Per dire NO all’uso del (combustibile derivato dai rifiuti) come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri a indicare sul contenitore se il , in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti.


Infatti, il ottenuto con il co-incenerimento di e combustibile fossile, diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica).





Inoltre, i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore.




Alle associazioni , , Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo e basta  quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrarie a ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo.




Al posto della combustione del si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia.




Dietro l’angolo ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l’autorizzazione del co-incenerimento del : questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare nei cementifici.


Caricato da isolapulita. - I nuovi video di oggi.

Altro elemento di distorsione nel funzionamento delle società d'ambito concerne la frequente e pressoché sistematica elusione delle regole di evidenza pubblica nella scelta delle imprese cui affidare i lavori, imprese spesso prive dei necessari requisiti di professionalità, caratterizzate da assunzioni clientelari, che in molti casi, come accertato dalla Commissione, hanno riguardato individui con pregiudizi penali, o legati da rapporti di parentela con soggetti pregiudicati.Le criticità di ordine economico finanziario degli ATO hanno quindi avuto ricadute gravissime nella gestione del ciclo dei rifiuti nella regione siciliana, contribuendo a determinare situazioni di altrettanto grave pregiudizio per la salubrità dell'ambiente e, quindi, la salute dei cittadini.
Relazione Commissione Parlamentare sui Rifiuti in Sicilia 6/10/10





sabato 1 gennaio 2011

Liquidazione ATO Costituzione SRR circolare 2/2010

Isola delle Femmine Fatta ritrovare una testa d'agnello, un segnale? un ricatto? una minaccia? O?





ASSESSORATO DELL’ENERGIA

E DEI SERVIZI DI PUBBLICA UTILITÀ

CIRCOLARE 16 dicembre 2010, n. 2.

Articolo 19 della legge regionale 8 aprile 2010, n. 9.

AI COMUNI DELLA REGIONE SICILIANA

ALLE PROVINCE DELLA REGIONE SICILIANA
ALLE SOCIETÀ D’AMBITO
e, p.c. AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIANA
ALLA SEGRETERIA GENERALE DELLA REGIONE SICILIA
AGLI UFFICI DI GABINETTO DEGLI ASSESSORI DELLA
REGIONE SICILIA
AI PREFETTI
La legge regionale 8 aprile 2010, n. 9 ha dettato la disciplina di riforma in Sicilia della gestione integrata dei rifiuti nonché della messa in sicurezza, della bonifica, del ripristino ambientale dei siti inquinati, nel rispetto della salvaguardia e tutela della salute pubblica, dei valori naturali, ambientali e paesaggistici, in maniera coordinata con le disposizioni del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed integrazioni, e in attuazione delle direttive comunitarie in materia di rifiuti.
L’articolo 19 della stessa legge, composto da tredici commi, al fine di garantire che la transizione senza soluzione di continuità verso il nuovo assetto organizzativo della gestione integrata dei rifiuti avvenga in maniera armonica, coordinata ed omogenea sull’intero territorio regionale, ha definito un regime di regolazione della fase di passaggio, individuando specifiche regole cui dovranno attenersi, nell’arco di tempo occorrente, le istituzioni pubbliche cui sono state attribuite competenze in materia nonché i soggetti già deputati alla gestione integrata del ciclo dei rifiuti, o comunque nella stessa coinvolti.
Trattandosi di disposizioni destinate ad avere un consistente impatto sui soggetti destinatari della predetta normativa, esercitanti competenze diverse, si ritiene necessario emanare, anche in attuazione di quanto previsto dall’articolo 2, comma 2, lettera b), della legge regionale n. 9/2010, apposite linee guida sulla disciplina specifica.
Linee guida che hanno un triplice fine: sollecitare i consorzi e le autorità d’ambito, che ancora non hanno provveduto, a dare attuazione alle previsioni di legge di loro competenza, scandire le diverse fasi di azione, nelle more della costituzione delle società per la regolamentazione del servizio di gestione dei rifiuti (S.R.R.) secondo un cronoprogramma di adempimenti che va dall’immediata liquidazione delle società d’ambito alla data di entrata in vigore della legge regionale n. 9/2010 fino al transito nelle costituende S.R.R. del personale in possesso dei requisiti indicati nella legge regionale, evitare, nella fase transitoria, l’interruzione del servizio di gestione integrata dei rifiuti dettando precise statuizioni al riguardo.

Articolo 19, comma 1

Il primo capoverso del primo comma dell’art. 19 della  legge regionale 8 aprile 2010, n. 9, d’ora innanzi denominata  legge, dispone che i consorzi e le società d’ambito  sono posti in liquidazione alla data di entrata in vigore  della legge stessa.
Al fine di dare attuazione a tale previsione i consorzi e le società d’ambito dovranno provvedere, ove non già attivata la procedura, a nominare, entro trenta giorni dalla data di pubblicazione della presente circolare nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, termine così stabilito dall’articolo 1 della disposizione n. 28 del 14 dicembre 2010 del Commissario delegato ex O.P.C.M. n. 3887/2010, il soggetto liquidatore secondo le modalità previste nei propri statuti nonché nella normativa civilistica di riferimento.
Anche nei casi in cui il Presidente della Regione abbia adottato le ordinanze ex art. 191 del decreto legislativo n. 152/2006, i consorzi e le società d’ambito interessati dovranno provvedere, tramite i comuni soci, alla nomina del soggetto liquidatore sempre entro il citato termine.
In caso di inosservanza dei prescritti termini, ferme restando le responsabilità penali e contabili cui possono andare incontro per il comportamento omissivo gli amministratori dei consorzi e/o delle società d’ambito, l’Assessore regionale per l’energia ed i servizi di pubblica utilità provvederà alla nomina del liquidatore, in via sostitutiva, scegliendolo tra i dirigenti dell’Assessorato stesso o dell’Assessorato regionale dell’economia.
I poteri dei liquidatori, ivi compresi quelli enunciati nella legge e nella presente circolare, dovranno essere esplicitati nell’atto di nomina.
I liquidatori dovranno provvedere alla quantificazione della massa attiva e passiva degli stessi consorzi e società d’ambito accertate alla data del 31 dicembre 2010 nonché all’accertamento delle percentuali di copertura dei costi di gestione del servizio delle precedenti autorità d’ambito, sostenuti dagli enti locali, ai sensi dell’art. 21, comma 17, della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19, e delle quote che gli utenti hanno versato come TIA o TARSU.
Si evidenzia che la quantificazione della massa attiva e passiva deve intendersi in senso dinamico e che, quindi, il liquidatore dovrà aggiornare costantemente la situazione riaggiornandola al 31 dicembre 2010 considerato che, ormai, la liquidazione si protrarrà oltre tale termine.
È altrettanto evidente che tutti i riferimenti ai crediti/debiti pregressi dovranno essere intesi in maniera dinamica e riportati al 31 dicembre 2010 onde consentire il rispetto pieno del principio della par condicio credito rum anche avuto riguardo alle speciali responsabilità gravanti sui soggetti chiamati a fare osservare detto principio.
Il terzo capoverso del comma 1 dell’art. 19 della legge, dispone inoltre che “I liquidatori o i soggetti in atto preposti all’amministrazione, per le finalità di cui all’articolo 61 della legge regionale 14 maggio 2009 n.6, provvedono alla quantificazione della massa attiva e passiva degli stessi consorzi e società d’ambito …(omissis).
L’imprescindibilità della figura del liquidatore nella fase di liquidazione degli A.T.O. fa ritenere che, nel caso di presenza contemporanea dei commissari ad acta nominati ai sensi dell’art. 61 della legge regionale n. 6/2009, entrambi collaboreranno al fine di definire le operazioni di cui all’articolo 61 citato.
È ovvio che, considerato che tale disposizione normativa è antecedente alla legge, l’amministrazione valuterà la necessità di nominare commissari ad acta o di servirsi a tali fini dell’attività del liquidatore.
Il liquidatore nonché gli eventuali commissari di nomina regionale, fino al definitivo avvio del servizio di gestione integrata dei rifiuti con le modalità previste dalla richiamata legge, sono tenuti a garantire la continuità nell’espletamento del servizio di gestione integrata, anche ai sensi dell’art. 2487, lett. c), del codice civile.
Ne consegue che gli stessi dovranno provvedere, senza soluzione di continuità, anche al pagamento dei debiti nel rispetto della par condicio creditorum e con l’espresso divieto di procedere a nuove operazioni che potrebbero compromettere o distrarre la provvista destinata in via esclusiva al pagamento dei debiti predetti.
Alle procedure di liquidazione si applicherà quanto previsto dal Titolo V capo VIII del codice civile. In particolare al bilancio al 31 dicembre 2010 (primo bilancio intermedio di liquidazione), il liquidatore provvederà altresì ex art. 2490 cod. civ. a redigere il bilancio e presentarlo, alle scadenze previste, per l’approvazione. I soci sono tenuti ad approvare il bilancio entro e non oltre 30 gg.
Decorso inutilmente il predetto termine, nell’ottica di assicurare comunque regolarità e continuità, il liquidatore dovrà segnalare la mancata approvazione del bilancio d’esercizio al ragioniere generale della Regione il quale nominerà uno o più commissari per il relativo adempimento.
In relazione alla necessità di assicurare regolarità e continuità al ciclo integrato dei rifiuti, anche nella fase della liquidazione, le relative poste nel bilancio delle società e dei consorzio d’ambito in liquidazione dovranno avere un’indicazione separata, dovranno essere indicate in progressione numerica nonché dovranno essere individuati i criteri adottati per la loro valutazione.
L’osservanza delle superiori disposizioni è destinata ad agevolare il passaggio verso la liquidazione unica coordinata dalla ragioneria generale della Regione nonché a rendere efficiente, coordinata e integrata l’azione delle Amministrazioni coinvolte durante la fase transitoria della legge.
Pertanto a partire dal primo bilancio di liquidazione deve essere accertata, a cura del liquidatore, la reale consistenza dei crediti e debiti delle società e dei consorzi d’ambito posti in liquidazione, ivi comprese le eventuali perdite (o disavanzi di liquidazione) relative ai rapporti tra autorità d’ambito e gli enti locali soci che, per espressa previsione dell’articolo 194 del decreto legislativo n. 267/2000, devono essere coperte da questi ultimi.
Infatti, anche a garanzia dei creditori delle società e dei consorzi d’ambito, gli enti locali, ai sensi del citato art. 21 della legge regionale n. 19/2005, sono tenuti a pagare i debiti propri verso le autorità d’ambito nonché a concorrere, in quanto soci, a provvedere alla copertura di perdite ex art. 2491 cod. civ.
Conclusa detta ricognizione, ciascun ente locale potrà predisporre il proprio piano di rientro ai sensi dell’art. 45, comma 3, della legge regionale n. 11/2010.
In particolare nel primo bilancio i liquidatori (oltre che i commissari) dovranno provvedere a far certificare i crediti vantati a diverso titolo nei confronti dei singoli EE.LL.-Soci.
In relazione all’esatta individuazione della massa passiva ed a tutela della par condicio creditorum il commissario liquidatore o ad acta dovrà redigere ed inviare a mezzo racc. a.r. per ogni creditore apposita scheda conforme all’allegato modello (allegato n. 1).
Il compenso previsto per il commissario liquidatore non può essere superiore a quello previsto per i Commissari nominati ai sensi dell’art. 24 della legge regionale 3 dicembre 1991, n. 44 ed è a carico degli enti interessati. Articolo 19, comma 2
Ai sensi del combinato disposto del secondo comma della legge che testualmente statuisce “Fatta salva la spe speciale disciplina di cui ai successivi commi, alla data di costituzione delle S.R.R. i rapporti giuridici dei consorzi e delle società d’ambito in corso ivi inclusi i crediti maturati fino al 31 dicembre 2009 dalle autorità d’ambito di cui al comma 1 nonché tutti i rapporti attivi e passivi delle stesse società d’ambito e relativi alle operazioni finanziarie dell’art. 61, comma 1, della legge regionale n. 6/2009, confluiscono in un’apposita gestione liquidatoria, che può essere articolata in sottogestioni costituite per materia o per territorio” e dell’articolo 45, comma 6, della legge regionale n. 11/2010 ai sensi del quale “è costituita in forma unitaria, relativamente a tutte le autorità d’ambito, presso l’Assessorato regionale dell’economia, dipartimento regionale del bilancio, ferma restando la possibilità di articolazione della gestione in sottogestioni distinte per materia o per territorio” il coordinamento delle liquidazioni di tutti gli A.T.O è stato affidato alla ragioneria generale della regione per garantire omogeneità di indirizzo nelle attività dei liquidatori.
Tralasciando ogni riferimento sulla data di determinazione della massa attiva e passiva (crediti e debiti) già sopra esplicitato, si evidenzia che le modalità di svolgimento della gestione liquidatoria in forma unitaria saranno determinate con successive direttive rivolte ai liquidatori. Articolo 19, commi 3, 4, 5, 12
Con l’istituzione dei nuovi ambiti territoriali ottimali e l’affidamento della gestione integrata dei rifiuti ad un nuovo soggetto, le S.R.R., in luogo dei consorzi e delle società d’ambito, con i commi 3, 4 e 5 dell’articolo 19 della legge il legislatore regionale ha dettato specifiche disposizioni per garantire, nel passaggio dalla vecchia alla nuova disciplina, che la gestione del servizio avvenga senza soluzione di continuità ed in modo armonico e coordinato.
Il legislatore regionale innanzitutto ribadisce che ai diversi affidamenti in atto si applica la disciplina di cui all’art. 23-bis comma 8 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 come convertito dalla legge 6 agosto 2008 n. 133, e successive modifiche e integrazioni, applicabile immediatamente nell’ordinamento regionale per effetto del rinvio dinamico operato dall’articolo 21 della legge regionale.
Ne consegue quindi che qualora il conferimento della gestione del servizio in atto non sia stato effettuato a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica o a favore di società a partecipazione mista pubblica e privata con selezione del socio mediante sempre procedure competitive ad evidenza pubblica, o a favore di società a capitale interamente pubblico, partecipate dall’ente locale, nel rispetto delle modalità di cui ai commi 3 e 4 del citato articolo 23 bis, i liquidatori coerentemente alla disciplina nazionale dovranno assicurare che:
a) le gestioni in essere alla data del 22 agosto 2008 affidate conformemente ai principi comunitari in materia di cosiddetta “in house” cessino, improrogabilmente e senza necessità di deliberazione da parte dell’ente affidante, alla data del 31 dicembre 2011. Esse cesseranno alla scadenza prevista dal contratto di servizio a condizione che entro il 31 dicembre 2011 le amministrazioni cedano almeno il 40 per cento del capitale attraverso le modalità di cui alla lettera b) del comma 2;
b) le gestioni affidate direttamente a società a partecipazione mista pubblica e privata, qualora la selezione del socio sia avvenuta mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi di cui alla lettera a) del comma 2 del citato articolo 23 bis , le quali non abbiano avuto ad oggetto, al tempo stesso, la qualità di socio e l’attribuzione dei compiti operativi connessi alla gestione del servizio, cessino, improrogabilmente e senza necessità di apposita deliberazione dell’ente affidante, alla data del 31 dicembre 2011;
c) le gestioni affidate direttamente a società a partecipazione mista pubblica e privata, qualora la selezione del socio siano avvenuta mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi di cui alla lettera a) del comma 2 del citato articolo 23 bis, le quali abbiano avuto ad oggetto, al tempo stesso, la qualità di socio e l’attribuzione dei compiti operativi connessi alla gestione del servizio, cessino alla scadenza prevista nel contratto di servizio;
d) gli affidamenti diretti assentiti alla data del 1° ottobre 2003 a società a partecipazione pubblica già quotate in borsa a tale data e a quelle da esse controllate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile, cessino alla scadenza prevista nel contratto di servizio, a condizione che la partecipazione pubblica si riduca anche progressivamente, attraverso procedure ad evidenza pubblica ovvero forme di collocamento privato presso investitori qualificati e operatori industriali, ad una quota non superiore al 40 per cento entro il 30 giugno 2013 e non superiore al 30 per cento entro il 31 dicembre 2015; ove siffatte condizioni non si verifichino, gli affidamento dovranno cessare improrogabilmente e senza necessità di apposita deliberazione dell’ente affidante, rispettivamente, alla data del 30 giugno 2013 o del 31 dicembre 2015;
e) le gestioni affidate che non rientrano nei casi di cui alle lettere da a) a d) cessino comunque entro e non oltre la data del 31 dicembre 2010, senza necessità di apposita deliberazione dell’ente affidante.
Nel caso in cui le gestioni integrate dei rifiuti in atto esistenti siano state affidate a terzi dagli attuali consorzi o società d’ambito conformemente al dettato del citato articolo 23 bis commi 2 e 3, il legislatore regionale dispone che i singoli contratti in essere dovranno andare a naturale scadenza, e soltanto nel momento in cui spireranno i singoli termini potrà subentrare nella gestione del relativo servizio il nuovo soggetto incaricato dalle S.R.R. nell’ambito territoriale ottimale di riferimento e individuato ai sensi dell’articolo 15 della legge.
Qualora, invece, a seguito della modificazione degli ambiti territoriali ottimali, nei nuovi ambiti, coesistano gestioni del servizio in forma diretta e gestioni del servizio in forma indiretta purché affidate, è bene ricordare, conformemente a quanto prescritto nel precedente periodo della presente circolare, che la durata delle gestioni dirette non può eccedere il termine finale dell’ultimo dei contratti stipulati con soggetti terzi per la gestione del servizio; è fatta comunque salva la facoltà per le S.R.R. di sostituire nel territorio di riferimento la gestione diretta del servizio, anche prima della naturale scadenza, con una gestione indiretta da parte di terzi individuati sempre secondo le modalità di cui all’articolo 15 della legge.
Sempre in materia di modalità della gestione del servizio integrato dei rifiuti merita particolare attenzione quanto previsto dal comma 12 dell’articolo 19 della legge il quale stabilisce che “Fino all’effettivo esercizio delle funzioni conferite dalla legge, e comunque fino al definitivo avvio del servizio di gestione integrata dei rifiuti con le modalità previste dalla stessa legge ovvero fino alla soppressione delle autorità d’ambito, i soggetti già deputati alla gestione integrata del ciclo dei rifiuti, o comunque nella stessa coinvolti, continuano a svolgere le competenze loro attualmente attribuite”; ai sensi della disposizione n. 28 del 14 dicembre 2010 del Commissario delegato ex O.P.C.M. n. 3887/2010, comunque la “vecchia” gestione non può eccedere la durata di un anno decorrente dalla data di pubblicazione della presente circolare nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.
Pertanto gli attuali consorzi o società d’ambito nonché i liquidatori, una volta nominati, dovranno garantire, anche attraverso l’adozione di specifici atti, che il servizio di gestione integrata dei rifiuti venga svolto sino e non oltre i suddetti termini.
Soltanto entro tali limiti, e nei casi e secondo le modalità di cui al decreto legislativo n. 163/2006 e successive modifiche ed integrazioni, quindi, potrà essere esercitata la facoltà di prolungare la durata dei contratti di cui al comma 5 dell’art. 19 della legge o in scadenza prima dei termini di cui al comma 12 dell’art. 19 della legge.
Tutti gli atti di gestione, ivi compresi quelli riguardanti il personale, posti in essere e/o che producano effetti oltre i termini di cui al comma 12 dell’art. 19 della legge saranno viziati da nullità in quanto emessi in carenza di potere, subentrando la competenza esclusiva della S.R.R..
Analogicamente, si era espresso il legislatore nazionale negli artt. 198 e 204 del decreto legislativo n. 152/06, laddove nello stabilire il passaggio della gestione del servizio dall’ente locale all’ATO ha previsto la regola che, nelle more della definizione degli ambiti ottimali medesimi, della costituzione delle relative autorità e della loro concreta operatività, sarebbe rimasta ferma la competenza dell’ente locale.
In alternativa, nelle more dell’entrata in esercizio delle SRR e comunque in costanza del regime transitorio designato dalla legge, le società e i consorzi d’ambito, - siccome di prossima liquidazione, non possono indire nuove gare per l’affidamento di servizi afferenti o comunque strumentali alla gestione integrata dei rifiuti.
Sul punto occorre considerare, infatti, che i possibili contratti in questione, di regola, richiedono agli operatori economici privati investimenti di tale entità da potere essere recuperati ed ammortizzati solo attraverso lunghe durate contrattuali. Ciò che però rischia di “svuotare” di senso e significato il pregnante ruolo che, proprio in materia di pubblici contratti, è invece assegnato dalla legge alle nuove SRR ed ai comuni consorziati.
Si aggiunga a tali considerazioni la necessità e l’importanza che l’assegnazione di nuovi contratti sia opportunamente preceduta, da un lato, dall’adozione del Capitolato generale della gestione integrata dei rifiuti previst dall’art. 16 della legge per attendere “agli affidamenti, alle gestione dirette ed alle concessioni esistenti oltreché in ordine a quelli futuri” e dall’altro, dalla definizione (a cura di ciascuna S.R.R.) dello “standard medio di riferimento per la Tia o per la Tarsu per i comuni compresi negli ATO” (cfr. art. 15 citato).
Tali ultime disposizioni, chiaramente, vanno armonizzate con quanto previsto dal sopra richiamato art. 15, comma 1, del decreto legge 25 settembre 2009 n. 135, convertito con modificazioni dalla legge 20 novembre 2009 n. 166 (Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici di rilevanza economica).
Si evidenzia inoltre che la Giunta regionale, con delibera n. 297 del 29 luglio 2010, ha disposto che le società d’ambito operanti nel settore dei rifiuti si avvarranno dell’U.R.E.G.A per l’espletamento delle procedure d’appalto per l’affidamento di lavori di interesse e che a tal fine l’Assessore regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità ha già adottato specifici atti organizzativi al fine di dare attuazione nell’ambito della Regione siciliana a quanto sancito dalla deliberazione di Giunta. Articolo 19, commi 6, 7, 8, 9, 10, 11, 13
Per quanto riguarda le tematiche attinenti alle risorse umane che dovranno transitare nelle S.R.R., l’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità, di concerto con ANCI e UPI, dovrà individuare il personale in servizio presso le società o i consorzi d’ambito alla data di entrata in vigore della legge e proveniente dai comuni, dalle province e dalla regione.
A tal fine, qualora non abbiano ancora provveduto, sono tenute a comunicare, entro 15 giorni dalla pubblicazione della presente circolare nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, all’Assessorato dell’energia e dei servizi di pubblica utilità - Dipartimento dell’acqua e dei rifiuti - l’elenco delle suddette unità di personale indicando le generalità degli interessati, i profili di appartenenza nonché le relative modalità di utilizzo.
In caso di mancata trasmissione, entro i suddetti termini, degli elenchi da parte delle società o dei consorzi d’ambito, l’Assessore regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità provvederà, in via sostitutiva, attraverso propri commissari ad acta.
Giova evidenziare che la legge, nella fase di prima applicazione e quindi fino alla costituzione delle S.R.R. consente ai dipendenti già in servizio presso i comuni, presenti nella dotazione organica degli stessi, e transitati negli A.T.O., di rientrare nei comuni di appartenenza a semplice richiesta.
Le rimanenti risorse umane che saranno utilizzate dalle S.S.R. dopo la loro costituzione verranno individuate, sulla base di criteri previamente concertati tra l’Amministrazione regionale, l’ANCI, l’UPI e le OO.SS., esclusivamente tra i dipendenti in servizio al 31 dicembre 2009, presso le società d’ambito, i consorzi d’ambito e le società utilizzate per la gestione del servizio al cui capitale partecipano gli enti locali o le società o i consorzi d’ambito per una percentuale non inferiore al novanta per cento e il cui originario rapporto di lavoro dipendente e le progressioni di carriera siano stati costituiti o realizzati:
1) nel rispetto della normativa di riferimento e in particolare dell’art. 45 della legge regionale n. 2/2007 (che prevede l’obbligo delle procedure ad evidenza pubblica per le assunzioni nelle società d’ambito ed autorità d’ambito) e dell’art. 6 della legge regionale n. 6/2009 (che prevede il blocco delle assunzioni per il personale amministrativo fino alla definizione degli ambiti di cui all’art. 45 della legge regionale n. 2/2007);
2) in forza di pronuncia giurisdizionale che abbia acquisito efficacia di cosa giudicata;
3) a seguito di conciliazione giudiziale o extragiudiziale purché sottoscritta entro il 31 dicembre 2009.
La legge prescrive inoltre che in ogni S.R.R. il rapporto tra profili operativi destinati al servizio di gestione integrata dei rifiuti e i rimanenti profili professionali non può essere inferiore al novanta per cento. Detta disposizione è finalizzata ad evitare un eccesso di personale amministrativo e tecnico, rispetto ai profili operativi destinati al servizio di gestione integrata dei rifiuti.
Per effetto di tale disposizione, pertanto, una volta assunti nelle S.R.R., alle condizioni sopra descritte, i dipendenti già inquadrati nei profili operativi destinati al servizio di gestione integrata dei rifiuti, l’inquadramento dei rimanenti dipendenti potrà avvenire nei limiti in cui sia assicurato il rispetto della citata percentuale.
Oltre i citati casi le S.R.R. non potranno procedere, per almeno un triennio dalla data di entrata in vigore della legge, ad alcuna assunzione che potrà avvenire, successivamente, soltanto attraverso l’utilizzo di procedure di evidenza pubblica.
L’assunzione del citato personale da parte delle S.R.R. dovrà avvenire comunque non prima dell’affidamento a terzi del servizio di gestione integrata dei rifiuti secondo le modalità di cui all’articolo 15 della legge, previa risoluzione del precedente rapporto di lavoro, a parità di condizioni giuridiche ed economiche e esclusivamente per mansioni coerenti al profilo di inquadramento.
Il personale assunto, alle condizioni e secondo le modalità sopra specificate, sarà utilizzato dai soggetti affidatari dell’appalto individuati dalle S.R.R. secondo le modalità di cui all’articolo 15 della legge, che ne assumono la responsabilità gestionale, operativa e disciplinare anche per quanto concerne l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e l’erogazione delle retribuzioni.
Inoltre il predetto personale può essere utilizzato dagli enti locali, secondo le modalità previste dalla legge e/o dai contratti collettivi di categoria, per servizi aggiuntivi gestiti direttamente dagli stessi, indipendentemente dalle previsioni delle loro dotazioni organiche e sempre che siano rispettati i limiti derivanti dal patto di stabilità.
Sarà compito del liquidatore effettuare tutte le necessarie verifiche circa le modalità di assunzione e la loro rispondenza con i limiti posti dalla norma in argomento al fine di permettere l’individuazione in maniera puntuale del personale che dovrà transitare nelle nuove S.R.R.
L’Assessore: MARINO
N.B.: L’allegato 1 alla circolare è consultabile all’indirizzo mail:
http.//pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE/PIR_LaNuovaStruttura
Regionale/PIR_AssEnergia/PIR_Dipartimentodellacquaedeirifiuti/PIR_Circolari.
(2010.51.3502)119


Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato: segnalazione sulla gestione integrata dei rifiuti in Sicilia

a cura di Luigi Alla

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) con la segnalazione AS797 ha espresso alcune perplessità relative agli effetti distorsivi della concorrenza derivanti dalla regolamentazione regionale siciliana in tema di gestione integrata dei rifiuti.
Oggetto delle osservazioni della AGCM è la circolare n. 2/2010 dell’Assessorato Regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità della Regione Sicilia (pubblicata in GURS n. 57/2010) con la quale vengono forniti alcuni chiarimenti in ordine alla interpretazione della disciplina transitoria dettata dalla legge regionale 8 aprile 2010 n. 9 di riorganizzazione del sistema di gestione integrata dei rifiuti nella regione Sicilia (SRR) attraverso il superamento e messa in liquidazione della società ATO.
Più nello specifico, l’AGCM esprime perplessità sulla interpretazione fornita dall’Assessorato alla disciplina del periodo transitorio dettata dal comma 3, dell’articolo 19 della legge regionale 9/2010, interpretazione che, di fatto, determinata «l’effetto di impedire per un lasso di tempo significativo lo svolgimento delle gare per l’affidamento della gestione dei rifiuti nella regionale Sicilia».
In sostanza, l’AGCM rileva che «…secondo l’interpretazione offerta dall’Assessorato nella circolare, una volta scaduti gli affidamenti in essere ex art. 23-bis, comma 8, del decreto legge n. 112/08, nelle more del processo di riorganizzazione della gestione integrata dei rifiuti, le stazioni appaltanti (cioè gli ATO in liquidazione) sarebbero obbligati a sospendere l’applicazione dei principi generali vigenti in tema di affidamento dei servizi pubblici locali, espressi dal comma 2 dell’art. 23-bis e dall’art. 202 del Decreto Legislativo n. 152/06, e a non disporre lo svolgimento di alcuna procedura ad evidenza pubblica».
Ad avviso dell’Autorità, la soluzione interpretativa proposta dalla circolare 2/2010, oltre a determinare l’effetto di sostanziale paralisi del processo di liberalizzazione dei servizi pubblici locali e determinare gravi e ingiustificate restrizioni allo sviluppo del mercato in senso pro-concorrenziale, si pone in contrasto tanto con il quadro dei principi nazionali e comunitari in materia, quanto «con i principi costituzionali di riparto di competenza legislativa, nella misura in cui la capacità di dettare disposizioni che disciplinano le modalità di gestione e l’affidamento dei servizi pubblici locali di rilevanza economica è unicamente attribuibile alla competenza statale»[1].



[1] Sul punto, l’AGCM richiama la giurisprudenza costituzionale in materia di disciplina dei servizi pubblici locali (sentenze n. 272/2004, n. 29/2006 e, da ultimo, n. 325 del 2010) secondo cui «la disciplina concernente le modalità dell’affidamento della gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica va ricondotta all’ambito della materia, di competenza legislativa esclusiva dello Stato, «tutela della concorrenza», prevista dall’art. 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione; le disposizioni statali in materia, pertanto, non possono essere derogate da norme regionali»

Visualizza l'allegato:

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AS797 – GESTIONE INTEGRATA DEI RIFIUTI NELLA REGIONE SICILIA
Roma, 2 febbraio 2011
Presidente del Consiglio dei Ministri
Ministro per Rapporti con le Regioni e per la Coesione Territoriale
Presidente della Regione Sicilia
Assessore Regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità della
Regione Sicilia
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nell’esercizio dei poteri di cui all’articolo 21 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, intende formulare alcune osservazioni in ordine agli effetti distorsivi della concorrenza derivanti dalla circolare n. 2/2010 (di seguito, la circolare)1, diramata dall’Assessorato Regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità della Regione Sicilia (di seguito, l’Assessorato) a tutti i Comuni, le Province e le Società d’Ambito della Regione Sicilia, nonché al Presidente, alla Segreteria Generale, agli Assessori e ai Prefetti della Regione Sicilia.
La circolare è finalizzata a chiarire l’esatta portata della disciplina transitoria prevista dall’articolo 19 della legge regionale 8 aprile 2010, n. 9. La legge regionale citata mira a riorganizzare il sistema di gestione integrata dei rifiuti
nella Regione Sicilia, prevedendo, inter alia, la nascita delle Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti (SRR) e la messa in liquidazione delle società ATO. L’articolo 19 della legge regionale citata detta le disposizioni transitorie, destinate ad operare dal momento della messa in liquidazione delle società ATO; in particolare, il comma 3 sancisce che “In ragione dell’estinzione delle società e dei consorzi d’ambito il regime transitorio per le diverse tipologie di affidamento in essere è disciplinato in conformità con quanto previsto dall’articolo 2, comma 38, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e dal comma 8 dell’articolo 23 bis del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 (…)”.
La circolare propone un’interpretazione tale da impedire, per un lasso di tempo significativo, lo svolgimento di gare per l’affidamento della gestione dei rifiuti in tutta la Regione.
Essa dapprima ribadisce, correttamente, quanto previsto dal comma 3 dell’articolo 19 della legge regionale citata, cioè che agli affidamenti dei servizi di gestione rifiuti in atto si applica la disciplina di cui all’articolo 23-bis, comma 8, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112: di conseguenza, questi sarebbero destinati a cessare alla data del 31 dicembre 2010, a meno che non ricadano in una delle eccezioni elencate alle lettere a), b), c) e d) di detto comma 8.
Contestualmente, però, la circolare prevede che, in conseguenza della disciplina transitoria dettata dall’articolo 19 della legge regionale citata, “nelle more dell’entrata in esercizio delle SRR e comunque in costanza del regime transitorio designato dalla legge, le società e i consorzi d’ambito – siccome di prossima liquidazione - non possono indire nuove gare per l’affidamento di servizi afferenti o comunque strumentali alla gestione integrata dei rifiuti”.
Secondo l’interpretazione offerta dall’Assessorato nella circolare, una volta scaduti gli affidamenti in essere ex articolo 23-bis, comma 8, del decreto legge n. 112/08, nelle more del processo di riorganizzazione della gestione integrata dei rifiuti, le stazioni appaltanti (cioè gli ATO in liquidazione) sarebbero obbligati a sospendere l’applicazione dei principi generali vigenti in tema di affidamento dei servizi pubblici locali, espressi dal comma 2 dell’articolo 23-bis e dall’articolo 202 del Decreto Legislativo n. 152/06, e a non disporre lo svolgimento di alcuna procedura ad evidenza pubblica.
Tale interpretazione, che sostanzialmente paralizza non solo gli effetti delle previsioni dell’articolo 19, comma 3, della legge regionale citata, ma anche del processo di liberalizzazione dei servizi pubblici locali introdotto dall’articolo 23-bis del decreto legge n. 112/08, crea gravi ed ingiustificate restrizioni allo sviluppo del mercato in senso proconcorrenziale;
essa si pone infatti in contrasto con il quadro univocamente delineato sia dai principi nazionali e comunitari in tema di servizi pubblici locali che dalla stessa legge regionale citata la quale, richiamando espressamente il comma 8 dell’articolo 23-bis del decreto legge n. 112/08, prevede la cessazione degli affidamenti avvenuti in difformità con i tali principi.
Assoggettare lo svolgimento di procedure ad evidenza pubblica all’istituzione ed alla messa in opera del nuovo sistema di gestione dei rifiuti equivarrebbe a sovvertire i principi cardine dell’ordinamento, nazionale e comunitario, in materia di tutela della concorrenza, dilazionando per un periodo di tempo, al momento indeterminabile, la piena operatività dei principi della concorrenza che informano l’articolo 23-bis del decreto legge n. 112/08. Tale lettura, inoltre, attribuirebbe alla legge regionale citata la capacità di disciplinare, derogando in via temporanea ai principi di cui sopra, 1 [Pubblicata sulla GURS n. 57/2010.] le modalità di affidamento della gestione dei servizi pubblici locali a rilevanza economica. Sotto questo profilo, l’Assessorato propone un’interpretazione della legge regionale che contrasta anche con i principi costituzionali di riparto di competenza legislativa, nella misura in cui la capacità di dettare disposizioni che disciplinano le modalità di gestione e l'affidamento dei servizi pubblici locali di rilevanza economica è unicamente attribuibile alla competenza statale.
Come noto, infatti, la Corte Costituzionale ha in più occasioni2 affermato che la disciplina concernente le modalità dell’affidamento della gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica va ricondotta all’ambito della materia,
di competenza legislativa esclusiva dello Stato, «tutela della concorrenza», prevista dall’articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione; le disposizioni statali in materia, pertanto, non possono essere derogate da norme regionali.
Si osserva infine che, pur ponendosi in palese contrasto con i principi sopra descritti e con la stessa legge che essa mira a interpretare, la circolare potrebbe essere ritenuta legittimante comportamenti ostruzionistici, anche ad opera di imprese, volti ad ostacolare il regolare svolgimento delle procedure ad evidenza pubblica bandite (ovvero in corso di avvio) in adesione al quadro normativo vigente ovvero alle esigenze organizzative e gestionali degli enti appaltanti.
Confidando nell’accoglimento delle osservazioni qui svolte, l’Autorità ritiene opportuno, pertanto, invitare l’Assessorato a richiamare gli enti competenti all’osservanza delle disposizioni comunitarie e nazionali in tema di affidamento dei servizi pubblici locali, al fine di contribuire, mediante lo svolgimento di procedure ad evidenza pubblica, allo sviluppo
effettivo della concorrenza.
IL PRESIDENTE
Antonio Catricalà


ATO PA1, SSR,Portobello,Legge regionale 9/2010,

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