Per dire NO all’uso del (combustibile derivato dai rifiuti) come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri a indicare sul contenitore se il , in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti.


Infatti, il ottenuto con il co-incenerimento di e combustibile fossile, diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica).





Inoltre, i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore.




Alle associazioni , , Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo e basta  quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrarie a ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo.




Al posto della combustione del si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia.




Dietro l’angolo ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l’autorizzazione del co-incenerimento del : questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare nei cementifici.


Caricato da isolapulita. - I nuovi video di oggi.

Altro elemento di distorsione nel funzionamento delle società d'ambito concerne la frequente e pressoché sistematica elusione delle regole di evidenza pubblica nella scelta delle imprese cui affidare i lavori, imprese spesso prive dei necessari requisiti di professionalità, caratterizzate da assunzioni clientelari, che in molti casi, come accertato dalla Commissione, hanno riguardato individui con pregiudizi penali, o legati da rapporti di parentela con soggetti pregiudicati.Le criticità di ordine economico finanziario degli ATO hanno quindi avuto ricadute gravissime nella gestione del ciclo dei rifiuti nella regione siciliana, contribuendo a determinare situazioni di altrettanto grave pregiudizio per la salubrità dell'ambiente e, quindi, la salute dei cittadini.
Relazione Commissione Parlamentare sui Rifiuti in Sicilia 6/10/10





martedì 19 luglio 2011

I segreti privilegi della casta di Montecitorio

Io sono Spider Truman: oggi ho deciso di svelare la mia vera identità.

Malgrado dubbi e insinuazioni di illustri opinionisti, politici e commentatori, continuano ad arrivare migliaia di adesioni sul profilo di Spider Truman. Vogliono a tutti i costi sapere chi c'è dietro Spider Truman, intervistarlo, proporre progetti editoriali: tutti ad osannare il suo coraggio, poi con le buone o le cattive sapranno come metterlo a tacere. Dicono che ha manie di protagonismo, ma al tempo stesso pretendono che sveli la sua vera identità. Editori, giornalisti, televisioni: centinaia di avvoltoi cercano di stanarlo. Allora dico a questi signori, ai politici che siedono sulle poltrone, alle schiere di sgherri sguinzagliati nei corridoi di Montecitorio come nel mondo virtuale del Web: state attenti. Spider Truman è lì vicino a voi. Spider Truman è ovunque. Spider Truman è ogni disoccupato che non trova lavoro perchè non ha santi in paradiso. Spider Truman è ogni precario che viene struttato per 900 euro al mese e poi dopo anni e anni buttato in mezzo a una strada. Spider Truman è ogni cassintegrato che deve sudare per arrivare a fine mese. Spider Truman è ogni operaio sfruttato e malpagato per 40 anni alla catena di montaggio per un salario e una pensione da fame. Spider Truman è ogni giovane costretto ad emigrare perchè gli hanno rubato il proprio futuro. Spider Truman è ogni anziano costretto a sborsare decine di euro di ticket se ha la pretesa di andare in un ospedale. Spider Truman è ogni uomo e ogni donna che a luglio ed agosto non può permettersi nemmeno una settimana al mare. Spider Truman è uno, nessuno e centomila. I suoi segreti possono imbarazzare i potenti, ma è l'indignazione popolare che alimenta il loro vero incubo. Se avete paura di lui, significa che avete qualcosa da nascondere. E allora fate bene ad aver paura, perchè presto ci riprenderemo ciò che ci spetta. Ci riprenderemo la dignità. La giustizia. La democrazia. Da un anonimo internet-point di una calda città italiana.
Spider Truman
 

Casta, ci pensa la Rete

Dopo il precario su Facebook, tutto il web controlla i politici.
di Fabio Chiusi
I fenomeno del momento si chiama Spidertruman, ma per la 'Casta' la Rete rappresenta già da un pezzo una possibile spina nel fianco. Soprattutto fuori dai confini nazionali, ma anche in Italia. La manovra che ha rinviato il taglio dei costi della politica ma previsto da subito una serie di salassi per i cittadini, dalla sanità ai bolli su auto e deposito titoli; lo sfarzo, a suon di yacht, Ferrari e gioielli, accoppiato al malaffare nei casi di Alfonso Papa e Marco Milanese; le voci di nuovi nomi eccellenti in scandali di corruzione che hanno fatto parlare di un ritorno al clima di Tangentopoli. È tutto materiale incandescente per l'indignazione dei cittadini. Che in Rete hanno dato un segnale inequivocabile di insofferenza, iscrivendosi in massa alla pagina Facebook 'I segreti della casta di Montecitorio': oltre 200 mila utenti in poche ore. LE DENUNCE DI SPIDERTRUMAN. Ad aprirla, il fantomatico precario licenziato dopo 15 anni di lavoro nel Palazzo sotto il nome di battaglia Spidertruman. Che ha denunciato in Rete i trucchi per avere scorta e auto blu, i furti fasulli di pc (tanto c'è il rimborso dell'assicurazione), le assunzioni dei dipendenti del barbiere della Camera, tutti con lo stesso accento, e le tariffe iper-scontate per i telefonini.

Dopo l'entusiasmo, i dubbi

Niente di nuovo, finora, e a volte la documentazione è scarsa, le denunce generiche. Ma è stato più che sufficiente per raccogliere la rabbia dei cittadini. Non di tutti, a dire il vero. In molti hanno iniziato a interrogarsi sulla genuinità del progetto del precario, sottolineando lo spuntare di pagine clonate e della pubblicità sul suo blog. E chiedendosi, più in generale, se non si tratti di una bufala messa in piedi per raccogliere notorietà, soldi o perfino ipotizzando la mano dei partiti vicini al movimentismo digitale. MA NON È ASSANGE. Da più parti si è poi letto un azzardato paragone tra Spidertruman e Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks, il sito che diffonde i segreti dei potenti ottenuti da fonti anonime. Ma il parallelo non regge, dato che Assange pubblica solamente denunce basate su documenti della cui autenticità è responsabile e, tra l'altro, con nome e cognome. Eppure l'idea di utilizzare internet per portare una ventata di trasparenza nei conti della politica, per prevenirne i vizi, non è nuova.

In Rete i patrimoni dei politici 

I Radicali, per esempio, conducono questa battaglia da molti anni, ma dal 2008 anche e soprattutto tramite il digitale. Qui la collaborazione si è estesa ad associazioni come AgoràDigitale, Valigia Blu e OpenPolis. Tra le iniziative, l'istituzione di una «anagrafe degli eletti» dove pubblicare online le dichiarazioni patrimoniali personali dei parlamentari. Dato che la legislazione attuale prevede che ciò debba avvenire su base volontaria, si devono contare le adesioni. Al momento, la percentuale non è esaltante: il 12,7%, cioè 120 parlamentari su 945. Un po' poco, soprattutto considerando la vastità dei buoni propositi. Tra loro, in ogni caso, due ministri, Renato Brunetta e Franco Frattini. Solamente tre i leghisti: i deputati Angelo Alessandri, Nunziante Consiglio e Franco Gidoni. IL RUOLO DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI. Nell'anagrafe, a cui hanno aderito anche diverse amministrazioni locali (tra cui Roma e Napoli, per esempio), anche i dati riguardanti le nomine in società interamente pubbliche o partecipate, gli incarichi elettivi ricoperti nel tempo, le dichiarazioni da parte dell'eletto dei finanziamenti ricevuti, dei doni e dei benefici, i loro comportamenti in Aula. Molto resta da fare, tuttavia. E basta spendere qualche minuto su Data.gov.uk per convincersene. Il sito raccoglie infatti tutte le informazioni, liberamente accessibili, su «chi fa cosa» in parlamento, «come sono spesi i nostri soldi», «chi incontrano i ministri», e i contratti governativi. Servono informazioni sulla propria città? Basta inserire il codice postale nel motore di ricerca e il gioco è fatto.

La WikiLeaks del Parlamento italiano

In Italia non esiste un sito istituzionale dedicato all'Open government, cioè alla trasparenza sugli atti e i comportamenti della classe dirigente. Esiste, tuttavia, il progetto «Parlamento WikiLeaks», o «RadicaLeaks», dove il partito Radicale ha pubblicato, a partire dal 2010, i contratti digitalizzati delle collaborazioni e consulenze a Camera e Senato tenuti segreti per 60 anni. L'INVITO AI CITTADINI. Al rilascio dei documenti il segretario, Mario Staderini, spronava i comuni cittadini: «Sotto con la caccia alla Casta, scopri l'impiccio che c'è dietro!». Un invito, questo sì, in perfetto stile WikiLeaks, soprattutto prima maniera. Quando, cioè, il sito pubblicava documenti grezzi invitando i netizen a scavare al loro interno. Oggi, lo sappiamo, il lavoro di autenticazione spetta al team dell'organizzazione e ai giornalisti di diverse testate 'tradizionali' in tutto il mondo. Assange ha dovuto dunque correggere il tiro. E anche per i Radicali sono stati principalmente i giornalisti a sviscerare i contenuti dei documenti. GLI SPRECHI SU IPHONE. Da maggio 2011 è scaricabile, su iPhone, un'applicazione chiamata «CameraLeaks». Il bersaglio, come scrive la schermata di benvenuto, è la «Camera delle spese». Al suo interno sono reperibili informazioni sulle indennità parlamentari e di alcuni dipendenti dei due rami del Parlamento. Ma anche una intera sezione dedicata appositamente ai «campioni degli sprechi»: auto blu, costi della politica, confronti con la situazione nel resto d'Europa e del mondo. I download sono stati 4 mila in tre giorni. Niente di paragonabile con il putiferio scatenato da Spidertruman. Eppure, un ennesimo segnale di attenzione al tema da parte del pubblico. Che forse attende la rivelazione di un solo, ultimo segreto: con quale faccia la 'Casta' continui a imporre sacrifici agli elettori, senza imporne a se stessa.  
Lunedì, 18 Luglio 2011
Non solo per loro: come far viaggiare gratis anche amici e parenti.
Quello che vedete in questa foto è il permesso ZTL della Camera dei Deputati. Sullo sfondo c'è un articolo di ieri sul tema della casta e dei suoi costi. Pubblico il permesso ZTL qui per due motivi. Descrivere il potere magico che incarna quel cartoncino, ma anche e soprattutto per rispondere alle critiche di chi ritenga che alcune notizie qui riportate sia possibile ritrovarle anche in qualche libro di denuncia sui costi della politica. Se ciò può anche essere parzialmente vero (non ho letto la sterminata bibliografia in merito, ma credo che le nefandezze sono sempre le stesse e prima o poi escono fuori: tutto sta nella capacità di lor signori di nascondere e insabbiare la verità), tuttavia certamente non danno in omaggio con il libro il permesso ZTL Camera dei Deputati!! Ma cos'è questo cartoncino magico? Quello che in apparenza sembra uno dei tanti semplici contrassegni per accedere nelle aree a traffico limitato del centro di Roma, è invece una bacchetta magica in grado di rivestire non solo il conducente ma anche l'auto di una qualità molto ricercata negli ambienti di Montecitorio: l'impunità. Tutor e autovelox, vigili e poliziotti, divieti e sanzioni, nulla possono fare contro questo potente sortilegio. Qui non parliamo delle auto blu, per quelle già era scontato: i tagliandi vanno posti invece su una qualsiasi altra auto a discrezione di ogni deputato. Che sia il suv del suo bamboccione o l'auto dell'amante, poco importa. A volte succede che il figlio bamboccione (sembra incredibile ma ho conosciuto diversi figli di deputati, cretini almeno quanto Renzo Bossi: chissà se faranno anche loro carriera politica) venga pizzicato dall'autovelox a 180km/h sull'autostrada o con l'auto parcheggiata nel bel mezzo di una isola pedonale. Poco importa. Ci sarà sempre un servo dei servi, come il sottoscritto, a cui consegnare multe e verbali. Costui sa già quel che bisogna fare: raccomandata A/r a Sua Eccellenza Illustrissimo Gentilissimo Prefetto....si comunica che in data x all'ora x...bla bla bla.... il sottoscritto travolgeva un'anziana sulle strisce (questa è una battuta, per carità)....improrogabili impegni istituzionali (la discoteca del bamboccione, l'appuntamento con l'amante, lo shopping della figlia)...esercizio delle sue funzioni.....cordiali saluti....on.dott.ing.Cettolaqualunque. In allegato al ricorso, lo schiavo non deve far altro che allegare la fotocopia del permesso ZTL Camera dei Deputati, che reca il numero di targa del veicolo incriminato, e il gioco è fatto! Veniamo al secondo motivo della foto. Si tratta di un vecchio permesso scaduto (il nuovo è sempre sul parabrezza dell'auto del figlio, almeno credo) che metto su internet non solo e non tanto per raccontarvi di questi oscuri sortilegi postmoderni, ma anche perchè all'oggi non credo che questo tagliando sia uscito in omaggio con qualche libro.

 
La protesta anti-casta, relativa agli emendamenti che hanno di fatto eliminato i tagli ai costi della politica, si scatena sul web e il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni si mostra in un'intervista del Tg3 circondato da decine di yacht, dalla bellissima Porto Cervo. Formigoni dice durante l’intervista: “Biosgna dare segnali forti”, e subito il popolo di internet indignato lo mette sotto il torchio dell’ironia, non lo perdona. Mentre i politici parlano della manovra con le mani nelle tasche degli italiani, con tagli, sacrifici, sanità a pagamento, benzina più cara, queste le conseguenze della manovra economica attuata dal parlamento e l’Idv pensa di trasformare l’indignazione in una sorta di marcia su Roma, uno sconosciuto che si firma SpiderTruman apre un profilo su Facebook dedicato ai "Segreti della casta di Montecitorio" e raccoglie oltre 200 mila fan, crescendo anche di 15/20 mila all’ora. Ma quello che ha colpito maggiormente l’animo degli italiani, già nero e provato dalla forte crisi, è stato il modo con il quale il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, ha affrontato il tema dei tagli: nella bellissima cornice di Porto Cervo, sul cui sfondo si vedevano gli yacht ormeggiati in Costa Smeralda. Al popolo della rete non importa chi sia SpiderTruman, se sia un lui o una lei; chi ci sia dietro la pseudo identità poco importa al volgo, quello che interessa agli internauti incavolati sono le nefandezze della casta raccontate da dentro, da chi le ha vissute direttamente, come SpiderTruman appunto. Storie già note ma che ora, in periodi di sacrifici mai visti dal dopoguerra ad oggi, fanno arrabbiare di più. Un dossier corposo quello di questo precario di Facebook, che ora teme per la sua web-vita e, ha dunque creato luoghi di incontro alternativi come il blog fotocopia isegretidellacasta.blogspot.com ( leggi sotto I segreti della casta di Montecitorio su Facebook: la pagina che svela i retroscena dei politici italiani, già 200.000 fan ). L’altro ieri, Gianfranco Fini ha annunciato, che Camera e Senato stanno lavorando ad un nuovo piano di tagli che dovrebbe essere varato al massimo entro i primi di agosto, e che dovrebbe ridurre solo per i deputati 30 milioni all’anno per i prossimi tre anni (con una progressione che passerà dai 15 milioni nel 2012 e 45 nel 2014). Raggiungeranno questo obiettivo? I deputati del quesito dovrebbero riunirsi domani per agire lungo tre direttrici: i vitalizi degli ex deputati (e degli ex funzionari più alti in grado); gli affitti; e una generale sforbiciata agli acquisti. Ma il livello di impopolarità della nostra classe politica sta ormai toccando il fondo. Ecco il video dell’intervista a Roberto Formigoni: Fonte Corriereinformazione
Più di un milione di persone a libro paga della Politica Spa

Un sistema-monstre che ci costa 646 euro a testa. L'esempio della Gran Bretagna: i parlamentari devono spiegare online tutte le spese. Accorpare i Comuni minori darebbe forti risparmi. Ma Ischia dimostra che è difficilissimo di VLADIMIRO POLCHI

ROMA - Più che una casta è una grande città, popolata da oltre un milione e 300mila abitanti. Tanti sono oggi gli italiani che vivono, direttamente o indirettamente, di politica: ministri, parlamentari, assessori, consulenti, membri delle municipalizzate. Un esercito che costa circa 24 miliardi di euro l'anno. Dove tagliare? Un esempio: se si accorpassero gli oltre 7.400 comuni al di sotto dei 15mila abitanti, si risparmierebbero 3,2 miliardi di euro l'anno. E l'abolizione delle Province? Porterebbe nelle casse dello Stato altri 7 miliardi. Facile a dirsi, meno a farsi. Fa testo il caso di Ischia. Un'isola, sei Comuni: Barano, Casamicciola Terme, Forio, Ischia, Lacco Ameno e Serrara Fontana. Poco meno di 63mila abitanti, sei sindaci, sei giunte, sei consigli comunali. Ma guai a parlare di fondersi. Al referendum del 6 giugno si è presentato neanche un elettore su tre. Perché in Italia a "campare di politica" sono in tanti. Partiamo da chi è chiamato ogni anno ad approvare la legge finanziaria: i parlamentari. Quanto guadagnano? Oltre 11mila euro al mese. Più di tedeschi (7mila) e francesi (6.800), molto più degli spagnoli (2.921 euro). Non solo. Il parlamentare italiano gode di una serie di rimborsi per trasferte in Italia e all'estero, taxi, bollette telefoniche, spese mediche. "Sono tante le voci da sommare e il calcolo non è facile - conferma l'ex vicedirettore dell'Istituto Cattaneo, Gianfranco Baldini, che insegna "Partiti e gruppi di pressione nella Ue" all'Università di Bologna - altrove hanno optato per una maggiore trasparenza". Un caso per tutti: "In Gran Bretagna dopo lo scandalo dei rimborsi gonfiati, hanno messo tutto per iscritto sul sito della Camera dei comuni. Un parlamentare inglese guadagna 65mila sterline l'anno e oggi deve rendere conto on line delle spese effettivamente sostenute per il soggiorno a Londra e per le eventuali trasferte. Noi invece in Europa ci distinguiamo per il trattamento dei nostri europarlamentari: i più pagati e i più assenti, almeno fino alla scorsa legislatura. Ma gli sprechi non vengono solo dal parlamento, la vera giungla è il mondo delle municipalizzate". I parlamentari sono infatti la punta dell'iceberg. Oggi, stando a una recente analisi Uil, sono oltre 1,3 milioni le persone che campano, in un modo o nell'altro, di politica. A partire dai 145mila parlamentari, ministri e amministratori locali, di cui: 1.032 parlamentari nazionali ed europei, ministri e sottosegretari; 1.366 presidenti, assessori e consiglieri regionali; 4.258 presidenti, assessori e consiglieri provinciali; 138.619 sindaci, assessori e consiglieri comunali. A questi vanno aggiunti gli oltre 12mila consiglieri circoscrizionali (8.845 nelle sole città capoluogo); 24mila membri dei consigli d'amministrazione delle 7mila società, enti e consorzi a partecipazione pubblica; quasi 318mila persone che hanno un incarico o una consulenza presso una qualche amministrazione. E ancora: la massa del personale di supporto politico addetto agli uffici di gabinetto dei ministri, sottosegretari, presidenti di regione e provincia, sindaci, assessori; i direttori delle Asl; i componenti dei consigli di amministrazione degli Ater. E le spese? Ogni anno i costi della politica, diretti e indiretti, ammontano a circa 18,3 miliardi di euro, a cui occorre aggiungere i costi derivanti da un "sovrabbondante sistema istituzionale", quantificabili in circa 6,4 miliardi. In totale fa 24,7 miliardi. Una somma che equivale al 12,6% del gettito Irpef, pari a 646 euro medi annui per contribuente. Qualche voce: per il funzionamento degli organi dello Stato centrale, secondo il bilancio preventivo dello Stato, quest'anno i costi saranno di oltre 3,2 miliardi di euro. Per le società pubbliche o partecipate nel 2010 si sono spesi 2,5 miliardi di euro. E per le consulenze? Il costo nel 2009 è stata di ben 3 miliardi di euro. 
(18 luglio 2011)
INCATTIVITI DAI PRIVILEGI DELLA CASTA
di Michele Brambilla "La Stampa"
Due fatti curiosi hanno dominato - in mancanza di meglio - il dibattito politico domenicale. Il primo è, anzi sono, le rivelazioni che un anonimo ex dipendente di Montecitorio ha pubblicato su Facebook. Per vendicarsi del licenziamento dopo quindici anni di contratti da precario, ha messo in piazza, ossia in rete, le furbate, gli imbroglietti, i trucchi meschini con cui i parlamentari si arrotondano lo stipendio, aggirano le code, gratificano gli amici e le amiche e così via. Il secondo è l’eco dell’intervista che il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ha concesso al Tg3 sabato sera, quando ha parlato di sacrifici e di necessità - da parte della politica - di dare «un segnale forte». Parole sacrosante, ma rese un po’ meno sacrosante dall’essere state pronunciate in diretta da Porto Cervo, dove l’abbronzatissimo governatore si mostrava agli italiani (freschi della legnata della manovra) attorniato da una piccola flotta di yacht. Vedendolo così, la giornalista che l’intervistava non ha potuto trattenersi dal salutarlo con un «buone vacanze». Chiariamo subito che la demagogia non ci piace. Un politico ha il diritto di andare in vacanza. Quanto alle rivelazioni su Facebook, si potrebbe dire che la parola di un anonimo vale quello che vale, cioè zero (e infatti c’è già chi ipotizza che si tratti di una bufala); e che in quei piccoli espedienti - dall’uso della raccomandazione ad altre furbizie siamo maestri noi tutti, e non solo i politici. Ma la vera notizia non sta né nelle vacanze di Formigoni né nello scempio denunciato dal precario licenziato. La vera notizia sta nella reazione che i due episodi hanno scatenato. L’anonimo di Facebook ha raggiunto in poche ore più di centomila «fan»; e, sempre sulla rete, s’è scaricato subito un diluvio di critiche, quando non di insulti, nei confronti del governatore che da Porto Cervo chiede sobrietà ai politici. E’ il segno di un’insofferenza, quando non di un rancore, crescente. Gli italiani percepiscono sempre più i politici come - per usare la solita logora parola - una «casta» che si fa gli affari suoi, e che se li fa con impunità e senza vergogna. Ci sono certamente esagerazioni, in tanta rabbia che monta; così come ce ne sono sempre quando si generalizza. Tuttavia è impressionante vedere come i politici non sappiano comunicare altra immagine di sé. La discussione di questi giorni sull’autorizzazione all’arresto di Papa ne è un esempio, con Bossi che fiuta l’aria e dice sì all’arresto, salvo poi innescare la solita retromarcia. E ancora: il mancato taglio ai propri compensi e privilegi durante la manovra - denunciato anche dai giornali filogovernativi - è un altro pessimo segnale di distacco da quel che cova nel Paese. Sono storie vecchie, già lette e sentite da anni. Non a caso, ogni volta che dobbiamo citare qualche esempio di politico specchiato e gentiluomo, ci tocca aprire i libri di storia: Einaudi, Nenni, De Gasperi. Il più vicino ai nostri giorni è Pertini, che era nato non uno ma due secoli fa. Però questa volta fa specie un particolare. Questa classe politica che oggi la gente percepisce come una «casta» da mandare a casa al più presto, non è altro che l’espressione di quella «antipolitica» che al tempo di Mani Pulite aveva spazzato via un’altra casta: quella dei partiti. Si disse che finalmente nel Palazzo sarebbero entrati uomini e donne che venivano non da intrallazzi di corrente, ma da aziende, uffici, insomma dal mondo del lavoro. Gente concreta, che conosceva i problemi di tutti i giorni. Di uomini e donne di questo tipo era formata la prima leva di partiti come Forza Italia e la Lega, vale a dire l’ossatura dell’attuale governo. Ora ci tocca rivedere contro questa nuova classe politica la stessa furia che abbatté la vecchia. Rispetto ad allora, non volano più le monetine solo perché nel frattempo hanno inventato il web. Ma c’è poco da stare tranquilli perché, sempre rispetto ad allora, c’è anche una crisi economica che ha aumentato, e non di poco, la disparità tra i vertici e la base. Siamo a un nuovo redde rationem? Chissà. Certo è che sono passati vent’anni da quando i politici di oggi sostituirono, quasi per acclamazione, quelli della Prima Repubblica. E vent’anni sono più o meno il periodo che di solito occorre agli italiani per cambiare idea e passare da piazza Venezia a piazzale Loreto. Provenienza della notizia 
 La Casta? Puoi riformarla in tre mosse
Ci voleva un anonimo per rendere fashion la caccia alla casta. SpiderTruman apre un profilo facebook sui segreti di Montecitorio e in poche ore diventa la prima notizia dei principali siti online, con i “mi piace” che a quel punto sfondano i 200 mila e straripano sui giornali cartacei. E ora? Mentre tutti vanno a rimorchio nel far crescere l’indignazione proviamo a farne una occasione per cambiare le cose.

Non mi dilungo ora sul chi è e sul perché tutti i media in questo momento spingono quello che per anni hanno trattato come una questione marginale, roba da un articolo ogni tanto. Se uno scandalo non si traduce in riforma perde la sua carica rivoluzionaria.

Dunque, il 16 marzo 2011 in un post su questo blog avevo aperto la caccia alla casta grazie all’iniziativa Parlamento Wikileaks, ovvero la pubblicazione per la prima volta nella storia della Repubblica di tutte le spese di Camera e Senato, compreso il testo dei contratti di consulenze e servizi. La pubblicazione è Open Data, ovvero in formato aperto e rielaborabile. Basta saper lavorare con excel per tirare fuori vere e proprie notizie bomba.

Ne è uscito fuori di tutto, dagli scandali degli affitti dei palazzi della politica all’assistenza sanitaria, dagli appalti alle ditte amiche alle spese folli per le autoblu e la ristorazione. Persino una applicazione per IPhone, CameraLeaks, che due fratelli hanno realizzato grazie ai dati che abbiamo reso pubblici. Oggi in rete si parla di manifestazioni, raccolta firme, presidi, rivolte. Per evitare di rimanere tutti degli ultras da tastiera, provo a fare alcune proposte facili facili.

Primo: costringiamoli a pubblicare online i dati patrimoniali dei parlamentari (dichiarazione dei redditi, proprietà immobiliari, partecipazioni azionarie in società, nomine in consigli di amministrazione loro e dei familiari). Tanto per capirci, se Scajola avesse dovuto pubblicare l’acquisto della sua nuova casa del Colosseo, qualche cittadino gli avrebbe fatto notare subito che il prezzo era troppo basso… Sapere poi se chi vota per il nucleare o per gli armamenti ha azioni in società che ci guadagnerebbero non sarebbe poca cosa.

Il 7 luglio del 2009 i parlamentari Radicali riuscirono a far approvare alla Camera una mozione che impegnava a fare tutto questo. Se la sono cavata con la discrezionalità: cioè solo chi vuole pubblicherà i dati. Sapete quanti lo hanno fatto? Solo 27 senatori, 90 deputati e 2 ministri!

Cioè 828 parlamentari non lo ritengono importante. Anzi, se ne fregano dei 1.705 cittadini che gli hanno mandato una mail chiedendo di farlo. Ecco i nomi. Se diventassero 100 mila le mail non credo reggerebbero la pressione… quindi ripartiamo da qui, campagna di mail bombing subito.

Secondo: questa anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati (si anche tutti quelli nominati dalla politica a capo delle aziende pubbliche, che spesso li ritroviamo contemporaneamente in varie società e nelle inchieste della magistratura, pensate al recente caso Milanese) vale anche per Regioni, Province e Comuni.

Una nostra campagna che va avanti da tre anni con delibere di iniziative popolari ha fatto si che fossero approvate in città importanti come Roma, Torino, Napoli, in regioni come Puglia, Campania, Basilicata e tante altre realtà locali. Sono però molti gli enti locali che se ne fragano, e alcuni di quelli che l’hanno approvata ancora non gli danno attuazione. E allora sotto, qui trovate l’elenco di chi è in regola e gli schemi di delibere popolari da presentare per il vostro Comune o Regione.

Terzo: abolire del tutto il finanziamento pubblico dei partiti. È la vera rivoluzione, perché cambierebbe il modo di fare politica, ed infatti non troverete neanche Antonio Di Pietro a sostenerla. Oggi cinque, sei partiti si rubano 500 milioni di euro ogni legislatura e in questo modo si garantiscono l’esistenza dei propri apparati senza dover rendere conto agli iscritti. Nel 1993 proponemmo un referendum che fu plebiscitato dal popolo italiano, salvo poi essere riproposto con la truffa dei rimborsi elettorali. È ora di tornare alla carica. la notizia arriva da 
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