Per dire NO all’uso del (combustibile derivato dai rifiuti) come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri a indicare sul contenitore se il , in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti.


Infatti, il ottenuto con il co-incenerimento di e combustibile fossile, diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica).





Inoltre, i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore.




Alle associazioni , , Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo e basta  quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrarie a ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo.




Al posto della combustione del si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia.




Dietro l’angolo ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l’autorizzazione del co-incenerimento del : questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare nei cementifici.


Caricato da isolapulita. - I nuovi video di oggi.

Altro elemento di distorsione nel funzionamento delle società d'ambito concerne la frequente e pressoché sistematica elusione delle regole di evidenza pubblica nella scelta delle imprese cui affidare i lavori, imprese spesso prive dei necessari requisiti di professionalità, caratterizzate da assunzioni clientelari, che in molti casi, come accertato dalla Commissione, hanno riguardato individui con pregiudizi penali, o legati da rapporti di parentela con soggetti pregiudicati.Le criticità di ordine economico finanziario degli ATO hanno quindi avuto ricadute gravissime nella gestione del ciclo dei rifiuti nella regione siciliana, contribuendo a determinare situazioni di altrettanto grave pregiudizio per la salubrità dell'ambiente e, quindi, la salute dei cittadini.
Relazione Commissione Parlamentare sui Rifiuti in Sicilia 6/10/10





venerdì 22 febbraio 2013

Smog, chiesto giudizio per Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo


COINVOLTI ANCHE SETTE ASSESSORI REGIONALI ALL'AMBIENTE

Smog, chiesto giudizio per Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo


Redazione
Smog, chiesto giudizio per Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo
Il pm della Procura di Palermo Geri Ferrara ha chiesto il rinvio a giudizio per l'ex presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, il suo predecessore Salvatore Cuffaro e sette assessori regionali all'Ambiente che si sono succeduti tra il 2003 e il 2010. L'ipotesi che oggi il pm ha sottoposto al Gup Marina Petruzzella è di omissione di atti d'ufficio, per non avere adottato i provvedimenti necessari a limitare la diffusione dello smog nelle principali città siciliane. Gli amministratori non avrebbero dunque adottato misure per contrastare lo smog, nonostante fossero a conoscenza dei dati allarmanti sulla qualità dell'aria. Gli assessori coinvolti sono Mario Parlavecchio, Francesco Cascio, Rossana Interlandi, Giuseppe Sorbello, Mario Milone, Giovanni Di Mauro e Calogero Sparma.
I livelli del biossido di azoto avrebbero oltrepassato il limite annuale per la protezione della salute umana a Palermo tra il 2002 e il 2009, a Caltanissetta e Gela tra il 2007 e il 2009, a Catania tra il 2003 e il 2009 a Messina nel 2008 e nel 2009 e a Siracusa negli anni 2007 e 2009. 
I difensori parleranno alla prossima udienza, prevista per il 14 marzo. Secondo l'accusa, la mancata adozione dei piani regionali di contrasto alla diffusione dello smog avrebbe fatto sì che venisse compromessa la salute dei cittadini. In un altro processo, celebrato a Palermo contro l'ex sindaco del capoluogo siciliano, Diego Cammarata, gli imputati erano stati assolti, perché avevano dimostrato di avere adottato misure come i divieti di sosta antismog, le targhe alterne, le zone a traffico limitato, e i giudici avevano ritenuto che, anche se i livelli di smog e sostanze nocive non erano calati, ciò non era avvenuto per colpa degli imputati. Nello stesso senso si è pronunciata finora la prevalente giurisprudenza in Italia.












































CASCIO, Ciampolillo, Cuffaro, FERRARA, GENCHI, Interlandi, Lombardo, Milone, PIANO ARIA REGIONE SICILIA, SANSONE,ZUCCARELLO, SORBELLO, SPARMA, TOLOMEO, 

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