Per dire NO all’uso del (combustibile derivato dai rifiuti) come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri a indicare sul contenitore se il , in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti.


Infatti, il ottenuto con il co-incenerimento di e combustibile fossile, diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica).





Inoltre, i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore.




Alle associazioni , , Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo e basta  quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrarie a ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo.




Al posto della combustione del si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia.




Dietro l’angolo ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l’autorizzazione del co-incenerimento del : questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare nei cementifici.


Caricato da isolapulita. - I nuovi video di oggi.

Altro elemento di distorsione nel funzionamento delle società d'ambito concerne la frequente e pressoché sistematica elusione delle regole di evidenza pubblica nella scelta delle imprese cui affidare i lavori, imprese spesso prive dei necessari requisiti di professionalità, caratterizzate da assunzioni clientelari, che in molti casi, come accertato dalla Commissione, hanno riguardato individui con pregiudizi penali, o legati da rapporti di parentela con soggetti pregiudicati.Le criticità di ordine economico finanziario degli ATO hanno quindi avuto ricadute gravissime nella gestione del ciclo dei rifiuti nella regione siciliana, contribuendo a determinare situazioni di altrettanto grave pregiudizio per la salubrità dell'ambiente e, quindi, la salute dei cittadini.
Relazione Commissione Parlamentare sui Rifiuti in Sicilia 6/10/10





sabato 9 ottobre 2010

ACCORDO GOVERNO AZIENDE RIDUZIONI EMISSIONI CO2 FINANZIAMENTI 12 MILIARDI DI EURO ITALCEMENTI 510 MILIONI REVAMPING RICONVERSIONE RIFIUTI INCENERITORI

 


  • Impronta Ambientale





    Presidenza del Consiglio dei Ministri

    Ministero  dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

     

    PATTO PER L’AMBIENTE

     

    per la lotta ai cambiamenti climatici e all’inquinamento, per un’Italia che, attraverso lo sviluppo e la diffusione della conoscenza, sappia trasformare la sfida ambientale in un’occasione di crescita sociale ed economica

     

    Premessa

    Il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare assumono quali obiettivi alti e condivisi del presente accordo quelli definiti dall’Unione Europea in materia di lotta ai cambiamenti climatici e all’inquinamento e dal summit di Lisbona secondo cui, attraverso lo sviluppo e la diffusione della conoscenza, il dinamismo economico e la tutela dell’ambiente devono procedere di pari passo.

    In questo ambito le ragioni dell’ambiente e della competitività tendono a convergere nel comune obiettivo della valorizzazione delle risorse umane e naturali e dell’innovazione tecnologica.

    Il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ritenendo l’innovazione un elemento centrale per lo sviluppo sostenibile, intendono attivare azioni congiunte per dare impulso alla crescita economica attraverso la valorizzazione dell’innovazione e della tutela ambientale.

    La costruzione di un futuro sostenibile non può infatti prescindere dalla promozione di azioni che siano in grado di conciliare le esigenze della crescita economica ed occupazionale e le ragioni dell’ambiente, creando quel sistema di reciproche opportunità tale da orientare le politiche di gestione verso una comune visione di sviluppo.

    In tale prospettiva, intendono coinvolgere, oltre ai soggetti istituzionali interessati, anche imprese con cui innescare un circolo virtuoso per effetto del quale gli obiettivi di sostenibilità non vengano ridotti a meri vincoli e condizionamenti, ma divengano delle opportunità di crescita, aperte al più vasto ambito di attori possibile.

    Elementi della strategia, finalizzata ad orientare gli investimenti all’innovazione dei processi e dei prodotti, con conseguenti positive ricadute ambientali, di formazione del capitale umano e di crescita delle imprese, sono i seguenti:

    - promozione di iniziative che, ai vari livelli, siano in grado di contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici e all’inquinamento;

    - impegno alla rimozione degli ostacoli che rallentano la sostituzione dei sistemi di produzione obsoleti e maggiormente inquinanti con quelli innovativi ed efficienti, come pure la possibilità di valorizzare tutte le risorse, comprese quelle rappresentate dai sottoprodotti e dai rifiuti.

    Sulla base di tali premesse condivise, il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare convengono di sottoscrivere con le imprese firmatarie un Patto per l’Ambiente volto a consolidare la nuova strategia ambientale e intendono coinvolgere, in tale percorso, i soggetti istituzionali interessati e gli attori economici che, su base volontaria, condividono e condivideranno le suddette premesse.

    Primi interventi del  Patto per l’Ambiente

    Per favorire il coinvolgimento delle imprese, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha elaborato un programma di interventi volto a:

    - superare le difficoltà, di natura finanziaria, che ostacolano la diffusione delle fonti rinnovabili e di tecnologie efficienti. La difficoltà di accedere al credito per coprire l’investimento iniziale costituisce, infatti, un notevole impedimento per l’accesso, da parte delle piccole e medie imprese e dei privati cittadini, agli incentivi stanziati dalle vigenti norme per le fonti rinnovabili e il risparmio energetico;

    - stimolare e monitorare accordi di programma volti a orientare verso una elevata tutela dell’ambiente gli investimenti in innovazione programmati dalle aziende.

    Il programma è articolato come segue:

    a)    finanziamento agevolato a favore della diffusione di tecnologie ad alta efficienza e  a basse emissioni attraverso un fondo di rotazione di 600 Milioni di euro per l’attuazione del Protocollo di Kyoto che, nel periodo 2009-2012, può stimolare investimenti  fino a 3 miliardi di euro.

    Le iniziative promosse attraverso il fondo consentiranno – nel periodo 2009-2012 – una riduzione delle emissioni di CO2 per circa 5 milioni di tonnellate/anno rispetto agli scenari di emissione;

    b) sottoscrizione di accordi di programma volontari con le imprese che abbiano ad oggetto interventi e investimenti su fonti rinnovabili e risparmio energetico. La sottoscrizione degli accordi è aperta a tutte le imprese che condividono le premesse sopra riportate e che intendano effettuare investimenti finalizzati ad innovare i propri sistemi, processi o prodotti con ricadute positive per la lotta ai cambiamenti climatici e all’inquinamento. In questo ambito, con le 11 imprese aderenti al presente Patto, sono stati finora negoziati accordi che prevedono investimenti complessivi per circa 12 miliardi di euro. Le iniziative delle 11 imprese contribuiranno alla diversificazione delle fonti energetiche, alla innovazione tecnologica dei processi industriali, e consentiranno una riduzione delle emissioni di CO2  a partire dal 2014 per circa 8,5 milioni di tonnellate/anno.

    Considerato che il “gap” dell’Italia rispetto all’obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 stabilito dal Protocollo di Kyoto, è stimato attualmente in circa 30 milioni di tonnellate/anno, il fondo di rotazione e gli accordi volontari ridurranno il “gap” di circa il 25%. Inoltre, tenendo conto che le misure previste dal fondo e dagli accordi volontari sono di tipo strutturale, gli effetti delle misure stesse avranno una lunga durata e contribuiranno dunque al raggiungimento degli obiettivi più ambiziosi al 2020 stabiliti nell’ambito del Pacchetto Clima-Energia.

    Roma, li 7 luglio 2009

    Il Presidente del Consiglio dei Ministri

     

    Il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

     

    Autostrade per l’Italia S.p.A.
     
    Edipower S.p.A.
    Edison S.p.A.
    ENAC
    Enel S.p.A.
    Eni S.p.A.
    Finbieticola S.p.a.
     
    Ferrovie dello Stato S.p.A.
    Italcementi S.p.A.
    Sorgenia S.p.A.
    Terna S.p.A.

     

     




































     
     

    Oggi pomeriggio a Palazzo Chigi la firma del "Patto per l'Ambiente" fra il Governo e 11 grandi aziende


    Oggi pomeriggio, alle 18 a Palazzo Chigi, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Ministero dell'Ambiente firmeranno con 11 aziende italiane il "Patto per l'Ambiente".

    Il Patto punta alla riduzione delle emissioni di gas serra e dell'inquinamento in un'ottica che punta a conciliare tutela ambientale e crescita occupazionale ed economica ed alla promozione dell'innovazione tecnologica ritenuta elemento centrale per lo sviluppo sostenibile.

    Il Patto prevede finanziamenti agevolati per la diffusione di tecnologie a basse emissioni e ad alta efficienza attraverso un fondo di rotazione di 600 milioni di euro per il periodo 2009-2012 che può stimolare investimenti fino a 3 miliardi di euro e la sottoscrizione di accordi di programma volontari con imprese che investono in fonti rinnovabili e risparmio energetico. Gli accordi firmati con le 11 aziende che oggi aderiscono al Patto prevedono investimenti per circa 12 miliardi di euro.

    Gli interventi previsti nel "Patto per l'Ambiente" consentiranno un taglio delle emissioni tale da ridurre di circa il 25% il gap del nostro paese rispetto ai limiti fissati dal Protocollo di Kyoto.

    Il Patto sarà sottoscritto dal Sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta, dal Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo e da Enel, Eni, Edison, Società Autostrade, Edipower, Enac, Finbieticola, Ferrovie dello Stato, Italcementi, Sorgenia e Terna.
    Allegato: 


    http://www.minambiente.it/comunicati/oggi-pomeriggio-palazzo-chigi-la-firma-del-patto-lambiente-fra-il-governo-e-11-grandi



    SOSTENIBILITÀ L' INTESA CON IL MINISTERO DELL' AMBIENTE

    Ecco fatto l' eco-patto

    Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italcementi, spiega che per il gruppo l' intervento totale sarà di 510 milioni di euro. E porterà a una riduzione di 760 mila tonnellate di CO2 l' anno


    Domanda.
    In un articolo scritto per il Mondo , nel maggio del 2007, lei aveva anticipato l' esigenza di un patto per l' ambiente tra aziende e istituzioni. Alla luce di quell' intervento, che significato hanno le intese siglate nei giorni scorsi tra il ministero per l' Ambiente, guidato da Stefania Prestigiacomo, e 11 grandi gruppi industriali italiani, tra i quali Italcementi?
     
    Risposta.
    Come avevo avuto modo di scrivere, siamo giunti a un punto cruciale e non più rinviabile: il passaggio dalla fase teorico-rivendicativa alla fase pratico-attuativa che intersechi ambiente e industria in un' ottica di sviluppo sostenibile. Credo che gli accordi sottoscritti a Palazzo Chigi il 7 luglio scorso rappresentino un primo passo in questa direzione. Soprattutto perché pongono le basi per il raggiungimento di una maggiore efficienza ambientale dei processi produttivi, da coniugare con più rapidi iter autorizzativi.
    D. Il patto prevede complessivamente impegni per 12 miliardi di euro nell' arco di tre anni. Qual è, più nel dettaglio, il piano di investimenti di Italcementi?
    R. Abbiamo stimato tre tipologie di interventi per 510 milioni di euro in totale. Riteniamo di portare a termine i nostri progetti entro il 2013 a fronte dell' ottenimento dei relativi permessi amministrativi. Accordo pesante per Pesenti. Pesante quanto a importanza, ma leggero per le conseguenze sull' ambiente. Perché l' eco-patto siglato da Italcementi (e da altri big dell' industria italiana) consentirà di aiutare la crescita economica valorizzando l' innovazione e, al tempo stesso, la tutela ambientale. Come? Lo spiega Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italcementi.
    D. Di che cosa si tratta, in particolare?
    R. Sono previsti, in primo luogo, il revamping degli impianti di produzione di energia idroelettrica, per il mantenimento della capacità installata, e la realizzazione di impianti solari fotovoltaici. Ci sarà poi una serie di interventi tecnologici per la sostituzione di una parte dei combustibili fossili utilizzati negli impianti di produzione di cemento con combustibili derivati da rifuti. Il terzo settore di attività, ma sotto il pro lo economico e dei risultati ambientali il più rilevante, riguarda il revamping di alcuni degli impianti di produzione di cemento, con l' obiettivo di aumentare l' efficienza energetica e ambientale delle unità produttive.
    Perché questi interventi?
    R. Nei grandi gruppi industriali, sia volontariamente che sulla spinta delle regolamentazioni nazionali e internazionali, è ormai prassi diffusa adottare per i nuovi impianti le Best available technologies (Bat), cioè quell' insieme di macchine, strumenti e tecnologie che rappresentano il punto più avanzato disponibile per l' innovazione di processo, al ne di ottimizzare il processo produttivo e minimizzare l' impatto ambientale. È molto evidente, come scrivevo sul Mondo nel 2007, che il minor consumo specifico di energia per unità di prodotto genera maggiori margini e minori emissioni. Le nuove tecnologie, che sostituiscono i vecchi processi, sono ovviamente in grado di realizzare in maniera ancor più marcata questa congiunzione tra obiettivo industriale e tutela ambientale.
    Quindi, se non ho capito male, il driver di crescita è: investimenti di modernizzazione verso target per l' ambiente?
    R. È un percorso che il nostro gruppo ha intrapreso, nel mondo, in Spagna e Stati Uniti, e avviato in Paesi emergenti come la Bulgaria. Con interventi che hanno superato la cifra di 750 milioni di euro e con un bilancio ambientale eclatante.
    In Italia quali saranno, a regime, i benefici dell' accordo con il ministero?
    R. Ridurremmo le emissioni di CO di circa 760 mila tonnellate l' anno. E avremo un risparmio di energia da fonti fossili di circa 260 kTep (migliaia di tonnellate equivalenti, ndr ) l' anno. Nell' intesa è prevista l' istituzione di un comitato di nomina ministeriale composto da membri del dicastero dell' Ambiente e rappresentanti del gruppo Italcementi.
    Quali funzioni avrà quest' organo?
    R. Dovrà elaborare una relazione annuale per presentare al ministro un quadro dettagliato dell' implementazione del programma e dei bene ci ambientali raggiunti. Inoltre, avrà il compito di individuare soluzioni alle eventuali criticità che si dovessero riscontrare nel corso degli iter di autorizzazione, favorendo la rapida attuazione degli interventi. E poi svolgerà un ruolo di interlocutore con le autorità regionali e gli enti locali, presentando relazioni e la necessaria documentazione tecnica.
    Foto: Stefania Prestigiacomo


    Foto: Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italcementi

    Fabio De Rossi
     


    Comunicazione e Media

    Siglato il “Patto per la tutela dell’ambiente”  con il Governo Italiano

    Roma, 7 luglio 2009

    Alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, il Consigliere Delegato del Gruppo Italcementi Carlo Pesenti e il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo hanno firmato un accordo volontario tra l’azienda e il Ministero, denominato “Patto per la Tutela dell’Ambiente”. 
    L’accordo si inserisce in un quadro di accordi analoghi tra il Ministero e dieci delle principali aziende italiane e prevede un percorso programmatico di investimenti da parte di Italcementi e della sua controllata Italgen in interventi finalizzati alla riduzione dei gas a effetto serra e alla produzione di energia da fonti rinnovabili.

    «Nel 2007 - afferma Carlo Pesenti – avevamo proposto un “Patto per l’ambiente” tra imprese e istituzioni al fine di poter realizzare interventi strutturali di riconversione di impianti industriali. L’obiettivo era ed è il raggiungimento di una maggiore efficienza ambientale dei processi produttivi, da coniugare con più rapidi iter autorizzativi. Il patto firmato oggi rappresenta un primo passo in questa direzione».
    Il piano di investimenti di Italcementi, stimato in circa 510 milioni di euro complessivi, prevede in particolare 3 tipologie di interventi che saranno realizzati, a fronte dell’ottenimento dei relativi permessi e assentimenti amministrativi, entro il 2013: 
    • Revamping degli impianti di produzione di energia idroelettrica per il mantenimento della capacità installata e realizzazione di impianti solari fotovoltaici.
    • Interventi tecnologici per la sostituzione di una parte di combustibili fossili utilizzati negli impianti di produzione di cemento con combustibili derivati da rifiuti
    • Revamping di alcuni degli impianti di produzione di cemento finalizzato all’incremento dell’efficienza energetica ed ambientale delle unità produttive.
    Dall’attuazione dell’accordo sono attesi rilevanti benefici ambientali:
    • Riduzione delle emissioni di CO2 pari a circa 760 kt/anno
    • Risparmio di energia da fonti fossili di circa 260 Ktep/anno
    Il Patto fra il Ministero dell’Ambiente e Italcementi, al fine di favorire e monitorare la corretta implementazione dell’accordo, prevede l’istituzione di un Comitato di nomina Ministeriale composto da membri del Ministero dell’Ambiente e rappresentanti del Gruppo Italcementi, con il compito di: 
    • Presentare al Ministro, tramite relazione annuale, un quadro dettagliato circa l’implementazione del programma e i benefici ambientali raggiunti
    • Individuare soluzioni alle criticità che eventualmente si riscontrassero nel corso degli iter autorizzativi e favorire la rapida attuazione degli interventi
    • Agevolare il dialogo e la collaborazione con le Autorità Regionali e gli Enti locali presentando apposite relazioni e documentazione tecnica.
    «L’accordo firmato oggi – conclude Pesenti – conferma ulteriormente il nostro impegno per lo sviluppo sostenibile, un obiettivo ormai consolidato nelle strategie del Gruppo Italcementi».
    http://www.italcementigroup.com/ITA/Comunicazione+e+Media/News/Sostenibilita/20090707.htm


    COSA BOLLE IN PENTOLA? albo pretorio isola delle femminehttp://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/determine-e-delibere-12-luglio-2009.html

    LE RONDE GIOSIOSE di Portobello Cutino PALazzotto e c…………
    http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/sentenza-commissione-comunale-edilizia_27.html

    APPELLO DAL C.C. di Borgetto ai Comuni limitrofi: No alla privatizzazione dell’acqua
    http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/nasce-l-dell-del-palermitano_10.html


    Sciolto il Consiglio Comunale per infiltrazione Mafiosa
    http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/24-luglio-2009.html


    BILANCIO previsione consuntivo commissari ad acta http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/bilanci-arrivano-i-commissari.html

    ATO RIFIUTI GESTIONE COSTI E DEBITIhttp://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/05/ato-rifiuti-gestione-costi-e-debiti.html

    SANGUE all’arsenico per gli abitanti di GELA
    http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/sangue-allarsenico-per-gli-abitanti-di.html

    TURISTI A ISOLA DELLE FEMMINE
    http://isolapulita.blogspot.com/2009/07/raccogliamo-e-facciamo-nostro-lappello.html#links

    NASCE L'ATO DELL'ACQUA DEL PALERMITANO
    http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/nasce-l-dell-del-palermitano_10.html

    Nuove speranze nella cura alle malattie del sangue
    http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/nuove-speranze-nella-cura-alle-malattie.html


    TERRIBILE INCIDENTE FERROVIARIO A VIAREGGIO
    http://iltimone.blogspot.com/2009/06/terribile-incidente-ferroviario.html

    LOMBARDO FORMA LA NUOVA GIUNTA
    http://isoladellefemminedaliberare.blogspot.com/2009/07/lombardo-forma-la-nuova-giunta.html

    NINO RUBINO A TELEJATO FENOMENO MAFIOSO A ISOLA?http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/isola-delle-femmine-elezioni.html

    Nino Rubino: Elezioni Amministrative Come la pensiamo
    http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/isola-delle-femmine-elezioni.html

    Stefano Bologna: LE PAROLE SONO PIETREhttp://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/06/oggi-10-giugno-alle-1310-due-funzionari.html


    Pino Rubino:LIBERE ELEZIONI A ISOLA DELLE FEMMINE?
    http://disertiamoleurneaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/07/ce-la-faremo-uploaded-by-isolapulita.html

    Isola delle Femmine: Radar meteo o acquario marino?
    http://isoladifuori.blogspot.com/2009/07/isola-delle-femmine-radr-meteo-o.html

    La trasparenza come strumento di controllo legge 15 marzo 2009
    http://isolapulita.blogspot.com/search?q=legge+15+marzo+2009

    ITALCEMENTI: CRISI ECONOMICA E CONSEGUENZE OCCUPAZIONALI
    http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/06/muccillial-fianco-dello-stabilimento.html

    RIFIUTI POLITICA E SERVIZI SEGRETI
    http://isoladellefemminelibera.blogspot.com/2009/07/torretta-chieste-le-condanne-per-il.html


    Commissione Edilizia Comunali Sentenzehttp://isolapulita.blogspot.com/2007/07/decine-di-atti-di-concessioni-edilizie.html




    L'accordo - L'intesa nell'ambito degli accordi tra il Ministero e dieci delle principali aziende italiane: prevede investimenti da parte di Italcementi e della sua controllata Italgen finalizzati alla riduzione dei gas a effetto serra e alla produzione di energia da fonti rinnovabili.

    Patto Italcementi-Governo
    per tutelare l'ambiente




    Alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, il Consigliere Delegato del Gruppo Italcementi Carlo Pesenti e il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo hanno firmato un accordo volontario tra l’azienda e il Ministero, denominato “Patto per la Tutela dell’Ambiente”.
    L’accordo si inserisce in un quadro di accordi analoghi tra il Ministero e dieci delle principali aziende italiane e prevede un percorso programmatico di investimenti da parte di Italcementi e della sua controllata Italgen in interventi finalizzati alla riduzione dei gas a effetto serra e alla produzione di energia da fonti rinnovabili.«Nel 2007 - afferma Carlo Pesenti – avevamo proposto un “Patto per l’ambiente” tra imprese e istituzioni al fine di poter realizzare interventi strutturali di riconversione di impianti industriali. L’obiettivo era ed è il raggiungimento di una maggiore efficienza ambientale dei processi produttivi, da coniugare con più rapidi iter autorizzativi. Il patto firmato oggi rappresenta un primo passo in questa direzione».
    Il piano di investimenti di Italcementi, stimato in circa 510 milioni di euro complessivi, prevede in particolare 3 tipologie di interventi che saranno realizzati, a fronte dell’ottenimento dei relativi permessi e assentimenti amministrativi, entro il 2013:
    Revamping degli impianti di produzione di energia idroelettrica per il mantenimento della capacità installata e realizzazione di impianti solari fotovoltaici.


    Interventi tecnologici per la sostituzione di una parte di combustibili fossili utilizzati negli impianti di produzione di cemento con combustibili derivati da rifiuti
    Revamping di alcuni degli impianti di produzione di cemento finalizzato all’incremento dell’efficienza energetica ed ambientale delle unità produttive.

    Dall’attuazione dell’accordo sono attesi rilevanti benefici ambientali:
    Riduzione delle emissioni di CO2 pari a circa 760 kt/anno
    Risparmio di energia da fonti fossili di circa 260 Ktep/anno

    Il Patto fra il Ministero dell’Ambiente e Italcementi, al fine di favorire e monitorare la corretta implementazione dell’accordo, prevede l’istituzione di un Comitato di nomina Ministeriale composto da membri del Ministero dell’Ambiente e rappresentanti del Gruppo Italcementi, con il compito di:
    Presentare al Ministro, tramite relazione annuale, un quadro dettagliato circa l’implementazione del programma e i benefici ambientali raggiunti
    Individuare soluzioni alle criticità che eventualmente si riscontrassero nel corso degli iter autorizzativi e favorire la rapida attuazione degli interventi
    Agevolare il dialogo e la collaborazione con le Autorità Regionali e gli Enti locali presentando apposite relazioni e documentazione tecnica.
    «L’accordo firmato oggi – conclude Pesenti – conferma ulteriormente il nostro impegno per lo sviluppo sostenibile, un obiettivo ormai consolidato nelle strategie del Gruppo Italcementi».


    Martedi 7 Luglio 2009




    http://www.bergamonews.it/economia/articolo.php?id=13079

    http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/06/terribile-incidente-ferroviario.html ACCORDO GOVERNO AZIENDE RIDUZIONI EMISSIONI CO2 FINANZIAMENTI 12 MILIARDI DI EURO ITALCEMENTI 510 MILIONI REVAMPING RICONVERSIONE RIFIUTI INCENERITORI 2007, 2009, 2013, 510 MILIONI, Combustibili, EDILPOWER, ENEL, ENI, GENCHI, INCENERITORI, ITALCEMENTI, ITALGEN, Oikothen, PATTO PER L’AMBIENTE, PESENTI, PRESIGIACOMO, REVAMPING, RICONVERSIONE IMPIANTI, rifiuti,

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