Per dire NO all’uso del (combustibile derivato dai rifiuti) come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri a indicare sul contenitore se il , in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti.


Infatti, il ottenuto con il co-incenerimento di e combustibile fossile, diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica).





Inoltre, i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore.




Alle associazioni , , Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo e basta  quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrarie a ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo.




Al posto della combustione del si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia.




Dietro l’angolo ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l’autorizzazione del co-incenerimento del : questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare nei cementifici.


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Altro elemento di distorsione nel funzionamento delle società d'ambito concerne la frequente e pressoché sistematica elusione delle regole di evidenza pubblica nella scelta delle imprese cui affidare i lavori, imprese spesso prive dei necessari requisiti di professionalità, caratterizzate da assunzioni clientelari, che in molti casi, come accertato dalla Commissione, hanno riguardato individui con pregiudizi penali, o legati da rapporti di parentela con soggetti pregiudicati.Le criticità di ordine economico finanziario degli ATO hanno quindi avuto ricadute gravissime nella gestione del ciclo dei rifiuti nella regione siciliana, contribuendo a determinare situazioni di altrettanto grave pregiudizio per la salubrità dell'ambiente e, quindi, la salute dei cittadini.
Relazione Commissione Parlamentare sui Rifiuti in Sicilia 6/10/10





martedì 26 ottobre 2010

Interrogazione Parlamentare su inquinamento cementificio di FUMANE


INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09173

 
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09173
presentata da
DOMENICO SCILIPOTI
martedì 26 ottobre 2010, seduta n.388

SCILIPOTI. -
Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.
- Per sapere - premesso che:

la presenza di un cementificio a qualche centinaio di metri dal centro abitato di Fumane (Verona), in seguito a numerose proteste della popolazione, ha indotto l'ARPA Veneto al posizionamento di una centralina di rilevamento della concentrazione delle PM10 fin dal 2007;

gli sforamenti della soglia ritenuta accettabile di PM10 di 50 microg/metro cubo è stata superata 60 volte nel 2008, 58 volte nel 2009 e già 40 volte al 15 aprile del 2010;

secondo lo studio dell'ARPAV 2007 il 95-98 per cento della produzione di CO2, NOx e polveri totali è dovuto alle emissioni del cementificio;

anche altre pericolose sostanze, come benzene, acetonotrile, furani, IPA, metalli pesanti fra cui cadmio, arsenico, mercurio, altri composti organici volatili, sono state ritenute cancerogene di prima classe IARC;

dal 2009 la suddetta azienda ha ottenuto il permesso di usare 80.000 ton/anno di ceneri pesanti (ed altre 42.000 di altri rifiuti industriali), che aumentano la quantità di metalli pesanti, diossine ed altre sostanze cancerogene nell'aria, nel suolo e nel ciclo alimentare, con grave rischio per la salute di tutti cittadini ed in particolare dei bambini;

l'azienda ha anche ottenuto alcune autorizzazioni a scavare nuove miniere che prevedono la sparizione completa della collina di Marezzane, situata nel comune di Marano di Valpolicella, che è stata dichiarata «luogo del cuore» dal FAI (Fondo ambientale italiano);

in aggiunta a quanto sopra è stata chiesta autorizzazione a costruire un nuovo forno dell'altezza di 103 metri. Tipologia analoga è utilizzata dalla stessa proprietà nello stabilimento di Piacenza per il co-incenerimento di pneumatici esausti;

si progetta inoltre di costruire una nuova superstrada, secondo l'interrogante vero e proprio disastro paesaggistico, atta a favorire il trasporto dei rifiuti prodotti dalle vicine industrie del marmo per smaltirli poi presso il cementificio;

il tutto in una zona a particolarissima vocazione agricola e paesaggistica, la zona di produzione dei vini Valpolicella ed Amarone, e all'interno del parco naturale della Lessinia;

quanto sopra è stato segnalato anche all'Unione europea affinché, analogamente a quanto fatto dai comitati di cittadini che si oppongono all'inceneritore di Verona (Cà del Bue), vengano sanzionati le amministrazioni di Fumane e Marano di Valpolicella per non aver mai preso nessun provvedimento per evitare gli sforamenti dei valori delle PM10, contravvenendo così ad avviso dell'interrogante al loro compito istituzionale di difensori della salute dei cittadini -:

se e quali iniziative il Ministro intenda assumere per favorire a livello nazionale soluzioni diverse dall'incenerimento dei rifiuti con particolare riferimento alle attività dei cementifici in modo da ridurre l'inquinamento prodotto dalle imprese che operano in tale settore.
(4-09173)






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