Per dire NO all’uso del (combustibile derivato dai rifiuti) come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri a indicare sul contenitore se il , in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti.


Infatti, il ottenuto con il co-incenerimento di e combustibile fossile, diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica).





Inoltre, i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore.




Alle associazioni , , Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo e basta  quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrarie a ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo.




Al posto della combustione del si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia.




Dietro l’angolo ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l’autorizzazione del co-incenerimento del : questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare nei cementifici.


Caricato da isolapulita. - I nuovi video di oggi.

Altro elemento di distorsione nel funzionamento delle società d'ambito concerne la frequente e pressoché sistematica elusione delle regole di evidenza pubblica nella scelta delle imprese cui affidare i lavori, imprese spesso prive dei necessari requisiti di professionalità, caratterizzate da assunzioni clientelari, che in molti casi, come accertato dalla Commissione, hanno riguardato individui con pregiudizi penali, o legati da rapporti di parentela con soggetti pregiudicati.Le criticità di ordine economico finanziario degli ATO hanno quindi avuto ricadute gravissime nella gestione del ciclo dei rifiuti nella regione siciliana, contribuendo a determinare situazioni di altrettanto grave pregiudizio per la salubrità dell'ambiente e, quindi, la salute dei cittadini.
Relazione Commissione Parlamentare sui Rifiuti in Sicilia 6/10/10





giovedì 29 novembre 2012

Caro Signor "Sindaco" Prof Gaspare Portobello: RELAZIONE PREFETTIZIA DELLACOMMISSIONE DI ACCESSO ...

RELAZIONE PREFETTIZIA DELLACOMMISSIONE DI ACCESSO AGLI ATTI AL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE E DECRETOPRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE  (PDF)







IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

  Considerato che nel comune di Isola delle Femmine (Palermo)  gli organi   elettivi   sono   stati   rinnovati   nelle consultazioni amministrative del 6 e 7 giugno 2009;
  Considerato che dall'esito di approfonditi accertamenti sono emersi collegamenti diretti ed indiretti tra componenti del  consesso  e  la criminalita' organizzata locale;
  Ritenuto che la permeabilita' dell'ente ai condizionamenti  esterni della criminalita'  organizzata  arreca  grave  pregiudizio  per  gli interessi della collettivita' e determina lo svilimento e la  perdita di credibilita' dell'istituzione locale;
  Ritenuto che, al fine di porre rimedio  alla  situazione  di  grave inquinamento e deterioramento dell'amministrazione comunale di  Isola delle Femmine, si rende necessario far luogo  allo  scioglimento  del consiglio comunale e disporre il  conseguente  commissariamento,  per rimuovere tempestivamente gli effetti pregiudizievoli per l'interesse pubblico ed assicurare il risanamento dell'ente locale;
  Visto l'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
  Vista la proposta del Ministro dell'interno, la  cui  relazione  e' allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante;
  Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata  nella riunione del 9 novembre 2012 alla quale e' stato debitamente invitato il Presidente della Regione Siciliana;

                              Decreta:
                              
Art. 1 
  Il consiglio comunale di Isola delle Femmine (Palermo)  e'  sciolto
per la durata di diciotto mesi.                         
Art. 2
  La gestione  del  comune  di  Isola  delle  Femmine  (Palermo),  e'
affidata alla commissione straordinaria composta da:
    dott. Vincenzo Covato - viceprefetto a riposo;
    dott.ssa Matilde Mule' - viceprefetto aggiunto;
     dott. Guglielmo Trovato - dirigente di II fascia.            
Art. 3 
 
  La commissione straordinaria per la  gestione  dell'ente  esercita, fino all'insediamento degli organi ordinari  a  norma  di  legge,  le attribuzioni spettanti al  consiglio  comunale,  alla  giunta  ed  al sindaco nonche' ogni altro potere ed incarico connesso alle  medesime cariche. 
    Dato a Roma, addi' 12 novembre 2012 
 
                             NAPOLITANO 
 
 
                                Monti, Presidente del  Consiglio  dei
                                Ministri 
                                Cancellieri, Ministro dell'interno 
 
Registrato alla Corte dei conti il 16 novembre 2012 
Registro n. 7, interno foglio n. 185 

http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2012-11-29&task=dettaglio&numgu=279&redaz=12A12433&tmstp=1354221071377

ERA IL 26 APRILE DI QUESTO ANNO  QUANDO LUI DICHIARA 

CHE...




3) Sono disposta a vendere una delle mie ville per disporre dei fondi necessari a impedire il successo delle liste avversarie da quella di Portobello (scarica in pdf) 

5) SCIOLTO PER INFILTRAZIONI MAFIOSE IL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE (scarica in pdf) 

6) “S” maggio 2012 L’ISPEZIONE A ISOLA DELLE FEMMINE ecco LE CARTE DELLO SCONTRO (scarica in pdf) 

  

lunedì 19 novembre 2012

PROCEDURA D'URGENZA Mafia a Isola delle Femmine Il prefetto invia subito tre ispettori





PROCEDURA D'URGENZA

Mafia a Isola delle Femmine Il prefetto invia subito tre ispettori




Lunedì 19 Novembre 2012 - 11:44 

Secondo  il prefetto di Palermo, ci sono "motivi di urgente necessità che impongono un immediato intervento per impedire ogni ulteriore inquinamento amministrativo". Da qui la decisione di inviare i commissari senza aspettare il decreto del Capo dello Stato. L'ex sindaco Gaspare Portobello (nella foto) farà ricorso.


L'ex sindaco di Isola delle Femmine, Gaspare Portobello
L'ex sindaco di Isola delle Femmine, Gaspare Portobello
PALERMO - “Sussistono motivi di urgente necessità che impongono un immediato intervento dello Stato, volto ad impedire ogni ulteriore deterioramento e inquinamento della vita amministrativa e democratica dell'Ente”.

Il prefetto di Palermo Umberto Postiglione ha deciso di non aspettare che la Presidenza della Repubblica formalizzasse lo scioglimento del comune di Isola delle Femmine. E ha inviato "in via d'urgenza" tre commissari straordinari: Vincenzo Covato, Matilde Mule e Guglielmo Trovato. D'ora in poi spetta loro il compito di gestire l'amministrazione e recidere le infiltrazioni mafiose che hanno fatto scattare l'azzeramento del Consiglio comunale e della giunta guidata dal sindaco Gaspare Portobello.

Gli ispettori inviati dalla Prefettura per mesi hanno spulciato deliberi e atti. Ne è venuto fuori un quadro di pericolose connivenze fra l'Amministrazione e uomini che gravitano negli ambienti di Cosa nostra. Connivenze che sarebbero state sfruttate anche per ottenere licenze edilizie.

L'ex primo cittadino Gaspare Portobello, che difende il suo operato, ha già annunciato che farà ricorso contro lo scioglimento deciso dal Consiglio dei ministri. Intanto ha dovuto fare posto ai tre commissari prima ancora che si completasse l'iter procedurale che prevede prima la firma del decreto da parte del capo dello Stato e poi la registrazione alla Corte dei Conti.
Ultima modifica: 19 Novembre ore 11:48




ATTI DELIBERATI DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI

 

4

ISOLA DELLE FEMMINE INSEDIATISI I COMMISSARI STRAORDINARI AL COMUNE  



RAVVISATA la sussistenza di motivi di urgente necessità che impongono un immediato intervento dello stato, volto ad impedire, nelle more delle procedure per l’adozione del formale provvedimento di scioglimento da parte del Presidente della repubblica, ogni ulteriore deterioramento ed inquinamento della vita amministrativa e democratica dell’Ente Locale;……..



09/11/2012InternoDECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: Scioglimento del Consiglio comunale di Isola delle Femmine (PA), a norma dell'articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

domenica 18 novembre 2012

Gioacchino Genchi: "Usare i cementifici per bruciare i rifiuti? Scelta folle"


PARLA IL DIRIGENTE CHE CONTRASTÒ I TERMOVALORIZZATORI

Gioacchino Genchi: "Usare i cementifici per bruciare i rifiuti? Scelta folle"

Gioacchino Genchi al convegno Ecomafia, new business
18 novembre 2012 - Una scelta folle e pericolosa che mette a rischio la salute dei lavoratori e di tutti i cittadini. Per questi motivi dobbiamo contrastare ogni progetto di utilizzare i rifiuti come combustibile nei cementifici”. Queste le parole di Gioacchino Genchi sulla legge regionale numero 9 dell’ 8 aprile 2010 sulla ‘Gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti contaminati’. Genchi è il dirigente regionale che quando era in servizio all’assessorato regionale all’Ambiente si è battuto contro la realizzazione della costruzione dei termovalorizzatori voluti dall’allora governatore Totò Cuffaro.
Genchi, ospite ieri del convegno ‘Ecomafia, new business’, organizzato nell’ex casa del boss Tano Badalamenti a Cinisi dall’associazione Peppino Impastato, ha detto che parte della legge regionale sulla gestione integrata dei rifiuti che prevede di bruciare il cdr (combustibile derivato dai rifiuti) nei forni dei cementifici è “un concetto antitetico alle buone pratiche e alla raccolta differenziata”.
Il dirigente regionale ha inoltre spiegato che la previsione di raggiungere entro la fine del 2013, come prevede la legge, il 45% di raccolta differenziata è impensabile per quello che è la situazione attuale in Sicilia.
Genchi ha espresso criticità anche sulla volontà del legislatore siciliano, sostituendo gli Ato (Ambiti territoriale ottimali) con le Srr (Società di regolamentazione del servizio di raccolta), di mantenere il modello della società di capitali per l’esercizio delle funzioni connesse alla gestione integrata dei rifiuti.
“Lo sfruttamento energetico dei rifiuti – ha aggiunto il dirigente regionale – ha costituito la linea guida dell’affarismo più cinico che, a discapito della salute umana, ha imposto con la forza politica e mediatica il nefasto modello di ciclo integrato, che pretende di armonizzare concetti tra loro contrapposti quali il recupero della materia ed il recupero dell’energia dalla materia”.
Per Genchi la soluzione per il recupero energetico è “progettare e realizzare la filiera dei materiali per il riciclo e il recupero totale della materia, privilegiando la raccolta pulita dell’umido da utilizzare in agricoltura e aprire a nuove opportunità economiche e sociali nelle quali i cittadini, oggi relegati al ruolo di ‘consumatori passivi’ e ‘produttori di rifiuti’, recuperino la propria dignità di cittadini attivi, padroni del proprio futuro”.

venerdì 16 novembre 2012

ISOLA DELLE FEMMINE INSEDIATISI I COMMISSARI STRAORDINARI AL COMUNE

ISOLA DELLE FEMMINE INSEDIATISI I COMMISSARI STRAORDINARI AL COMUNE  


RAVVISATA la sussistenza di motivi di urgente necessità che impongono un immediato intervento dello stato, volto ad impedire, nelle more delle procedure per l’adozione del formale provvedimento di scioglimento da parte del Presidente della repubblica, ogni ulteriore deterioramento ed inquinamento della vita amministrativa e democratica dell’Ente Locale;……..
09/11/2012InternoDECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: Scioglimento del Consiglio comunale di Isola delle Femmine (PA), a norma dell'articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: Scioglimento del Consiglio comunale di Isola delle Femmine

09/11/2012InternoDECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: Scioglimento del Consiglio comunale di Isola delle Femmine (PA), a norma dell'articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

martedì 13 novembre 2012

RIFIUTI ISOLA DELLE FEMMINE ATO PA 1 liquidazione del corrispettivo DOVUTO ALLA SERV COMUN INTEGRATI RSU GESTIONE RIFIUTI MESI SETT OTT NOVE 2012


Liquidazione acconto ONORARIO AVV FABIO MARINO CONFERIMENTO INCARICO PER RISCOSSIONE DEI CREDITI INSOLUTI ACQUEDOTTO


CONRTE DEI CONTI BILANCIO 2008 MULTE DEBITI ATO PATTO DI STABILITA delibera 174 2008


ISOLA DELLE FEMMINE CORTE DEI CONTI BILANCIO 2008 DEBITI ATO PATTO STABILITA INFRAZIONI STRADALI


ISOLA DELLE FEMMINE CORTE DEI CONTI BILANCIO 2008 DEBITI ATO PATTO STABILITA INFRAZIONI STRADALI


venerdì 9 novembre 2012

ISOLA DELLE FEMMINE IL MINISTRO SCIOGLIE IL CONSIGLIO COMUNALE LA KUPOLA DELLA POLITIKA A ISOLA DELLE FEMMINE



ISOLA DELLE FEMMINE IL MINISTRO SCIOGLIE IL CONSIGLIO COMUNALE


Consiglio dei Ministri n.53

Su proposta del Ministro dell’interno, il Consiglio dei Ministri ha sciolto

Il Consiglio Comunale di Isola delle Femmine, dopo l’insediamento  della Commissione governativa per l’accesso agli atti del 26 aprile scorso, viene sciolto per le infiltrazioni della criminalità organizzata.
Nei prossimi giorni il decreto sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.





Mafia, il governo scioglie il comune di Isola delle Femmine

Dopo Salemi e Racalmuto il municipio palermitano è il terzo in Sicilia a finire davanti al Consiglio dei ministri per infiltrazioni della criminalità organizzata. Diversi gli episodi che hanno portato la decisione del Viminale a proporre il commissariamento

Anna Maria Cancellieri

Il governo, su proposta del ministro dell’interno Anna Maria Cancellieri, ha sciolto il Consiglio comunale di Isola delle Femmine (Palermo) per le infiltrazioni della criminalità organizzata. Nel comunicato, diffuso al termine del Consiglio dei Ministri, si annuncia anche la proroga di sei mesi dello scioglimento del Consiglio comunale di Marina di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria) “per completare il risanamento dell’istituzione locale e della realtà sociale, ancora segnate dalla malavita organizzata”.

Il comune siciliano è guidato dal 2004 dall’ormai ex sindaco Gaspare Portobello, a guida di una lista civica. Le attenzioni sul comune si sono accese nel 2009, quando a pochi giorni dalla rielezione son state date due concessioni edilizie. Una di queste riguarda una società di Giuseppe Pomiero, zio del vicesindaco Salvatore Palazzotto, nonché socio di una società confiscata per mafia negli anni ’80 al noto boss mafioso Gaetano Badalamenti. Caso che non rimane isolato. Infatti ci sono altre due episodi che hanno motivato l’invio degli ispettori nel comune marinaro. Sempre nel 2009 venne approvata una sanatoria edilizia per un capannone, rilasciata  dal tecnico comunale nominato in via pro tempore proprio dal sindaco Portobello. Peccato che quel locale fu sequestrato dai carabinieri del Ros in una operazione antimafia contro il clan Madonia-Di Trapani di Resuttana.

Infine c’è un pizzino trovato nel covo del boss mafioso Salvatore Lo Piccolo che faceva riferimento ad alcuni lavori edilizi in corso nel comune di Isola delle Femmine e poi confermati dal pentito Gaspare Pulizzi. Le concessioni per eseguire i lavori secondo l’opposizione sono state date nonostante la zona fosse a rischio idrogeologico. Il comune siciliano è il terzo ad a essere sciolto dopo Salemi e Racalmuto.









IL PROFESSORE NELLA  SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DICHIARA:  “…Giova ricordare, peraltro, che il personaggio proprietario del bene confiscato, in occasione delle scorse elezioni politiche sosteneva il candidato della lista “Rinascita Isolana” Rosario Rappa.” DELIBERA C.C. N.52.pdf (13 kb)  Consiglio Comunale 28 settembre 2009


Quindi il PROFESSORE ammette esplicitamente ed in modo INEQUIVOCABILE che le elezioni amministrative del 2009 sono state INQUINATE.


PROFESSORE non può trovare in questa  Sua dichiarazione una motivazione della NOMINA della Commissione Governativa di accesso agli atti?


Professore a cosa si riferisce quando parla di invidia nei Suoi confronti, ma soprattutto chi è invidioso di Lei? 
E poi perché questa invidia?


Lei PROFESSORE pensa veramente che una Commissione Governativa Ispettiva possa muoversi soltanto per sentito dire?
O per “beghe di paese” ?
Oppure per   soddisfare la sete di vendetta di qualcuno che vuole fare il Sindaco per tutta la vita?

Caro Signor Sindaco PROFESSORE  Gaspare Portobello un consiglio!
Almeno Lei, nel ruolo imparziale di SINDACO, mostri   nei confronti dei componenti della Commissione Ispettiva del Governo  RISPETTO.


RISPETTO per la responsabilità l’impegno e l’abnegazione di chi è deputato a svolgere un ruolo di GARANZIA  e di TUTORE DELLA LEGALITA’.


RISPETTO verso   chi e’ stato delegato ad esercitare un diritto-dovere di controllo, e di tutela della trasparenza e della legalità 

PROFESSORE Portobello per favore, non si fermi a guardare il dito che indica la luna (ovvero la persona che secondo Lei è invidiosa)

Guardi invece la  LUNA indicata dal dito (ove  i fumi della Italcementi  glielo permettono) PROFESSORE!  GUARDI   al  grande  degrado morale ambientale sociale economico in cui siamo  costretti a vivere noi  Cittadini di Isola delle Femmine. La nostra  sfiducia   verso l’istituzione Pubblica, il paese di Isola delle Femmine che ha perso ormai la PROPRIA  identità e noi  Cittadini che abbiamo perso  ogni speranza di FUTURO)

PROFESSORE da ultimo una domanda prima che presenti le sue dimissioni: Perché gli amministratori sospettati di collusione con la mafia possono concorrere alle elezioni?



Isola delle Femmine  Comune sciolto per mafia

Venerdì 09 Novembre 2012 - 18:13

Azzerati il Consiglio e la giunta del centro marinaro in provincia di Palermo. Delibere e concessioni dietro i sospetti di infiltrazioni mafiose. Ricostruiamo gli intrecci che hanno portato allo scioglimento.

Il municipio di Isola delle Femmine
Il municipio di Isola delle Femmine


ROMA - Il Comune di Isola delle Femmine è stato sciolto per infiltrazioni mafiose. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri su proposta del responsabile del dicastero dell'Interno, Anna Maria Cancellieri. Decade, dunque, il consiglio comunale del centro marinaro in provincia di Palermo e la giunta guidata dal sindaco Gaspare Portobello. Stessa sorte recentemente era toccata ai comuni di Salemi e Racalmuto.

Gli ispettori inviati dalla Prefettura per mesi hanno spulciato deliberi e atti dell'amministrazione comunale di Isola. L'obiettivo era rispondere alla domanda delle domande: la mafia si è davvero infiltrata in Comune? La riposta, stando alla decisione di Roma, è sì. Il sindaco, ormai ex, Gaspare Portobello e la maggioranza che lo sosteneva avevano accolto con favore l'ispezione. Erano certi che sarebbe servita a fare chiarezza. Non è andata così.

Cosa ha scatenato il terremoto nel centro marinaro a pochi chilometri da Palermo? Tutto inizia nell'agosto del 2009, quando i consiglieri di Rinascita Isolana - la minoranza in Consiglio guidata dall'ex sindaco Stefano Bologna - si appellano al codice etico contro la mafia, approvato tre anni prima, per chiedere le dimissioni dell'assessore Marcello Cutino e la revoca dell'incarico di consulente al geometra Giovanni Impastato. Cutino ha acquisito una parentela scomoda. La moglie, infatti, è nipote di Pietro Bruno, personaggio noto alle cronache giudiziarie. Già condannato per mafia, di lui si è tornato a parlare nel 2010. Il suo nome era nell'elenco degli arrestati dell'operazione Addio Pizzo 5. L'ipotesi, suffragata dal racconto di tre pentiti, è che sia il capo del clan mafioso locale.

Bruno, dunque, secondo gli investigatori, sarebbe tornato in gioco dopo che in passato era stato legato al vecchio padrino Gaetano Badalamenti. Riavvolgendo il nastro del tempo fino agli anni Ottanta si scopre che sulle ceneri di un'impresa dei Badalamenti era nata la Copacabana spa. Una società, poi confiscata, di cui faceva parte lo stesso Bruno, e creata ad hoc per lottizzare un grosso terreno a Capaci. Tra i soci c'era pure Giuseppe Pomiero, un cognome da tenere bene in mente. In paese c'è chi è convinto, infatti, che la famiglia Pomiero abbia sostenuto, nel giugno 2009, la campagna elettorale di Portobello e del nipote di Pomiero, Salvatore Palazzotto, poi nominato vice sindaco. Lo stesso giorno del sequestro della Copacabana i sigilli furono apposti anche ad alcuni beni di proprietà di Giuseppe Vassallo, figlio di Vincenzo, indicato come il capomafia di Capaci. Altro cognome da sottolineare.

Le famiglie Vassallo e Pomiero sono le beneficiarie di due concessioni edilizie rilasciate dal Comune il 14 maggio 2009. L'opposizione tuona: “Legalità e trasparenza avrebbero dovuto consigliare di rinviare l'atto amministrativo caduto sotto elezioni”. Non casualmente, sostengono quelli di Rinascita Isolana. La concessione edilizia rilasciata in favore della “Sorelle Pomiero snc di Pomiero Maria Grazia” dà il via libera alla costruzione di tre ville su un terreno di 2.000 metri quadrati. Il progettista dei lavori è Giovanni Impastato, ex assessore e nominato nel luglio 2009 consulente del sindaco Portobello in materia di “Vivibilità urbana e piani strategici territoriali”. Nel febbraio 2011 il dipartimento regionale dell'Urbanistica stabilisce che  “la concessione edilizia risulta essere stata rilasciata illegittimamente”.

Altra vicenda. Nel novembre 2009 i carabinieri del Ros sequestrano una sfilza di beni riconducibili, secondo l'accusa, al clan mafioso Madonia-Di Trapani di Resuttana. Tra i beni ci sono case e capannoni in via Passaggio del Coniglio a Isola. Una circostanza che obbliga ad andare di nuovo indietro nel tempo. Il 9 maggio 2008 all'ufficio tecnico comunale arriva una richiesta di sanatoria edilizia per un capannone. Non uno qualunque, ma quello che ricade al civico 6 di Passaggio del Coniglio. Alla domanda viene allegata un'autocertificazione in cui Massimiliano, Pietro e Mario D'Arpa e Vincenza Collura dichiarano di avere ricevuto il bene in eredità da Vincenzo D'Arpa. Uno degli eredi è parente di Sandro D'Arpa, responsabile dell'ufficio tecnico comunale. Il conflitto di interessi è evidente tanto che alla fine è un responsabile pro tempore dell'ufficio nominato dal sindaco a rilasciare la concessione per l'ampliamento.

L'opposizione dà battaglia in Consiglio e chiede chiarimenti al primo cittadino. Il 16 aprile 2010 sempre i D'Arpa di ottengono una nuova concessione edilizia. Un mese dopo, però, il Comune scopre che in realtà l'erede legittimo è un altro e che il capannone è fra i beni sequestrati dal Ros. Da qui l'annullamento di tutti gli atti amministrativi.

Infine c'è il capitolo Elauto. In un pizzino di quelli trovati al boss di San Lorenzo, Salvatore Lo Piccolo, nel covo di Giardinello, si faceva riferimento ad alcuni lavori in corso a Isola delle Femmine. Il pentito Gaspare Pulizzi spiegò che si trattava dell'impresa Almeyda che stava costruendo i capannoni della Bmw. Aggiunse che i lavori di scavo erano affidati “ai mezzi di Nino Pipitone e Giuseppe Di Maggio, figlio di Lorenzo Di Maggio di Torretta, e che si erano messi a posto con la famiglia mafiosa di Torretta”. Gli interessi del clan mafioso hanno facilitato il rilascio della concessione edilizia? Una concessione che, secondo l'opposizione, non ha tenuto conto che il capannone ricade in una zona a rischio idrogeologico
.

"S" lo aveva anticipato: tutte le carte dello scontro



Gaspare Portobello al contrattacco  "Mafia? Sono vittima di poteri forti"


Venerdì 09 Novembre 2012 - 19:51 

L'ex sindaco di Isola delle Femmine si difende. Farà ricorso contro quello che definisce un "attacco politico. Io la mafia l'ho sempre combattuta".

L'ex sindaco di Isola delle Femmine, Gaspare Portobello
L'ex sindaco di Isola delle Femmine, Gaspare Portobello


PALERMO - Gaspare Portobello ha appena ricevuto la notizia. Da oggi il suo nome sarà legato ad un'amministrazione sciolta per infiltrazioni mafiose. Un fardello pesante che non intende accollarsi. Annuncia che farà ricorso contro quello che ha sempre definito un "attacco politico". Oggi aggiunge carne al fuoco. Ipotizza, infatti, che contro di lui si siano mossi "i poteri forti".

Sindaco, o meglio ex sindaco...?Era prevedibile.

Qual è il suo stato d'animo?
Sono amareggiato e preoccupato.

Preoccupato?
Non vorrei ritrovarmi un'antenna radar per il controllo del wind share piazzata vicino casa. Ci siamo battuti per non farla piazzare.

Scusi, ma che c'entrano l'antenna e il pericoloso vento dell'aeroporto di Palermo?
Glielo ripeto. Ci siamo battuti contro i rischi per la salute dei cittadini e ho il sospetto che i poteri forti che volevano l'antenna abbiano contribuiti a farmi cadere. Ci sono grandi nomi in ballo. Sono sospetti, però, e non posso aggiungere altro.

La mafia allora non c'entra?
Ho sempre agito contro la criminalità. Non c'è un solo atto da cui emerga il contrario. Quando sono arrivati gli ispettori ho deciso di restare al mio posto per potermi difendere.

E ora?
Ora aspetto il provvedimento e lo impugnerò. Non mi interessa essere reintegrato, anche perché il mio secondo mandato stava per scadere. Voglio difendere la mia immagine e quella dell'amministrazione che ho guidato.

Tra gli intrecci venuti a galla ci sarebbe la parentela tra un assessore della sua giunta, Marcello Cutino, e il mafioso Pietro Bruno. Anche in questo caso la mafia non c'entra? 
Le ripeto quello che le ho già detto alcuni mesi fa (il riferimento è all'inchiesta pubblicata dal mensile S sul caso Isola delle Femmine ndr). Sono parenti di terzo grado. Non si salutano nemmeno.

E la vicenda della concessione alle sorelle Pomiero?
“Il lotto ricadeva nel parco urbano ed è stato il gruppo di Bologna a cambiare la destinazione d'uso. Noi in Consiglio abbiamo votato contro”.

E la questione Elauto?
“Siamo stati noi a fare abbattere una cisterna che ricadeva in una zona vincolata a verde pubblico. Glielo ripeto: non ho mai fatto favori a nessuno. Figuriamoci alla mafia che ho sempre combattuto. Scusi, sono stato io a volere che il Comune di costituisse parte civile nel processo Addio Pizzo contro i mafiosi della zona. Ci hanno riconosciuto un risarcimento danni di 50 mila euro. Lei ha mai visto uno che fa favori alla mafia e poi gli chiede i danni?
Ultima modifica: 09 Novembre ore 20:26



Sciolto il Comune di Isola delle Femmine per mafia

La decisione del Consiglio dei Ministri su richiesta del Min. Cancellieri

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato nella seduta di oggi, lo scioglimento del comune palermitano di Isola delle Femmine per infiltrazioni mafiose. La richiesta del Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri è stata dunque accolta, e ora la delibera attende solo la conferma da parte del presidente della Repubblica per l’archiviazione.

Cancellato, dunque, consiglio e amministrazione di Gaspare Portobello, eletto tra le polemiche nel giugno del 2009 e che da allora ha dovuto rispondere a diverse voci poi tradotte in atti giudiziari che ne hanno delineato rapporti con personaggi di dubbia fama. Si è conclusa l’opera degli ispettori della Prefettura che mesi fa erano entrati in possesso della documentazione amministrativa legata all’amministrazione del professore isolano, sempre dichiaratosi certo dell’assoluta estraneità ai fatti che gli venivano imputati.

La miccia, che poi ha portato alla deflagrazione del consiglio comunale isolano, era partita nell’estate del 2009, con l’opposizione composta dal partito di Rinascita Isolana che si era appellata al codice etico contro la mafia e che aveva richiesto per questo le dimissioni di Marcello Cutino, Assessore all'Igiene Ambientale, Arredo Urbano e Politiche Giovanili della giunta Portobello. 

Richiesta formalizzata in seguito ad alcune concessioni edilizie rilasciate nel maggio dello stesso anno alle famiglie Vassallo e Pomiero, i primi parenti di Giuseppe Vassallo considerato capomafia di Capaci e i secondi soci nella Copacabana spa, impresa creata con lo scopo di lottizzare terreni a Capaci e detenuta da Pietro Bruno, condannato per mafia nell’operazione Addio Pizzo 5, imparentato proprio con la moglie dell’assessore Cutino.

Tra le altre cose, quella campagna elettorale che portò alla rielezione di Gaspare Portobello pare fosse stata sostenuta attivamente proprio da Giuseppe Pomiero, socio della Cocabana, società nata dalla costola di un’altra impresa di proprietà di Gaetano Badalamenti. Il nipote di Pomiero, Salvatore Palazzotto, poi fu eletto e divenne vicesindaco accanto a Portobello. La concessione edilizia da 2000 metri quadri su cui nascevano tre ville di cui usufruì la snc Sorelle Pomiero venne però poi revocata dal dipartimento regionale dell'Urbanistica che la definì “rilasciata illegittimamente”.

Seguirono altre concessioni edilizie da parte dell’ufficio tecnico comunale nell’aprile 2010 in favore della famiglia D’Arpa, che già nel 2008 le aveva ricevute dall’allora responsabile dell’Ufficio tecnico imparentato proprio con i D’Arpa. Da qui arrivarono sequestri su sequestri da parte dei carabinieri. Ultima in ordine di tempo la vicenda Elauto, menzionata in uno dei pizzini trovati nel covo del boss di San Lorenzo, Salvatore Lo Piccolo, poi confermate da Gaspare Pulizzi, pentito che chiarì come quei lavori in corso a Isola fossero riconducibili alla famiglia mafiosa di Torretta.
Visualizzazioni 28 di Lorenzo Anfuso

http://www.ctsnotizie.it/news/27706/sciolto-il-comune-di-isola-delle-femmine-per-mafia 


Mafia: Caputo (Pdl), allarmante scioglimento Consiglio comunale Isola delle Femmine


Palermo, 9 nov. - (Adnkronos) - ''La decisione del Consiglio dei Ministri di sciogliere il Consiglio comunale di Isola delle Femmine e' un fatto che allarma e preoccupa perche' evidenza il pericolo della recrudescenza del fenomeno mafioso in Sicilia. Si tratta di un provvedimento che segue quello di altri comuni siciliani come Misilmeri per non parlare di quanto sta accadendo a Polizzi Generosa o a Cerda''. A dichiararlo e' Salvino Caputo (Pdl), commentando la decisione del CdM che oggi ha decretato lo scioglimento del Consiglio comunale del comune del palermitano per infiltrazioni della criminalita' organizzata. ''E' una situazione che preoccupa - continua - perche' vi e' il timore che Cosa Nostra possa riorganizzarsi e cercare di controllare non solo l'economia del territorio ma anche le Pubbliche Amministrazioni - conclude Caputo - utilizzando propri uomini o fiancheggiatori per coltivare interessi illeciti''.

(09 novembre 2012 ore 21.32)
http://palermo.repubblica.it/dettaglio-news/21:21-21:21/4254013

Isola delle Femmine, l'EX Sindaco Portobello annuncia ricorso 


Sciolto per infiltrazioni mafiose il Comune di Isola delle Femmine. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri su proposta del responsabile del dicastero dell’Interno, Anna Maria Cancellieri. 

Decade, dunque, il consiglio comunale della cittadina marinara e la giunta guidata dal sindaco Gaspare Portobello. Gli ispettori inviati dalla Prefettura per mesi hanno passato a setaccio delibere e atti dell’amministrazione comunale di Isola. 

Mentre all’indomani dell’accesso ispettivo l’opposizione consiliare si dimise in toto, l’ormai ex sindaco Gaspare Portobello e la maggioranza che lo sosteneva, avevano accolto con favore l’ispezione. Erano certi che sarebbe servita a fare chiarezza. 

Ma non è andata così. Adesso, Portobello annuncia ricorso contro quello che ha sempre definito un vile attacco politico, poiché non intende accollarsi una zavorra così pesante. 

“Sono amareggiato e deluso – afferma Portobello, evidentemente l’essermi opposto a far piazzare un’antenna radar per il controllo del wind share nel mio paese, ha avuto un prezzo”. E’ questa la chiave di lettura sulla decisione del Consiglio dei Ministri che Portobello esprime a caldo: “ ho il sospetto – dice – che i poteri forti che volevano l’impianto abbiano contribuito a questo esito. So di certo – prosegue Portobello – di avere sempre agito contro la criminalità. 

Non c’è un solo atto da cui emerga il contrario. Da quando sono sindaco – dice – non abbiamo approvato una sola lottizzazione, né votato cambi di destinazioni d’uso. Abbiamo detto no a tutte le cooperative che si sono presentate con progetti di edilizia agevolata. 

Quando sono arrivati gli ispettori – continua l’ex primo cittadino di Isola delle Femmine – ho deciso di restare al mio posto per potermi difendere. Ora aspetto il provvedimento del Consiglio dei Ministri e lo impugnerò. Non mi interessa essere reintegrato, anche perché il mio secondo mandato stava per scadere. Voglio difendere la mia immagine e quella dell’amministrazione che ho guidato. 

La scadenza naturale del mandato elettorale di Gaspare Portobello doveva essere nel 2014. Con il provvedimento di scioglimento, ad Isola non si potrà tornare alle urne, almeno per i prossimi 18 mesi; adesso si attende la nomina dei Commissari prefettizi che guideranno il paese, fino al 2015, se non di più, nel caso in cui il Consiglio dei Ministri possa decidere di prorogare ulteriormente il periodo di commissariamento. Si prevedono tempi ancora più duri per il sindaco rimosso e per la sua maggioranza, poiché da oggi i loro nomi verranno associati allo scioglimento degli organi amministrativi locali per infiltrazioni mafiose. Non sarà semplice scrollarsi di dosso questo pesante fardello, ma è un loro diritto cercare di dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati, principalmente per una questione morale. “Non ho mai fatto favori a nessuno incalza Gaspare Portobello – figuriamoci alla mafia che ho sempre combattuto. Sono stato io a volere che il Comune di costituisse parte civile nel processo Addio Pizzo contro i mafiosi della zona. Ci hanno riconosciuto un risarcimento danni di 50 mila euro. Avete mai visto uno che fa favori alla mafia e poi gli chiede i danni”? 

Tutto ha avuto inizio nell’agosto del 2009, quando i consiglieri di Rinascita Isolana – la minoranza in Consiglio coordinata dall’ex sindaco Stefano Bologna – si appellano al codice etico contro la mafia, approvato tre anni prima, per chiedere le dimissioni dell’assessore Marcello Cutino e la revoca dell’incarico di consulente al geometra Giovanni Impastato. 

Cutino ha acquisito una parentela scomoda. La moglie, infatti, è nipote di Pietro Bruno, personaggio noto alle cronache giudiziarie. A riguardo Portobello ha sempre dichiarato che Bruno e Cutino sono parenti di terzo grado e che non si salutano nemmeno. Bruno, secondo gli investigatori, negli anni Ottanta, sulle ceneri di un’impresa dell’allora boss di Cinisi Gaetano Badalamenti a cui era legato, fondò la Copacabana spa, una società, poi confiscata, creata ad hoc per lottizzare un grosso terreno a Capaci. 

Tra i soci c’era pure Giuseppe Pomiero. In paese c’è chi è convinto, infatti, che la famiglia Pomiero abbia sostenuto, nel giugno 2009, la campagna elettorale di Portobello e del nipote di Pomiero, Salvatore Palazzotto, poi nominato vice sindaco. 

La famiglia Pomiero sarebbe stata beneficiaria di una concessione edilizia rilasciata dal Comune il 14 maggio 2009 per dare il via libera alla costruzione di tre ville su un terreno di 2.000 metri quadrati. Il progettista dei lavori è Giovanni Impastato, ex assessore e nominato nel luglio 2009 consulente del sindaco Portobello in materia di “Vivibilità urbana e piani strategici territoriali”. 

Nel febbraio 2011 il dipartimento regionale dell’Urbanistica stabilisce che “la concessione edilizia risulta essere stata rilasciata illegittimamente”. In merito, per Gaspare Portobello, il lotto ricadeva nel parco urbano e sarebbe stato il gruppo di Stefano Bologna – ha dichiarato – a cambiare la destinazione d’uso, noi – aggiunge – in Consiglio Comunale abbiamo votato contro e le carte parlano chiaro”. 

Ufficiosamente – conclude Gaspare Portobello – i fatti contestati, anche se ancora non ho in mano le motivazioni del provvedimento che intendo impugnare, riguarderebbero periodi precedenti alla mia carica di sindaco. 

Che nessuno pensi di avermi distrutto, ho la coscienza a posto e posso continuare a camminare a testa alta nel mio paese. La verità verrà presto a galla. Una cosa è certa, per tutelare la mia famiglia e il futuro dei miei figli, non tornerò mai più in politica. Spendersi per la propria collettività non sempre paga.


Allora Professore ci sono questi poteri forti a Isola delle Femmine, perchè lo ha sempre negato?

A proposito dell'antenna Wind Shear si legga bene le inchieste sulla Finmeccanica da dove si evince che in realtà NESSUNO ma proprio NESSUNO aveva intenzione di mettere l'antenna Wind Shear a Isola delle Femmine.
Tutti noi del Comitato NO RADAR ci siamo prestati inconsapevolmente al gioco della Select ed abbiamo costruito un movimento che "ostacolasse" una NON installazione.
Signor Portobello, ora che ha del tempo libero si legga bene le carte dell'inchiesta Finmecanica.
Comunque i Cittadini di Isola delle Femmine non hanno comunque dimenticato la sua missiva del gennaio del 2006 dove dava la sua autorizzazione all'utilizzo dell'area (ex caserma NATO) fda parte dell'ENAV.
Da non dimenticare comunque il Suo incontro avvenuto il  28 dicembre 2008 negli Uffici della Presidenza della regione Sicilia con l'allora Presidente Cuffaro dove ancora una volta si è dichiarato disponibile alla installazione dell'antenna radar. 
Lo so! Erano tempi duri la disoccupazione era alle stelle e vi era la possibilità di tre posti di lavoro! Nevvero? 
Mi permetta un'ultima annotazione a proposito della sua adesione alla causa del NO RADAR a Isola delle Femmine,
Ricorda! Noi del Comitato Cittadino Isola Pulita abbiamo dovuto tirarvi dentro TUTTI TUTTI ma dico proprio TUTTI per i capelli, per partecipare alle iniziative del Comitato No Radar! 
Per il resto Le conviene EFFETTIVAMENTE attendere il decreto ministeriale che in maniera precisa e circostanziata la metterà a conoscenza di fatti avvenimenti persone causa della decisione del Ministro Cancellieri.
Qundi Signor Portobello cerchi di avere un pò più di rispetto verso le ISTITUZIONI, non vi è stato ad Isola delle Femmine alcun colpo di Stato contro di LEI.
Con rispetto
Pino Ciampolillo


LA DENUNCIA DEL MERCIMONIO ELETTORALE 



Isola delle Femmine 26 aprile 2012

Forze dell’ordine e prefettura hanno chiesto l’accesso agli atti del Comune di Isola delle Femmine rischio scioglimento per infiltrazioni mafiose

ISOLA DELLE FEMMINE, Carabinieri e Finanzieri ieri in municipio per visionare atti

L'accesso disposto dalla Prefettura. Si rischia lo scioglimento

Carabinieri della compagnia di Carini, Finanzieri del comando provinciale e funzionari della prefettura di Palermo ieri pomeriggio hanno effettuato un accesso agli atti al comune di Isola delle Femmine. L'attività è stata disposta dalla Prefettura di Palermo su imput del ministero degli Interni. Sui documenti passati al setaccio dalle forze dell'ordine al momento vige il massimo riserbo. Le operazioni di verifica sono scattate dopo le 14. Una lunga visita che ha ufficialmente aperto l'accesso, il primo passo che potrebbe portare allo scioglimento del Comune. C'è il sospetto di infiltrazioni mafiose, funzionari e investigatori hanno tre mesi di tempo, poi dovranno redigere una relazione che sarà inviata al ministero degli Interni. Poi la decisione spetterà al consiglio dei ministri. Ma cosa cercavano le forze dell'ordine ieri in municipio ? Sicuramente sono stati esaminati gli atti amministrativi compresi quelli dell'ufficio tecnico e, a quanto pare, proprio in questo settore gli investigatori cercano qualcosa. Siamo tranquilli ma anche arrabbiati – ha detto il sindaco Gaspare Portobello al Giornale di Sicilia – da anni lottiamo per la legalità e contro il malaffare non mi sarei mai aspettato un provvedimento simile. Speriamo che si faccia chiarezza al più presto”.

IN UN ARTICOLO PUBBLICATO NEL MESE DI APRILE DEL 2010 SI DENUNCIAVA I POSSIBILI RISCHI DI INFILTRAZIONI MAFIOSE 










LA QUERELA COME RISPOSTA ALLA LEGITTIMA CIVICA E RESPONSABILE DIFESA DAI PERICOLI   DI INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITA' ORGANIZZATA NELLA MACCHINA AMMINISTRATIVA 





Isola delle Femmine, consiglio comunale sciolto per mafia




isoladellefemmine
9 novembre 2012 -  Il Consiglio dei ministri ha sciolto il consiglio comunale di Isola delle Femmine (Palermo) per le infiltrazioni della criminalità organizzata. Lo scorso 16 aprile, l’arrivo nella cittadina del Palermitano della Commissione prefettizia di accesso agli atti amministrativi aveva lasciato paventare che ciò accadesse.
Adesso è arrivata la conferma definitiva. 

Gaspare Portobello, il primo cittadino, si dice “amareggiato e sbigottito” ed annuncia battaglia: “Aspetto di leggere la relazione del Consiglio dei Ministri, e subito dopo farò ricorso al Tar. In questi mesi non mi sono dimesso perché è giusto che io continui a lottare per dimostrare che Isola non ha niente a che fare con la mafia”. 

Portobello prosegue poi nell’analisi di quanto accaduto: “Tutte le mie azioni da sindaco sono state improntate alla legalità. Ma ho pagato per aver detto troppi ‘no’, come nel caso dell’antenna per il controllo wind-shear all’aeroporto Falcone-Borsellino“.



Il riferimento è alla ‘disputa’ relativa al progetto dell’Enav che prevederebbe l’installazione nella ex base militare dismessa fuori Isola, di un antenna per il controllo della velocità e della direzione del vento, fenomeno che caratterizza fortemente lo scalo palermitano, situato tra il mare e la montagna. Portobello si è negli anni fortemente opposto al progetto adesso bloccato, denunciando, insieme ai cittadini di Isola delle Femmine, la possibilità del verificarsi di rischi per la salute degli abitanti del circondario, oltre al grave impatto ambientale che l’impianto avrebbe determinato.

Il clima che negli ultimi mesi si è respirato in seno al Consiglio comunale di Isola non è stato dei migliori. Come se non bastasse, a metà ottobre, Vincenzo Dionisi, vicepresidente del Consiglio comunale ha scritto all’assessorato regionale Enti locali, al prefetto di Palermo e alla Procura della Repubblica di Palermo per porre denunciare “l’ennesimo caso di superficialità di poco rispetto delle regole di trasparenza perpetrato dalla Giunta Portobello”. Nella missiva di parlava di “provvedimenti illeggittimi” relativi alla Commissione elettorale comunale.

Gaspare Portobello puntualizza ancora in merito “ad un clima di odio ed ostilità” del quale sarebbe vittima. Nella primavera dello scorso anno, Portobello era stato violentemente aggredito a colpi di spranga da due uomini mentre faceva ritorno alla propria abitazione. “Quello – conclude – è stato il segno tangibile che le mie battaglie contro la criminalità organizzata e per la trasparenza e la legalità hanno dato fastidio a molte persone”.

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