Per dire NO all’uso del (combustibile derivato dai rifiuti) come combustibile nei cementifici basterebbe considerare che la legislazione USA obbliga i cementieri a indicare sul contenitore se il , in esso contenuto, deriva o no dallo smaltimento di rifiuti.


Infatti, il ottenuto con il co-incenerimento di e combustibile fossile, diventa pericoloso per la salute a causa dei rilasci dei manufatti con esso realizzati (vedasi il caso del cromo esavalente nel sangue dei lavoratori del tunnel della Manica).





Inoltre, i cementifici hanno limiti di concentrazioni di inquinanti, autorizzati allo scarico in atmosfera, superiori rispetto agli inceneritori pur avendo un flusso di emissioni maggiore.




Alle associazioni , , Isola Pulita, Rifiuti Zero Palermo e basta  quanto sopra per dichiararsi assolutamente contrarie a ogni forma di co-incenerimento, anche temporaneo.




Al posto della combustione del si propongono i trattamenti a freddo, come TMB o la produzione di sabbia sintetica tipo Vedelago, realizzando così, senza inquinare e senza effetto serra, recupero di materia o non di energia.




Dietro l’angolo ci sono i cementieri di Isola delle Femmine, Porto Empedocle, Ragusa, Catania e di Priolo, che aspettano l’autorizzazione del co-incenerimento del : questo non lo permetteremo e ci opporremo con ogni mezzo democratico contro il tentativo di bruciare nei cementifici.


Caricato da isolapulita. - I nuovi video di oggi.

Altro elemento di distorsione nel funzionamento delle società d'ambito concerne la frequente e pressoché sistematica elusione delle regole di evidenza pubblica nella scelta delle imprese cui affidare i lavori, imprese spesso prive dei necessari requisiti di professionalità, caratterizzate da assunzioni clientelari, che in molti casi, come accertato dalla Commissione, hanno riguardato individui con pregiudizi penali, o legati da rapporti di parentela con soggetti pregiudicati.Le criticità di ordine economico finanziario degli ATO hanno quindi avuto ricadute gravissime nella gestione del ciclo dei rifiuti nella regione siciliana, contribuendo a determinare situazioni di altrettanto grave pregiudizio per la salubrità dell'ambiente e, quindi, la salute dei cittadini.
Relazione Commissione Parlamentare sui Rifiuti in Sicilia 6/10/10





sabato 9 ottobre 2010

Rifiuti, la Regione taglia fondi a 159 sindaci

Rifiuti, la Regione taglia fondi a 159 sindaci
08/10/2010 -

 E' l'effetto della finanziaria 2009 che impone di recuperare adesso i prestiti fatti per fronteggiare l'emergenza. Palermo incasserà "solo" 6,5 milioni, Catania ne dovrà versare a sua volta 8,1

PALERMO. L'allarme rifiuti costa caro ai Comuni. La Regione infatti ha tagliato fondi a 159 sindaci. E' quanto previsto dalla finanziaria, che impone appunto il recupero prestiti. Palermo attende 11,7 milioni, che dovrebbero arrivare a giorni, e invece ne incasserà solo 6,4. Peggio andrà a Catania, che attende 9,6 milioni, ma non solo non li avrà, ne dovrà invece versare alla Regione 8,1. Altri comuni incasseranno meno del previsto e in 29 dovranno, per l'appunto, restituire tutti i debiti. Prevedibilmente questo sarà un vero e proprio disastro per le casse di molti comuni, già ridotti all'osso.Delle grandi città siciliane, solo Ragusa, Siracusa e Trapani sembrano a posto. Ulteriori approfondimenti nell'edizione cartacea del Giornale di Sicilia in edicola oggi, 8 ottobre 2010


Giunta regionale delibera il blocco temporaneo della spesa

La giunta di governo, riunita oggi pomeriggio, alla luce dello stato in cui versa la finanza pubblica regionale e sulla base delle stime effettuate dagli uffici che evidenziano un probabile sforamento del patto di stabilita' ha deliberato il blocco temporaneo della spesa ad eccezione degli stipendi, delle spese obbligatorie e delle spese derivanti da finanziamenti extra regionali.
"Che il governatore Raffaele Lombardo navighi a vista e rischi di arenarsi è
ormai noto. Per sei mesi abbiamo aspettato la formazione del suo nuovo governo mentre la Sicilia affossava per mancanza di una vera politica economica. Ora apprendo che la Giunta regionale ha bloccato le spesa come estrema conseguenza di una finanza pubblica allo sfascio e senza una “governance” autorevole. Mi chiedo come mai il blocco arrivi oltre i termini utili per l’assestamento di bilancio?”. Lo afferma Rudy Maira, deputato regionale dei Popolari per l’Italia di domani”. “Nei giorni scorsi – ricorda Maira - avevo chiesto una manovra correttiva per rastrellare risorse dai capitoli con i quali si sostengono spese inutili e superflue per destinarle alle famiglie, ai giovani, ai disoccupati e alle imprese che assumono e al welfare. Mi rammarica che il presidente Raffaele Lombardo si sia mostrato sordo davanti a queste vere emergenze. Tant’è – aggiunge Rudy Maira - che la delibera di Giunta di questa sera, di fatto, blocca la spesa sociale e mette in ginocchio i Comuni siciliani. Un altro quesito – prosegue Maira - da rivolgere al presidente della Regione è quello di conoscere se il blocco della spesa riguardi, ad esempio, anche i fondi destinati agli esperti, ai consulenti ed ai gabinettisti esterni degli assessorati?. La mia è una domanda che merita una risposta chiara e sincera. Infine – conclude Maira - chiedo a Lombardo se il blocco della spesa riguardi pure, il vero sottobosco delle lottizzazione di questi mesi, e cioè gli Enti regionali, le società partecipate e le Aziende ospedaliere soprattutto, quest’ultime, per quanto attiene le nomine di tanti consulenti”.



SICILIA: REGIONE STA LAVORANDO PER PAGAMENTO FONDO 2010 AI COMUNI

(ASCA) - Palermo, 7 ott - ''Stiamo lavorando per assicurare il pagamento dell'ultima trimestralita' del Fondo delle autonomie per il 2010 ai Comuni della Sicilia. Tuttavia, si e' riproposto il problema legato alla grave criticita' a carico di quegli enti locali che, per fronteggiare l'emergenza igienico-sanitaria dovuta ai rifiuti, hanno fatto ricorso, negli anni, ad anticipazioni di cassa, che adesso devono restituire''. Lo dice l'assessore regionale per le Autonomie locali e la Funzione pubblica, Caterina Chinnici, che ha gia' discusso con il collega dell'Economia, Gaetano Armao, per sollecitare una soluzione che possa coniugare l'esigenza del recupero delle somme anticipate dalla Regione con la funzionalita' degli enti locali interessati. Infatti, cosi' come previsto dall'articolo 11 della legge finanziaria regionale del 2009, il rimborso deve avvenire, sulla base di un prospetto redatto dalla Ragioneria generale della Regione, nell'arco di 3 anni dal 2010 al 2012, a compensazione dei trasferimenti trimestrali del Fondo delle Autonomie erogati dall'assessorato regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica. A seguito della rilevata criticita', dovuta in alcuni casi alla sensibile riduzione dei trasferimenti in favore dei Comuni per effetto delle trattenute, e quindi per garantire la funzionalita' degli enti locali, era stato individuato un percorso normativo, con l'approvazione da parte del Parlamento siciliano di una norma che consentisse di restituire le somme in 10 anni, anziche' in 3. Tuttavia, la normativa e' stata oggetto di impugnativa da parte del Commissario dello Stato e quindi, adesso che si sta procedendo alla liquidazione della terza trimestralita' per i Comuni, il problema si e' riproposto.

''Siamo alla ricerca della soluzione piu' idonea - spiega l'assessore Chinnici - che consenta, nel rispetto dei termini previsti dalla legge, di assicurare la funzionalita' degli enti locali, salvaguardando contestualmente le esigenze di equilibrio del bilancio regionale''.
res-rg/mar/ss (Asca)


1 ottobre 2010
“Dopo il taglio di oltre mezzo miliardo operato dalla Finanziaria per il 2009, prosegue anche per il 2010 il taglio ai fondi per il sociale erogati a Regioni e Comuni. Per il momento il provvedimento non prevede alcun finanziamento per il Piano straordinario servizi Socio-Educativi per la prima infanzia, che e’ stato decisivo per sviluppare l’offerta di asili nido in Italia. Il taglio piu’ rilevante della Finanziaria per il 2010 colpisce il sostegno principale del sociale, costituito dal Fondo nazionale per le Politiche sociali, ridotto costantemente in questi anni fino ad arrivare agli attuali 171 milioni. In questo caso il taglio e’ di 299 milioni, ben due terzi dell’intero finanziamento”. È l’allarme lanciato da Raoul Russo, assessore al Comune di Palermo con delega Anci al Welfare e alle Politiche sociali, nell’intervista ad Anci Rivista. Tempi bui quindi per i Comuni sul fronte del welfare. “Il risultato complessivo di questi tagli dei finanziamenti statali per il sociale, che si sommano a quelli del 2009 e del 2008, portera’ a un impatto pesante sulle politiche sociali dei Comuni. Nel momento in cui servirebbero piu’ risorse da dedicare al settore sociale, tali risorse vengono ridotte, contribuendo ad acuire gli effetti della crisi sulle famiglie piu’ fragili”, continua Russo, che chiede da tempo un tavolo di coordinamento e programmazione sugli interventi di welfare sociale. “Ho sempre sostenuto che in carenza di risorse sia necessaria una seria programmazione almeno triennale degli stanziamenti per una politica oculata e certa degli interventi. Non e’ piu’ tollerabile che la nostra nazione non riesca a garantire livelli essenziali minimi di assistenza a fronte di una pressione fiscale che e’ tra le piu’ alte d’Europa”.
(ITALPRESS)


Ai Comuni 889 milioni dalla Regione
Deliberati da conferenza Regione-autonomie locali. L’assessore Chinnici: “Via alla I trimestralità”

PALERMO - Via libera al piano di ripartizione dei trasferimenti regionali a favore dei comuni siciliani per il 2010. Lo ha deciso la conferenza Regione-autonomie locali, presieduta dall’assessore per le Autonomie locali e la Funzione pubblica, Caterina Chinnici.

“L’approvazione dei criteri e dei parametri di ripartizione del Fondo - spiega l’assessore - era necessaria per poter procedere al pagamento della prima trimestralità e al calcolo di quelle successive. Ai sindaci e ai presidenti delle province presenti ho sottolineato che, da parte dell’assessorato, c’è grande attenzione verso gli enti locali, ma nel contempo ho chiesto anche la massima collaborazione, invitandoli a svolgere il proprio ruolo con senso di responsabilità”.

L’ammontare complessivo del Fondo delle autonomie per il 2010, così come stabilito dalla legge finanziaria regionale, è di 889 milioni di euro, dal quale vanno dedotte le somme che altre norme hanno vincolato per usi specifici. L’importo da ripartire tra tutti i comuni è quindi di 489,5 milioni.

“Ho già dato indicazione agli uffici - riprende l’assessore Chinnici - affinché in tempi rapidissimi si provveda ai mandati di pagamento. Siamo consapevoli che il mancato trasferimento delle risorse regionali può influire, significativamente, anche sui servizi minimi essenziali per cui gli amministratori possono stare tranquilli che l’iter sarà celerissimo”.

Tra le cifre “accantonate”, ma che andranno sempre agli enti locali con finalita’ vincolate, ci sono: contributi straordinari per i comuni in dissesto finanziario (5 milioni); i contributi per realizzare forme associative e di cooperazione tra gli enti locali (8,6 milioni); il rimborso Iva su servizi non commerciali (13,3 milioni); il servizio di trasporto dei rifiuti via mare nelle isole minori (6 milioni); il fondo di rotazione per l’anticipazione delle spese relative alla gestione integrata dei rifiuti dei rifiuti (40 milioni); gli incentivi per attivare misure di fuoriuscita dal bacino dei lavori socialmente utili (26,6 milioni); il ricovero dei dimessi dagli ex ospedali giudiziari (12,7 milioni); le spese per il trasporto interurbano degli alunni delle scuole medie superiori (25 milioni); il miglioramento dei servizi di polizia municipale (12,5 milioni); la premialità per i Comuni virtuosi (17,7 milioni).


Articolo pubblicato il 26 giugno 2010


Legge Finanziaria 2009 Regione Sicilia
LEGGE 14 maggio 2009, n. 6.
Art. 11.
Interventi in favore dei Comuni in crisi finanziaria
1. Al fine di consentire alla Regione di far fronte ad esigenze di ordine pubblico o a particolari situazioni di emergenza, compresa quella relativa alla gestione integrata dei rifiuti, il Ragioniere generale della Regione è autorizzato, su indicazione dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze, a concedere anticipazioni di cassa ai comuni, nel limite del 30 per cento del fondo per le autonomie locali. Tali anticipazioni sono recuperate, entro il limite massimo di tre esercizi, in base ad un dettagliato piano finanziario di rimborso da approvarsi con decreto del Ragioniere generale, a valere sui trasferimenti in favore degli enti locali sulla base delle risorse attribuite agli stessi ai sensi dell'articolo 76 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni, o con eventuali altre assegnazioni di competenza degli stessi.
2. Le disposizioni del presente articolo si applicano a tutte le anticipazioni già deliberate dalla Giunta regionale e concesse per motivi di ordine pubblico o per fronteggiare le emergenze relative alla gestione integrata dei rifiuti.
3. Per l'attuazione di quanto previsto nel presente articolo, il Ragioniere generale della Regione è autorizzato ad apportare nel bilancio della Regione le necessarie variazioni.


La legge finanziaria della Regione Siciliana

 Anno 2009 (L.R. n. 6 del 14/05/2009)
 Anno 2008 (L.R. n. 1 del 06/02/2008)
 Anno 2007 (L.R. n. 2 del 08/02/2007)
 Anno 2006 (L.R. n. 1 del 30.01.2006)
 Anno 2005 (L.R. n. 17 del 28/12/2004)
 Anno 2004 (L.R. n. 21 del 29/12/2003)
 Anno 2003 (L.R. n. 4 del 16/04/2003)  
 Anno 2002 (L.R. n. 2 del 26/03/2002)
 Anno 2001 (L.R. n. 6 del 03/05/2001)
 Anno 2000 (L.R. n. 8 del 17/03/2000)


14-SET-2010 - Circolare n. 5/A.L. del 13.09.2010 - Salvaguardia degli equilibri di bilancio
Salvaguardia degli equilibri di bilancio - art. 193 del Decreto Legislativo n. 267 del 18.8.2000 - esercizio finanziario 2010
Scadenza: 30 settembre 2010
Allegato: Circolare n. 5/A.L. del 13.09.2010  (nuova finestra)




Rifiuti, la Regione sfida Roma

Repubblica — 07 ottobre 2010   pagina 4   sezione: PALERMO

RAFFAELE Lombardo non consegna il piano rifiuti e grida al boicottaggio: «Lo Stato non ci dà i soldi», è la denuncia che viaggia su una lettera firmata dal presidente della Regione e indirizzata al dipartimento della Protezione civile. Un documento di tre pagine che apre ufficialmente la guerra fra Palermo e Roma. Palazzo d'Orleans - nella convinzione che il governo Berlusconi non dia alla Sicilia le risorse per creare ad arte l'emergenza e inviare Bertolasoa gestirla- compie due mosse significative. La prima: annuncia di voler togliere l'intesa sull'ordinanza di protezione civile che ha messo su carta gli interventi da realizzare. Un escamotage tecnico per tentare di impedire l'eventuale commissariamento del commissario, che per ora è proprio Lombardo. La seconda mossa: il presidente della Regione diffida il governo nazionale a realizzare i termovalorizzatori previsti dal piano Cuffaro, e soprattutto a farli nelle stesse aree individuate in precedenza. Fra le quali c'è Bellolampo. Lombardo - spalleggiato da Pier Carmelo Russo, assessore e consigliere più ascoltato in materia - gioca d'anticipo e in pratica crea le condizioni per il contenzioso, per un pesante conflitto d'attribuzione con lo Stato. Da tempo, fra la presidenza e la sede dell'assessorato all'Energia, circola la convinzione che Bertolaso sia in arrivo. Che sia ineludibile, specie dopo la formazione della nuova giunta che esclude tutto il Pdl, un attacco del governo Berlusconi sul fronte più sensibile: quello dei rifiuti, appunto. Il leader dell'Mpa teme uno scenario che possa contemplare da un lato una Sicilia in ginocchio, con le discariche sature, i cassonetti bruciati e le proteste della popolazione. E dall'altro l'intervento salvifico del premier e del sottosegretario Bertolaso. Ieri il Cavaliere lo ha detto chiaramente: «L'emergenza a Napoli è risolta al 95 per cento. Il termovalorizzatore di Acerra non è sufficiente, anche se funziona benissimo. Altri impianti saranno realizzati in Sicilia e nel Lazio». In Sicilia, ecco. Il governatore ha impostato gran parte della sua strategia politica attorno a una semplice equazione: termovalorizzatori uguale malaffare. Supportando la sua azione con testimonianze in Procura e denunce alla commissione Antimafia. Non esclude la realizzazione di inceneritori ma studia altre strade, inclusa quella che porterebbe i rifiuti siciliani a Rotterdam, Brema e di lì agli impianti tedeschi. A Roma diffidano: «Dov'è il piano?». Già, dov'è? Nell'ordinanza di protezione civile pubblicata il 22 luglio era previsto che il commissario, Lombardo appunto, presentasse gli adeguamenti al piano regionale di gestione dei rifiuti entro sessanta giorni. Il termine è spirato invano. Il governatore, venerdì scorso, aveva detto che il lavoro sarebbe stato completato nell'arco di pochi giorni. Ma adesso, nella lettera inviata al dipartimento, e per conoscenza al ministro Prestigiacomo, ricorda che tutte le attività previste dall'ordinanza - fra cui l'incremento della differenziata, la realizzazione di impianti di trattamento dei rifiuti e di discariche - avrebbero dovuto essere finanziate con 200 milioni di euro prelevati dai fondi Fas. E siccome quei soldi non sono ancora stati erogati, poiché non è stata aperta la contabilità speciale a disposizione dello stesso commissario, «la commissione incaricata di mettere a punto il nuovo piano non è nelle condizioni di fare le ricognizioni sul territorio e di completare la propria attività». Soltanto con una verifica sul campo, spiega il presidente della Regione, si potrà capire «se e in che misura dar luogo alla realizzazione di termovalorizzatorio di altro tipo di impianti». Finora i soldi li ha messi solo la Regione «destinandoli in primo luogo al superamento delle condizioni di rischio per l'igiene e la sanità pubblica». Risorse comunque non indifferenti: 26 milioni, nell'ultimo anno e mezzo, sono stati dirottati dalle esangui casse regionali sull'emergenza rifiuti. Non sono serviti a far cessare l'allarme: i nuovi lavori per ampliare Bellolampo potrebbero dare un'autonomia che - stimano i tecnici - non supererà i sette-otto mesi. In questo clima Lombardo batte cassa: «La dovuta dotazione finanziaria - scrive - si pone quale elemento per la esecuzione dell'ordinanza e, in assenza della consequenziale erogazione, l'intesa della Regione sull'ordinanza stessa deve intendersi revocata». Con questo atto il governo Lombardo nei fatti si sottrae alla realizzazione degli interventi concordati con lo Stato, rivendica la propria autonomia e pone le condizioni per opporsi a un'eventuale revoca dei poteri commissariali. Stop a Bertolaso. Nella sua lettera, Lombardo ricorda che, «contrariamente alle erronee notizie diffusesi», la Regione siciliana anche attualmente non sarebbe priva di un piano rifiuti. Varrebbe quello adottato nel 2002 dalla giunta Cuffaro, con l'eccezione della parte che riguarda gli inceneritori: «Privo di qualsiasi effetto deve ritenersi il precedente affidamento per la realizzazione degli impianti di termovalorizzazione, le cui procedure sono state oggetto di un provvedimento di annullamento». È una posizione che, almeno secondo i tecnici che hanno scritto il documento, impedirebbe di utilizzare le stesse aree cedute alle società che avevano vinto il vecchio bando, poi bocciato dalla Corte di giustizia europea.E Lombardo - che vuole evitare un maxi-risarcimento nei confronti delle aziende interessate (fra cui Falck e Waste Italia) - fa sapere che ci sarebbero state irregolarità così gravi nelle gare celebrate da rendere necessaria «una comunicazione all'autorità di vigilanza sui contratti della pubblica amministrazione, al fine - denuncia il governatore - di consentire ogni valutazione in ordine all'adozione di misure limitative o interdittive della capacità di contrarre e di contrattare». La Regione, in pratica, ha chiesto di escludere le stesse società da qualsiasi gara. E in ogni caso, conclude Lombardo, guai a immaginare procedure d'urgenza: «Deve in ogni caso escludersi alla radice la possibilità di affidare la realizzazione di qualsivoglia impianto in deroga alle procedure di evidenza pubblica, essendo tali modalità le uniche in grado di contrastare fenomeni di condizionamento delle gare». È l'ultimo colpo sparato al fantasma di Bertolaso e agli appalti accelerati in nome dell'emergenza. L'ultima sfida a Berlusconi
EMANUELE LAURIA




Sapevate che una città di 100.000 abitanti col riciclo può arrivare a guadagnare fino a un milione di euro?
Rifiuti:occhio alla spazzatura, parte differenziata doc

Prestigiacomo,e’ la chiave del sistema; 2 ottobre giornata riciclo in 20 citta’

ROMA – I cartoni della pizza con residui di cibo, i fazzoletti usati o gli scontrini mai nel cassonetto della carta; l’ involucro di plastica delle merendine sempre separato dalla vaschetta di cartone o i barattoli di vetro dal tappo di metallo. Regole base della raccolta differenziata. Ma in quanti lo sanno o lo fanno? In Italia lo smaltimento dei rifiuti urbani per tipo di materiale, con qualche ombra ma anche con eccellenze, si fa ma spesso si fa male mentre piccoli gesti di ‘qualita” possono dare una svolta importante per il buon riciclo. Ne sono convinti il ministero dell’Ambiente e il Consorzio nazionale imballaggi (Conai) che a Milano hanno lanciato la 1/aGiornata nazionale del riciclo e della raccolta differenziata di qualità, sabato 2 ottobre in 20 città italiane. Per loro anche le dieci regole d’oro per una differenziata di qualità e sei panchine di design per ciascuna città realizzate utilizzando esclusivamente materiali di imballaggio provenienti da riciclo.

“La raccolta differenziata - afferma il ministrodell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo – è il punto di partenza essenziale di un corretto ciclo di smaltimento dei rifiuti che,nella loro quasi totalità, non sono uno scarto ma una risorsa che può essere utilizzata come materia prima per realizzare nuovi oggetti o come fonte di energia”. “Grazie a un piccolo impegno quotidiano per fare bene la raccolta, è possibile migliorare ancora il riciclo”, ha detto Piero Perron, Presidente di Conai. “Il decalogo – ha riferito Antonio Giuliani, dirigente dell’ufficio di gabinetto del ministero dell’Ambiente – è valido per tutto il Paese. Si parte con questa campagna ma l’obiettivo è tendere a uniformare la qualità per tutto il territorio”.

E differenziare bene è anche una questione di colore. Per quanto riguarda la plastica, infatti, lo smaltimento costa di più con le bottigliette di colore azzurro, secondo il Consorzio per la plastica, Corepla, 150 euro a tonnellata. Tanto che in Giappone si sta procedendo al divieto di adottare la colorazione azzurra. Infine l’impegno Conai con i comuni. Il Consorzio, ha sottolineato il direttore generale, Walter Facciotto,”sostiene, nell’ambito dell’accordo quadro con l’Associazione nazionale dei comuni italiani, Anci, le amministrazioni locali nel perseguire obiettivi di qualità attraverso il versamento dei corrispettivi economici, nel 2009 oltre 400 milioni di euro”

Ecco la fotografia dell’Italia che ricicla:

- GIORNATA NAZIONALE RICICLO: Il 2 ottobre in 20 città (Ancona,Aosta, Arezzo, Bari, Bologna, Caserta, L’Aquila, La Spezia,Matera, Milano, Oristano, Perugia, Reggio Calabria, Roma,Siracusa, Termoli, Trento, Treviso, Trieste, Vercelli). Nelle 20piazze ci saranno punti informativi dove verrà distribuito IlDecalogo della raccolta differenziata di qualità;

- QUANTO VALE UNA DIFFERENZIATA DI QUALITA’: Il miglioramentodella qualità della raccolta differenziata – classificata per fasce di qualità che misurano omogeneità, presenza di materiali estranei non riciclabili – si traduce, per un comunedi 100.000 abitanti (con una raccolta differenziata complessiva intorno al 45%) in corrispettivi economici che vanno dai 232.000euro all’anno per materiale classificato in 3/a fascia di qualità per arrivare a circa un milione di euro l’anno per materiale classificato in 1/a fascia di qualità, quadruplicando quindi i corrispettivi. Un meccanismo, che per una città di 1.000.000 di abitanti (con una differenziata intorno al 45%),prevede finanziamenti che possono arrivare a 9,5 milioni di euro l’anno per una raccolta differenziata di 1/a fascia;

- I NUMERI DEL RICICLO: i risultati nazionali di recupero deirifiuti di imballaggio di acciaio, alluminio, carta, legno,plastica e vetro raggiungono il 73,9%, equivalente a 8.024.000tonnellate recuperate su 10.863.000 tonnellate immesse al consumo. Il sistema ha registrato una crescita del recupero complessivo del 5,25% rispetto all’anno precedente (da 68,6% a73,9%) e una riduzione delle quantità di rifiuti di imballaggio destinate a discarica (nel 2009 sono scese al 26% del totale deirifiuti da imballaggio);

- DAL CASSONETTO ALLO SCAFFALE: servono 19.000 barattoli per conserve per produrre un’auto; occorrono 37 lattine per fare una caffettiera da tre tazze; quasi il 90% delle scatole per pasta,calzature e altri prodotti di uso comune sono realizzati in cartoncino riciclato; con il riciclo di una cassetta di legno si ottiene un attaccapanni; con 27 bottiglie di plastica si fa una felpa in pile; il 66% delle bottiglie di vetro oggi immesse al consumo nel Paese è fatto con vetro riciclato proveniente dalla raccolta differenziata nazionale.

30 settembre 2010

Ai cittadini i consigli di chi ricicla per mestiere

Raccolta differenziata, 10 regole d’oro

Chi la fa lo sa, la raccolta differenziata della spazzatura è un vero e proprio lavoro, un impegno di tutti i giorni. Ma non c’è altro da fare per risolvere un doppio problema: chiuidere la porta alle ecomafie che speculano sulla spazzatura e dare una possibilità al nostro futuro ambientale



Chi la fa lo sa, la raccolta differenziata della spazzatura è un vero e proprio lavoro, un impegno di tutti i giorni.
Sacchetti per la carta, sacchetti per la plastica, altri per il vetro e poi quelli per l’umido: girare per la cucina è spesso e volentieri uno slalom tra i contenitori.
E poi quel dubbio atroce, che nessuno si prende mai l’impegno di dissolvere, smentendo pubblicamente tutte le insinuazioni, le chiacchiere e anche le inchieste giornalistiche a proposito del vero destino dei nostri sforzi: che tutto finissca nello stesso calderone e che la nostra separazione dei materiali sia una inutile fatica.
Sarà vero? E allora chi me lo fa fare?
L’ambiente, il futuro, la qualità della nostra vita, l’impegno dei consorzi che riciclano e che buon per loro guadagnano dalla spazzatura.
Sì, non c’è altro da fare per riciclare: qualcuno deve lecitamente guadagnarci perchè i buoni samaritani non esistono e perchè l’impegno di tutti, il rispetto dell’ambiente e in nostro senso civico sono gli unici modi per sbattere fuori dalla porta le ecomafie che speculano sulla nostra salute e sul nostro futuro.

Ecco le 10 regole d’oro per una raccolta differenziata di qualita’ (Fonte: Consorzio nazionale imballaggi-Conai):

1) Separa correttamente gli imballaggi in base al materiale di cui sono fatti e mettili nell’apposito contenitore per la raccolta differenziata. Grazie a te che separi gli imballaggi e al Comune che li raccoglie, Conai fa rinascere l’acciaio, l’ alluminio, la carta, il legno, la plastica e il vetro.

2) Schiaccia lattine e bottiglie di plastica richiudendole poi con il tappo. Comprimi carta e cartone.

3) Dividi, quando e’ possibile, gli imballaggi composti da piu’ materiali, ad esempio i contenitori di plastica delle merendine dalla vaschetta di cartone oppure i barattoli di vetro dal tappo di metallo. Se fai questo, limiterai le impurita’.

4) Togli gli scarti e i residui di cibo dagli imballaggi prima di metterli nei contenitori per la raccolta differenziata. Se fai questo, ridurrai le quantita’ scartate.

5) Sappi che la carta sporca (di cibo come i cartoni della pizza, di terra, di sostanze velenose come solventi o vernici), i fazzoletti usati e gli scontrini non vanno nel contenitore della carta; e che il loro conferimento peggiora la qualita’ della raccolta differenziata di carta e cartone.

6) Fai attenzione a non mettere nel contenitore del vetro oggetti in ceramica, porcellana, specchi e lampadine. Inserire tali materiali puo’ vanificare i tuoi sforzi perche’ rovina la raccolta del vetro.

7) Riconosci e conferisci correttamente gli imballaggi in alluminio. Oltre alle piu’ note lattine per bevande, separa anche vaschette e scatolette per il cibo, tubetti, bombolette spray e il foglio sottile per alimenti.

8) Riconosci e conferisci correttamente gli imballaggi in acciaio, solitamente riportano le sigle FE o ACC. Le trovi su barattoli per conserve, scatolette del tonno, lattine e bombolette, fustini e secchielli, tappi corona e chiusure di vario tipo per bottiglie e vasetti.

9) Introduci nel contenitore per la raccolta differenziata della plastica tutte le tipologie di imballaggi. Fai attenzione a non introdurre altri oggetti, anche se di plastica, come giocattoli, vasi, piccoli elettrodomestici, articoli di cancelleria e da ufficio.

10) Ricorda che se hai imballaggi in legno li puoi portare alle isole ecologiche comunali attrezzate. Cassette per la frutta e per il vino, piccole cassette per i formaggi, sono tutti imballaggi che possono essere riciclati.

30 settembre 2010


Due ispettori dell'assessorato Territorio Ambiente Regione Sicilia, in mattinata hanno fatto VISITA all'Ufficio Tecnico Comunale di Isola delle Femmine



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