Per dire NO all’uso del (combustibile derivato dai rifiuti) come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri a indicare sul contenitore se il , in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti.


Infatti, il ottenuto con il co-incenerimento di e combustibile fossile, diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica).





Inoltre, i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore.




Alle associazioni , , Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo e basta  quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrarie a ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo.




Al posto della combustione del si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia.




Dietro l’angolo ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l’autorizzazione del co-incenerimento del : questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare nei cementifici.


Caricato da isolapulita. - I nuovi video di oggi.

Altro elemento di distorsione nel funzionamento delle società d'ambito concerne la frequente e pressoché sistematica elusione delle regole di evidenza pubblica nella scelta delle imprese cui affidare i lavori, imprese spesso prive dei necessari requisiti di professionalità, caratterizzate da assunzioni clientelari, che in molti casi, come accertato dalla Commissione, hanno riguardato individui con pregiudizi penali, o legati da rapporti di parentela con soggetti pregiudicati.Le criticità di ordine economico finanziario degli ATO hanno quindi avuto ricadute gravissime nella gestione del ciclo dei rifiuti nella regione siciliana, contribuendo a determinare situazioni di altrettanto grave pregiudizio per la salubrità dell'ambiente e, quindi, la salute dei cittadini.
Relazione Commissione Parlamentare sui Rifiuti in Sicilia 6/10/10





mercoledì 15 dicembre 2010

LA VOCE DEI CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE: VITTORIA



 LA VOCE DEI CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE: VITTORIA


UFFICIO STAMPA


ENAV: D’INTESA CON ENAC, AVVIO DELLA SPERIMENTAZIONE WIND SHEAR SU
ALTRO AEROPORTO.




ENAV conferma che il sito individuato presso il Comune di Isola delle Femmine costituisce il sito più idoneo per l’installazione dell’antenna radar e per l’avvio della sperimentazione sul fenomeno del wind shear.
ENAV ribadisce altresì che tale installazione non comporterebbe rischi per la salute pubblica, come già dichiarato dall’Istituto Superiore della Sanità.
Tuttavia, ENAV, tenuto conto delle forti resistenze già dimostrate dalla popolazione e dalle autorità locali, con pericoli per l’ordine pubblico e per l’incolumità delle persone, nonché della necessità che le strumentazioni vengano mantenute in efficienza per garantire la continuità ed il buon esito della sperimentazione, condivide con ENAC la decisione di trasferire la realizzazione del programma presso altro sito aeroportuale. Il tutto per consentire comunque l’immediato avvio della
sperimentazione.
Nel caso in cui gli esiti di quest’ultima risulteranno positivi, si provvederà, d’intesa con ENAC, ad allestire necessariamente la strumentazione presso il sito già individuato del Comune di Isola delle Femmine.


Roma 14 dicembre 2010
 http://www.enav.it/ec5/enav/it/comunicazione/ufficio_stampa/comunicati/pdf/2010/IsolafemmineStop.pdf


Stop all’antenna wind-shear a Isola



Questa volta il blocco è arrivato dall'Enav stufa dei problemi e delle proteste dei cittadini di Isola delle Femmine

 Stop alla sperimentazione dell'antenna per il controllo del fenomeno del wind-shear nell'ex base militare di Isola delle Femmine nei pressi dello scalo Falcone -Borsellino nel Palermitano. La decisione è stata presa dall'Enav dopo le proteste di un gruppo di cittadini di quel comune guidati dal sindaco Gaspare Portobello.
Lo ha riferito all'ANSA il presidente dell'Enac, Vito Riggio. "Sto aspettando una comunicazione da parte dei vertici di Enav spa - ha aggiunto - ma è questo il contenuto della lettera che mi è stato anticipato. Al termine della sperimentazione che durerà circa un anno e verrà compiuta in un altro sito fuori dalla Sicilia, l'antenna sarà installata obbligatoriamente a Isola delle Femmine".
Intanto il sito verrà utilizzato per altri scopi dall'Enav in base alla concessione ricevuta dalla marina militare. "Mi riservo di esaminare questa proposta anche alla luce dei contatti avuti stamattina con il ministero degli Interni - ha detto Riggio - In questo contesto lo scalo di Palermo verrà limitato nei voli in caso di segnalazione del fenomeno del wind-shear".

Lunedì scorso una cinquantina di cittadini del Comitato salute e sicurezza aveva presidiato i cancelli dell'ex base militare di Isola delle Femmine contro l'istallazione dell'antenna. I manifestanti hanno organizzato il presidio in occasione del sopralluogo dei dirigenti dell'Enav e hanno chiesto che per l'istallazione dell'antenna venga indicato un sito alternativo. "Sono preoccupato per la salute dei miei concittadini - aveva affermato il sindaco Portobello - non ci sono valori di riferimento contro le emissioni elettromagnetiche"
 
"I piloti non possono operare in nessun aeroporto dove sono previste condizioni di wind shear in assenza di informazioni adeguate poiché espongono i passeggeri e l'equipaggio ad inutili rischi". Il comandante Filippo Capuano, presidente dell'associazione sicurezza volo centro studi, ha commentato cosi la decisione dell'Enav sullo stop alla sperimentazione del radar a Isola delle Femmine. "Per questa ragione Enac, Enav e le compagnie aeree - ha aggiunto - devono stabilire delle limitazioni alle operazioni di volo in condizioni di wind shear previsto o accertato per ristabilire una condizione di sicurezza adeguata durante la presenza del fenomeno". "In attesa che le problematiche che hanno impedito l'installazione del radar nei pressi dell'aeroporto di Punta Raisi siano risolte - ha osservato Capuano - Enac ed Enav possono adottare procedure e soluzioni tecnologiche alternative per iniziare comunque la sperimentazione e non subire ulteriori rallentamenti in questo programma di sicurezza che riguarda alcuni aeroporti italiani quali Palermo, Genova, Pantelleria, Reggio Calabria, Olbia".
L'Enav ha confermato in una nota che "il sito individuato nei pressi del Comune di Isola delle Femmine costituisce il sito più idoneo per l'installazione dell'antenna radar e per l'avvio della sperimentazione sul fenomeno del wind shear". "Tuttavia - ha precisato l'Ente - tenuto conto delle forti resistenze già dimostrate dalla popolazione e dalle autorità locali, con pericoli per l'ordine pubblico e per l'incolumità delle persone, nonché della necessità che le strumentazioni vengano mantenute in efficienza per garantire la continuità ed il buon esito della sperimentazione, condivide con Enac la decisione di trasferire la realizzazione del programma presso altro sito aeroportuale". L'ente nazionale aviazione civile ha assicurato inoltre che l'installazione del radar "non comporterebbe rischi per la salute pubblica, come già dichiarato dall'Istituto Superiore della Sanità. Se la sperimentazione infine risulterà 'positiva', si provvederà, d'intesa con Enac ad allestire necessariamente la strumentazione presso il sito già individuato del Comune di Isola delle Femmine".
"E' prevalso il buon senso, si è deciso di non accanirsi e non esporre a rischi i cittadini di Isola delle Femmine, Capaci e Carini. Ma è difficile non restare stupiti dall'atteggiamento schizofrenico di Enav ed Enac, che da un lato ribadiscono l'indispensabilità dell'antenna sul wind share, e contemporaneamente decidono di installarla altrove". Queste le parole di Pino Apprendi, presidente della commissione di indagine sul radar wind share nominata dalla Regione. "Oltretutto - ha aggiunto Apprendi - non si capisce perché non si vuole installare il radar all'interno del sedime aeroportuale, dove funzionerebbe con minime variazioni percentuali rispetto all'altro sito che era stato individuato. Insomma, a questo punto sorge un dubbio: ma questa antenna serve davvero?".
"Abbiamo preso atto, con sorpresa, del ripensamento di Enav sull'installazione dell'antenna per la rilevazione del wind shear a Isola delle Femmine". Lo affermato la Gesap, la società di gestione dell'aeroporto di Palermo. "Qualora fossero lesi i nostri interessi economici, - ha aggiunto in una nota - ci tuteleremo nelle sedi e nelle forme previste dalle legge".
[Informazioni tratte da Ansa, SiciliaInformazioni.com, LiveSicilia.it]

- Tira un brutto vento a Isola delle Femmine... (Guidasicilia.it, 06/12/10)

 




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