che azienda e istituzioni provino a costruire percorso condiviso per la tutela dell'ambiente e dei posti di lavoro. La centrale di Vado occupa 200 lavoratori diretti che, con l'indotto, arrivano a circa 700 unità. Non accettiamo il 'ricatto occupazionale' perchè in tutto il mondo ci sono centrali a carbone che funzionano senza rischi per l'ambiente o per la salute dei cittadini". Pino Congiu, segretario della Uiltec savonese, aggiunge che "abbiamo sollecitato l'azienda a fornire spiegazioni dettagliate sulle ragioni del sequestro. La situazione è complessa. Il vecchio piano industriale, che prevedeva un investimento di 1,3 miliardi di euro sugli impianti e per la copertura del parco a carbone, non è mai stato realizzato e poche settimane fa il nuovo direttore generale ha annunciato un nuovo piano entro giugno. Non vorremmo - conclude Congiu - che ci fosse una strategia di disimpegno degli azionisti sulla centrale"

La Regione: primi a segnalare.
 "Le inottemperanze e le inosservanze alle prescrizioni dell'Aia (l'autorizzazione ambientale integrata) che hanno motivato il provvedimento sono contenute in un verbale di Ispra dopo una visita fatta insieme con i tecnici di Arpal alla centrale. Il dipartimento Ambiente della Regione Liguria aveva già precedentemente inviato, fra l'altro, una serie di lettere al ministero dell'Ambiente, in cui si chiedeva di verificare l'esistenza di inadempienze ambientali sull'Aia stessa". Lo ha dichiarato l'assessore all'Ambiente della Regione Liguria Renata Briano, commentando la notizia della richiesta  di sequestro dell'impianto Tirreno Power da parte della Procura di Savona. 


Legambiente: riconvertire impianti
.“Il sequestro dell’impianto della Tirreno Power di Vado Ligure rappresenta un importante passo avanti nella lotta all’inquinamento ambientale e sanitario da anni denunciato in Liguria. Ora ci aspettiamo che la centrale a carbone di Vado Ligure venga riconvertita con progetti utili e sostenibili e che possa così diventare un esempio da seguire anche per gli altri impianti industriali vecchi e inquinanti presenti ancora in Italia, che arrecano solo danni all’ambiente e alla salute dei cittadini. Dall’altra parte è però necessario che ci sia un cambio di rotta nella politica energetica di questo Paese. È ora di dire basta ai sussidi per le fonte fossili e alle politiche a favore del carbone,
 bisogna invece optare per una politica energetica che guardi alle fonti rinnovabili e alla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio italiano”, così Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente commenta il sequestro dell’impianto a carbone di Vado Ligure


Video: TG1 
ISOLA DELLE FEMMINE LUNGO MARE PARCO  DELLA NATURA CEMENTERIA 


Lo stabilimento Italcementi di Isola delle Femmine è lì
dalla fine degli anni Cinquanta. Nel frattempo
intorno
allo stabilimento, è cresciuto un paese di oltre  7mila abitanti.


L’impianto si trova tra la ferrovia
Palermo-Punta Raisi e l’autostrada. Il Comune ha costruito delle case

popolari di fianco allo stabilimento. Di
fronte al  Cementificio è stato approvato un piano di lottizzazione con decine
di civili abitazioni. , supermercati, scuola della prima infanzia e scuola
media inferiore oltre a strutture sportive ed un posto di primo intervento
ospedaliero.  Sullo sfondo c’è l’isolotto
che dà il nome alla località: dal 1997 è una
Riserva naturale.






SCATTI  CHE  FOTOGRANO LA REALTA' QUOTIDIANA DEL TERRITORIO DI ISOLA DELLE FEMMINE E COMUNI LIMIITROFI........

I FUMI CHE INCOMBONO QUOTIDIANAMENTE SULLE  VITE DEI CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE ......

da anni speriamo che qualche altro occhio vigile li veda.... 

....e provveda a tutela di tutti noi CITTADINI di Isola delle Femmine 

Sicuramente... è tutto nella norma

Sicuramente... le emissioni provenienti dalla ITALCEMENTI ...

...SONO NEI LIMITI CONCESSI NEL DECRETO A.I.A.  693 2008...

...ANCHE SE AL DI SOPRA DELLE PRESTAZIONI PREVISTE DALLE MIGLIORI TECNOLOGIE DISPONIBILI..

MIGLIORI TECNOLOGIE DISPONIBILI. PREVISTE NEL DECRETO A.I.A. 693 2008 CHE LA ITALCEMENTI HA PENSATO BENE DI NON OTTEMPERARE

MA QUALCUNO....CONSIDERA O DOVREBBE AVER AVUTO LA LUNGIMIRANZA DI CONSIDERARE.......


CHE SOTTO TALI FUMI VIVONO, RESPIRANO E CRESCONO I NOSTRI FIGLI


 2008  07  29  
AMBIENTE: ASSESSORE SICILIA, OK REGIONE AD USO PETCOKE E' TEMPORANEO
Palermo, 29 lug. - (Adnkronos) - "L'onorevole Siragusa prima di diffondere notizie allarmanti avrebbe potuto richiedere copia del provvedimento autorizzativo e si sarebbe resa conto che l'assessorato all'Ambiente ha rilasciato un'autorizzazione temporanea con limiti all'emissione in atmosfera estremamente inferiori a quelli stabiliti dalla legge, ed in presenza di tutti i pareri favorevoli". L'assessore regionale all'Ambiente della Sicilia, Giuseppe Sorbello, rimanda al mittente le accuse lanciate dalla deputata del Pd, Alessandra Siragusa, che ha annunciato la presentazione di un'interrogazione alla Camera.
Al centro del provvedimento l'autorizzazione concessa dall'assessorato al Territorio e Ambiente della Regione siciliana all'impiego del petcoke come combustibile nella cementeria Italcementi di Isola delle Femmine (Palermo). Una decisione che l'esponente del partito di Veltroni giudica "pericolosa". L'assessore Sorbello precisa che si tratta di "un'autorizzazione temporanea integrata dai pareri della Provincia regionale di Palermo, dell'Agenzia regionale per i rifiuti e le acque, della Commissione provinciale per la tutela dell'Ambiente, dell'azienda Ausl, dell'Arpa provinciale di Palermo e del servizio 3 dell'assessorato al Territorio, con limiti di emissione in atmosfera al di sotto dei parametri stabiliti per legge''.
''Il provvedimento autorizzativo - aggiunge - impone la riconversione tecnologica dell'intero impianto secondo le migliori tecnologie presenti sul mercato. E impone - precisa Sorbello- entro 60 giorni dal rilascio dell'autorizzazione, lo sgombero dell'attuale sito di stoccaggio del petcoke dalla cava di Raffo Rosso e la bonifica e il ripristino ambientale della stessa area".

fonte della notizia: 



Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
DIRIGENTE GENERALE
Dott. Gaetano Gullo
 Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25 ottobre 2013


Regione Sicilia
1° Servizio VIA-VAS
dr. Giorgio D’Angelo
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25 ottobre 2013

Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
Dott.sa  Mariella Lo Bello
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25 ottobre 2013
FAX 091 7077963

IV Commissione Ambiente e Territorio
Assemblea Regionale Siciliana   
Onle Giampiero Trizzino
Piazza Indipendenza 21
90129 PALERMO
 FAX 091 7054564

Raccomandata R.R.
Anticipata via fax


Oggetto: Decadenza, per inosservanza prescrizioni,  decreto 693 18 luglio 2008

Il Sottoscritto Coordinatore del  Comitato Cittadino Isola Pulita con la presente intende ribadire  quanto dichiarato nel corso della riunione del Tavolo tecnico tenutosi presso il 1° Servizio VIA-VAS  di questo Assessorato, avente ad oggetto “Procedura A.I.A. Impianto IPPC ditta Italcementi S.p.a.”:
.
Considerato che la procedura di autorizzazione integrata ambientale, in particolare per I cementifici, ha diverse funzioni, quelle di maggior interesse sono le seguenti:

a) verifica puntuale delle autorizzazioni ambientali esistenti per ricondurle ad una unica autorizzazione tenendo conto del principio della applicazione della prevenzione e riduzione  dell’inquinamento, al fine di raggiungere l’obiettivo di un elevato  livello di protezione ambientale e della popolazione.

b) Verifica della applicazione delle migliori tecnologie disponibili (sulla base di linee guida redatte per conto della Commissione della Unione Europea ed a  livello nazionale) atte a ridurre gli impatti ambientali e, tenendo conto delle caratteristiche tecnologiche e la durata di vita tecnica dell’impianto, la previsione di prescrizioni atte a ricondurre l’impianto, ove necessario, a raggiungere prestazioni idonee entro tempi certi.

c) La fissazione di limiti emissivi per le diverse matrici ambientali di interesse (emissioni, scarichi, rumore, ecc) che tengano conto delle tecnologie disponibili e applicabili al caso in  esame ma anche delle caratteristiche ambientali della area limitrofa all’impianto. In tal caso possono essere prescritti limiti inferiori a quelli stabiliti dalle norme nazionali applicabili  all’impianto e anche limiti inferiori alle prestazioni ottenibili dall’applicazione delle  migliori tecnologie ove le criticità locali siano tali da renderle necessarie.

d) La individuazione di dettaglio di un programma di monitoraggio a cura del gestore e di un  programma di controllo da parte degli enti preposti che riguardi oltre al rispetto dei limiti  emissivi disposti anche le specifiche modalità gestionali prescritte e il rispetto concreto  delle migliori tecnologie disponibili individuate per l’impianto.

Preso atto dell’istanza presentata, dalla  Italcementi datati 3.11.2006,, contenente un progetto di modifica dell’impianto esistente ed ammodernamento tecnologico dell’impianto.

Preso atto  che in data 31.01.08 nella seduta della Conferenza dei  Servizi la Italcementi faceva richiesta di concessione dell’A.I.A. esclusivamente per l’utilizzo del pet-coke come combustibile nel vecchio impianto, escludendo così  il progetto di modifica dell’impianto che la Italcementi aveva presentato  il 3.11.2006

Preso atto che il 29 agosto 2008 la G.U.R.S. il decreto 693 del 18 luglio 2008 con cui il “Dirigente”  del 2° Servizio VIA-VAS Ing Vincenzo Sansone rilasciava l’autorizzazione Integrata Ambientale  alla Italcementi S.p.a.

Preso atto che il decreto 693 autorizzativo:

articolo 13 recita: “ Questo Assessorato, nella qualità di Autorità competente per l’AIA, provvederà ad effettuare una visita ispettiva presso l’impianto  congiuntamente con gli enti che hanno rilasciato parere in merito ai lavori oggetto, successivamente alla comunicazione di inizio dell’attività di produzione dell’impianto, al fine di verifica  la attuazione delle prescrizioni in fase di realizzazione dei lavori. La società Italcementi S.p.a. è onerata, i quella sede, a voler consegnare ad ogni ente intervenuto copia di progetto aggiornato con le previsioni delle suddette prescrizioni….”


articolo 7 recita: “subordinato al rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle competenti autorità intervenute  in sede di conferenze dei servizi ed indicate nei pareri sopra riportati, che fanno parte integrante e sostanziale del presente decreto. In particolare, dalla data di notifica del presente provvedimento dovranno essere osservate le prescrizioni relative all’applicazione delle migliori tecniche disponibili, dettate dai rappresentanti degli Enti preposti a rilasciare parere in conferenza di servizi decisoria qui di seguito riportate:……….”

articolo pag 6 5° capoverso recita “ E’ fatto obbligo all’azienda di procedere, entro 24 mesi dal rilascio della presente autorizzazione, alla conversione tecnologica (revamping) dell’impianto con il completo allineamento alle Migliori Tecniche Disponibili (M.T.D.) previste per il settore  cemento, al fine di ottenere un sostanziale miglioramento delle prestazioni ambientali per quanto riguarda l’abbattimento dei principali inquinanti (polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo). Nell’ambito dell’intervento di conversione tecnologica l’azienda è in ogni caso tenuta a realizzare un sistema di abbattimento delle  polveri che garantisca, per il forno di cottura (attualmente camino E35), un livello emissivo inferiore a 15 mg/Nm3 (media oraria).……….”

Visto  l’atto d’invito e diffida  a provvedere con istanza in autotutela, inviato con Raccomandata  R.R. 14344889362-1  del 21-03-2011 al 2° Servizio VIA-VAS  Assessorato TT.AA. Atto a tutt’oggi rimasto inevaso.
Considerato che alla data della presente sono ampiamente decorsi i termini (24 mesi) di adeguamento alle prescrizioni imposte alla Italcementi S.p.a., con il decreto n.693 del 18 luglio 2008 emesso dall’Assessorato Regionale Territorio Ambiente senza che risulti  realizzato alcun intervento volto ad uniformarsi alle previsioni della predetta Autorizzazione Integrata Ambientale.
Considerato che tale condotta comporta una grave responsabilità per Italcementi S.p.a. che continua ad utilizzare un impianto altamente inquinante e nocivo per la salute dei Cittadini, ma è foriero di responsabilità anche per l’Amministrazione regionale per i suoi agenti che rimanendo inerti sono solidamente responsabili con l’Italcementi S.p.a., per i danni alla salute dei cittadini;
Considerato che non risulta che l’amministrazione abbia effettuato alcun controllo in ordine all’adempimento delle prescrizioni imposte nei termini previsti dall’A.I.A., nonostante che in data 18.1.2011 è stata comunicata all’amministrazione regionale una situazione di emergenza ambientale relativa a notevoli e pericolose esalazioni di fumo provenienti dalla cementerai e che di tale emergenza è stata informata l’autorità giudiziaria;
Considerato che ogni ulteriore inerzia da parte dell’amministrazione regionale appare foriera di gravi responsabilità per la stessa e , specialmente dei suoi agenti per i gravi pericoli che corre la comunità locale in particolare i cittadini che risiedono a ridosso del cementificio;
Considerato che la tutela della salute e dell’ambiente costituiscono interessi pubblici sensibili,con valore primario e prevalente che obbliga l’amministrazione ad una maggiore sensibilità in ordine alle attività di controllo nel caso di pericolo;
Tutto quanto sopra premesso e considerato

 Questo Comitato Cittadino Isola Pulita sollecita gli  Enti in indirizzo, per le competenze che la legge affida loro, a voler provvedere con urgenza a sospendere e/o revocare l’Autorizzazione Integrata Ambientale di cui al decreto n 693 del 18 luglio 2008, per il mancato adeguamento alle prescrizioni imposte nel termine previsto dalla stessa  e/o per gli altri motivi che l’autorità che legge la presente vorrà verificare a seguito di adeguato ed idoneo controllo sulla documentazione e sull’impianto oggetto dell’A.I.A.



Comitato Cittadino Isola Pulita
Giuseppe Ciampolillo
Via Sciascia 13
90040 Isola delle Femmine


Per maggiori informazioni si trovano sui siti del Comitato Cittadino Isola Pulita:






ITALCEMENTI ISOLA DELLE FEMMINE Interrogazione a 


risposta scritta 4-03034 MANNINO Claudia 21 dicembre 2013, 


seduta n. 143



Camera, interrogazione a risposta scritta   di Claudia MANNINO (M5S)
il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 attribuisce al Ministero della Salute le funzioni spettanti allo Stato, in materia di tutela della salute umana, di tutela della salute nei luoghi...

                     presentato il: 21/12/2013
                      
Atto Camera  

   

 Interrogazione a risposta scritta 4-03034 presentato da MANNINO Claudia testo di Sabato 21 dicembre 2013, seduta n. 143  

 MANNINO. — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:   


il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 attribuisce al Ministero della Salute le funzioni spettanti allo Stato, in materia di tutela della salute umana, di tutela della salute nei luoghi di lavoro e di igiene e di sicurezza degli alimenti;   

 lo stesso decreto legislativo stabilisce che il Ministero della Salute svolge le funzioni di competenza statale concernenti la tutela della salute umana anche sotto il profilo ambientale, nonché il monitoraggio della qualità delle attività sanitarie regionali;   

 a seguito di sopralluoghi effettuati dalle competenti autorità il 6 dicembre 2005 risultava che la «cementeria di Isola delle Femmine», sita nel comune di Isola delle Femmine, utilizzasse come combustibile, per i propri impianti di produzione, il petcoke senza avere ottenuto alcuna autorizzazione;   

 a seguito di un atto di diffida della regione siciliana, il gestore dell'impianto ha presentato, in data 3 novembre 2006, un'istanza per ottenere l'Autorizzazione Integrata Ambientale necessaria a realizzare un progetto di conversione tecnologica degli impianti produttivi (revamping);   

 nel corso del procedimento autorizzatorio, il soggetto gestore ha chiesto il rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale, esclusivamente per l'impianto esistente includendo il coke di petrolio tra i combustibili utilizzati, impegnandosi a ripresentare una richiesta di autorizzazione per la realizzazione del progetto di conversione tecnologica dell'impianto, dopo aver acquisito il necessario giudizio di compatibilità ambientale per la realizzazione delle opere previste nello stesso progetto;   


 con decreto del responsabile del servizio n. 693 del 18 luglio 2008, è stata rilasciata alla società italcementi SpA l'autorizzazione integrata ambientale per l'impianto esistente «cementerà di Isola delle Femmine», sito nel comune di Isola delle Femmine, che consente l'impiego del coke di petrolio tra i combustibili autorizzati;   


 l'articolo 6 del decreto n. 693 del 2008 stabilisce che «il provvedimento definitivo sarà subordinato alle risultanze della visita di collaudo», in seno alla quale gli enti preposti al controllo potranno, se ritenuto necessario, modificare le condizioni e le prescrizioni autorizzative, stabilite dall'articolo 7 dello stesso decreto n. 693 del 2008;   

 l'articolo 7 del decreto n. 683 del 2008 elenca, dettagliatamente, le condizioni e le prescrizioni che devono essere rispettate relativamente al recupero dei rifiuti come materie prime, ai limiti di emissione, alla conversione tecnologica dell'impianto, all'uso dei combustibili e ai consumi energetici, al trattamento dei rifiuti prodotti e infine alle attività di monitoraggio, stabilendo che l'efficacia dell'Autorizzazione Integrata Ambientale «viene subordinata al rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle competenti autorità intervenute in sede di conferenza di servizi», e che a far data dalla notifica del provvedimento «dovranno essere osservate le prescrizioni relative all'applicazione delle migliori tecniche disponibili, dettate dai rappresentanti degli Enti preposti a rilasciare parere in conferenza di servizi decisoria» riportate dettagliatamente nello stesso decreto;   

 tra le prescrizioni relative all'impianto, fissate dal Decreto 683/2009, all'articolo 7, è stato inserito l'obbligo, per il gestore, di procedere – entro 24 mesi dal rilascio dell'autorizzazione – alla conversione tecnologica (il cosiddetto revamping) dell'impianto con il completo allineamento delle migliori tecniche disponibili (M.T.D.) per la produzione del cemento, al fine di ottenere un sostanziale abbattimento dei principali inquinanti: polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo;   

 a distanza di più di 5 anni dal rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale, la conversione tecnologica dell'impianto, prescritta dall'articolo 7 del decreto n. 683 del 2009, non è stata realizzata;   

 non risulta che l'amministrazione competente al rilascio dell'AIA abbia effettuato alcun controllo in ordine all'effettivo adempimento, da parte del soggetto gestore, alle prescrizioni dettagliatamente elencate nel decreto n. 683 del 2009, nonostante – in data 18 gennaio 2011 – sia stata comunicata all'amministrazione regionale e all'autorità giudiziaria una situazione di emergenza ambientale relativa a notevoli e pericolose esalazioni di fumo provenienti dalla cementeria;   

 nel comune di Isola delle Femmine, in provincia di Palermo, continua, dunque, ad operare un impianto per la produzione del cemento, che non utilizza le tecnologie disponibili per conseguire un effettivo abbattimento delle emissioni inquinanti: polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo;   

 la mancata ottemperanza alle prescrizioni fissate nel provvedimento di rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale – e in particolare a quella concernente l'obbligo di adeguamento tecnologico dell'impianto esistente – non costituisca una grave minaccia per la salute pubblica stante la stessa collocazione dell'impianto rispetto ai centri abitati circostanti –:   

 quali elementi disponga in merito alla situazione e ai fatti esposti;   
 se intenda assumere iniziative al fine di tutelare la salute delle comunità che abitano nel territorio interessato dalle emissioni inquinanti connesse al funzionamento della cementeria di Isola delle Femmine. (4-03034) 









La guerra del cemento, 4 anni di battaglie infuocate nella Bassa Padovana

di Alice Cavicchioli


MONSELICE 13 Feb - Monselice, provincia di Padova. Qui, nel 2010, comincia una storia che oggi, dopo 4 anni, non è ancora finita, e che lascia dietro di sé una ferita profonda, aperta fra gli abitanti che le cronache hanno diviso in ambientalisti da un lato e lavoratori dall’altro, ma che di fatto non sono nient’altro che cittadini, stretti nella morsa di una battaglia che li ha messi gli uni contro gli altri.







A innescare la miccia è il revamping di Italcementi, un progetto di ristrutturazione presentato da una delle tre cementerie che – con una concentrazione che non ha eguali in Europa – insistono nell’area dei Colli Euganei tutte nel raggio di 5 chilometri. Sul piatto c’è un investimento da 160 milioni di euro che prevede anche una torre di preriscaldo alta 110 metri, poi scesi a 89, e la garanzia di occupazione per i lavoratori. Senza il revamping gli operai rischiano il posto e dunque sostengono compatti la sua attuazione.









comitati “E noi?” e “Lasciateci respirare”, supportati da una buona fetta di cittadini, associazioni e un inaspettato fronte trasversale composto da molte amministrazioni del territorio, nell’opera vedono invece uno sfregio ambientale nel cuore del Parco Colli e temono da parte della cementeria l’utilizzo di rifiuti come combustibile, con conseguenti rischi sanitari per la popolazione. La produzione di cemento nel 2010 è già in forte calo e il sospetto dei comitati è che l’industria punti sull’uso di materiale di scarto per abbattere i costi nel quadro di un mercato in declino. La popolazione convive dagli anni ’50 con tre attività industriali classificate come insalubri di 1° classe.









La situazione della Bassa è percepita “a rischio” da molti, e proprio da un approfondimento sulle vicende di questo territorio nasce anche il documentario “Nel mio giardino” (dal quale sono state tratte le immagini per questo servizio), realizzato da Cristian Cesaro, Fabio Lessio, Santo Bruno e davide Donnola. I dati epidemiologici dell’Usl 17 sull’incidenza dei tumori nell’area dimostrano un tasso di mortalità che rientra nella media degli altri Comuni, ma per Francesco Miazzi, portavoce del comitato “Lasciateci respirare”, il rapporto non è rassicurante come sembra: “Se è vero che la mortalità è nella media - e questo anche grazie ai progressi medici - il numero delle persone che si ammalano invece è in aumento” sottolinea Miazzi, che a Monselice è anche consigliere comunale.









“Quello che non hanno voluto tirare fuori – sostiene – sono i numeri, tratti dallo stesso documento e relativi al tasso di patologie respiratorie registrate nell’Usl 17”: affetti da insufficienza respiratoria e malati cronici di asma qui sarebbero risultati molto più numerosi rispetto alla tendenza regionale.




Sul fronte opposto ci sono i lavoratori della cementeria che temono per il loro avvenire. La crisi preme, e lo spettro della disoccupazione avanza.









Si può scegliere tra la salute e il lavoro? Fra il bene dei singoli nell’immediato e il bene di una comunità nel suo futuro? Sono domande davanti alle quali un cittadino non dovrebbe mai trovarsi, le stesse che hanno finito per spaccare la popolazione, dividendola proprio su ciò che la dovrebbe unire, cioè il destino del proprio territorio.














Comincia una battaglia legale che vedrà due sentenza del Tar bocciare il revamping. Parallelamente la procura di Padova mette sotto inchiesta il sindaco di Monselice Francesco Lunghi e l’allora presidente del Parco Colli Chiara Matteazzi, favorevoli al revamping. Le indagini condotte dai carabinieri del Noe di Venezia arrivano ad ipotizzare i reati di corruzione e abuso di ufficio volti a garantire l’approvazione e la realizzazione del progetto. Lo stesso Tar del Veneto, nel maggio del 2012, nell’annullare l’autorizzazione paesaggistica rilasciata dall’Ente Parco Regionale dei Colli Euganei e la delibera della giunta provinciale con cui si era espresso il parere di compatibilità ambientale favorevole, dispone la trasmissione degli atti alla Procura ritenendo “necessario che essa verifichi se l’illegittimo rilascio dell’autorizzazione paesaggistica impugnata abbia comportato la commissione di reati”.









Seguono due anni di indagini con tanto di intercettazioni e pedinamenti. Il sospetto dei carabinieri è che i ripensamenti di vari amministratori pubblici prima contrari e poi favorevoli al progetto Italcementi “si affiancasse a situazioni di favore come compensi e nuovi incarichi”. Ma il 20 dicembre 2013 il sostituto procuratore, pur sottolineando la condotta “non del tutto chiara” degli indagati, chiede l’archiviazione del caso in assenza di elementi idonei a esercitare l’azione penale. I comitati si oppongono e la decisione, ad oggi, è quindi affidata al gipNel frattempo il Consiglio di Stato, a fine 2012, ha ribaltato anche la seconda sentenza del Tar. Italcementi può, dunque, fare il revamping.









Ma il progetto, con la crisi del cemento al suo apice, è ormai tramontato. La colpa, per il sindaco Lunghi e il suo vice, è dei comitati, di chi si è opposto, tanto da annunciare contro di loro una class action. Eppure, perfino il sindacato, che rappresenta i lavoratori, non attribuisce ai comitati la retromarcia sul revamping, ma alla crisi del settore e alle mutazioni del mercato.









Perché allora questa class action? Francesco Miazzi tira in ballo l’imminente campagna elettorale per il comune di Monselice e parla di “ennesimo tentativo intimidatorio”. Intanto, i forni del cementificio si spengono, lo stabilimento dopo essere stato “declassato” a centro di macinazione, a fine gennaio di quest’anno viene chiuso e al termine di una vertenza sindacale condotta in un clima esacerbato su ogni fronte, i sindacati ottengono per tutti i lavoratori la cassa integrazione straordinaria per almeno due anni, potenzialmente rinnovabile per altri due. Nel frattempo la speranza è che la politica ricomponga ciò che ha diviso, disegnando per Monselice e per la Bassa Padovana strade di sviluppo alternative.

 
13 febbraio 2014






ITALCEMENTI SOPRALLUOGHI ARPA 2009 NON E' STATA PRESENTATA ISTANZA A.I.A. VEDI 693 OBBLIGO REVAMPING PAG 4






LA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE INQUINA?


La Italcementi di Isola delle Femmine inquina? di isolapulita










PIETRO TOLOMEO DIRIGENTE GENERALE DECRETO 155 29 GENN 2009
CONTRATTO ING NATALE ZUCCARELLO NOMINA DIRIGENTE RESPONSABILE 2 VIA VAS A.IA
ITALCEMENTI DECRETO 693 18 LUGLIO 2008



TOLOMEO PIETRO NOMINA SANSONE DIRIGENTE 2
SERVIZIO VIA VAS A PARTIRE DAL 17 DICEMBRE 2008 DOPO  CINQUE MESI DALLA FIRMA COME RESPONSABILE DEL 2° SERVIZIO VIA VAS   DECRETO CONCESSORIO  A.I.A. ALLA ITALCEMENTI DEL
LUGLIO 2008 









 

A.I.A. ITALCEMENTI 693 2008, ANZA', GULLO, I PETROLIERI VOGLIONO LA DEROGA SULLE EMISSIONI, interlandi, RAFFINERIE, Sansone, Tolomei, zuccarello,MONSELICE,REVAMPING

RAFFINERIE, I PETROLIERI VOGLIONO LA DEROGA SULLE EMISSIONI





 “L’uso del petcoke fa paura: a meno di un chilometro dalle case. La Regione deve revocare l’Aia. Le carte subito in Procura”.





Revamping Italcementi, indagini da due anni su Lunghi e Matteazzi «E buona parte dei fondi proviene da Italcementi»





A.I.A. ITALCEMENTI 693   2008, ANZA', GULLO,Interlandi, MONSELICE, RAFFINERIE, REVAMPING, SANSONE, TIRRENO POWER, Tolomei, VADO  LIGURE, Zuccarello, SORBELLO,SIRAGUSA,TOLOMEO,SANSONE,MANISCALCO,AMMONIACA,ZOLFO



ITALCEMENTI ISOLA DELLE FEMMINE SOSTANZE ODORIGENE NELLE EMISSIONI INQUINANTI 




ITALCEMENTI ISOLA DELLE FEMMINE  SPERIAMO CHE I CITTADINI SE LA CAVINO ...............................

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