Per dire NO all’uso del (combustibile derivato dai rifiuti) come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri a indicare sul contenitore se il , in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti.


Infatti, il ottenuto con il co-incenerimento di e combustibile fossile, diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica).





Inoltre, i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore.




Alle associazioni , , Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo e basta  quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrarie a ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo.




Al posto della combustione del si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia.




Dietro l’angolo ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l’autorizzazione del co-incenerimento del : questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare nei cementifici.


Caricato da isolapulita. - I nuovi video di oggi.

Altro elemento di distorsione nel funzionamento delle società d'ambito concerne la frequente e pressoché sistematica elusione delle regole di evidenza pubblica nella scelta delle imprese cui affidare i lavori, imprese spesso prive dei necessari requisiti di professionalità, caratterizzate da assunzioni clientelari, che in molti casi, come accertato dalla Commissione, hanno riguardato individui con pregiudizi penali, o legati da rapporti di parentela con soggetti pregiudicati.Le criticità di ordine economico finanziario degli ATO hanno quindi avuto ricadute gravissime nella gestione del ciclo dei rifiuti nella regione siciliana, contribuendo a determinare situazioni di altrettanto grave pregiudizio per la salubrità dell'ambiente e, quindi, la salute dei cittadini.
Relazione Commissione Parlamentare sui Rifiuti in Sicilia 6/10/10





sabato 9 ottobre 2010

ISOLA DELLE FEMMINE Palermo, scoperti fusti di scorie radioattive

ISOLA DELLE FEMMINE Palermo, scoperti fusti di scorie radioattive



Seicento fusti di lamiera contenenti materiale radioattivo sono stati scoperti dai carabinieri in un capannone apparentemente abbandonato a Isola delle Femmine, un paese a dieci chilometri da Palermo. La struttura, appartenente alla societa' "Ecorad", avrebbe funzionato come deposito di materiale radioattivo dal 1987 a oggi.


   116 TELEVIDEO Sa 13 Lug 20:35:07
                                        
   SEQUESTRATO A PALERMO  DEPOSITO SCORIE RADIOATTIVE

                                       
 I carabinieri di Carini, nel Palermita  no, hanno scoperto in un capannone a  Isola delle Femmine seicento fusti in   lamiera contenenti materiale a basso
 indice di radioattivita`.
              
                                       
 Il capannone appartiene alla ditta Ecorad e sarebbe servito come deposito dal
 1987 a oggi, malgrado le diffide giunte  alla societa` dal sindaco del paese.  
                                       
Il capannone e` posto sotto sequestro, e titolari della Ecorad dall'87 a oggi sono stati denunciati per aver violato  la legge sui rifiuti speciali. Dai primi accertamenti risulta 
che i rifiuti   provenivano dalla Sicilia, ma anche dal nord Italia e dall'estero.      

Pagina 11
(14 luglio 1996) - Corriere della Sera

http://archiviostorico.corriere.it/1996/luglio/14/Palermo_scoperti_fusti_scorie_radioattive_co_0_9607143758.shtml


CAMERA DEI DEPUTATI-SENATO DELLA REPUBBLICA
COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SUL CICLO DEI RIFIUTI E SULLE ATTIVITA' ILLECITE AD ESSO CONNESSE 53.
SEDUTA DI MERCOLEDI' 22 LUGLIO 1998
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MASSIMO SCALIA
INDICE
La seduta comincia alle 13,30.
(La Commissione approva il processo verbale della seduta precedente).
Sulla pubblicità dei lavori.
PRESIDENTE. Se non vi sono obiezioni, rimane stabilito che la pubblicità della seduta sia assicurata anche attraverso gli impianti audiovisivi a circuito chiuso.
(Così rimane stabilito).
Avverto che verrà redatto e pubblicato il resoconto stenografico della seduta.

Audizione del sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo, dottor Biagio Insacco.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione del sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo, dottor Biagio Insacco.

Il dottor Gaspare Sturzo, invitato anch'egli per la seduta di oggi, mi ha comunicato telefonicamente la sua impossibilità a venire in considerazione di impegni non rinviabili connessi al suo ufficio. D'altro canto, il dottor Sturzo e il dottor Insacco si sono interessati della stessa vicenda, per cui la presenza di entrambi non è indispensabile.
Nel sottolineare che l'interesse della Commissione è incentrato sugli aspetti relativi alle attività illecite connesse con il riciclaggio dei rifiuti, e in particolare alla cosiddetta "operazione trash, cedo la parola al dottor Insacco.

BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo. La vicenda riguarda due procedimenti collegati, uno dei quali parte dalle INDAGINI conseguenti alla collaborazione di Angelo Siino, con conferme ulteriori derivate dalle dichiarazioni di altri collaboratori di giustizia. L'attenzione è concentrata sull'attività svolta in Sicilia dalla società, peraltro di grosso spessore in passato, De Bartolomeis, fallita nel 1996. In particolare, l'attenzione si sofferma su alcuni appalti attinenti alla discarica di Bellolampo (Palermo), dai quali emerge una serie di elementi a conferma delle dichiarazioni dei collaboranti, soprattutto sulla base di alcune consulenze tecniche che confermano l'irregolarità della procedura e le solite vicende che accompagnano fatti di turbativa di gare pubbliche. Al tempo stesso, emergono, da un procedimento collegato, rapporti fra la De Bartolomeis, società collegate all'imprenditore Tronci Romano, e altre società del palermitano e del trapanese. Abbiamo accertato che questa persona o suoi prestanome hanno costituito, dalla fine degli anni ottanta ai primi anni novanta, alcune società che poi si sono occupate del riciclaggio e in particolare della manutenzione dell'impianto di Trapani. Abbiamo verificato che una grossa società come la De Bartolomeis in realtà ha intrattenuto rapporti, costituendo società, con soggetti la cui riconducibilità a Cosa nostra era emersa già per altri versi.

PRESIDENTE. Indipendentemente dalle dichiarazioni dei collaboranti di giustizia?

BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo. Indipendentemente dalle dichiarazione dei collaboranti, perché si tratta di accertamenti svolti in modo del tutto autonomo sin dal 1996 - un periodo storico sicuramente precedente alla collaborazione di Siino e di altri soggetti - che hanno fatto emergerecollegamenti tra Tronci o altre persone ad esso riconducibili ed elementi della famiglia mafiosa di Trapani e in particolare, rapporti diretti con Virga Vincenzo, allo stato latitante, ritenuto il capomandamento di Trapani, elementi della famiglia mafiosa di Trapani e lo stesso figlio di Virga Vincenzo.

Il commercialista di fiducia di Virga, che attualmente non è un collaboratore di giustizia ma ha semplicemente reso dichiarazioni confessorie a seguito del procedimento nell'ambito del quale è stato coinvolto per partecipazione ad associazione mafiosa, ci ha confermato questi rapporti volti all'acquisizione di una serie di appalti nel trapanese, con particolare riguardo all'impianto di riciclaggio dei rifiuti di Trapani. Si tratta di rapporti volti anche alla realizzazione, in autofinanziamento e quindi semplicemente in forza di autorizzazione rilasciata dall'assessorato regionale territorio ed ambiente, di un impianto di riciclaggio di rifiuti speciali ospedalieri, alla cui realizzazione - secondo la ricostruzione operata dal mio ufficio - hanno concorso non solo Tronci e la società De Bartolomeis, ma anche soggetti riconducibili a Provenzano. In particolare, Udine Vincenzo, un soggetto molto legato a Lipari Giuseppe, personaggio condannato nell'ambito del maxiprocesso (articolo 416 bis) e poi condannato, per analoga ipotesi di reato, nel 1996.

Pochi giorni prima delladichiarazione di fallimento della società De Bartolomeis - il soggetto giuridico che ufficialmente compariva - si è verificata la cessione di un ramo dell'azienda ad una società denominata Rot, al cui capitale sociale concorrono, in realtà, società che noi riteniamo riconducibili anche a Udine, quindi a Lipari Giuseppe e, con un ulteriore passaggio, a Bernardo Provenzano.

Questa vicenda ha avuto anche delle conferme a seguito di dichiarazioni confessorie rese circa rapporti tra il De Bartolomeis, il Tronci, alcuni soggetti facenti parte appunto della famiglia di Trapani, con collegamenti anche istituzionali nella persona di un attuale deputato regionale, tale Canino Francesco. Su Palermo risultano anche collegamenti fra la società De Bartolomeis e l'ex assessore regionale al territorio ed ambiente Gorgone. Direi però che, al di là dei fatti di corruzione indicati dai collaboratori di giustizia e della illiceità delle procedure di aggiudicazione degli appalti per quanto riguarda la discarica di Bellolampo e sicuramente anche gli appalti sul trapanese, conferme provengono soprattutto, come dicevo all'inizio, da riscontri di natura documentale. E' assolutamente documentale e di epoca sicuramente antecedente l'intervento dei collaboratori la sussistenza di questi rapporti societari sia attraverso prestanomi sia, in alcuni casi, attraverso società sicuramente riconducibili alla FINED spa, che era la finanziaria che deteneva la maggioranza; era questa una società milanese che, attraverso la De Bartolomeis come società controllate e attraverso la ECOSUD, ha lavorato sia nel palermitano sia nella Campania; queste le risultanze acquisite agli atti.

Sono emersi anche rapporti di natura veramente documentale; non siamo nel campo dei collaboratori di giustizia, nel quale il discorso può essere opinabile e comunque sottoposto a riscontri che devono essere sicuramente completi in tutti i loro elementi; qui gli elementi li ricaviamo da INDAGINI di natura patrimoniale susseguenti all'arresto di Virga Francesco ed ai rapporti, per quanto riguarda la vicenda trapanese, tra Virga Vincenzo ed alcune realtà locali, alcune società che da tempo, direi dalla fine degli anni ottanta sino ai giorni nostri, si sono occupate e si occupano della manutenzione dell'impianto di Trapani.
Abbiamo ricostruito i vari passaggi; prima De Bartolomeis e poi altre società che sono intervenute e si sono aggiudicate l'appalto per la manutenzione dell'impianto del riciclaggio di Trapani; successivamente LEX e da ultimo DUSTY; i riscontri sono obiettivi e per citarne alcuni ricorderò gli accertamenti sui soggetti che avevano noleggiato i mezzi necessari per il trasporto dall'impianto di riciclaggio alla discarica; abbiamo così accertato che in un arco temporale di almeno 6-7 anni (questo per quanto riguarda Trapani) e nonostante il succedersi delle aggiudicazioni (in alcuni casi limitate ad un periodo di sei mesi, massimo un anno) erano sempre i mezzi riconducibili a Virga Vincenzo e alla De Bartolomeis quelli utilizzati per il trasporto dei rifiuti alla discarica. Questo oltre agli interessi di questo gruppo imprenditoriale misto costituito da società riconducibili alla De Bartolomeis e società sicuramente riconducibili a soggetti mafiosi per quanto attiene la partecipazione a gare, talune delle quali aggiudicate poi alla De Bartolomeis ed alla società Promozionale e servizi, che era appunto quella attraverso la quale si sono maggiormente verificati questi rapporti.

Quella che ho delineato è una traccia generalissima, molto sintetica e riassuntiva delle risultanze. Non accenno ovviamente a tutte le risultanze in materia di rapporti affaristici per quanto riguarda soprattutto la discarica di Palermo, per i quali rientriamo nel campo ordinario di Tangentopoli. Non vi sono situazioni particolari. La situazione che desta veramente preoccupazione è quella che si verifica nel 1989 e negli anni successivi, al momento dell'approvazione del piano regionale di smaltimento e riciclaggio dei rifiuti da parte dell'assessorato territorio ed ambiente, con i rapporti intercorsi tra questo gruppo capeggiato da De Bartolomeis e settori istituzionali per quanto attiene soprattutto i soggetti che si occupavano della progettazione delle opere; soggetti interessati alle società del Tronci, del Virga e della famiglia mafiosa di Boccadifalco in Palermo e soggetti che invece operavano all'interno dell'amministrazione per la modifica e l'approvazione dei piani, dei progetti e di quant'altro.

Questo, ripeto, è uno schema estremamente riassuntivo della vicenda che ci ha occupato. Abbiamo anche accertato elementi che fanno ritenere la società ECOSUD ITALIA srl (che ha realizzato una discarica in contrada Serraminga nel comune di Niscemi, a breve distanza dalle discariche comunali di Gela e Niscemi e a brevissima distanza dal complesso petrolchimico di Gela) riconducibile a soggetti mafiosi. A parte questa circostanza, vi è un ulteriore elemento di cui tener conto e relativo alla osservanza delle norme in materia di riciclaggio dei rifiuti, soprattutto con riguardo ad una discarica esistente a pochissima distanza da un complesso petrolchimico come quello di Gela.
Provvederò a segnalare questa circostanza all'autorità giudiziaria competente per quanto riguarda il rispetto delle norme nello specifico settore del riciclaggio. Il fatto invece che tale società sia riconducibile a soggetti mafiosi è circostanza emersa in modo assolutamente pacifico, sulla base dell'esame delle vicissitudini societarie di questo ente.

A questo punto, concluderei qui il mio intervento, rimanendo ovviamente a disposizione per eventuali domande.

PIERLUIGI COPERCINI. Vorrei chiedere al sostituto procuratore Insacco se, nell'ambito delle sue inchieste, siano emersi collegamenti tra questi signori - ad esempio il Tronci - ed il gruppo che fa capo al noto Orazio Duvia, a Sistemi ambientali e a tutta questa galassia.

PRESIDENTE. La prima domanda riguarda le INDAGINI svolte. Vorrei sapere se le indagini stesse siano state svolte in collegamento o comunque informando le direzioni distrettuali antimafia di Napoli, atteso che vi è una presenza napoletana, quantomeno con la De Bartolomeis, e quella di Firenze.
Passando ora alla questione delle connessioni, poiché dovrò fare dei nomi, dispongo che si proceda in regime di segretezza, salvo poi a verificare successivamente con lei, dottor Insacco, se e su quali parti la segretezza stessa sia necessaria.

(la Commissione procede in seduta segreta)

PRESIDENTE. Per quanto riguarda Napoli e la De Bartolomeis, vorremmo sapere se dalle INDAGINI risulta che questa società ha acquisito nel 1995 il Giornale di Napoli.

Ci risulta inoltre che all'inizio degli anni '90 la De Bartolomeis venne controllata da tale Renato D'Andria; vorremmo una conferma al riguardo. Il D'Andria ha poi curato il successivo fallimento della De Bartolomeis e la cessione alla Termomeccanica; vorremmo capire se questo passaggio sia stato realizzato effettivamente.

Romano Tronci, da lei più volte citato, al termine di questi passaggi risulta consulente in pianta stabile della Termomeccanica; vorremmo sapere se questo risulta anche a voi. Per quanto riguarda la Termomeccanica, sappiamo che la società è stata acquisita da Enzo Papi, ex manager della Fiat, e poiché nell'inchiesta trash ci risulta coinvolta anche la IMPREGILO che è del gruppo Fiat, vorremmo sapere se si possono supporre o meno dei collegamenti.

BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo. Per quanto riguarda i rapporti relativi all'acquisizione del giornale non risulta nulla, si tratta di una circostanza che non è stata oggetto di attenzioni. Quello che ci risulta, invece, è che in passato la De Bartolomeis ha sicuramente avuto rapporti con la Termomeccanica in raggruppamenti di imprese che si sono aggiudicati appalti a Bagheria e a Palermo o, per meglio dire, nel partinicese. Si parla infatti di un consorzio costituito da alcuni comuni facenti capo a quello di Partinico che nel 1993 hanno attribuito questo appalto che poi, per ragioni burocratiche dell'ultima ora, non è stato eseguito.

PRESIDENTE. Che tipo di appalto?

BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo. Per la realizzazione di un depuratore. Il mio ufficio si è interessato a questa vicenda anche a seguito di una denuncia presentata dalla provincia di Palermo, dal presidente Puccio, nel corso del precedente mandato elettorale. Oltre a numerosissime dichiarazioni di collaboratori di giustizia, abbiamo la prova di un raggruppamento di cui facevano parte anche società direttamente riconducibili sia alla famiglia mafiosa del mandamento di Partinico (nel caso specifico erano soggetti di Montelepre), sia a Giovanni Brusca con suoi prestanome già coinvolti in precedenti INDAGINI. La circostanza è stata ammessa da Brusca stesso.

Questa è la riprova del fatto che purtroppo in determinati settori, non fa eccezione neanche il riciclaggio dei rifiuti, si sono realizzati raggruppamenti tra imprese di rilevanza nazionale e imprese riconducibili a centri di interesse mafioso.

PRESIDENTE. Risulta il nome di D'Andria?

BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo. Questo nome già risultava all'ufficio, anche se questi fatti andranno ulteriormente approfonditi in collegamento con l'autorità giudiziaria competente in ordine al fallimento della De Bartolomeis.

PRESIDENTE. Risulta questo ruolo di D'Andria come uomo ponte tra De Bartolomeis e Termomeccanica.

BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo. Il suo ruolo ci risulta anche sulla base di dichiarazioni rese da soggetti coinvolti nell'indagine riguardo fatti di cui posso parlare anche in questa sede.

PIERLUIGI COPERCINI. Avevo chiesto se erano emersi collegamenti con altre aziende dello spezzino oltre alla Termomeccanica.

PRESIDENTE. In particolare ricordava il nome di Orazio Duvia.

BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo. Su questa vicenda è in corso un procedimento da parte dell'autorità giudiziaria di La Spezia. Abbiamo avuto dei contatti con i colleghi che se ne occupano, però è una vicenda ancora da sviluppare perché in essa emergono ancora una volta rapporti tra Tronci e soggetti legati a Vito Ciancimino.

PRESIDENTE. Qual è il ruolo dell'Impregilo nella vostra indagine?

BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo. E' un ruolo minore. Purtroppo si verifica spesso che imprese di rilevanza nazionale mettano solo il loro nome e i lavori vengano realizzati da imprese locali; il caso di specie è un esempio classico di questo modus operandi. Si tratta di un'impresa, iscritta all'albo nazionale dei costruttori ad hoc, che, tramite suoi dirigenti, si è prestata ad intrattenere rapporti con imprese locali facenti parte di questo raggruppamento la cui riconducibilità alla famiglia di Boccadifalco appare evidente anche sulla base di rapporti parentali.

PRESIDENTE. Era nota anche per chi doveva condurre affari?

Le faccio un esempio cocente e attuale: un noto imprenditore del nord Italia che aveva cominciato a INVESTIRE nel sud ha fatto presente che non era disposto ad andare avanti perché non vuole accettare le regole che la criminalità organizzata impone nelle aree che controlla. L'Impregilo, trattandosi di una consociata della FIAT,non è uno dei sette nani, quindi mi chiedo se la casualità cui lei faceva riferimento e il ruolo minore non abbiano come corrispettivo la possibilità di maggiori informazioni.

BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo. Dalle INDAGINI, in base a dichiarazioni di collaboratori, è emerso che alcuni dirigenti che hanno operato in Sicilia hanno intrattenuto rapporti diretti con Angelo Siino e Antonino Buscemi, i due soggetti che nel settore degli appalti pubblici palermitani per aspetti diversi hanno avuto un ruolo importante, se non altro perché, essendo soprattutto a Buscemi Antonino riconducibili società nel settore del calcestruzzo e degli inerti ed essendo indispensabili per questo tipo di attività i rapporti fra società operanti nel settore degli appalti e società operanti nel settore delle forniture, tali rapporti sono emersi in modo abbastanza chiaro.

PRESIDENTE. Non si può quindi parlare una presunzione di innocenza, nel senso comune e non giudiziario del termine.

BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo. Le dichiarazioni dei collaboratori sono state riscontrate per quanto riguarda i collegamenti ed i rapporti societari; nel caso di specie, oltre ai rapporti attuali tra alcuni soggetti che hanno operato per conto dell'Impregilo e il Buscemi, ve ne sono di precedenti riguardanti l'ex gruppo Ferruzzi (si tratta di soggetti che hanno transitato da un gruppo all'altro). O questi soggetti hanno vissuto senza rendersi conto dello spessore mafioso di coloro con i quali per molti anni hanno avuto a che fare - e questa è la loro tesi...oppure no.

PRESIDENTE. Risulta a questa Commissione che Tronci sia stato uno degli ultimi visitatori di villa Vanda prima della fuga di Gelli, da qui l'esigenza di capire se nelle INDAGINI condotte dal suo ufficio siano emersi rapporti con altri personaggi. Gelli ovviamente richiama connessioni massoniche; le chiedo poi se le risultino rapporti tra Tronci o persone a lui legate e tale Mariano Fornaciari o, per quanto riguarda movimenti finanziari, tale Angelo Pollina, nonché se siano emersi contatti con tale Giovanni Marras o altri imprenditori sardi o con Eugenio Gambardella e Michele Genovese.
Le chiedo inoltre se le risulti l'indirizzo di via Panama 12 a Roma e se siano emersi collegamenti con Liborio Polizzi e con la società Cosiri e Zanca impianti.

BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo. Si tratta di vicende che probabilmente hanno interessato altre autorità giudiziarie di cui noi, allo stato, non abbiamo cognizione.

PRESIDENTE. Lei ha parlato molte volte dell'impianto di Trapani: vorrei sapere di che tipo di impianto si tratta e, soprattutto, se funziona. Alcune imprese infatti, tra cui la De Bartolomeis, sono specializzate nel realizzare impianti che servono per fare affari e non per per le finalità per cui sono state progettate e costruite.

BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo. Il vecchio impianto di Trapani risale ad un appalto del 1979. So che si tratta di un impianto di compostaggio, però non so dire di più perché non sono un esperto di questo settore per il quale mi avvalgo di consulenti.
PRESIDENTE. Potremo venire a capo di questi aspetti con l'esame dei documenti. Comunque, l'impianto funzionava o no?
BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo. Non era completamente funzionante alla fine degli anni ottanta e agli inizi degli anni novanta.

PRESIDENTE. Il progetto è partito nel 1979!

BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo. Sì.


PRESIDENTE. Dopo vent'anni ancora non funzionava.
BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo. Anche il depuratore di Palermo non mi risulta che sia funzionante.

PRESIDENTE. Da chi è stato realizzato?

BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo. Sempre dalla De Bartolomeis con una società dei fratelli Costanzo.

PRESIDENTE. Questi impianti non funzionano perché sono stati progettati male o perché vi sono state delle more burocratiche, per cui non si è arrivati all'esercizio?

BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo. L'appalto che avrebbe dovuto essere aggiudicato, serviva per raggiungere una maggior efficienza dell'impianto già esistente. Immagino, quindi, che l'impianto di Trapani di per sé non sia in grado di riciclare tutti i rifiuti della città e del suo comprensorio. Di ciò è testimonianza il fatto che l'appalto che doveva essere aggiudicato, ma che poi non lo è stato per fatti burocratici, doveva servire per il potenziamento, il completamento e la maggior efficienza dell'impianto esistente.

PRESIDENTE. Questa è una questione che riguarda il carico dell'impianto.

BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo. Noi ci siamo occupati di rapporti mafiosi, di collegamenti societari, di dazioni di denaro, però la vicenda, anche sulla base di consulenze, dovrà essere maggiormente esaminata.

PRESIDENTE. Mi consenta di sollecitarla all'attenzione del suo ufficio, perché abbiamo esperienza diretta (la Commissione ha svolto sopralluoghi) di impianti analoghi che proprio perché non funzionavano consentivano episodi di ripartizione e di corruzione fra esponenti politici locali.

BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo. Questo è sicuramente un aspetto che dovrà essere maggiormente approfondito.

PIERLUIGI COPERCINI. Vorrei sapere se, nell'ambito dell'inchiesta che il sostituto procuratore sta portando avanti, sia comparso il nome dell'ingegner Zito, che pare sia un intermediario importante in questi traffici.
Per quanto riguarda i rifiuti ospedalieri, pare che in Sicilia vi sia una specie di monopolio, diverso a seconda delle provincie o della zona. Le risulta un fatto del genere?
Circa la Ecosud, vorrei sapere se dalla compagine societaria o dai nominativi dei membri del consiglio di amministrazione, si possano rilevare collegamenti a livello sia della malavita siciliana sia dell'ecomafia italiana.

BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo. Per quanto riguarda Zito sono emersi rapporti, tanto che è uno dei soggetti allo stato indagati. Ci risulta che Zito sia stato il rappresentante in Sicilia della Termomeccanica, anche se questa circostanza è stata ufficialmente smentita dalla società o da soggetti che in essa operano ufficialmente. A noi, invece, tale circostanza è assolutamente nota sulla base di intercettazioni telefoniche -addirittura risalenti al primo processo mafia-appalti, quindi agli anni 1990-1991 - dalle quali risultano contatti telefonici tra Zito e soggetti della Termomeccanica, volti alla predisposizione dei raggruppamenti di imprese che avrebbero dovuto poi concorrere ad appalti in Sicilia.

PRESIDENTE. Avrebbero dovuto vincere gli appalti!

BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia di Palermo. Sì. La giustificazione che veniva data - naturalmente riferisco soltanto le dichiarazioni di collaboratori di giustizia - è che ci sarebbe stato un periodo, nella vicenda complessiva degli appalti, in cui ci si avvaleva anche di società facenti parte, in senso lato, del parastato, a copertura di traffici nel settore degli appalti. Nel caso di specie, posso dire che Zito è strettamente collegato con Giovanni Brusca.
Per quanto riguarda la Ecosud, mi risulta che tale società sia controllata da soggetti vicinissimi a Biondolillo Giuseppe, già rinviato a giudizio per rispondere di associazione mafiosa quale appartenente alla famiglia mafiosa di Certa.
Circa i rifiuti ospedalieri, l'unica vicenda che mi risulta in modo evidente è la realizzazione di un impianto a Trapani nello stesso luogo dell'impianto di riciclaggio. Si verifica, quindi una situazione anomala per cui vi sono due autorizzazioni relative l'una ad un progetto per l'estensione dell'impianto di riciclaggio di rifiuti ospedalieri e di rifiuti solidi urbani e l'altra alla realizzazione, da parte della società De Bartolomeis con fondi propri, nello stesso luogo, di un impianto per lo smaltimento di rifiuti ospedalieri.
Tra l'altro, è emerso che la Promozionale servizi, la società in cui operano soggetti riconducibili a Tronci e soggetti mafiosi, ha ottenuto un appalto da una USL, però poi, in base ad un accordo tra la Promozionale servizi ed un'altra società del gruppo Fined, i rifiuti ospedalieri vengono o sarebbero stati scaricati (questo è un punto interrogativo) a Pieve Emanuele, alle porte di Milano. Vi erano, quindi, questi rapporti che non sono emersi nel momento dell'aggiudicazione dell'appalto. Infatti, il collegamento tra la Promozionale servizi e la società del gruppo De Bartolomeis credo non risultasse all'ente pubblico che aveva aggiudicato l'appalto

PRESIDENTE. Sono state fatte verifiche per vedere se questi rifiuti sono arrivati a Pieve Emanuele?

BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della DIA di Palermo. Sul punto stiamo operando, ma vi sono veramente solo perplessità e dubbi, da riscontrare, circa il fatto che questi carichi siano stati effettivamente realizzati, avuto riguardo anche ai mezzi di cui aveva la disponibilità la Promozionale e servizi; insomma, assolutamente poca roba.

PRESIDENTE. Quindi può essere legittimo il sospetto di uno smaltimento illecito in territorio siciliano?

BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della DIA di Palermo. Sì, che dei rifiuti siano stati scaricati in discariche abusive.

PIERLUIGI COPERCINI. Vorrei sapere ancora se, nell'ambito delle sue INDAGINI, dottor Insacco, siano emersi questi tre nomi: tale dottor Patti di Palermo e due società la Ecorad e la Sicurad.

BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della DIA di Palermo. Dall'indagine emergono dei Patti, ma probabilmente il Patti cui lei si riferisce è persona diversa dai soggetti coinvolti. I nomi delle società da lei indicate mi giungono del tutto nuovi allo stato.

PRESIDENTE. Mi sembra sia stato arrestato tale Benedetti Ugo. Questo risulta anche dalle sue INDAGINI? E sempre nel corso di queste INDAGINI è emerso il nome di tale Antonazzo Mariano?

BIAGIO INSACCO, Sostituto procuratore della DIA di Palermo. No. Non sono compresi nelle indagini e non risultano collegamenti con questi soggetti, almeno nell'ambito di questa indagine.

PRESIDENTE. Non essendovi altre richieste di intervento, ringrazio nuovamente il nostro interlocutore, con il quale, come ho già detto, verificheremo quali parti della seduta debbano essere assoggettati a regime di segretezza.
La seduta termina alle 14,45.
http://www.parlamento.it/parlam/bicam/rifiuti/Sedute/53.htm

Caserma NATO, D'ARPA, ISOLA DELLE FEMMINE, Passaggio del Coniglio, scoperti fusti di scorie radioattive, INQUINAMENTO,ITALCEMENTI,MAFIA,RIFIUTI PERICOLOSI,AMIANTO,CROMO ESAVALENTE VI,PETCOKE 

Nessun commento:

Posta un commento