Per dire NO all’uso del (combustibile derivato dai rifiuti) come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri a indicare sul contenitore se il , in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti.


Infatti, il ottenuto con il co-incenerimento di e combustibile fossile, diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica).





Inoltre, i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore.




Alle associazioni , , Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo e basta  quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrarie a ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo.




Al posto della combustione del si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia.




Dietro l’angolo ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l’autorizzazione del co-incenerimento del : questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare nei cementifici.


Caricato da isolapulita. - I nuovi video di oggi.

Altro elemento di distorsione nel funzionamento delle società d'ambito concerne la frequente e pressoché sistematica elusione delle regole di evidenza pubblica nella scelta delle imprese cui affidare i lavori, imprese spesso prive dei necessari requisiti di professionalità, caratterizzate da assunzioni clientelari, che in molti casi, come accertato dalla Commissione, hanno riguardato individui con pregiudizi penali, o legati da rapporti di parentela con soggetti pregiudicati.Le criticità di ordine economico finanziario degli ATO hanno quindi avuto ricadute gravissime nella gestione del ciclo dei rifiuti nella regione siciliana, contribuendo a determinare situazioni di altrettanto grave pregiudizio per la salubrità dell'ambiente e, quindi, la salute dei cittadini.
Relazione Commissione Parlamentare sui Rifiuti in Sicilia 6/10/10





domenica 31 ottobre 2010

Notte di fuoco a Carini, comune invaso dalla spazzatura

Notte di fuoco a Carini, comune invaso dalla spazzatura
Un euro al chilo il costo del trasporto dai rifiuti

31 ottobre 2010 -  Carini è un paese invaso dall’immondizia e soffocato dai roghi. Una decina gli interventi la scorsa notte da parte dei vigili del fuoco per spegnere gli incendi di cassonetti appiccati dai carinesi esasperati per una raccolta bloccata da settimane.
I cumuli sono andati a fuoco in via Vittorio Veneto, in via Antonello da Messina, in via Don Luigi Sturzo, in via Enrico Berlinguer, in via Galileo Galilei, in via Moscala e nella frazione di Villagrazia di Carini.
I vigili del fuoco sono rimasti in zona per tutta la notte per essere pronti ed evitare che le fiamme arrivassero sin dentro le case. Una guerra persa in partenza per i pompieri che hanno fatto in lungo e in largo tutta il grosso centro alle prese con un’emergenza che sarà difficile da superare se non arrivare interventi mirati e meno “fantasiosi” come li definisce Giovì Monteleone consigliere comunale di opposizione. “Ma che soluzione è portare l’immondizia da Carini a Gela – dice – Avete idea che conferire un chilo di rifiuti costerà un euro. Abbiamo già un debito con l’Ato di 9 milioni di euro. Il nostro debito schizzerà ancora più su e il paese resterà invaso dall’immondizia”.
La raccolta dei rifiuti dovrebbe essere iniziata. Ma sono tante le tonnellate di immondizia che si trovano nelle strade che ci vorranno settimane per riportare la situazione alla normalità. Il dirigente generale della Protezione civile regionale, Pietro Lo Monaco e il sub-commissario all’emergenza rifiuti nominato da Raffaele Lombardo, Domenico Michelon hanno firmato il decreto che consentirà al Comune di Carini e ad altri 7 enti soci dell’Ato Rifiuti Palermo 1 di conferire i rifiuti nella discarica di Gela. Il tutto per un costo complessivo di 600 euro a tonnellata; 300 euro in più rispetto ai costi sostenuti finora per utilizzare gli impianti di Partinico o di Bellolampo. Le somme necessarie verranno anticipate dalla Regione che poi sottrarrà dai trasferimenti che annualmente vengono erogati agli enti locali: comuni già con bilanci risicati che vedranno ulteriormente diminuirsi le entrate.
Il decreto in attuazione dà priorità al Comune di Carini, la cui situazione igienico sanitaria è molto più grave rispetto alle realtà territoriali limitrofe. La ditta esterna che si occuperà del trasporto dei rifiuti a Gela, sarà l’Aimeri Ambiente.
“Evidentemente – dichiara il sindaco di Carini Giuseppe Agrusa – si tratta di una soluzione temporanea per affrontare l’ennesima emergenza rifiuti, auspico che la società d’ambito, entro 10 giorni, avvii la raccolta differenziata”.
L’emergenza vista la soluzione gelese trovata è appena agli inizi.



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Discariche in Sicilia


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